Frasi su poetessa

Rejn appartiene alla cerchia di giovani autori raccoltisi intorno alla poetessa pietroburghese Anna Achmatova nei primi anni Sessanta – gli ultimi della vita di lei.


Rifulga del doloso auro la speme, | E scioglier ti parranno ascreo concento | Corvi poeti, e piche poetesse. (dal prologo alle Satire, p. 419)

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Aulo Persio Flacco 9
poeta satirico romano 34 – 62

Vuota il tuo sacco, su, parla, poetessa: | io fiorisco e disfoglio e rigermoglio | per dare la procura di me stessa | a chi non può o non vuole quel che voglio. (da Manfred)

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Patrizia Valduga 14
poetessa e traduttrice italiana 1953

Una donna senza storia, Fernanda Romagnoli, se non questa sua quasi segreta passione dello scrivere: come la poetessa americana Emily Dickinson, che amava molto e alla quale per certi aspetti è affine.


Molteplici indizi rivelano quanto la poetessa mirasse a un esito letterario che le consentisse di essere apprezzata non solo dall'uomo amato ma dalle persone di cultura che frequentava, garantendosi quello status che la condizione di donna non maritata le avrebbe precluso, dati i costumi del tempo.


Bella Achmadulina non è esattamente una poetessa d'amore; non descrive quasi mai il sentimento amoroso nella sua pienezza, ma ne intravede più spesso fin dall'inizio, e registra, l'amarezza della fine, il momento ineluttabile del disincanto, della separazione. (p. 90)


Quello che la poetessa si propone è un'offerta d'amore nonostante tutto ("Difficile. Difficilissimo un poema d'amore in questi tempi"), una parola stratificata di pena e speranza, non appiattita sul presente ma coinvolta in una vicenda eternamente in atto di dolore e riscatto.

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Daniele Piccini 2
filologo e poeta italiano 1972

Per la Merini, i versi dovevano venir fuori di getto, come un fiotto di sangue da una ferita sempre aperta. Questa idea semplificata di poesia, che si lega intimamente a una vita maledetta (spesso messa a nudo in tv), ha favorito la popolarità di una poetessa che nei suoi testi migliori non è per nulla semplice. (da Corriere della sera, 10 novembre 2009)

Paolo Di Stefano 11
scrittore italiano 1956

Ogni verso di Isabella di Morra è un grido veemente d'un'anima straziata, e talora ci par quasi sentirne l'ululato che dai remoti burroni del Sinni si leva fino a noi, per gridare, benché tardi, vendetta. (citato in Maria Ferrari Bandini Buti, Poetesse e scrittrici, Volumi 1-2, E. B. B. I., Istituto editoriale italiano B. C. Tosi, s. a., p. 53)

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Angelo De Gubernatis 1
scrittore, linguista e orientalista italiano 1840 – 1913

Che palle cominciano i pedanti puntualizzanti... Il senso è chiaro lampante fulminante... L' amore è un azzardo un precipizio una fornace. È contro la regola contro l' assennatezza contro il proprio interesse e persino antitetico al benessere, alla felicità all' appagamento... Che c' entra con questo l' affetto amoroso di coppia, che piffero c'entra. Non accostate la nostalgia tormentata di una poetessa che ho esiliato in un faro al menage seppur felice di ogni appagata figalessa.

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Gianluca Nicoletti 112
giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1954

Nel Mamiani qualche volta all'eleganza e alla concisione della forma è sacrificala la chiarezza del pensiero filosofico, e non si arriva sempre a comprenderlo se non da chi oltre la intuizione filosofica possiede pure il maneggio dello stile, l'arte della parola ; mentre nel Rosmini la volgarità del dettato non arriva mai a licenziarne la chiarezza. La filosofia adunque di quest'ultimo non rimane umiliata dal confronto, potendo sempre dire a se stessa in un senso approprialo le parole messe da Ovidio in bocca della poetessa Saffo :
Si mihi difficilis formam natura negavit, | Ingenio formae damna rependo meae.— Essa può dire: Mi manca la forma, ma ho però la sostanza; son rozza, ma soda; monotona, ma profonda.


Siete in errore, signorina Essi. Verremo a sapere dove conduce quella scala. Anzi la percorreremo. Verificheremo che cosa c'è in quella parte dell'oceano, sempre che ci sia qualcosa. E ne estrarremo tutto quanto c'è da estrarre. Se non noi, i nostri nipoti o i nipoti dei nostri nipoti. È solo questione di tempo. Sì, lo faremo, anche se questo oceano dovesse tingersi di rosso per il sangue versato. E voi lo sapete bene, Essi, saggia Essi, che scrivete la cronaca dell'umanità nelle vostre ballate. Ma la vita non è una ballata, piccola, povera poetessa dai begli occhi, smarrita tra le vostre belle parole. La vita è una lotta. Una lotta che ci è stata insegnata proprio da questi strighi che valgono più di noi. Sono stati loro a mostrarci la strada, ad aprirla per noi, a ricoprirla dei cadaveri di coloro che erano d'impedimento e d'intralcio a noi umani, i cadaveri di coloro che hanno difeso questo mondo prima di noi. Noi, Essi, ci limitiamo a continuare questa lotta. Siamo noi, e non le vostre ballate, a stendere la cronaca dell'umanità. Oggi non abbiamo più bisogno degli strighi, ormai nulla potrà fermarci. Nulla. (Principe Agloval)

