Frasi su pietanza


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Robert Baden-Powell 80
militare, educatore e scrittore inglese, fondatore del m... 1857 – 1941
„Una vita tutta dolcezza sarebbe insulsa; il sale è amaro, se preso da solo, ma quando è gustato nella pietanza, dà sapore alla carne. Le difficoltà sono il sale della vita. (p. 17)“

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Arthur Rimbaud 98
poeta francese 1854 – 1891
„Mi annoio molto, sempre; anzi, non ho mai conosciuto nessuno che si annoi quanto me. [... ] Costretto a parlare il loro ostrogoto, a mangiare le loro schifose pietanze, a subire i mille fastidi che provengono dalla loro pigrizia, dal loro tradimento, dalla loro stupidità! (alla famiglia; Harar, 4 agosto 1888)“


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Jean Jacques Rousseau 95
filosofo, scrittore e musicista svizzero di lingua francese 1712 – 1778
„Una delle prove che il gusto della carne non è naturale all'uomo è l'indifferenza che i fanciulli hanno per questa pietanza e la preferenza che danno a tutti i nutrimenti vegetali... Importa soprattutto non snaturare questo gusto primitivo e non rendere i fanciulli carnivori, e ciò non tanto per la loro salute quanto per il loro carattere, poiché, in qualunque modo se ne faccia l'esperienza, è certo che i grandi mangiatori di carne sono in generale più feroci e più crudeli degli altri uomini: questa osservazione è di tutti i luoghi e di tutti i tempi.“

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Douglas Coupland 67
scrittore canadese 1961
„PERDENTISMO: La tendenza a schierarsi invariabilmente dalla parte del più debole. La forma espressiva consumistica della suddetta filosofia consiste nell'acquisto di beni poco conosciuti, "tristi" o di scarsa qualità: «Sì, lo so che questi würstel sono uno schifo, ma facevano un effetto così triste in mezzo a tutte le altre pietanze yuppie che non ho potuto fare a meno di comprarli.“

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Diablo Cody 15
sceneggiatrice e scrittrice statunitense 1978
„Il rapporto diretto, fra ballerina e cliente, aveva un senso in quel mondo; a sembrarmi rivoltanti erano quei momenti in cui il club si trasformava in un grossista di ragazze. Ce n'erano a centinaia, in giro per i locali, ridotte a mendicare l'attenzione di un esercito di principini arroganti. Ragazze, al cui passaggio si sarebbe congelato il traffico dell'ora di punta, collezionavano sfilze di rifiuti da ciccioni in tuta. [... ] Quando una ragazza incassava un «no», per quanto potesse essere certa che a casa il suo marito/amante/bambino la aspettava pieno d'amore, si sentiva per un istante completamente priva di valore, e tutto per colpa di chissà quale impiegatucolo. Il moltiplicarsi di queste occasioni finiva per convincerti di essere una creatura spregevole, a prescindere dalla quantità di ego che di solito riuscivi a proiettare.
Era come un buffet di ragazze, e in buffet nessuno riesce ad assaporare davvero le pietanze. Ti carichi il piattino igienizzato di cibo scadente e cacci tutto in bocca il più in fretta possibile; ogni cosa ha lo stesso gusto e la stessa consistenza viscida. [... ] È tutta merda, ma fa ciò che deve fare. Ci sarà sempre qualcos'altro da mangiare, da qualche parte, un altro vassoio fumante in arrivo dalla cucina. (p. 200-201)“

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Gesualdo Bufalino 245
scrittore 1920 – 1996
„Sono un sobrio, uno spartano. Tuttavia alla mensa di Leonardo Sciascia posso dire di avere gustato certe delizie paradisiache che mi inducono a tradire i miei principi di vegetariano e di francescano della cucina. Trovo prudente qui constatare un rapporto inverso tra la prurigine, la ricchezza, la succulenza di cibi e la qualità della prosa. Tanto è asciutta e rigorosa la prosa di Sciascia, tanto è invece barocca e ricca la sua cucina. Viceversa io che amo in letteratura le parole preziose, forse per una rivincita dei miei gusti di spartano, mi trovo a gustare alla tavola di Sciascia pietanze che somigliano alla mia scrittura.“

Riccardo Morbelli 23
scrittore, paroliere e umorista italiano 1907 – 1966
„Il TERRITORIO GASTRONOMICO E GLI ABITANTI
L'Italia è un paese a forma di zampone, circondato da cinque mari – Barolo, Chianti, Lambrusco, Frascati, Cirò – e solcato da molti fiumi che si chiamano Valpolicella, Freisa, Orvieto, Capri, Verdicchio...
L'importanza che ha il vino da noi fa sì che, per imparare a mangiare, dovrai prima imparare a bere. Giacché questa nobile bevanda non è come la birra, che va bene dappertutto. Ogni pietanza si collega con un determinato vino alla stessa guisa che un certo tipo di scarpe si sposa con quel certo abito. Senza questa precauzione si corre il rischio di indossare il frac con le scarpe gialle; ossia di bere il Frascati romano con il brasato piemontese o la Barbera di Alba con le triglie alla livornese; svista imperdonabile che rasenta la bestemmia. (p. 63-64)“

