Frasi su postfazione

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Alessandro Baricco 335
scrittore e saggista italiano 1958
„Si considera la guerra un male da evitare, certo, ma si è ben lontani da considerarla un male assoluto: alla prima occasione, foderata di begli ideali, scendere in battaglia ridiventa velocemente un'opzione realizzabile. La si sceglie, a volte, perfino con una certa fierezza. Una reale, profetica e coraggiosa ambizione alla pace io la vedo soltanto nel lavoro paziente e nascosto di milioni di artigiani che ogni giorno lavorano per suscitare un'altra bellezza e il chiarore di luci limpide che non uccidono. (dalla postfazione)“

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Nicola Zingarelli 1
filologo italiano 1860 – 1935
„Caro professore [Pasquale Leonetti]. Le sono molto grato del suo Alfieri. Mi congratulo con lei, che ha dottrina a fine criterio. Ho veduto quasi tutto l' «Agamemmone». La prefazione introduttiva è un modello di sobrietà e compiutezza... (citato in Antologia Alfieriana da Pasquale Leonetti, postfazione a Vittorio Alfieri, Saul, Società Editrice Dante Alighieri, 1934)“


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Patrizia Valduga 10
poetessa e traduttrice italiana 1953
„La tua Milano, amore, fa paura | e mi tratta da esule e sbandita, | e in casa nostra ogni cosa | mi guarda male, come risentita. | Ogni cosa ti chiama, ti reclama, | e mi lascia così, sola e spaurita. | E tutto il tempo testimonia il tempo | del dolore indiviso della vita. | E in tutto il tempo trovo tregua il tempo | che ti sto accanto, anima ferita. (dalla postfazione a Giovanni Raboni, Ultimi versi)“

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Alessandro Baricco 335
scrittore e saggista italiano 1958
„Oggi la pace è poco più che una convenienza politica: non è certo un sistema di pensiero e un modo di sentire veramente diffusi. (dalla postfazione)“

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Gilbert Keith Chesterton 255
scrittore, giornalista e aforista inglese 1874 – 1936
„Le forze che cambiano il corso della storia sono le stesse che cambiano il cuore dell'uomo. (citato nella postfazione a Gilbert Keith Chesterton, La Ballata del Cavallo Bianco, Raffaelli Editore, Seconda Edizione 2011, a cura di Annalisa Teggi e Marco Antonellini, postfazione di Marica Ferri, p. 159)“

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Iris Murdoch 6
scrittrice inglese 1919 – 1999
„[Su Elias Canetti] È come un personaggio che è famoso senza che si sappia esattamente perché. (citato in Jeremy Adler, postfazione di Elias Canetti, Party sotto le bombe. Gli anni inglesi, a cura di Kristian Wachinger, traduzione di Ada Vigliani, Adelphi, 2005. ISBN 9788845920189)“

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William Beckford 5
scrittore, critico d'arte e politico britannico 1760 – 1844
„Temo che non sarò mai buono a nulla in questo mondo, se non per comporre arie, erigere torri, progettare giardini, far collezione di mobili in stile giapponese, e scrivere resoconti di viaggi in Cina o alla Luna. (dalla lettera a Lady Hamilton a Napoli del 1781; citato in Malcolm Skey, postfazione a Vathek, 1989, p. 125)“

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Natalia Aspesi 4
giornalista e scrittrice italiana 1929
„Busi ha umiliato chi si aspettava di vederlo vestito di rosa e con un lavoro all'uncinetto tra le mani, comportandosi come un fiero gentiluomo, un intellettuale offeso, uno scrittore integro, senza padrini o protettori. (dal quotidiano Repubblica, 14 marzo 1990; citato nella postfazione di Carmen Covito a: Aldo Busi, Sodomie in corpo 11, Oscar Mondadori, 1992)“


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Anna Banti 9
scrittrice e traduttrice italiana 1895 – 1985
„Nessuno che non abbia buttato almeno un'occhiata sulla solenne etichetta di Cambridge o di Oxford potrà ammirare abbastanza quel che la sapiente e capricciosa penna della Woolf ne trasse, citando i responsabili di aule dove la scienza, il greco, il latino, la filosofia conducono una vita liberalmente conventuale. (dalla postfazione a Virginia Woolf, La camera di Jacob, I libri della Medusa, Arnoldo Mondadori Editore, 1980)“

Giorgio Luti 2
critico letterario italiano 1926 – 2008
„Forse Saviane ha cercato nel Tesoro dei Pellizzari il Veneto della sua infanzia e della sua adolescenza, gli uomini, i personaggi che allora lo incisero. Lo scrittore muove proprio di qui, da queste memorie, da questa terra, da queste mura che la storia inquieta di tanti anni non ha consumato. (dalla postfazione a Giorgio Saviane, Il tesoro dei Pellizzari, Euroclub, 1983)“

