Frasi su plagio

La fine del mondo come la conoscete è arrivata. Perché con il mio ritorno a RAW ho rappresentato la fine. La fine dei furti, la fine del plagio, la fine dei ciarlatani e dei bugiardi che reclamano di essere quello che non sono. Con il mio solo ritorno a RAW ho fatto diventare obsoleti tutti gli altri atleti in questa compagnia. Perché ogni uomo e donna che appare in questo ring non è niente di più che una brutta copia di Chris Jericho. Una copia scadente di me che ruba idee e pensieri che ho reso popolare, che ho inventato.

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Christopher Irvine 5
wrestler, cantante, attore, presentatore televisivo e co... 1970

[Riguardo la presunta somiglianza tra Born This Way ed Express Yourself] Sono una scrittrice, ho scritto tantissime canzoni. Perché dovrei copiare una canzone? È da stupidi. È persino ridicolo chiedermelo. Ti guarderei negli occhi per dirti che sono abbastanza stupida da pensare che tu sia abbastanza stupido da non accorgerti che ho copiato una canzone. Se metti le canzoni una accanto all'altra, fianco a fianco, l'unica similiarità è la successione degli accordi. È la stessa che è stata nella disco music per gli ultimi 50 anni. Solo perché sono la prima artista negli ultimi 25 anni a pensare di metterla nelle classifiche di punta e alla radio non significa che è plagio, significa che sono fottutatemente intelligente. (dall'intervista al magazine NME del 23 aprile 2011)

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Lady Gaga 126
cantautrice e attivista statunitense 1986

Da qualche parte, dietro la baracca di Bill, una radio accesa dopo il lavoro aveva cominciato a cantare di fato e di follia, e lei era lì, con la sua bellezza distrutta, le mani strette e le vene in rilievo, da adulta, e le braccia bianche con la pelle d'oca, e le orecchie appena concave, e le ascelle non rasate, era lì (la mia Lolita!), irrimediabilmente logora a diciassette anni, con quel bambino che già sognava, dentro di lei, di diventare un pezzo grosso e di andare in pensione intorno al 2020 – e la guardai, la guardai, e seppi con chiarezza, come so di dover morire, che l'amavo più di qualunque cosa avessi mai visto o immaginato sulla terra, più di qualunque cosa avessi sperato in un altro mondo. Di lei restava soltanto il fievole odor di viole, l'eco di foglia morta della ninfetta sulla quale mi ero rotolato un tempo, con grida così forti; un'eco sull'orlo di un precipizio fulvo, con un bosco lontano sotto il cielo bianco, e foglie marrone che soffocano il ruscello, e un solo ultimo grillo fra le erbacce secche... ma grazie a Dio io non veneravo soltanto quell'eco. Ciò che solevo vezzeggiare fra i tralci intricati del mio cuore, mon grand péché radieux, si era ridotto alla propria essenza; il vizio sterile ed egoista, quello lo cancellai e lo maledissi. Potete anche schernirmi e minacciare di far sgombrare l'aula, ma finché non sarò imbavagliato e mezzo strangolato urlerò la mia povera verità. Insisto perché il mondo sappia quanto amavo la mia Lolita, quella Lolita, pallida e contaminata, gravida del figlio di un altro, ma sempre con gli occhi grigi, sempre con le sopracciglia fuligginose, sempre castano e mandorla, sempre Carmencita, sempre mia; Changeons de vie, ma Carmen, allons vivre quelque part où nous ne serons jamais séparés; Ohio? Le plaghe desolate del Massachussets? Non importa, anche se quei suoi occhi si fossero sbiaditi come quelli di un pesce miope, e i suoi capezzoli si fossero gonfiati e screpolati, e il suo adorabile, giovane delta vellutato e soave si fosse corrotto e lacerato... anche così sarei impazzito di tenerezza alla sola vista del tuo caro viso esangue, al solo suono della tua giovane voce rauca, Lolita mia. (1993)

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Vladimir Vladimirovič Nabokov 95
scrittore, saggista e critico letterario russo 1899 – 1977

Questa è l'arte d'oggi: posa, simulazione, plagio, e tutti gli artifici di una generazione condannata.

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Dylan Thomas 69
poeta, scrittore e drammaturgo gallese 1914 – 1953

Il plagio è la base di tutte le letterature, eccettuata la prima, peraltro ignota.

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Jean Giraudoux 35
scrittore e commediografo francese 1882 – 1944

Il plagio è necessario. Lo richiede il progresso. Stringe da vicino la frase di un autore, si serve delle sue espressioni, cancella un'idea sbagliata, la sostituisce con quella giusta.