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Vittorio Imbriani 44
scrittore italiano 1840 – 1886
„S'era nell'agosto; ed in Iscaricabarilopoli, città moscosissima, nessuno rimembrava di aver mai visto negli agosti precedenti tanta copia di mosche, tal quantità di mosconi, tanti stuoli di moscerini, tali turbe di mosconcini, tal novero di mosconacci, tal moltitudine di mosconcelli, tanta folla di moschette, tanta adunanza di moscini, tanto popolo di moschettone, tanta frequenza di moscherelli, tanto spesseggiar di moscherini, tanto concorso di moschini, tanto esercito di mosciolini e tanta folta di moscioni. Scaricabarilopoli era tutta un moscaio. I signori salariavano persone apposta per moscare con gli scacciamosche, le ventole, le roste, i ventagli, i paramosche: per ogni stanza si tenevan tre o quattro piattelli con carta moschicida, cinque o sei acchiappamosche prussiani; ed il suolo era bruno per gl'innumerevoli cadaveri moscherecci. Ma non pareva, che quello sterminio le diminuisse: e le moscaiuole e i guardavivande non bastavano a riparare i cibi e le provviste. La povera gente pappava mosche in ogni pietanza. Anzi, il dottissimo Dummkopf, professore a Gottinga, nella Filosofia e Storia comparata della culinaria e della gastronomia, volume quarto, capitolo sessagesimoquinto, pagina seicentonovantotto della settima edizione, annotata dall'egregio Zeitverlust, racconta, che, abituandovisi, le trovarono finalmente gustose; e che gli Scaricabarilesi son tuttora moschivori ed educano ed ingrassano apposta in certi loro moschili sciami, o gregge di insetti. Cosa, della quale non può dubitarsi, vedendola affermata da due tali rappresentanti della scienza tedesca! (da Mastr'Impicca)“


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Muriel Barbery 108
scrittrice francese 1969
„Sbagliamo a credere che la nobiltà del pane risieda nel fatto che basta a sé stesso e al contempo accompagna qualsiasi pietanza. Se il pane "basta a sé stesso" è perché è molteplice, non nel senso delle sue tante tipologie, ma per la sua essenza stessa giacché il pane è ricco, è vario, il pane è un microcosmo. (pp. 75-76)“

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Pellegrino Artusi 25
scrittore, gastronomo e critico letterario italiano 1820 – 1911
„Avvezzatevi a mangiare d'ogni cosa se non volete divenire incresciosi alla famiglia. Chi fa delle esclusioni parecchie offende gli altri e il capo di casa, costretti a seguirlo per non raddoppiar le pietanze. (libro La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene)“

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Leo Ortolani 99
autore di fumetti italiano, creatore di Rat-Man 1967
„Purtroppo la bontà non fa notizia, quindi se vuoi mettere il sale a una pietanza devi mettere la cattiveria.“

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Basilio Magno 15
vescovo e teologo cristiano greco antico 329 – 379
„Non bisogna asservirsi al vino, né mangiare carne... il pane soddisferà al bisogno e l'acqua basterà alla sete... e le pietanze a base di legumi possono bastare a conservare al corpo la forza.“


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Ingrid Bergman 9
attrice svedese 1915 – 1982
„Anna: Mangia, finché è caldo.
- Philip: Ti aspetto.
- Anna: Mangia, l'educazione rovina le pietanze. (Film Indiscreto)“

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A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada 9
mistico e scrittore indiano 1896 – 1977
„L'uomo veramente civile conosce l'arte di cucinare piatti nutrienti col latte. In alcune delle nostre comunità agricole produciamo decine di prodotti fatti con il latte, tutti squisiti. I visitatori si stupiscono nel vedere quanti deliziosi si possono ottenere col latte. Il sangue della mucca ha certamente molte qualità nutritive, ma l'uomo civile ne beneficia sotto forma di latte. Il latte, infatti, non è altro che il sangue della mucca trasformato. Dal latte si possono ricavare lo yogurt, il formaggio, il ghī (burro chiarificato) e altri prodotti. E mischiandoli con i cereali, la frutta e le verdure, si ottengono centinaia di pietanze. Questo è ciò che s'intende per civiltà, e non uccidere direttamente un animale per divorarne la carne. In tutta innocenza, le mucche mangiano l'erba che fornisce loro il Signore e producono il latte di cui l'uomo si nutre. Pensa che sia civile sgozzarle per poi mangiare la loro carne?“

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Muriel Barbery 108
scrittrice francese 1969
„Solo la forsennata volontà di far perdurare un mondo scomparso a dispetto dello scorrere del tempo può spiegare come sia possibile credere nell'esistenza di un "territorio": è tutta una vita scomparsa, un aggregato di sapori, odori e profumi disparati che si sedimenta nei riti ancestrali, nelle pietanze locali, crogioli di una memoria illusoria che vuole trasformare la sabbia in oro e il tempo in eternità. (p. 57)“

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Muriel Barbery 108
scrittrice francese 1969
„Un cuoco per essere pienamente tale deve mobilitare tutti e cinque i sensi. Una pietanza deve essere una gioia per la vista, per l'olfatto, per il gusto, certo, ma anche per il tatto, che così spesso orienta le scelte dello chef e ha il suo ruolo nella festa gastronomica. (p. 44)“

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