Frasi su plutonio

Rayden 238
rapper e beatmaker italiano 1983
„Andiamo via senza fare i bagagli | tu corri e non voltarti | porta con te solo le emozioni che sai darmi | né carte né contanti | e non importa dove | se stiamo assieme siamo lontani da tutti | come se fossimo su Plutone. (da Via con te, n. 8)“

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Giamblico 21
filosofo e esoterista greco antico 250 – 330
„In seguito egli diceva che dovevano considerare la patria come un deposito in comune affidato loro dalla moltitudine dei cittadini. Dovevano, quindi, amministrarla come se fossero sul punto di trasmettere ai loro discendenti la fiducia che era stata loro affidata. Il che sarebbe accaduto con certezza, se essi fossero stati uguali a tutti gli altri cittadini e non si applicassero a nient'altro più che a ciò che è giusto. Gli uomini, infatti, consapevoli che ogni luogo ha bisogno di giustizia, hanno creato il mito secondo cui il posto che Temi occupa presso Zeus, e Dike presso Plutone è lo stesso che la legge occupa nelle città, affinché colui che compie ingiustizie in ciò di cui è responsabile appaia nello stesso tempo come uno che compie ingiustizia in relazione all'intero universo. (46, p. 111)“


Rayden 238
rapper e beatmaker italiano 1983
„Non trovo una dimensione che davvero mi appartenga tra la Terra e Plutone | l'insoddisfazione mi rende perplesso | quanto vorrei poter essere me stesso, quanto? | vorrei essere più naturale | ma mi impedisce di esserlo il desiderio di apparire tale. (da Un'altra città, un'altra realtà - Rubo)“

Diego Vitrioli 12
poeta italiano 1818 – 1898
„FR. Or comprendo, perché le Ombre degl'italiani, che da le funeree fiamme del rogo passano a traghettar l'Acheronte, qua vengano sovente con un gonfio di carte sotto le ascelle. Càppita! son queste le storiettine d'amore, le Milesie novelluzze messe in istampa co’ tipi Elzeviriani, con pulita tonditura di coverte. Del resto, temendo Plutone, non fusse da quella pioggia di libercoli, che veniva giù a secchie, allagato d'ogni banda lo stesso Averno, sendovi gran caro di stabbio, gli fè tutti mazzerare in sucida fanghiglia. (da Dialogo I, Sopra l'educazione dei fanciulli, p. 14)“

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Pierre Véron 10
1833 – 1900
„Esculapio: Dio della medicina. Plutone lo fece fulminare da Giove, perché aveva reso la vita a un morto. I discepoli d'Esculapio hanno dato la morte a tanti viventi che Plutone avrebbe dovuto prevedere tale copiosa compensazione e dichiararsene soddisfatto in anticipo.“

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Rino Gaetano 207
cantautore italiano 1950 – 1981
„Su Plutone | oggi | mi hanno visto in molti, | mi volevano fotografare | ma di profilo vengo male. (da Ufo a ufo)“

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Giordano Bruno 246
filosofo e scrittore italiano 1548 – 1600
„Tu, Ocio inerte, disutile e pernicioso, non aspettar che dalla tua stanza si dispona in cielo e per gli celesti dei; ma nell'inferno per gli ministri del rigoroso ed implacabile Plutone. (Sofia: III dialogo)“

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Scipione Maffei 19
storico e drammaturgo italiano 1675 – 1755
„Parmi Merope udir, di lei tu prendí | Cura e s'ancor contrasta, un ferro in sen | Vibrale al fine; e se con me non vuole, | A far sue nozze con Pluton sen vada. (Polifonte, Atto V p. 73)“


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Niccolo Machiavelli 82
politico, scrittore, storico italiano 1469 – 1527
„La notte che morì Pier Soderini. | L'anima andò dell'inferno alla bocca. | Gridò Pluton: Che inferno! anima sciocca, | Va su nel limbo fra gli altri bambini. (epigramma citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 506)“

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Ernst Jünger 267
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„Ai Prometidi è data la forza trasformativa dell'occhio – a cui segue il progetto. Nietzsche si rivela come uno di loro, non solo perché 'filosofa con il martello' ma anche attraverso il momento.
Prometeo, in comune con il Plutone sotterraneo, ha il martello che alza perfino contro il padre. Dove si presenta, la terra incomincia a fumare e diventa incandescente, la sua produzione è accoppiata al lavoro e quindi è di minor fascino e di maggior astuzia. Chi come lui si è reso autonomo, riesce meno 'da solo', non c'è più niente 'gratuitamente' come ricevuto dagli Dei, dalle Muse o dalla natura. A nascondere il rapimento della fortuna – ciò diventa scienza. Innanzitutto viene nascosta la vittima. (p. 113)“

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Alexis De Tocqueville 44
filosofo, politico e storico francese 1805 – 1859
„Eccola, dunque, finalmente, ci dicevamo, questa Sicilia, la mèta del nostro viaggio, l'argomento delle nostre discussioni da tanti mesi, eccola tutta intera sotto i nostri piedi. Girando su noi stessi possiamo percorrerla in un istante; ne tocchiamo con gli occhi tutti i punti; quasi nulla ce ne sfugge ed essa è ben lungi dall'occupare l'orizzonte. Noi venivamo dall'Italia: avevamo calpestato la cenere dei più grandi uomini che furono mai esistiti e respirato la polvere dei loro monumenti, eravamo pieni delle grandezze della storia. Ma qualcos'altro ancora parlava, qui, all'immaginazione: tutti gli oggetti che scorgevamo, tutte le idee che venivano ad offrirsi, numerosissime, alla nostra mente, ci riportavano ai tempi primitivi. Toccavamo le prime età del mondo, quelle età di semplicità e di innocenza in cui gli uomini non erano ancora rattristati dal ricordo del passato, né spaventati dall'incertezza dell'avvenire, in cui, contenti della felicità presente e fiduciosi nella sua durata, raccoglievano quel che la terra dava loro senza coltivarla, e, vicini agli déi per la purezza del cuore, ne incontravano ancora ad ogni passo la traccia e vivevano, in un certo senso, in mezzo a loro; è qui che la leggenda ci mostra i primi uomini. È questa la patria delle divinità della mitologia greca. Vicino a questi luoghi, Plutone rapì Proserpina alla madre; in questo bosco che abbiamo appena attraversato, Cerere sospese la sua rapida corsa e, stanca delle sue vane ricerche, si sedette su una roccia e, benché dea, pianse, dicono i Greci, perché era madre. Apollo ha custodito le mandrie in queste valli; questi boschetti che si estendono fin sulla riva del mare hanno risuonato del flauto di Pan; le ninfe si sono smarrite sotto le loro ombre e hanno respirato il loro profumo. Qui Galatea fuggiva Polifemo, e Akis, sul punto di soccombere sotto i colpi del suo rivale, incantava ancora queste rive e vi lasciava il suo nome... In lontananza si scorge il lago d'Ercole e le rocce dei Ciclopi. Terra degli déi e degli eroi! (cap. 1, Scritti giovanili, Frammenti del viaggio in Sicilia, p. 134)“

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