Frasi, citazioni e aforismi su portavoce

Domenico Petrini 2
critico letterario italiano 1902 – 1931
„Tutta questa produzione lirica, uscita dal ritorno umanistico ai classici e dal rinsaldamento della personalità del Rinascimento, andrà guardata non con a fronte l'ideale d'una poesia in cui un sentimento si crei intorno la commossa e pur conclusa risonanza della parola che si fa canto ma come un'espressione a volta a volta agitata ed eloquente di un'umanità che esprime per essa il suo ideale di vita: come oratoria e non come poesia. Un'oratoria il cui continuo pericolo, ma anche spesso evitato, è di finire letteratura: ma che talora, spesso, ha una voce sua.Guardiamo Chiabrera: in lui tutto il gusto dell'età sua: nelle canzoni, mitologia avant toute chose: ma anche Bibbia, come voleva Tasso e come aveva fatto Herrera per Lepanto e come farà Filicaia per Vienna; la vita contemporanea, levata al livello dell'antico ha un'esaltazione eroica in cui l'umano perde ogni original forma di vita e si difà nel mito. (in Binni e Scrivano, p. 601)“

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Beppe Grillo 130
comico, attore, attivista, politico e blogger italiano 1948
„[... ] un francescano che amava gli animali e la natura, un uomo semplice e disinteressato con una cultura straordinaria e un profondo senso dell'umorismo. Un manager, un padre, un marito, un mentore, un attivista. Per me un amico [... ]. Era un uomo di parola che dava il massimo per raggiungere gli obbiettivi che si era prefissato e sapeva tirare fuori il meglio dalle persone di cui si circondava, me compreso. Abbiamo intrapreso assieme un'avventura straordinaria a cui si sono aggiunte negli anni decine, centinaia, poi migliaia e infine milioni di persone. Due compagni di viaggio che venivano da mondi e stili di vita lontanissimi. Io dal frivolo mondo dello spettacolo, lui dal mondo dell’impresa olivettiana. Io animale da palcoscenico, lui riservato. E così poi io in giro per le piazze in un camper a "spargere il verbo", lui nel suo ufficio a pensare al resto. Io scherzavo, lui faceva sul serio. Ci ha unito il desiderio di fare qualcosa per il nostro Paese. La visione comune è stata la nostra forza. Quando io volevo tirarmi indietro lui mi convinceva ad andare avanti, quando lui avrebbe voluto lasciar perdere tutto io lo facevo desistere [... ]. Gianroberto ha fatto tanto nella vita, è stato un manager di successo e negli ultimi anni si è dedicato anima e corpo al sogno del MoVimento 5 Stelle. Grazie ai suoi sforzi fisici e intellettuali abbiamo gettato le basi per l'entrata in Parlamento per la prima volta nella storia di 150 persone scelte online da cittadini e non da capibastone e che non avevano mai avuto nulla a che fare con i partiti. La sua conoscenza della Rete e l'ideale della democrazia diretta ci hanno permesso di condividere idee innovative, di elaborare un programma elettorale votato da milioni di italiani, di selezionare sul web i nostri portavoce e di vincere le elezioni politiche del 2013 [... ]. Gianroberto per il suo impegno contro un sistema marcio fino al midollo è stato diffamato, offeso e insultato pubblicamente, in tv, in radio, sui giornali. Sul livore contro di lui ci ha addirittura scritto un libro. Non lo hanno mai capito e per questo non lo sopportavano. Era di un altro livello [... ]. Di uomini così ne campano uno ogni cento anni. E chi, come me, ha avuto la fortuna di conoscerlo di persona si senta un privilegiato.“


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Paul McCartney 9
musicista britannico 1942
„*[Parlando dell'album dei Beatles Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band] L'atmosfera dell'album era in sintonia con lo spirito di quel periodo, perché noi stessi eravamo permeati da quello spirito. Non intendevamo fare di tutto per dargli quell'armosfera, semplicemente c'eravamo dentro. E non è stato solo il clima del periodo a influenzarci; ho cercato dei riferimenti che fossero più estremi. L'atmosfera del tempo assomigliava di più ai Move o agli Status Quo o gruppi del genere. Invece oltre a tutto ciò, c'era quello spirito d'avanguardia che penso sia entrato in Pepper. Era decisamente un movimento di popolo. Voglio dire, noi non stavamo cercando di alimentare quel movimento, noi ne eravamo parte, come lo eravamo sempre stati. Ritengo che i Beatles non siano stati i leader di una generazione, ma i suoi portavoce.“

