Frasi, citazioni e aforismi su poveraccio

Domenico Petrini 2
critico letterario italiano 1902 – 1931
„Tutta questa produzione lirica, uscita dal ritorno umanistico ai classici e dal rinsaldamento della personalità del Rinascimento, andrà guardata non con a fronte l'ideale d'una poesia in cui un sentimento si crei intorno la commossa e pur conclusa risonanza della parola che si fa canto ma come un'espressione a volta a volta agitata ed eloquente di un'umanità che esprime per essa il suo ideale di vita: come oratoria e non come poesia. Un'oratoria il cui continuo pericolo, ma anche spesso evitato, è di finire letteratura: ma che talora, spesso, ha una voce sua.Guardiamo Chiabrera: in lui tutto il gusto dell'età sua: nelle canzoni, mitologia avant toute chose: ma anche Bibbia, come voleva Tasso e come aveva fatto Herrera per Lepanto e come farà Filicaia per Vienna; la vita contemporanea, levata al livello dell'antico ha un'esaltazione eroica in cui l'umano perde ogni original forma di vita e si difà nel mito. (in Binni e Scrivano, p. 601)“

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Natuzza Evolo 3
mistica italiana 1924 – 2009
„Io sugnu un verme della terra, io non è che faccio miracoli. Io so 'na poveraccia. Questo non lo faccio io ma lo fa il Signore.“


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Diego De Silva 25
scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano 1964
„L'amore, se posso dire come la penso, è una malattia della dignità. Agisce per picchi e inabissamenti. Compra e vende. La riconosci subito. Ha dei sintomi, – come dire, – dei sintomi che non ti sbagli.
Intanto, ti fa sentire un eletto. Ti manda in giro a osservare la gente per compatirla. Sotto sotto, lascia passare l'idea che non siamo tutti uguali.
Non è vero che quando sei innamorato il mondo ti sembra più bello. È solo che lo tratti dall'alto in basso. Guardi la gente che passa e pensi: «Poveracci, vedi come vanno avanti e indietro nelle loro scialbe vite. Vedi come s'affannano, lavorano, s'imbottigliano nel traffico, si mettono in cosa alla cassa?»
In altre parole, quando t'innamori diventi un qualunquista di merda.“

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Sandrone Dazieri 31
scrittore e sceneggiatore italiano 1964
„Quelli come me non vanno in giro con la lente d'ingrandimento a fare geniali deduzioni. Siamo dei poveracci che frugano nella merda.“

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Carmelo Bene 200
attore, drammaturgo e regista italiano 1937 – 2002
„Semprelei: Non credo un niente! Tu non vuoi morire. Hai paura. Hai paura della moda! Son così indaffarata che non ho saputo odiarti come tu volevi. Poveraccio! Ed è tutto, poveraccio! Provane un'altra! Cosa non vuoi da me!...
Luisolo: Lo sai, Maria, non scrivo più da tanto...
Semprelei: Poveraccio, non basta... per non pensare a niente! Non basta: Guarda me. M'hai scritta tu. Se ti sono sfuggita dalla penna, perché non credermi? Perché ostinarti a rileggere questo errore più grande di te? Straccia il tuo compito da sufficienza in mille pezzi, in mille compitini senza senso... Credimi e sarò un'altra che non c'è. Mi penserai tra gli angeli, tra gli infiniti azzurri modi di dire che non pensiamo a niente! (da ''Ritratto di signora del cavalier Masoch per intercessione della beata Maria Goretti, pagg. 391-392)“

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Umberto Bossi 101
politico italiano 1941
„La trattativa Lega-Forza Italia se l'è inventata lui, poveraccio. Il partito di Berlusconi neo-Caf non potrà mai fare accordi con la Lega. Lui è la bistecca e la Lega il pestacarne. (citato in Marco Travaglio, Peter Gomez, Berlusconi)“

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Edoardo Bennato 66
cantautore, chitarrista e armonicista italiano 1946
„Io devo "buttare il sangue" se spero che MTV mi passi un intero concerto come fanno con Vasco Rossi, De Gregori e simili, per questo devo farmi aiutare da quei poveracci della TIM.“

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Massimo d'Alema 38
politico italiano, presidente del Consiglio dei Ministri... 1949
„Lo dico e lo ripeto: Amato è un bugiardo e un poveraccio. È uno che deve far di tutto per restare lì dov'è, sulla poltrona. Ma che devo fare? Devo dire vaffanculo? (da La Stampa dell'11 marzo 1993; citato in Marco Travaglio, Carta Canta – Proto-Vaffa Day, la Repubblica, 21 settembre 2007)“


