Frasi su populismo

Anche oggi vedo grandi pericoli. Il fatto che Grillo dica che sarà cancellata la democrazia rappresentativa perché si farà tutto in Rete, rischia di dare ragione a coloro che dicono che la democrazia elettronica è la forma del populismo del terzo millennio. Queste tecnologie vanno utilizzate in altri modi: l’abbiamo visto con la campagna elettorale di Obama e nelle primavere arabe. Poi si scopre che Grillo al Nord dice non diamo la cittadinanza agli immigrati, al Sud che la mafia è meglio del ceto politico, allora vediamo che il tessuto di questi movimenti è estremamente pericoloso. E rischia di congiungersi con quello che c’è in giro nell’Europa. A cominciare dal terribile populismo ungherese al quale l'Unione Europea non ha reagito adeguatamente.

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Stefano Rodotà 59
giurista e politico italiano 1933

Non sono uno storico, ma mi piacerebbe che la letteratura assumesse, consapevolmente e in tutta serietà, il ruolo di una cronaca storica. Non voglio che segua l'esempio degli storici contemporanei, perlopiù pesci freddi che hanno passato la loro vita in archivi polverosi c scrivono una lingua burocratica brutta e inumana, una lingua di legno prosciugata di tutta la poesia, piatta come un pidocchio e grigia come il giornale quotidiano. Vorrei che tornasse a esempi più antichi, chissà, addirittura greci, all'ideale del poeta storico, una persona che ha visto e sperimentato direttamente quel che descrive, oppure ha attinto alla vivente tradizione orale della sua famiglia o della sua tribù, che non teme né il conflitto né i sentimenti, ma ha tuttavia a cuore la ricostruzione scrupolosa della vicenda che narra. (citato in John Lukacs, Democrazia e populismo, traduzione di Giovanni Ferrara degli Uberti, Longanesi, 2006, p. 179)

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Adam Zagajewski 2
poeta, scrittore e saggista polacco 1945

Il potere culturale non c'è più, ma il rischio è che tutto questo possa condurre al populismo. Da quello becero, che riguarda le polemiche politiche e che conosciamo bene, a quello chic, di cui ancora non parla nessuno. Il populismo-chic è il più pericoloso. Non è visto come una minaccia perché abolisce le distanze, le competenze. È culturalmente democratico e permette a tutti di esprimersi, di giudicare ed essere ascoltati. (ibidem)

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Roberto Cotroneo 55
giornalista, scrittore e critico letterario italiano 1961

Il suo era una sorta di populismo esercitato all'interno di una classe dirigente ristretta e omogenea: in questo era facilitato dalla struttura sociale meridionale e dal suffragio elettorale ristretto. Esercitava un'egemonia tutta meridionale sugli interessi e le coscienze. (p. 186)

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Nico Perrone 74
saggista, storico e giornalista italiano 1935

Scrivere un libro senza preoccuparsi della sua sopravvivenza sarebbe da imbecilli. (dall'intervista di Deborah Solomon, "Populismo e controllo totale dei media: rischio-Berlusconi anche in altri Paesi", traduzione di Elisabetta Horvat, la Repubblica, 25 novembre 2007)

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Umberto Eco 211
semiologo, filosofo e scrittore italiano 1932 – 2016

[Nel 1945, al processo per tradimento] Siamo andati a letto con la Germania, e la cosa ci è piaciuta. (citato in John Lukacs, Democrazia e populismo, traduzione di Giovanni Ferrara degli Uberti, Longanesi, 2006, p. 67)

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Robert Brasillach 3
scrittore, giornalista e critico cinematografico francese 1909 – 1945

La nostra classe politica, che in tempi lontani annoverava ottimi parlatori e oratori, tende sempre più ad abbassare il registro, perché pensa di conquistare più facilmente il consenso ponendosi a un livello meno elevato. È la tentazione, strisciante, del populismo. Naturalmente questo implica il degrado anche delle argomentazioni, perché, ai livelli alti, il linguaggio è molto più ricco e duttile.

