Frasi su piccino

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J-Ax 98
rapper e cantautore italiano 1972
„Ricordi quando ero piccino | portavi la mia foto nel taschino | eri tanto orgoglioso di me | babbo | eri tanto orgoglioso di me | babbo | e la mostravi a chi ti stava vicino | dicevi a tutti questo è il mio bambino | adesso invece ti vergogni di me | babbo adesso invece ti vergogni di me | babbo | ma va bene | va bene | a me non me ne fotte di fare fatica | voglio una bella vita | mica una salita | perché se sono vivo | la colpa è solo tua | perciò paghi te. (da Aqua nella scuola, n.º 10)“

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Giovanni Verga 65
scrittore italiano 1840 – 1922
„Vi siete mai trovata, dopo una pioggia di autunno, a sbaragliare un esercito di formiche, tracciando sbadatamente il nome del vostro ultimo ballerino sulla sabbia del viale? Qualcuna di quelle povere bestioline sarà rimasta attaccata alla ghiera del vostro ombrellino, torcendosi di spasimo; ma tutte le altre, dopo cinque minuti di pànico e di viavai, saranno tornate ad aggrapparsi disperatamente al loro monticello bruno. – Voi non ci tornereste davvero, e nemmen io; – ma per poter comprendere siffatta caparbietà, che è per certi aspetti eroica, bisogna farci piccini anche noi, chiudere tutto l'orizzonte fra due zolle, e guardare col microscopio le piccole cause che fanno battere i piccoli cuori. (Vita dei campi (1880), Fantasticheria)“


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Antonio Guadagnoli 9
poeta e letterato italiano 1798 – 1858
„Signora, se l'essere | Piccina d'aspetto | Vi sembra difetto, | Difetto non è. (da Le donne piccine)“

Giuseppe Tellera 4
generale italiano 1882 – 1941
„Stamane si è fatto il carico dei coloni (1.000 famiglie) sugli autocarri che li hanno portati a destinazione. Operazione complicatissima, ma riuscita semplicemente in modo perfetto. Famiglie con 6,7,10 bambini! E che belli i piccini! E nessuno piangeva: ti assicuro che era una cosa commovente vederli. E venivano taluni dalle terre più lontane d’Italia: Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia, ecc. Ed erano in viaggio da una settimana!“

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Lev Nikolajevič Tolstoj 240
scrittore, drammaturgo, filosofo, pedagogista, esegeta e... 1828 – 1910
„Un fanciullo amava molto il pollo e aveva gran paura dei lupi. Una sera, mentre dormiva sul suo letto, fece un sogno: egli era solo nella foresta e cercava funghi. A un tratto, un lupo balzò da una macchia e si gettò su di lui. Spaventato, il fanciullo si mise a gridare: «Aiuto! Aiuto! Mi vuol mangiare!». Il lupo gli disse: «Aspetta a gridare: io non ti mangerò, voglio soltanto discutere con te». E il lupo si mise a parlare come fosse un uomo. Disse: «Tu hai paura che io ti mangi. Ma tu? Non ti piacciono forse i polli?».«Sì!».«Eppure li mangi, perché? Essi sono vivi come te, i piccoli polli. Va a vedere la mattina, come li pigliano, come il cuoco li porta in cucina e taglia loro il collo, e ascolta la loro madre gridare perché le hanno tolto i suoi piccini. Non hai mai osservato tutto questo?».«No», rispose il fanciullo.«No, davvero? Ebbene, guarda meglio! Del resto, per ora, sono io che ti mangerò. A modo tuo, tu non sei altro che un piccolo pollo: è deciso, ti mangerò». Il lupo si gettò sul fanciullo che gridò spaventato: «Ahi! Ahi! Ahi!». E si svegliò. Da quel giorno, egli smise di mangiar carne: fosse di bue, di montone o di pollo.“