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William Beckford 5
scrittore, critico d'arte e politico britannico 1760 – 1844
„Vi ricorderete che Vathek era stato viziato da Carathis, e quindi farà quel che vorrà, anche se ciò dovesse portarlo all'Inferno. Cosí sto ampliando le mie foreste, riempendole di fucili nascosti e altre trappole mortali capaci di spezzare le gambe con la stessa rapida precisione con cui uno smoccolatoio di Pinchbeck spegne una candela. Col tempo, quando le mie colline saranno nere di abeti, mi ritirerò al centro del tetro cerchio per vivere come un ragno in mezzo alla sua tela. E lí farò erigere la mia torre... (citato in Malcolm Skey, postfazione a Vathek, 1989, p. 128)“

George Selwyn 1
1719 – 1791
„Mi sono recato ieri sera al salotto di Lady Lucan per vedere il giovane Beckford, il quale sembra possedere tutti i talenti piú straordinari. È un musicista perfetto; ma la sua voce, finta o vera che sia, è quella di un eunuco. Parla diverse lingue con una facilità fuori del comune; eppure ha un comportamento cosí mercuriale che temo che finisca aux petites maisons. Il suo volto e la sua persona sono piacevoli. Io sono arrivato sul tardi, quando egli si era già stancato con ogni sorta di pantomime e di imitazioni. (lettera a Lord Carlisle del febbraio 1782; citato in Malcolm Skey, postfazione a Vathek, 1989, p. 123)“


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Pierre Benoît 1
romanziere francese 1886 – 1962
„È bene che Atlantide resti un mistero. È giusto che l'uomo, guardando l'oceano, si inquieti pensando ad un lontano e imperscrutabile regno inghiottito in un giorno e in una notte dalle acque e dal fuoco; all'orgoglioso sogno di un'eternità infranta dal risveglio della Natura. Le civiltà nascono, crescono ed, infine, muoiono. Prepariamoci a questo. Atlantide non è mai esistita! È in ogni luogo. (da Atlantide, postfazione, Mantovani, Padova, 1964, p. 211; citato in Francesco Santoianni, Disastri, 1996, p. 85)“

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William Beckford 5
scrittore, critico d'arte e politico britannico 1760 – 1844
„[Sulla festa nella magione Fonthill Splendens, Wiltshire, del Natale 1781, mezzo secolo dopo] Eravamo tutti giovani, e belli... La vasta sala egiziana pareva tagliata nella roccia viva: da ambo i lati vi era una fuga di stanze e un corridoio apparentemente senza fine; in mezzo, una scala interminabile che sembrava profonda quanto il pozzo centrale di una piramide... Ancora oggi, nonostante la lunga, triste distanza che mi separa da quei giorni e notti di raffinatezze squisite, mi sento ancora come riscaldato dalla strana luce negromantica che Loutherbourg aveva saputo gettare su ciò che sembrava un regno fatato, o meglio un Tempio dei Dèmoni scavato sotto la Terra, riservato ai più tremendi misteri. (citato in Malcolm Skey, postfazione a Vathek, 1989, p. 126)“

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Lev L'vovič Tolstoj 22
scrittore russo 1869 – 1945
„[... ] la risposta alla Sonata a Kreutzer e alla sua Postfazione – per quanto esse siano artisticamente di grande valore, e nonostante vi siano espressi vigorosamente gli aspetti negativi delle relazioni matrimoniali – non può che essere una sola: la loro conclusione è erronea.
Come ideale vi è eletto ciò che non può esserlo. Come ideale nella questione dei rapporti sessuali non si può proporre la loro abolizione, perché ciò annullerebbe la stessa possibilità di un ideale di tal genere, conducendo a un'assurdità logica. (premessa, p. 4)“

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Léopold Sédar Senghor 14
politico e poeta senegalese 1906 – 2001
„E poiché debbo spiegare le mie poesie, confesserò che quasi tutti gli esseri e le cose che evocano appartengono alla mia terra: qualche villaggio sperduto, i boschi, i bolong e i campi. Mi basta nominarli per rivivere il Regno dell'infanzia – e il lettore con me, spero – "attraverso le foreste di simboli". Vi ho vissuto un tempo, con i pastori e i contadini. [... ] Ho dunque vissuto in quel regno, visto coi miei occhi, sentito con le mie orecchie gli esseri favolosi al di là delle cose: i Kouss nei tamarindi, i Coccodrilli, guardiani delle fonti, i Lamantini, che cantavano nei fiumi, i Morti del villaggio e gli Antenati, che mi parlavano, mi iniziavano alle alterne verità della notte e del giorno. (dalla postfazione a Ethiopiques; Chevrier, p. 94)“

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