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Noam Chomsky 99
linguista, filosofo e teorico della comunicazione statun... 1928
„Con tutte le loro chiacchiere sulla benevolenza e la generosità, è dubbio che i portavoce giapponesi abbiano mai superato il livello di scempiaggine che caratterizza gran parte della cultura americana, sempre ridondante di retorica da discorso del 4 luglio. (Il pacifismo rivoluzionario di A. J. Muste, p. 201)“

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Yannick Noah 30
tennista e cantante francese 1960
„Non si può chiedere alla gente di amare una squadra se questa non dà niente, niente. A cominciare dal suo portavoce, Raymond Domenech, che è un uomo pieno di qualità ma che non ama il pubblico. Quando parla ad una telecamera, ha voglia di fare una sola cosa: mandare a quel paese. E dato che ci siamo noi dall'altro lato dello schermo, è noi che manda a quel paese.“

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Bruno Vespa 25
giornalista, conduttore televisivo e scrittore italiano 1944
„[Riferendosi a Fini, invitato a partecipare ad una puntata di Porta a Porta] Gliela strutturiamo, gliela confezioniamo addosso. (dalla telefonata del 4 maggio 2005 con il portavoce di Fini, Salvatore Sottile, intercettata dalla Procura di Potenza; citato in Marco Travaglio, La scomparsa dei fatti, p. 273)“

„Con un piede a Broadway e l'altro alla Carnegie Hall, Gershwin si presentava a un tempo come il compositore modernista che trae ispirazione esotica dal folclore urbano, e però anche come menestrello, il portavoce, l'interprete di quella stessa realtà da cui traeva ispirazione: come la sintesi di quei due mondi e, come tale, un fenomeno unico nel suo genere. (p. 109)“

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Jeffrey Moussaieff Masson 89
psicoanalista statunitense 1941
„[Gabbie vuote] è, a parer mio, la migliore introduzione al problema dei diritti animali che sia mai stata scritta. Nessuno meglio di Tom Regan ha discusso la nozione di «diritti animali» e il suo significato. Da decenni universalmente riconosciuto come il più grande filosofo portavoce del movimento per i diritti animali, il suo punto di vista è sempre stato radicale, nel senso originario della parola: cioè quello di andare alle radici. Ciò gli permette di condannare, su basi squisitamente morali, qualsiasi sperimentazione animale, indipendentemente dal possibile beneficio che questa possa arrecare agli umani; posizione che condivido completamente e che per la prima volta ho sentito espressa in maniera convincente proprio da Tom Regan.“


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Michele Serra 64
giornalista, scrittore e autore televisivo italiano 1954
„L'eroico Piergiorgio Odifreddi, isolato esponente delle bizzarre teorie chiamate Scienza e Ragione, era esposto l'altra sera nello studio di Bruno Vespa, per l'occasione consacrato a Padre Pio, come un reperto di altri secoli. Vespa gli si rivolgeva con la simpatia incuriosita che si rivela agli ospiti esotici: Ecco a voi, cari amici, un buffo signore barbuto che è qui per testimoniare l'esistenza, in questo Paese, dei non credenti. Incredibile!, avrebbe detto Mike Bongiorno agitando la sua cartelletta. Il resto del cast, tanto per dire la par condicio, era così composto. La madre di un bambino miracolato da Padre Pio. Il frate portavoce della holding di Padre Pio. Lo studioso cattolico Vittorio Messori che ha raccontato di essere stato miracolato da Padre Pio: una lettera gli era stata recapitata a casa un'ora dopo essere stata spedita da Padre Pio. Luciano Rispoli che è stato sposato da Padre Pio. E soprattutto la devota Irene Pivetti, che non conobbe Padre Pio ma è la prova vivente dell'esistenza dei miracoli: nessuno può spiegare razionalmente come poté diventare Presidente della Camera. Nonostante Vespa si fosse dimenticato di esporre la Mercedes (che funziona anche senza benzina) mi sono divertito moltissimo. (3 novembre 2007)“

