Frasi su perno

Vito Mancuso foto
Vito Mancuso 39
teologo italiano 1962
„Un tempo il fondamento dell’autorità era assicurato da garanzie fisiche, metafisiche o filosofiche tali da costituire una religio, cioè un sistema di pensiero che lega, che tiene insieme, e l’autorità fondata nella mente degli uomini poteva costituire il perno su cui si edificava la società. (libro Conversazioni con Carlo Maria Martini...)“

Walter Barberis foto
Walter Barberis 8
storico italiano 1950
„[... ] l'Italia ha vinto, con Venezia prima e con il Piemonte poi, quando ha alleato tutte le iniziative di una società vitale con delle istituzioni pubbliche; e ha perso, regolarmente, quando questa alleanza fra il privato e il pubblico non si è realizzata. Per secoli, sino ai fatidici anni Sessanta dell'Ottocento. E comunque, con alterne fortune, anche dopo. Di Machiavelli si ricorda con proterva inesattezza l'adagio di comodo maneggio individuale secondo cui il fine giustifica i mezzi, ma si ignora che l'intero corpo della sua riflessione fa perno sulla necessità di un elemento fiduciario fra governanti e governati e sulla convinzione che solo un solido apparato militare nazionale ne sia il garante interno ed esterno. (I, III; pp. 39-40)“


Alessandro Peregalli 4
poeta italiano
„Tutti quelli che ho amato in banca ho toccato con la mia grazia | come la fata buona dei libri delle favole |... sono stati sospinti in alto da un soffio misterioso | Per far carriera in banca bisogna essere amici miei | il perno, il fuoco, il raggio, l'unico che non ha fatto carriera.“

Robert Littell 3
scrittore e giornalista statunitense 1935
„Come altre capitali, Madrid è in maniera esagerata il centro delle decisioni o meglio delle indecisioni, il cimitero delle iniziative, il perno su cui ruota, con il suo solenne ritmo burocratico, il resto d'un Paese in risveglio.
«Che la morte mi venga dalla Spagna» disse un Inglese dell'epoca elisabettiana «perché allora tarderà molto a venire.»“

„I fratelli fungono da perno su cui tutto ruota.“

„S. Alfonso paragona la vita a un orologio. La vocazione è il perno. Spostate il perno: l'orologio non funziona più. (p. 13)“

Carmelo Bene foto
Carmelo Bene 203
attore, drammaturgo e regista italiano 1937 – 2002
„... siccome è gira gira ferma qui a noi d'accanto | su 'l perno 'l suo 'na giostra | di ciuchi 'cartapesta che si dondolano | immoti e vanno vanno | in chissadove infanzia... (pag. 143)“

Giuseppe Gioachino Belli foto
Giuseppe Gioachino Belli 54
poeta italiano 1791 – 1863
„Na regazza arrivata a ssediscianni | senza conossce er perno de l'amore | Fra tutti li miracoli piú granni | Díllo er miracolone er piú maggiore. | [... ] Si cc'inganna, è una lappa [furba] da punilla | Cor méttejelo in corpo; e ss'é ssincera | Bbisoggna fà de tutto pe istruilla. | Io le so certe cose io sò rromano. | L'inzeggnà a l'iggnoranti è la maggnera | De fasse aggiudicà vvero cristiano. (da La ggnocchetta, 355)“


Ettore Sottsass foto
Ettore Sottsass 98
architetto e designer italiano 1917 – 2007
„Gli interessa poco pensare al futuro, perché la vita non è determinata dai programmi. Fa finta di non sapere che in tutto il mondo copiano il suo lavoro. Le culture che cita sono poco organizzate, non ancora intellettualizzate, oppure antichissime. Ama le architetture classiche, le città-tempio, i grattacieli. Il suo ruolo storico è quello di aver aperto il primo contraddittorio culturale, operativo e linguistico ai modelli del funzionalismo, di essere divenuto il perno attorno a cui hanno gravitato tutti coloro che cercano una architettura più libera. Per lui progettare non è questione di ideologia, di ortodossia, ma è un fenomeno sensitivo, una ricerca d'identità.
Gli ho sempre voluto molto bene. (Alessandro Mendini)“

