Frasi su petalo

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Antoine de Saint-Exupéry 86
scrittore e aviatore francese 1900 – 1944
„Il piccolo principe assisteva allo schiudersi di un enorme bocciolo e sentiva che ne sarebbe venuta un'apparizione miracolosa, ma la corolla indugiava, e si faceva bella, chiusa nella sua camera verde. Con cura sceglieva i colori. Si vestiva piano, accomodando i petali a uno a uno. Non voleva uscire tutta stropicciata come fanno i papaveri. Voleva mostrarsi solo nel pieno fulgore della propria bellezza. Eh, sì! Era molto vanitosa. La sua segreta toilette era durata giorni e giorni. Ed ecco che una mattina, con il sorgere del sole, era apparsa una rosa. (cap. VIII, pp. 39-40)“

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Eve Ensler 60
drammaturga statunitense 1953
„La mia vagina è una conchiglia, una tenera conchiglia rosa rotonda, che si apre e si chiude. La mia vagina è un fiore, un tulipano eccentrico, dal centro acuto e profondo, il profumo tenue, i petali delicati ma robusti. (p. 49)“


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Gabriele D'annunzio 112
scrittore, poeta e drammaturgo italiano 1863 – 1938
„Perché siete fuggita? Nike, non volete essere il mio grande amore? Il solo coraggio vi manca perché non avete mai sentito tutto il mondo dentro di voi, non avete mai appartenuto a voi stessa.
Così la vostra fanciullezza se ne è andata come una inutile folata di petali in un soffio di malinconia: e la giovinezza vi ha trovata col forziere intatto. Esiste nella vostra anima tutta un'immensa zona di sensibilità inesplorata ed ignota a voi stessa. Chi vi sente la intuisce e talvolta riesce persino a percepirla come un ritmo istintivamente musicale emergente da una cacofonia. Io ho l'orecchio fine, Nike, miracolo biondo: ed ho tanta sete di lasciar cullare la mia anima da quel ritmo. Vi amo. Vi amo. E di questo amore e in questo amore sono folle e smarrito.
Gabriele.“

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Emma Marrone 28
cantautrice italiana 1984
„A me piace così, restare ferma quasi al limite di una vertigine. (da Petali, n.° 5)“

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Giovannino Guareschi 52
scrittore italiano 1908 – 1968
„Scrissi col lapis, sopra la punteggiatura, come vogliono appunto le convenzioni internazionali che tutelano il diritto delle genti: "Signora, robustizza pacco pentachìlo a 1/2 cedola all'uopàta evitando medicincarte et infiammabili. Pàccami lancorredo, sigartabacco e seccacastagne. Se però credi castagne ben cotte possano giovare al bambino, non inviarle. Non mi manca niente. Di una sola cosa ti prego: che la sera della vigilia di Natale tu imbandisca la tavola nel modo più lieto possibile. Fai schiodare la cassa delle stoviglie e quella della cristalleria; scegli la tovaglia migliore, quella nuovissima piena di ricami; accendi tutte le lampade. E prepara un grosso albero di Natale con tante candeline, e prepara con cura il presepe vicino alla finestra, come l'anno scorso. Signora, io ho bisogno che tu faccia questo. Il mio pensiero ogni notte varca il reticolato: lo so, ti riesce difficile figurarti il mio pensiero che varca il reticolato. Il pensiero è un soffio di niente e non ha volto: e allora figurati che io stesso, ogni notte, esca dal recinto. Figurati un Giovannino leggero come un sogno e trasparente come il vento delle serenissime e gelide notti invernali. Io, ogni notte, approfitto del sonno degli altri e mi affido all'aria e trasvolo rapido gli sconfinati silenzi di terre straniere e città sconosciute. Tutto è buio e triste sotto di me, e io affannosamente vado cercando luce e serenità. Rivedo la Madonnina del Duomo, ma le strade e le piazze non sono più quelle di un tempo, e stento a ritrovare il nostro quarto piano. Signora, non dire che sono il solito temerario se entro in casa dal tetto: anzi, loda la mia prudenza se non mi avventuro lungo le macerie della scala. E poi il tetto è scoperchiato e si fa più presto. Riconosco lo scheletro delle nostre stanze e ricerco i nostri ricordi nascosti sotto i rottami dei muri crollati. Tutto è buio, freddo e triste anche qui, e soltanto se la luna mi assiste riesco a scoprire sui brandelli delle tappezzerie che ancora pendono alle pareti, i riquadri chiari e la topografia dei nostri mobili. Per le strade deserte, cammina soltanto la paura vestita di luna. Su un brano di tappezzeria dell'ex-anticamera vedo un fiorellino. Uno strano fiore nero a cinque petali. Signora, rammenti quando Albertino decorò le nostre stanze con la piccola sciagurata mano intinta nell'inchiostro di China? Inutilmente vado a ricercare vestigia di giorni lieti fra le pareti dell'ufficio; le pareti non ci sono più, e il grande edificio è un cupo mucchio di cemento annerito dal fumo. Fuggo dalla città buia e silenziosa, e rivedo i luoghi dove, zitella, tu mi conoscesti zitello. Ma nche qui è squallida malinconia, eio mi rifugio alla fine nella casupola dove si accatastano i miei ultimi effetti e i miei primi affetti. Tu dormi, Albertino dorme, mia madre, mio padre dormono. Tutti dormono, e cercano forse di ritrovare in sogno il mio ignoto, lontano rifugio. I nostri mobili si affollano disordinatamente nelle esigue stanze immerse nell'ombra, e dentro le polverose casse del solaio le parole dei miei libri si sono gelate. Signora, io cerco un po' di luce, un po' di tiepida serenità, e invece non trovo che buio e freddo, e non posso ravvisare nel buio il volto di mio figlio, e sui laghi e sulle spiagge tutto è spento e abbandonato, tutto è silenzio, e io rinavigo verso il recinto e torno al mio pagliericcio portando il gelo nelle ossa del numero 6865. Signora, bisogna che, almeno la notte di Natale, il mio pensiero, fuggendo dal recinto, possa trovare un angolo tiepido e luminoso in cui sostare. Voglio tanta luce: voglio rivedere il vostro volto, voglio rivedere il volto dell'antica serenità. Altrimenti che gusto c'è a fare il prigioniero?" Qui ebbi la sensazione che le 24 righe stessero per finire, e mi interruppi. Le righe erano in effetti 138, e io avevo riempito le 24 mie, le 24 della risposta e altri cinque foglietti che stazionavano nei paraggi. Con estrema cura cancellai tutto e ricominciai da capo: "Signora, robustizza pacco pentachìlo a 1/2 cedola all'uopàta evitando medicincarte et infiammabili. Pàccami lancorredo, sigartabacco...“