Cesare Segre 8
filologo, semiologo e critico letterario italiano 1928 – 2014

Demagogia è l'arte di trascinare e incantare le masse che, secondo Aristotile, porta alla oligarchia o alla tirannide. In ogni caso, il termine indica un agire e un «mobilitare» dall'alto che non ha nulla da spartire con la democrazia come potere attivato dal basso. Il termine populismo è molto più recente e ci arriva dalla Russia, dove fu coniato alla metà dell'Ottocento per indicare una rivoluzione dei contadini (fermo restando che la parola narod sta, in russo, per popolo). Un significato che poi riemerge all'inizio del secolo scorso negli Stati Uniti. Il primo movimento fu represso, e il secondo fallì. Il che fece anche sparire la parola. (ibidem)

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Giovanni Sartori 72
politologo italiano 1924

Dai tempi di Kol'cov la terra russa non aveva più prodotto nulla di più genuino, di più naturale, di più rispondente e nativo di Sergej Esenin, gratificando così la sua epoca con rara naturalezza e senza gravare il dono con gli interessi del populismo... Esenin era un vivo frammento pulsante di quell'arte che, con Puskin, noi definiamo il più alto principio mozartiano, l'elemento mozartiano.

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Boris Leonidovič Pasternak 48
poeta e scrittore russo 1890 – 1960

La maggior parte degli intellettuali ritiene che il pensiero del futuro sia ancora nelle mani dell'editoria, delle accademie, dei giornali, dell'arte e dello spettacolo. Chi si occupa di tecnologia invece intuisce che la partita è altrove, che la tecnologia sta cambiando la società ma non sa ancora comprendere che non è in gioco il futuro, ma la cultura del nostro presente. (da Attenti al populismo-chic della semplicità, Sette, 7 settembre 2012)

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Roberto Cotroneo 55
giornalista, scrittore e critico letterario italiano 1961

Appellarsi invece al popolo significa costruire un figmento: siccome il popolo in quanto tale non esiste, il populista è colui che si crea una immagine virtuale della volontà popolare. (Sul populismo mediatico: p. 125)

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Umberto Eco 211
semiologo, filosofo e scrittore italiano 1932 – 2016

Il fattore centrale della politica sovietica era la paura [... ] Mosca temeva la nostra amicizia più della nostra inimicizia [... ] La forza crescente dell'Occidente avrebbe rovesciato questo stato di cose, inducendoli a temere la nostra inimicizia più della nostra amicizia, e quindi a cercare la nostra amicizia. (1950; citato in John Lukacs, Democrazia e populismo, traduzione di Giovanni Ferrara degli Uberti, Longanesi, 2006, p. 186)

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Winston Churchill 96
politico, storico e giornalista britannico 1874 – 1965

L'umanità deve salvarsi, e certo mai e poi mai potrà farlo un Dio. Occorrono il sapere, la verità e la realtà. Non accettarli, come hanno fatto il postmoderno filosofico e il populismo politico, significa seguire l'alternativa, sempre possibile, che propone il Grande Inquisitore: seguire la via del miracolo, del mistero e dell'autorità.

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Maurizio Ferraris 19
filosofo e accademico italiano 1956

Non fosse per l'immaginazione un uomo sarebbe egualmente felice nelle braccia di una cameriera e in quelle di una duchessa. Ma la spuria malia dell'illusione è tale che troviamo uomini che violano i princìpi più sacri della società, e dissipano la loro reputazione e il loro patrimonio, al solo scopo di possedere una donna di alto rango. (citato in John Lukacs, Democrazia e populismo, traduzione di Giovanni Ferrara degli Uberti, Longanesi, 2006, p. 152)

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Samuel Johnson 43
critico letterario, poeta e saggista britannico 1709 – 1784

È l'odio che unisce gli esseri umani, mentre l'amore è sempre individuale. (citato in John Lukacs, Democrazia e populismo, traduzione di Giovanni Ferrara degli Uberti, Longanesi, 2006, p. 148)

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Gilbert Keith Chesterton 276
scrittore, giornalista e aforista inglese 1874 – 1936

Il grillismo non ha sottintesi o implicazioni antidemocratiche. (da Il revival del populismo, Corriere della sera, 2 ottobre 2007)

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Giovanni Sartori 72
politologo italiano 1924

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