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Giovanni Verga 65
scrittore italiano 1840 – 1922
„Fra tutte quelle piccine, in tutte le famiglie, succedeva lo stesso diavoleto che mastro-don Gesualdo aveva fatto nascere nei grandi e nel paese. Non si sapeva più chi poteva spendere e chi no. Una gara fra i parenti a buttare il denaro in frascherie, e una confusione generale fra chi era stato sempre in prima fila, e chi veniva dopo. (III, 1)“

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Charles Dickens 91
scrittore, giornalista e reporter di viaggio britannico 1812 – 1870
„Neppure in quel momento, mentre si avvicinava alla sua vecchia casa, avvertí su di sé alcun benefico influsso. Che cosa aveva piú da spartire ormai con i sogni dell'infanzia, con le sue fiabe leggiadre, con la grazia, la bellezza, l'umanità, le illusioni di cui si adorna il futuro? Tutte cose tanto belle in cui credere da piccoli, da ricordare con tenerezza una volta adulti perché, allora, anche la piú insignificante di esse si eleva alla dignità di una grande e benevola disposizione del cuore che consente ai piccini che soffrono di avventurarsi per le vie irte di sassi di questo mondo, conservando quel piccolo angolo fiorito con le loro mani pure. Un giardino nel quale i figli di Adamo farebbero meglio a entrare piú spesso per scaldarsi al sole con fiducia e semplicità, liberi da vanità mondane. Già, cos'aveva ormai da spartire con i ricordi dell'infanzia? Il ricordo di come, al primo incontro, attraverso la luce delicata dell'immaginazione, la Ragione, le fosse apparsa come una divinità benefica che additava a divinità altrettanto magnanime e non già come un idolo arcigno, gelido e crudele, con vittime legate mani e piedi; grossa figura ottusa dallo sguardo fisso che solo un sistema di leve, azionato da un preciso numero di tonnellate, sarebbe stato in grado di smuovere. La casa paterna e la fanciullezza le rimandavano immagini di fonti e sorgenti inaridite nell'istante stesso in cui sgorgavano dal suo giovane cuore. Niente acque dorate per lei: esse fluivano invece a fecondare la terra in cui si coglie l'uva dai rovi e il fico dal pruno. (IX; 1999, p. 236)“

Giovanni Camerana 12
poeta, critico d'arte e magistrato italiano 1845 – 1905
„Il pioppo nell'azzurro | è un vivo tremolio di grigio e argento; | fa in mezzo ai rami il vento | lento sussurro. || Per la marea dorata | delle messi, olmi e noci hanno sembianza | grave; la lontananza | splende infiammata. || Rosseggia il cascinale | fra pianta e pianta; il muricciuol di creta | piove una larva queta | dentro il canale. || Dentro il canale, a riva, | cinque bianche in concistoro | si dicono fra loro | l'egloga estiva. || Verran le luccioline | stasera, or pieno è il prato di farfalle: | candide, glauche e gialle, | grandi e piccine. || Al gaio torneamento | la libellula mesce il suo ronzio; | e il pioppo è un tremolio | di grigio e argento. (da Il pioppo nell'azzurro)“


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Francis Thompson 3
poeta inglese 1859 – 1907
„Eri tu schivo, Gesù Bambino, | un giorno, e come me piccino? | E che sentivi a vivere | fuori dei Cieli, e proprio come io vivo? | Pensavi mai le cose di lassù, | dove fossero gli angeli chiedevi?“

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Kristijonas Donelaitis 1
scrittore lituano 1714 – 1780
„Dove l'orso spiccava le api dai tronchi, e l'orsa mugolando allattava gli stupidi orsacchiotti: dove l'alce spaventata fuggiva il dilaniare dei lupi, e i lupi insegnavano ai lupicini a urlare e a sbranare; dove l'astore e i suoi piccini divorarono assai cuciattoli, e i corvi a stormi ci rubavano le oche; ecco, vedete, fuggita è di là ogni gioia, e solo le cornacchie ora cantano lo squallore autunnale. Gli uccellini, con i loro canti, stretti l'uno all'altro si rannicchiano, e, senza affanni, finché dura il freddo, dormono e sognano.“