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Filippo Facci 58
giornalista italiano 1967
„Mi piacerebbe, dunque, negare che parte delle candidature del Pdl facciano espressamente schifo, e che siano solamente plastilina nelle mani del capi-listone. Ma non ci riesco. Nessuno, per definizione, è indegno di entrare in Parlamento: ma quando vedi certi esclusi ti prudono le mani. Militari contro militari, imprenditori contro imprenditori, sindacalisti contro sindacalisti, handicappati contro handicappati, e portavoce, parenti, segretarie, scienziati contro scienziati: va bene tutto. Ma ditemi perché dev'esserci la moglie di Emilio Fede e non Daniele Capezzone, cui Berlusconi di ripiego ha offerto di fare il suo portavoce. Ditemi perché dev'esserci la chirurga di Berlusconi e la fisioterapista di Berlusconi quando di converso hanno spazzato e non sostituito praticamente tutti i liberali (da Alfredo Biondi a Egidio Sterpa a Lino Jannuzzi) per infilare oltretutto anche il tassista Loreno Bittarelli, capopolo della cricca corporativa più illiberale d'Occidente. Non hanno candidato Paolo Cirino Pomicino, ma abbiamo la giornalista del Tg4 Gabriella Giammanco, e Gabriella Carlucci, Elisabetta Gardini, l'avvocatessa Nunzia Di Girolamo già indicata come «la nuova Mara Carfagna» come se ci fossimo già abituati alla vecchia. Chissà che hanno pensato Elio Vito e Antonio Martusciello nel vedersi esclusi a vantaggio della nota conduttrice Elisa Alloro: questo mentre Maurizio Gasparri aveva il fegato di spiegare che le sciampiste stanno tutte a sinistra, dove pure abbondano segretarie e portavoce che di politica capiscono poco ma di accondiscendenza già di più. In compenso nel Pd non c'è l'islamista moderato Khaled Foud Allam, e non c'è neppure Nando Dalla Chiesa: ma c'è Massimo Calearo, che sino a due settimane fa aveva la suoneria del cellulare (sul serio) con l'inno di Forza Italia. (da Che schifo E adesso come li voto?, Il Riformista, 12 marzo 2008)“

„Non è necessario essere un esaltato teorico della cospirazione per tracciare un parallelo tra questa storia e alcuni possibili esiti degli eventi in corso. Il viscido e abietto portavoce televisivo del governo, per esempio, potrebbe essere uno qualsiasi degli ospiti di un talk show odierno e certi tratti kafkiani non appaiono inverosimili, se si pensa che una coppia può finire nel mirino del governo per aver saldato troppo in fretta i conti delle loro carte di credito, come di recente è accaduto nel Rhode Island. Ciò che rende così efficace "V per Vendetta" è appunto la sensazione che questo panorama terrificante si trova proprio al termine della china scivolosa su cui siamo oggi collocati. Una finzione inquieta e convince molto più di tutti quei documentari sulla politica che ultimamente hanno cercato di risvegliare l'indignazione del pubblico. Naturalmente molto dell'impatto che ha avuto il film dipende dalla perizia con cui è stato realizzato.“

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Daniele Capezzone 33
politico italiano 1972
„Non voglio farla troppo lunga sulla mia traiettoria politica. Da elettore radicale, ho simpatizzato una prima volta per Berlusconi nel '94; da dirigente radicale, negli anni successivi, ho ripetutamente cercato – senza riuscirvi – di contribuire a un'intesa politica tra Forza Italia e il mio partito di allora; molto spesso, negli anni passati, ho considerato Berlusconi un avversario, e mi è capitato di indirizzargli non poche critiche; se in Italia ci fosse stata un'operazione davvero blairiana nel centrosinistra, molto probabilmente avrebbe visto una mia entusiastica adesione; ma la mia valutazione è che nello schieramento alternativo al Pdl non ci sia oggi spazio per una politica liberale. Per questo (fatto decisamente raro nel nostro Paese...), ho scelto nel novembre 2007 di dimettermi dalla Presidenza della Commissione attività produttive della Camera, dopo aver lasciato il mio partito. Sono state le due finanziarie del Governo Prodi a indirizzarmi verso quella scelta: mi sono espresso contro la prima manovra, e alla seconda ho ritenuto giusto lasciare la poltrona, come si dice. Le mie dimissioni – cosa che racconterò ai miei nipotini, se ne avrò – caddero proprio nel periodo in cui sembrava che l'Esecutivo Prodi potesse reggere a lungo: quelle che la stampa aveva definito "spallate" erano infatti fallite, e ho ancora nelle orecchie l'affettuoso "ma sei matto?" con cui amici autorevoli commentarono la mia decisione, tecnicamente suicida, almeno secondo i parametri della politica romana. La mia valutazione – invece – è che sia tuttora addirittura incalcolabile il danno arrecato al centrosinistra, oltre che all'Italia, dalle decisioni economiche del Governo Prodi-Visco-Padoa Schioppa. Va ricordato che il Governo Prodi ebbe la fortuna di lavorare in un momento positivo dell'economia mondiale: e invece bruciò questa grande opportunità rinunciando alle riforme, aumentando le tasse a tutti, gettando acqua gelida sulla crescita, e infine – per sovrammercato – ingannando il Paese con la telenovela del "tesoretto". Così, in quei mesi, si è prodotta una frattura difficilmente ricomponibile tra il centrosinistra e i cinque milioni di piccole imprese industriali, artigianali, commerciali, dei servizi, che rappresentano la spina dorsale economica del Paese. E non poteva bastare, come ha fatto Veltroni, "far sparire" Visco. Serviva, invece, molto più coraggio: occorreva un'autocritica pubblica e definitiva rispetto a una scellerata politica anti-imprese, con l'impegno solenne, per il futuro, a incamminarsi nella direzione opposta. Neppure questo, forse, sarebbe stato sufficiente a vincere: ma – almeno – sarebbe servito a dare al Pd un profilo nuovo, e a metterlo in condizione di tornare competitivo in futuro, almeno in tempi medi. Per queste ragioni, quando la legislatura si è successivamente interrotta, come tanti altri italiani ho trovato molto più convincente (citavo nelle pagine precedenti il rapporto Itanes) la proposta politica complessiva dello schieramento di centrodestra; infine, dopo le elezioni del 2008 (alle quali non mi sono candidato, pur sostenendo pienamente il Pdl), Silvio Berlusconi ha ritenuto di propormi un incarico di prestigio e responsabilità, quello di portavoce di Forza Italia, che ho molto volentieri accettato. Questa mia vicenda, questa mia condizione di libertà, di persona che vive con la lettera di dimissioni in tasca, mi permette di esprimere un giudizio sereno ed in qualche misura perfino freddo, quello – cioè – che emerge chiaramente dalle pagine di questo piccolo libro.“


