Frasi su politologia

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P.J. O'Rourke 41
scrittore, giornalista 1947
„In termini comparativi, non c'è povertà in America da lungo tempo. Il politologo Robert Rettore dell'Heritage Foundation ha elaborato dei dati che dimostrano che quando la misura ufficiale di povertà degli Stati Uniti è stato sviluppata nel 1963, una famiglia povera americana aveva un reddito 29 volte superiore al reddito medio pro capite del resto del mondo.“

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George Carlin 46
comico, attore e sceneggiatore statunitense 1937 – 2008
„Gli uomini sono terrorizzati dal fatto che i loro cazzi siano inadeguati quindi devono entrare in competizione per sentirsi meglio con se stessi e visto che la guerra è la competizione definitiva, fondamentalmente gli uomini si uccidono l'un l'altro per incrementare la propria autostima. Non c'è bisogno di essere uno storico o un politologo per cogliere il funzionamento della politica estera del cazzo più lungo. Suona più o meno così: "Cosa?! Ce l'hanno più lungo?! Bombardiamoli!" E ovviamente bombe, razzi e pallottole sono tutti a forma di pene. È un bisogno inconscio di lanciare il pene negli affari altrui. Si chiama: "fottere la gente"!“


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Vittorio Feltri 73
giornalista italiano 1943
„Due battute al fulmicotone di Crozza hanno un valore cognitivo nettamente superiore a qualsiasi editoriale pubblicato sui giornaloni nazionali. In pratica, quest'uomo col faccione più adatto al banco di una salumeria che al video, a onta della brutta presenza si dimostra il maggiore politologo di cui dispone il nostro sgangherato Paese, incline a credere alle parole dell'ultimo bischero insediatosi ai vertici della politica. Maurizio è geniale. L'unico compatriota capace di cogliere tempestivamente la stupidità di coloro che pretendono di guidare il Paese senza averne la competenza.“

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Marco Travaglio 142
giornalista, saggista e scrittore italiano 1964
„Non c'era un intervistato che si riconoscesse nelle interviste perché lei intervistava sempre sé stessa. Scriveva da Dio, e quindi il fatto che scrivesse da Dio la autorizzava a dire delle cose anche iperboliche come quando affermò che, se avessero costruito una moschea a Colle Val d'Elsa, l'avrebbe fatta saltare in aria. Se questa è la civiltà occidentale che dobbiamo difendere, ho i miei dubbi. Quelle della Fallaci erano provocazioni, ma l'errore è averla scambiata per una politologa e non averla considerata una scrittrice.“

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Oriana Fallaci 129
scrittrice italiana 1929 – 2006
„Quanto all'Occidente, osservava in imbarazzato silenzio e chi aveva salutato con entusiasmo l'avvento dell'ayatollah confessava quasi a denti stretti il proprio errore o pentimento. La cosiddetta sinistra, quella sinistra per cui una rivoluzione va sempre assolta e chi non è d'accorso su questo è un fascista, tentava addirittura di giustificare lo scempio. «Devi capire che la rivoluzione non è un invito a nozze.» «Pensa a Robespierre e alle migliaia di ghigliottinati durante il Terrore, pensa a Lenin e alle centinaia di migliaia liquidati con le Grandi Purghe.» «Non dimenticare che certi eccessi sono inevitabili e necessari. Non è la prima volta che la rivoluzione divora i propri figli.» Non avevano detto le stesse cose, del resto, quando la libertà era stata assassinata in Polonia e in Cecoslovacchia e in Ungheria e nella Germania dell'Est, quando i sogni erano stati traditi a Cuba e in Vietnam? Non s'erano forse macchiati della stessa malafede, gli ipocriti, non s'erano forse rifugiati dietro la stessa disonestà, lo stesso timore d'apparir reazionari? Lo sapevo ben io che fino al giorno in cui avevo raccontato le infamie viste a Saigon, le colpe degli americani e dei sudvietnamiti e dei Loan, me l'ero cavata benissimo: conquistando orde di ammiratori e di amici. «Gran giornalista, grande scrittrice, gran donna.» Però appena avevo raccontato le infamie viste ad Hanoi, le colpe dei nordvietnamiti e dei vietcong e dei Giap, ero stata linciata sui loro giornali. E gli ammiratori s'erano trasformati in dispregiatori, gli amici in nemici: «Mascalzona, calunniatrice, serva del Pentagono. Ha offeso la rivoluzione!». La rivoluzione. È dalla presa della Bastiglia che l'Occidente vive nella bugia chiamata rivoluzione. È da allora che questa parola equivoca ci ricatta come una parola santa, in quanto tale ci viene imposta come sinonimo di libertà-uguaglianza-fraternità, simbolo del riscatto e del progresso, speranza per gli oppressi. È da allora che le stragi compiute in suo nome vengono assolte, giustificate, accettate, che i suoi figli vengono macellati dopo aver macellato: convinti che essa sia la cura di ogni cancro, la panacea di ogni male. Ma rispettosamente la pronunciamo, rispettosamente la studiamo a scuola, rispettosamente la analizziamo nei trattati di politologia e nei saggi di filosofia. Rispettosamente non osiamo contestarla, rifiutarla, sbugiardarla sputando in faccia agli imbecilli e ai violenti che se ne servono per carriera. (pp. 36-37)“

Mario Missiroli 13
scrittore e giornalista italiano 1886 – 1974
„Mai fidarsi dei politologi, sono come i meteorologi. (citato in Simonelli, [https://books. google. it/books? id=9zIaHnkNRPIC&pg=PA259 p. 259])“

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Indro Montanelli 413
giornalista italiano 1909 – 2001
„Il bello dei politologi è che, quando rispondono, uno non capisce più cosa gli aveva domandato.“

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Martin Heidegger 49
filosofo tedesco 1889 – 1976
„Quella che è stata la funzione della filosofia fino ad oggi è stata ereditata dalle scienze. [... ] La filosofia si dissolve in singole scienze: la psicologia, la logica, la politologia. (da Ormai solo un dio ci può salvare)“


„Tra i partecipanti a questo simposio sono l'unico laico. Non sono né fisico né sisiologo, né politologo né filosofo, sono giornalista. Vi prego quindi di capirmi se non cercherò di offrire un contributo personale in riferimento all'opera di Karl Popper.“

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Antonino Zichichi 59
fisico e divulgatore scientifico italiano 1929
„Non è necessario essere politologi per capire che in Italia non c'è alcuna dittatura. Le elezioni sono libere. Non ci sono persone che vengono picchiate, manganellate, incarcerate per le loro idee. Eppure c'è qualcosa di grave nelle informazioni che vanno dall'Italia all'estero.“

Francesco Compagna 10
politico italiano 1921 – 1982
„[... ] certi ingegneri della politica e delle istituzioni vanno delirando, avvelenati di sociologia, politologia, panregionalismo e pansindacalismo. Hanno smarrito il senso della realtà e il senso dello Stato che nobilitavano le «venerate tradizioni» e grazie ai quali fu costruita, pur fra tante difficoltà, un'Italia che ora stiamo distruggendo. (p. 73)“