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Ida Baccini 7
scrittrice italiana 1850 – 1911
„Ma eccoci alla regina di tutti gli uccelli, alla terribile e maestosa aquila, i cui occhi, dicesi, sostengono, senza restarne abbagliati, lo splendore del sole. Dotata di una prodigiosa forza muscolare può lottare contro i più fieri uragani e varcare intere catene di monti con un camoscio o una pecora tra gli artigli. L'aquila costruisce il nido nelle fratture di roccie inaccessibili, sul margine dei precipizi, in tutti quei luoghi, insomma, che l'istinto le suggerisce più acconci alla sicurezza dei suoi piccini. Voracissima e crudele, essa non ha sdegnato neppure le vittime umane e spesso qualche innocente bambino è divenuto sua preda.“

Chen Zi'ang 1
poeta cinese 661 – 702
„Gli uomini d'affari si vantano di essere astuti e capaci ma in cose di filosofia son come bambini piccini. Gloriandosi fra compagni di fortunati saccheggi trascurano di meditare l'estremo destino del corpo e non sapranno mai del grande Maestro della verità che vide il vasto mondo in una coppa di giada.“


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Albert Einstein 579
scienziato tedesco 1879 – 1955
„Santo cielo, quel Johonzel! || Se il mio tesoro è corrucciato, | io mi faccio tutto piccino, | ma ella alza appena le spalle | e non le importa neanche un pochino. || Ai miei vecchi queste cose | paiono solo una stupidata, | ma non osano fiatare | per timor di una sfuriata! || Il mio tesoro con la sua bocca, | canta ariette tenere e belle, | talché del cuore la corda mi tocca | e la mia voce raggiunge le stelle. (19, 20 agosto 1900; pp. 70-71)“

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Charles Dickens 91
scrittore, giornalista e reporter di viaggio britannico 1812 – 1870
„Non aveva parole abbastanza potenti da descrivere la bambina prodigio. — Sapete che vi dico, caro? — egli disse. — Le meraviglie di questa fanciulla non si possono immaginare. [... ] Era straordinario; perchè la bambina prodigio, quantunque piccina, sembrava d'un'età comparativamente maggiore della statura, e inoltre era rimasta degli stessi precisi dieci anni forse a memoria dei più vecchi abitanti del paese, ma certo da ben cinque anni. (p. 172)“

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William Faulkner 32
scrittore, sceneggiatore e poeta statunitense 1897 – 1962
„«Un uomo? Tu un uomo vero non l'hai mai visto. Tu neanche lo sai cosa sia esser voluta da un uomo vero. E ringrazia il cielo che non t'è mai successo e non ti succederà mai, perché se no scopriresti quel che vale quel bel faccino, e tutto il resto di te a cui credi di tenere tanto, quando invece ne hai soltanto paura. E se lui è abbastanza uomo da darti della puttana, dirai Sì Sì e ti trascinerai nuda per terra e nel fango perché te lo dica ancora... Dammi quel bambino.» Temple stringeva il piccino fissando la donna, la bocca che si muoveva come se stesse dicendo Sì Sì Sì. La donna buttò la forchetta sul tavolo. «Mollalo» disse, prendendo il bambino. Lui aprì gli occhi e diede un lamento. La donna tirò a sé una seggiola e si sedette, il bambino in grembo. «Me lo prendi uno di quei pannolini stesi là fuori?» disse. Temple restava lì impalata, le labbra che continuavano a muoversi. «Hai paura a andarci, eh?» disse la donna. Si alzò. (cap. 7, p. 61)“

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Albert Einstein 579
scienziato tedesco 1879 – 1955
„A me basta il mistero dell'eternità della vita e la vaga idea della meravigliosa struttura della realtà, insieme allo sforzo individuale per comprendere un frammento, anche il più piccino, della ragione che si manifesta nella natura.“

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