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Maurizio Crozza 124
comico, imitatore e conduttore televisivo italiano 1959
„Comunque, Gentiloni è simpatico. È il primo premier al mondo che è riuscito a perdere delle primarie contro Ignazio Marino. Infatti, è arrivato terzo. Se si fosse presentato un cingalese con le rose, Gentiloni sarebbe arrivato quarto [... ]. Il punto più alto della carriera di Gentiloni è quello di essere stato portavoce di Rutelli a Roma. Come dire portamicrofono di Zarrillo a Sanremo. Gentiloni come carisma politico, in una scala da 1 a 100, era quello che lavava la scala. Renzi ha sbagliato strategia per il referendum. Doveva finire la frase. Quando ha detto "Se perdo vado via", doveva aggiungere "E arriva Gentiloni". Avrebbe stravinto il "Chiiii"? Gentiloni comunque mi nasce conte, eh: conte Paolo Gentiloni Silverj, nobile di Filottrano, Cingoli e Macerata. Dura di più il suo nome del suo governo. Gentiloni è l'unico premier che farà tutto il suo mandato col giaccone addosso. Basta che Matteo alzi un sopracciglio e lui è già su un taxi. Da Renzi a Gentiloni, passiamo da un "Ego smisurato" a un "Ripiego esagerato".“

Ferruccio Masini 50
germanista, critico letterario e traduttore italiano 1928 – 1988
„Una poesia, questa di Nelly Sachs, che non ci riporta soltanto il dono della parola dopo l'orrore di Auschwitz, ma che cerca nella parola il segreto di una giustificazione religiosa del male, di una teodicea che ci in qualche modo con il mysterium iniquitatis. Un messaggio trepidamente raccolto e consegnato a noi – oltre la spaventosa eclisse di un mondo – quasi per comunicarci la quintessenza di una gnosi salvifica, di una illuminazione segreta quale è quella di chi custodisce nella poesia l'arte dolorosa di decifrare una «trascendenza bella» nella polvere, un «segno regale» nel mistero dell'aria.“

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Enzo Biagi 200
giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano 1920 – 2007
„Il Cavaliere [... ] è partito da niente e, guarda un po', si è fatto da solo. C'è una squadra che studia il suo look, ha un portavoce che qualche volta gli mette una mano sulla spalla per fargli capire che qualche parola in meno aiuta. Lo spettacolo c'è l'ha nel sangue e, purtroppo ha trasformato Palazzo Chigi in un grande varietà; d'altra parte già a quattordici anni organizzava recite di burattini con ingresso a pagamento [... ] L'aria che lo accompagna è quella inconfondibile del piccolo venditore di edizioni straordinarie, che urla sul marciapiede lucido di pioggia ma è destinato a percorrere una lunga strada. [... ] Ha una compagnia molto colorita e che suscita tante perplessità.“

Vittorio Arrigoni foto
Vittorio Arrigoni 62
scrittore e attivista italiano 1975 – 2011
„Le allucinanti dichiarazioni di un portavoce dei servizi segreti israeliani secondo cui l'esercito ha ottenuto via libera a sparare sulle ambulanze perché si presume che a bordo ci siano membri della resistenza palestinese, rendono il senso del valore dato da Israele alla vita. (p. 63)“

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