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Andrzej Sapkowski 84
scrittore polacco 1948

Daria Galateria: A uno specialista della nostra civiltà chiediamo cosa pensa del mondo attuale.
Jean Starobinski: Le civiltà non europee hanno acquisito gli stessi bagagli tecnici dell'Occidente e questo crea un orizzonte nuovo. A inizio secolo era particolarmente conscio della fragilità dell'Occidente il poeta Paul Valéry. [... ]
Daria Galateria: Veniamo alla sua conferenza. Quando parla del "Campidoglio Baudelaire", in che termini?
Jean Starobinski: Il Campidoglio rappresenta nella poesia romantica francese il simbolo della potenza romana. Quando il poeta Lamartine cerca nell'ode Les Révolutions l'emblema dell'Italia sceglie «l'aquila sanguinante del Campidoglio», evoca cioè la Roma conquistatrice. Quando Baudelaire riprende il tema è per sfigurarlo o per intrattenervi un'ironia funebre. Il Campidoglio compare nella La mort des artistes, che è il sonetto che concludeva la prima edizione delle Fleures du Mal. [... ] Il protagonista della Morte degli artisti è un'artista che fallisce nella sua opera che pone l'unica speranza nella morte. Ora, per definire la morte Baudelaire usa la parola Capitole – il Campidoglio in cui si incoronavano i poeti. [... ] È facile capire conoscendo le passioni di Baudelaire che questa morte assomiglia al «sole nuovo» di Edgar Allan Poe.
Daria Galateria: In una nuova edizione italiana dei Fiori del male, nella traduzione di Giorgio Caproni, il curatore Luca Pietromarchi evoca anche l'inizio del poema in prosa Il confiteor dell'artista: «Lo studio del bello è come un duello in cui l'artista lancia un grido di paura prima di cadere sconfitto».
Jean Starobinski: Così Baudelaire si pone in assoluta contraddizione con un altro Campidoglio, quello di Madame de Staël e della sua eroina del 1807 Corinne. Nel romanzo la poetessa appare trionfante al Campidoglio, a ricevere lo stesso omaggio di Petrarca nel 1341. Ci si accorge che Baudelaire ha voltato le spalle alla figura eloquente di Corinne col suo richiamo alla vita superiore del paese. Opponendosi a Napoleone, Madame de Staël diventava la sacerdotessa ispirata di una libertà capace di superare le servitù del momento presente, anche in Italia.

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Jean Starobinski 2
critico letterario svizzero 1920

Intanto anche il dolore del cuore s'era moltiplicato in nuovi distacchi e il dolore dello spirito s'era allargato, abbracciando nuovi dolori umani. Lo spettacolo, allora assai penoso, a Napoli, degli emigranti aveva attirato la sua attenzione sino a suscitare subito in lei la commozione lirica della poetessa e a determinare più tardi benefiche proposte della studiosa di fenomeni sociali e confortatrice delle sofferenze umane. (p. 35)


Tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009 tre anziani muoiono tra le fiamme nella provincia di Lucca: la vestaglia di Veronica, 80 anni, prende fuoco quando la donna passa troppo vicino a un fornello. Liliana viene consumata da un incendio misterioso. Giuseppina dormiva quando un corto circuito della presa elettrica sotto il suo letto ha scatenato le fiamme. A Voltri, nel marzo 2008, i pompieri sfondano una porta e si trovano davanti il cadavere di Maria, 84 anni. Suo fratello Giovanni, 82, è semisvenuto. A Roma, nello stesso periodo, un'altra porta viene abbattuta: dietro c'è una donna morta da dodici ore. Aveva 88 anni. Nell'altra stanza, due parenti ancora vivi: due ultraottentenni invalidi che da lei erano accuditi. A Genova, il giorno di Santo Stefano, qualcuno ha l'idea di bussare alla porta di Edda e Ottavio per fare gli auguri. Erano morti da una settimana. Nel gennaio di quello che sarà il suo ultimo anno di vita, il 2009, la poetessa Alda Merini sbotta: "è una vergogna: i vecchi in questa città vengono trattati come carta igienica". E aggiunge: "C' è indifferenza, a Milano, ed è il crimine più grosso. Si è tanto parlato della violenza del branco contro le ragazze, ed è certamente un fatto orribile, ma c' è una violenza sotterranea che non è meno feroce. Una persona che muore da sola e nessuno se ne accorge è davvero il silenzio degli innocenti".

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Loredana Lipperini 51
giornalista, scrittrice e conduttrice radiofonica italiana 1956

Ho il colon ustionato di versi. (citato in Paolo Di Stefano, Alda Merini, la poetessa dei Navigli che cantò i poveri, l'amore e l'inferno)

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Alda Merini 294
poetessa italiana 1931 – 2009

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