Frasi su podio

Podio o non podio, l'obiettivo è fare una bella prestazione che affascini il pubblico, è un obiettivo molto più speciale che una medaglia.

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Carolina Kostner 24
pattinatrice artistica su ghiaccio italiana 1987

Quando ero sulla mia via per il podio, un uomo mi fermò e mi disse che ero un bravo politico tanto quanto ero un bravo attore. Che colpo basso!

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Arnold Schwarzenegger 32
attore, politico, imprenditore austriaco 1947

Sogno il palco, non sogno il podio | scrivo con la forza dell'amore e non dell'odio. (da Forse, n.° 9)

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Nesli 159
rapper, beatmaker e cantautore italiano 1980

[«Il Cio però ha tolto medaglie, con effetto retroattivo, anche a campioni olimpici.»] Possiamo andare indietro fino a otto anni. E lo facciamo. Dobbiamo cercare di dare un segnale: chi fa il furbo non la scampa. È brutto essere ingannati e poi sentirsi dire: dai, fa niente, è tutto passato. Intanto però sei salito sul podio, hai avuto successo, anzi l'hai rubato.

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Dick Pound 5
avvocato canadese 1942

[Alla domanda: "Se dovessi fare un podio scegliendo tra i 23 titoli che hai vinto?"] Senza fare bronzo, argento e oro, devo mettere il Mondiale Under 20 in Malesia, perché stava iniziando la mia carriera, la coppa Intercontinentale con il Real Madrid, perché è il punto più alto per un sudamericano, e la Champions con l'Inter, perché è stato il coronamento di tutto quello che potevamo vincere qui. Anche perché l'Inter è tornata a vincerla dopo 45 anni.

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Esteban Cambiasso 20
calciatore argentino 1980

Chi potrà dimenticare gli ultimi anni di Herbert von Karajan, che definirei un'agonia altezzosamente organizzata? Si trascinava sul podio sorreggendosi alle pareti e quando vi giungeva trasmetteva un messaggio di luce. Pochi hanno sottolineato, oltre alla capacità di dominare il dolore fisico, l'infinita pazienza di quest'uomo nel lavoro, come se da un'imperfezione sua potesse dipendere la sorte dell'universo. (citato in Corriere della sera, 17 agosto 2008)

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Paolo Isotta 22
critico musicale e scrittore italiano 1950

[Su Gianna] È una bambina, magari un po' cresciuta, che cerca un sacco di cose, cerca il suo principe azzurro, e questa volta lo identifica nei sindacati, nelle altre cose che le stanno intorno, però, visto che la sera è un po' stanca, cerca l'amore. Se in Sei ottavi si maturbava, qui cerca l'amore con altri. Sono le contraddizioni delle ragazze di oggi, e non solo delle ragazze, ma di tutti noi. Io credo che siamo tutti un po' confusi, quindi anche noi siamo portati a metterci sul podio e dire: "Alt, adesso io vi illustro le mie tesi". Che chiaramente corrispondono alle mie illusioni. (p. 45)

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Rino Gaetano 207
cantautore italiano 1950 – 1981

[Sulla medaglia d'oro olimpica] Fu un'esperienza ultraterrena. Quando ero un ragazzino il tennis non era disciplina olimpica, ma fu una delle tante cose che mio padre ha predetto della mia vita, che il tennis sarebbe entrato a far parte delle Olimpiadi e che io avrei vinto la medaglia d'oro. Quindi essere su quel podio fu un mio sogno di ragazzo sotto molto aspetti. Ricordo tuttora lo stare là, sul gradino della medaglia d'oro, una delle poche volte in cui sono stato effettivamente più alto dei miei avversari! La medaglia attorno al mio collo, l'inno nazionale, i miei occhi bagnati di lacrime... un'esperienza ultraterrena, surreale.