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Noemi 58
cantautrice, personaggio televisivo, regista di videocli... 1982
„Ogni petalo, sai, si finge di essere una rosa. (da L'amore si odia)“

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Fabrizio Moro 45
cantautore e chitarrista italiano 1975
„Non importa se non sai reagire | pensa a tuo nonno che, a soli vent'anni, aveva bisogno di un fucile | perché un politico mandava a morire | per gli ideali di teste impazzite | evanescenti e disinibite | sognavano gloria e strappavano vite | come petali di margherite. (da Non importa, n.° 8)“

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Ezra Pound 168
poeta, saggista e traduttore statunitense 1885 – 1972
„L'apparizione di questi volti nella folla: | Petali su un ramo umido e scuro. (distico In a Station of the Metro)“


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Jim Morrison 404
cantautore e poeta statunitense 1943 – 1971
„Smetterò di amarti solo quando un pittore sordo riuscirà a dipingere il rumore di un petalo di rosa cadere su un pavimento di cristallo di un castello mai esistito.“

Manuela Stefani 19
scrittore
„Ali di speranza, ori di fedeltà, ricami di tenerezza. Cristalli di commozione, petali di calore, profumi di desiderio. Steli d'erba di semplicità. Il suo modo di amare, mai vissuto fino in fondo, espresso una volta a metà, sempre desiderato, inutilmente immaginato, cercato con disperazione, deluso senza rimedio, rimpianto con amarezza, pericolosamente risorto. (libro La casa degli ulivi)“

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Patrick Modiano 24
scrittore francese 1945
„Nei periodi di cataclisma o di sconforto, non ci sono altre risorse se non cercare un punto fermo per mantenere l’equilibrio e non cadere fuori bordo. Il tuo sguardo si sofferma su un filo d’erba, su un albero, sui petali di un fiore, come se ti aggrappassi a un salvagente. (libro Perché tu non ti perda nel quartiere)“

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Yukio Mishima 100
scrittore, drammaturgo e saggista giapponese 1925 – 1970
„Ci sono persone che si dedicano alla coltivazione dei fiori solo per poterne strappare i petali. (libro Neve di primavera)“


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Aleardo Aleardi 14
poeta e politico italiano 1812 – 1878
„Veníano in quella vagolando a volo | Festivo e obbliquo due farfalle, e l’una | L’altra inseguiva, petali viventi | Aggirati dal zeffiro. Le vide | L’altissimo pittore, e a lei rivolto | Che si tacea: "Mira, amor mio, le disse: | La nostra vita fia come la vita | Di quelle due felici vagabonde, | Sempre in mezzo all’april. Sarà un perenne | Inseguirsi d’amore; una perenne | Visita ai fiori de la gioia; sempre | Inebrïati e liberi. L’avara | Felicità, perpetua vïatrice, | Scontri talora un solo istante al mondo, | E se ritardi ad afferrarla, sfugge, | Nè per rimpianti più torna. Quaggiuso | Or tutto odora, tutto canta; l’aura | Che tu respiri, ondeggia ai trilli novi | De gli augelli sposati; è tutta piena | Dell’errabondo polline dei fiori; | L’acque e la terra cantano l’eterno | Epitalamio de la vita; tutto | Ama quaggiù: làsciati amare, o bella." (da Raffaello e la Fornarina)“

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Don Marquis 25
scrittore 1878 – 1937
„Scrivere un libro di poesie è come buttare un petalo di rosa nel Grand Canyon e aspettare l'eco.“

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John Keats 58
poeta inglese 1795 – 1821
„È più dignitoso stare seduti come Giove che volare come Mercurio; smettiamo dunque di correre qua e là in cerca di miele, ronzando come api impazienti all’idea di ciò che vogliamo; apriamo piuttosto i nostri petali come fa il fiore e facciamoci passivi e ricettivi.“

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William Shakespeare 229
poeta inglese del XVI secolo 1564 – 1616
„I tuoi occhi sono fonti, nelle cui silenziose acque serene si specchia il cielo. L'amore si è abbattuto sulla mia anima, come i raggi del sole fanno aprire i petali dei fiori. La ricchezza del mio cuore è infinita come il mare, così profondo il mio amore; più te ne do, più ne ho, perché entrambi sono infiniti.“

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