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Conte di Lautréamont 37
poeta francese 1846 – 1870

La nostra danza, o cara anima mia, | ha spiritual natura, e tu, se vi entri, | non v'entrar con superbia e con follia. || La nostra danza fuor della persona, | fuor dall'anima sta. Tu poggia in alto, | empietà e fede dietro a te abbandona. || La nostra danza è amor spirituale, | ebbrezza ella è; gorgoglia come vino | dentro la coppa del corpo mortale. || La nostra danza è la sorgente viva, | è di vita la fonte. E tu, se sei | Khizer, bevi dall'onda che ravviva. || La nostra danza è pegno portentoso; | per la sua vita, Adamo dalla destra | di Dio l'ottenne misericordïoso. || La nostra danza più che le celesti | plaghe è sublime. Questo grande arcano | alla stadera tua tu invan trarresti. || La nostra danza è tutta una gran festa, | tutta una gioia. Via se ne cancella | ogni dolore e ogni cura molesta. || La nostra danza è tal, che di sé prezzo | alcun non ha. Non chiederne compenso, | figlio mio, non donarla a poco prezzo! (da La danza mistica)

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Gialal al-Din Rumi 31
poeta e mistico persiano 1207 – 1273

Vi si giunge da plaghe nude, e d'un tratto si vede sorgere una fungaia di alti caseggiati moderni. Potenza cresce a vista d'occhio, presa dalla febbre edilizia. Questo rivestimento di caseggiati [... ] circonda il vecchio nucleo della cittadina borbonica, la quale però è tutt'altro che morta. Appena vi si penetra la si ritrova, con la via principale stretta, e con le viuzze disposte in modo da tagliare il vento; Potenza infatti è città di mezza montagna, d'aria fine e ventosa. Le strade ampie e moderne sono in periferia. La parte interna ha la sua grazia, e alcune belle chiese. (pp. 738, ed. 2007)

Guido Piovene 50
scrittore e giornalista italiano 1907 – 1974

Le nuove generazioni non sono più educate dalla scuola o dalla famiglia; esistono altre "agenzie educative" – tv, pubblicità – profondamente e perversamente seduttive. Il ragazzo, andando a scuola, vede decine di tette e culi ovunque, sembra che sesso e seduzione siano la chiave per capire il mondo; e varcata la porta dell'aula, dovrebbe dimenticare tutto e dedicare ogni attenzione a qualcuno che è asessuato? Noi ipocritamente diamo per scontato che qualora ci sia sesso tra docente e discente, si tratti di plagio; mentre invece è tutta la società che incita a una sessualità disinibita, strumentale, che i preadolescenti replicano in forme eccessive.

Antonio Scurati 16
scrittore italiano 1969

Il furto letterario si chiama plagio o cultura. (libro Giubbe Rosse)

Italo Tavolato 23
scrittore italiano 1889 – 1963

Il plagio è un atto d'omaggio. Chi copia, ammira.

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Roberto Gervaso 325
storico, scrittore, giornalista 1937

Sul Giosuè Carducci, scrissi due libri per dire alle genti: L'uomo di cui avete fatto l'apoteosi fu un volgare tornacontista, ed eccone qua le prove:— Egli cantò la bianca croce di Savoia: ma a Versailles aveva già – con l'ajuto di Emanuele Kant – decapitato un re.— Egli, nell'Adige, celebrò il re Umberto: ma nell' Anniversario della Repubblica aveva già detto corna della monarchia.— Egli chiamò il Giuseppe Mazzini: «Ezechiele in Campidoglio»; ma aveva già chiamato il Mazzini: «il sultano della libertà che mandava sicari ad ammazzare i galantuomini.»— Aveva cantato il diavolo in un inno che fece andare in visibilio tutti i marinatori delle scuole d'Italia, onde era salito, di primo acchito, alla gloria di poeta di Satana; ma poscia quell'inno egli chiamò chitarronata, e ragazzacci sgrammaticanti chiamò coloro che, a causa di quell'inno, avevano strombazzato il suo nome alle quattro plaghe del mondo.— Aveva schiaffeggiato il Galileo di rosse chiome e decapitato Dio con l'ajuto del Robespierre; ma poscia inneggiò alla chiesa di Polenta, alla dolce figlia di Jesse, a Dio ottimo massimo.

Andrea Lo Forte Randi 3
scrittore italiano 1845 – 1915

Tutta la storia non è che una lunga ripetizione: un secolo plagia l'altro.

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Victor Hugo 200
scrittore francese 1802 – 1885

Quando rubi da un autore, è plagio; quando rubi da tanti, è ricerca. (cartello dell'Hotel Rand di New York, gestito da Mizner)   Fonte secondaria?

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Wilson Mizner 19
sceneggiatore statunitense 1876 – 1933

Andavano avanti come investiti di una missione dalle origini remote, come legatari uniti da un patto di sangue a un ordine implacabile e antico. Perché sebbene fra loro ogni uomo fosse unico e distinto, la loro unione dava corpo a qualcosa che non era esistito prima, e in quell'anima comune si stendevano plaghe non più esplorabili di quelle regioni bianche sulle vecchie carte geografiche dove davvero vivono mostri e dove non c'è nulla del mondo conosciuto se non venti immaginari. (p. 155)

Cormac McCarthy 85
scrittore statunitense 1933