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Andre Agassi 60
tennista statunitense 1970

I vincitori rappresentano per un attimo l'uomo o la donna insuperabili. Splendono sul podio distinguendosi per qualche minuto dal resto dell'umanità. Chi arriva secondo, invece, rappresenta l'umanità.

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Ambrogio Fogar 1
esploratore italiano 1941 – 2005

In Fenchurch Street, un "bel fanciullo, dall'abito costoso", trovavasi in piedi su una sorta di podio per dare al re il benvenuto della città. Ecco gli ultimi versi del suo saluto:

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Mark Twain 117
scrittore, umorista, aforista e docente statunitense 1835 – 1910

Sfortunatamente, la mia cosiddetta devozione verso il mio lavoro mi ha tagliato fuori praticamente del tutto dalla vita vera e propria. Eccetto per i momenti in cui sono sul podio, io non ho una vita. (da Delle cose ultime, p. 236)

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Dimitri Mitropoulos 7
direttore d'orchestra, pianista e compositore greco 1896 – 1960

Non so se lo merito quest'anno ma sono sul podio da sei anni, da sette-otto anni sono nella squadra ideale del FIFPro, non devo dire altro, i numeri parlano da soli. Quello che ho fatto, in un certo modo, è molto importante per i riconoscimenti individuali. Forse merito di vincerlo, come lo scorso anno o come due anni fa. Credo che merito di vincere il Pallone d'Oro tutti gli anni. Mi piace vincere sempre ma so che non dipende da me. Mi piacerebbe vincere, ma alle volte si vince, altre si perde, funziona così.

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Cristiano Ronaldo 11
calciatore portoghese 1985

Non c'è nessuna differenza tra uomini e donne sul podio, ma la loro tendenza a mascolinizzarsi è un errore. Devono esprimere la loro femminilità. Le vedrei bene nella sensibilità di Schubert, meno nella Tempesta dell'Otello che potrebbe sembrare la negazione della femminilità. E poi quando si vestono con il frac... Io ho sempre detestato quell'abito da pinguino.

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Riccardo Muti 16
direttore d'orchestra italiano 1941

Non capisco cosa significa essere campione olimpico. Questa è la prima volta che mi trovo su un podio.

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Matthias Mayer 1
sciatore alpino austriaco 1990

Quando sono sul podio sembro un indemoniato? Anche Karajan o Bernstein lo erano: è un modo di esprimersi naturale per un direttore dalla forte personalità. (citato in Enrico Parola, Zar Gergiev, Corriere della sera, 15 settembre 2008)

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Valerij Abisalovič Gergiev 5
direttore d'orchestra russo 1953

Italo annuì condividendo in pieno l’opinione del suo capo. Sapeva infatti che le seccature o rotture di coglioni della vita, il vicequestore le aveva catalogate per gradi. Dal sesto in su.
Nella sua personalissima scala di valori al sesto grado c’erano i bambini che urlano nei ristoranti, i bambini che urlano nelle piscine, i bambini che urlano nei negozi, in generale i bambini che urlano. Poi le telefonate che offrono impossibili contratti convenienza per luce-acqua-gas-cellulare, la coperta che scappa dal materasso e scopre i piedi in una fredda notte d’inverno e gli apericena. Al settimo grado c’erano i ristoranti lenti nel servizio, gli intenditori di vino e il collega che aveva mangiato aglio la sera prima. All’ottavo gli spettacoli che andassero oltre l’ora e un quarto, fare o ricevere regali, le macchinette dei videopoker e Radio Maria. Al nono grado c’era l’invito a un matrimonio, a un battesimo, a una comunione o anche semplicemente a una festa. I mariti che si lamentano delle mogli, le mogli che si lamentano dei mariti. E al decimo grado, sul podio più alto delle rotture di coglioni, il massimo che la vita bastarda gli poteva propinare per rovinargli le giornate, regnava sovrano il caso di omicidio sul groppone.

Antonio Manzini 23
attore, sceneggiatore e regista italiano 1964

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