Oscar Wilde foto
Oscar Wilde 285
poeta, aforista e scrittore irlandese 1854 – 1900
„La sofferenza è solo un lunghissimo momento. Non possiamo dividerlo secondo le stagioni; possiamo soltanto registrarne i mutamenti e segnare volta a volta il loro ripetersi. Per noi, il tempo non progredisce. Esso ruota su se stesso; sembra girare su un perno di dolore. L'immobilità paralizzante di una vita di cui ogni particolare è regolato da un piano immutabile, così che mangiamo e beviamo e ci corichiamo e preghiamo, o almeno ci inginocchiamo nell'atto di pregare, secondo le leggi inflessibili di una regola di ferro, questo carattere di immobilità che fa ogni singola orrenda giornata identica alla precedente fin nei minimi dettagli, sembra comunicarsi a quelle forza esterne la cui essenza stessa è invece un continuo mutamento. (1966)“

Gianni Clerici foto
Gianni Clerici 54
giornalista italiano 1930
„[Su Novak Djokovic] Da modesto insegnante di tennis, aggiungerò che il gioco del nuovo campione si basa su una condizione tecnica straordinaria, anche per la capacità di assorbire e metabolizzare la fatica. Grazie allo straordinario perno delle gambe, Nole è in grado di colpire splendidamente palle per altri quasi perdute all'esterno delle righe laterali, e trasformarle in parabole rientranti di geniale geometricità. «Mi ricorda qualcuno» mi ha giusto confermato questa mattina Gianni Rivera. Bimane sul rovescio com'è ormai obbligatorio nell'Era post Federer, è in grado di giocare con una sola mano volée e drop micidiali, dissestando un tennis contemporaneo ormai legato alla linea di fondo. Ha acquistato in se stesso tutta la fiducia instillatagli da un'intera tribù, o meglio da un'intera nazione.“

Arrigo Cajumi 39
giornalista, scrittore e critico letterario italiano 1899 – 1955
„Qualche pennivendolo infatuato torna a sputacchiare quelle anime che tranquille hanno la colpa di pensare d'essere venute al mondo, non per servire a esperienze altrui, ma per passare nel modo meno ingrato la loro esistenza, facendo perno sul proprio io. A dar retta a certa gente, tutti dovrebbero ridursi al livello dei conigli da laboratorio, ai quali peraltro non si chiede di manifestare la loro soddisfazione e il loro entusiasmo per ciò che li attende.
Ora la fonte di tali pensamenti è religiosa, clericale. […] Il credente – sia cristiano, che ebreo, o musulmano… – e sempre chiamato a servire anima e corpo un feticcio, e la congrega che utilizza quest'ultimo. Per cui, la cattura, l'abdicazione, l'abiezione dell'individuo sono – per chi bada ai fatti e non alle facezie – integrali. (p. 161)“


Ernst Jünger foto
Ernst Jünger 284
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„Quando il treno si rimette in movimento è possibile che con sé porti soltanto pochi viaggiatori: solo coloro i quali non si sono lasciati sfuggire l'ora. Potrebbe anche accadere che i più vogliano lasciarselo sfuggire, giacché la stazione sembra più gradevole, accogliente e familiare del viaggio.
Fu schema analogo quello che dovette avere dinanzi agli occhi Nietzsche, allorché delineò l'immagine del «superuomo» e dell'«ultimo uomo». Che egli abbia introdotto la compassione come segno per distinguerli, è tratto geniale, largamente incompreso.
Dal punto di vista terninologico è più felice la scelta dell'espressione «ultimo uomo» rispetto a quella di «superuomo» per indicare il tipo che è riuscito a congedarsi dalla storia. Ecco il compito, il perno intorno al quale gira il movimento al muro del tempo. (da Al muro del tempo. Divisioni sideree, p. 250)“