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Aristofane 25
commediografo greco antico -446 – -385 a.C.
„Servo A: Poveri noi, che guai, poveri noi!
Mandino i Numi un accidente a quella
birba d'un Paflagone comperato
ultimamente e a tutti i suoi consigli!
Dal dí che s'è ficcato in questa casa,
da mane a sera appioppa botte ai servi!
Servo B: Un accidente a secco, a questa schiuma
dei Paflagoni, ed alle sue calunnie!
Servo A: Come stai, poveraccio?
Servo B: Come te: male!“

Giuseppe Marotta (scrittore) 26
scrittore e sceneggiatore italiano 1902 – 1963
„Lasciatemi dire che a Napoli i Santi, dal supremo e volubile San Gennaro al distratto San Giuseppe, da Sant'Antonio che protegge Posillipo a San Pasquale che sorveglia attentamente Chiaia, non sono che autorevoli congiunti del popolo. Il napoletano ha San Luigi, Sant'Espedito e ogni altro Santo come a certi poveracci dei vicoli capita di essere imparentati con un insigne professore residente a via dei Mille. Questi poveracci descrivono orgogliosamente l'attività e i successi dell'eccezionale consanguineo, dicono: «E quello il commendatore ci è stretto cugino», solo per qualche consiglio o raccomandazione si permettono di disturbarlo, la verità è che si leverebbero il pane di bocca per accrescere il suo benessere. Così, o quasi, stanno le cose a Napoli tra il popolino e i Santi; ma sempre fede è, sempre amore. (p. 135)“

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Umberto Bossi 101
politico italiano 1941
„Silvio Berlusconi era il portaborse di Bettino Craxi. È una costola del vecchio regime. È il più efficace riciclatore dei calcinacci del pentapartito. Mentre la lega faceva cadere il regime, lui stava per il Mulino Bianco, col parrucchino e la plastica facciale. Lui è il tubo vuoto qualunquista. Ma non l'avete visto oggi, tutto impomatato fra le nuvole azzurre? Berlusconi è bollito. È un povero pirla, un traditore del Nord, un poveraccio asservito all'Ulivo, segue anche lui l'esercito di Franceschiello dietro il caporale D'Alema con la sua trombetta. Io ho la memoria lunga. Ma chi è Berlusconi? (citato in Marco Travaglio, Peter Gomez, Berlusconi)“

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Umberto Bossi 101
politico italiano 1941
„[Serie di apprezzamenti ed epiteti espressi nei confronti di Gianfranco Miglio nel 1994, in risposta alle critiche di quest'ultimo dopo la formazione del governo] "poveraccio", "vecchio fuori di testa che fa un putiferio perché non gli han dato la poltrona", "me ne fotto delle minchiate di Miglio", "arteriosclerotico, traditore", "Ideologo? No, panchinaro", "una scoreggia nello spazio“


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Carmelo Bene 200
attore, drammaturgo e regista italiano 1937 – 2002
„Accidenti ai quattrini!... Accidenti alla cartaccia moneta!... Questa orrenda matrigna dell'arte, di tutte le arti. Mestiere infame questo dell'artista. Da sempre nell'eterno quotidiano della vita invivibile, indissolubilmente coniugato alla piccolo borghese fatalità del miserabile. Coniugato a tal punto che quest'ultimo poveraccio spregevole termine potrebbe benissimo sostituire l'altro, cioè quello dell'artista, in un più intransigente rigoroso dizionario. A un individuo abbiente è rispettabile, non verrebbe mai in testa di vivacchiare con ciò che è detto: arte. Arte: il più astruso e stupido tra gli espedienti.“

Renato Polselli 1
regista e sceneggiatore italiano 1922 – 2006
„[Su Rivelazioni di uno psichiatra sul mondo perverso del sesso] Anche per questo film venimmo denunciati io, il distributore nazionale, quello regionale, il padrone della sala e persino l'attacchino, poveraccio, che aveva affisso il manifesto. Lo ricordo come fosse adesso, si vede, nella locandina, una ragazza seduta, in mutandine, su una sedia, a seno nudo ma coperto dai lunghi capelli. Nella denuncia si diceva che il turgore del sesso della ragazza turbava i minori. Pensate l'ignoranza, il turgore del sesso in una donna... (citato in Marco Giusti, Dizionario dei film stracult italiani, Roma, Frassinelli, 1999)“

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Juan Valera 11
scrittore spagnolo 1824 – 1905
„Ci sono poche persone che riescono a comprendere quella che chiamano la mia mania di farmi prete, e questa buona gente mi dice, con un candore paesano, che dovrei gettare la tonaca alle ortiche, che essere prete va bene per i poveracci; ma che io, da ricco erede, dovrei sposarmi e consolare la vecchiaia di mio padre, dandogli mezza dozzina di nipotini, belli e robusti. (p. 24)“

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Ennio Flaiano 174
scrittore italiano 1910 – 1972
„I grandi premi non vengono mai dati allo scrittore, ma ai suoi lettori. Poveracci, se li meritano. (p. 18)“

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