George Steiner foto
George Steiner 112
scrittore e saggista francese 1929
„Oggi soltanto i professionisti – epigrafisti, bibliografi, filologi – correggono ciò che leggono. Vale a dire coloro che incontrano il testo come una presenza viva, che ha bisogno della collaborazione del lettore per mantenere intatta la sua vitalità, la sua vivacità e luminosità. [... ] E chi, fra noi, si prende la briga di trascrivere per piacere personale e per impararle a memoria le pagine che lo hanno interpellato più direttamente, che lo hanno «letto» con maggiore accuratezza?
La memoria, ovviamente, è il perno della questione. La «responsabilità verso» il testo, la comprensione dell'auctoritas e la risposta critica che le si dà, le quali plasmano il modo classico di leggere e la sua rappresentazione da parte di Chardin, dipendono strettamente dalle «arti della memoria». [... ] L'atrofia della memoria è la caratteristica precipua dell'educazione e della cultura nella seconda metà del Novecento. [... ] Non impariamo più a memoria, «con il cuore». Gli spazi interiori sono muti o intasati di banalità discordanti. (da Una lettura ben fatta: p. 21 ss.)“

Giovanni Amendola foto
Giovanni Amendola 3
politico e giornalista italiano 1882 – 1926
„La democrazia non può pretendere di conservare la sua funzione orientatrice, la sua posizione direttiva nella vita pubblica italiana perché essa non ha saputo organizzarsi come partito, perché essa non è un "partito di masse". Ed ecco sorgere, sulla nostra via, il mito dei partiti di masse, che sono, in definitiva, partiti di minoranze, dietro i quali vive e prospera il fenomeno sindacale. Il partito fascista, a mano a mano che subisce l'inflazione sindacalista, assume sempre più il carattere di partito di masse, così come l'assunsero precedentemente, nelle medesime condizioni, il partito socialista ed il partito popolare. Ora codesti partiti, cosiddetti di masse, hanno come caratteristica la dipendenza dagli interessi economici delle classi o categorie raccolte in sindacati, e la disciplinata organizzazione sotto la direttiva di piccoli ceti di professionali della politica; essi stessi possono anzi considerarsi, in più largo senso, come accolte di professionali della politica, i quali ricollegano a tale esercizio professionale, o la difesa di essenziali interessi economici, oppure il proprio ufficio personale congiunto alla propria esistenza. Si tratta, pertanto, di ceti limitati e selezionati, anche quando le tessere si contino a milioni. La grande maggioranza del popolo italiano vive fuori di questi grandi reticolati di sindacati e di tesserati; essa è composta di milioni di uomini i quali consacrano la loro quotidiana esistenza all'esercizio di attività private e non di attività pubbliche, e che traggono i loro mezzi di vita dal lavoro individuale produttivo, e non già dalla politica esercitata su scala più o meno larga o ristretta. Questa grande maggioranza del nostro popolo cerca, col sentimento e con la ragione, nella democrazia, la espressione delle sue idealità, e la tutela degli interessi generali del Paese, e quando pensa e parla di politica, nelle ore lasciate libere al lavoro privato, non pensa agli interessi sindacali ma pensa all'Italia, e si chiede in qual modo la grande maggioranza degli italiani riuscirà ad imporre la sua volontà e la sua anima alle minoranze rumorosamente contendenti, onde comporre finalmente il loro conflitto in un fraterno e fecondo silenzio. Ora, questa maggioranza italiana, disorganizzata se si guarda alla tessera, ma politicamente viva e vibrante, anzi più viva e vibrante delle minoranze compatte ed omogenee che costituiscono i così detti partiti di massa, viventi una vita in gran parte artificiale, sovreccitata dall'esercizio della politica professionale – questa grande maggioranza italiana che custodisce la sanità della stirpe ed è il perno del nostro avvenire, chiede ai politici tutti di arrestare, finalmente, il tumultuoso disordine che impedisce e disturba ogni seria considerazione dei problemi nazionali, ed invoca e comanda che da oggi in avanti non un'ora sia più perduta nella sterile contesa. [Giovanni Amendola, In difesa dell'Italia liberale, in I Progetti del Corriere della Sera, I Maestri del pensiero democratico, n. 11, pag. 53 e 54]“