Frasi su poveraccio

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Diego De Silva 50
scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano 1964
„L'amore, se posso dire come la penso, è una malattia della dignità. Agisce per picchi e inabissamenti. Compra e vende. La riconosci subito. Ha dei sintomi, – come dire, – dei sintomi che non ti sbagli.
Intanto, ti fa sentire un eletto. Ti manda in giro a osservare la gente per compatirla. Sotto sotto, lascia passare l'idea che non siamo tutti uguali.
Non è vero che quando sei innamorato il mondo ti sembra più bello. È solo che lo tratti dall'alto in basso. Guardi la gente che passa e pensi: «Poveracci, vedi come vanno avanti e indietro nelle loro scialbe vite. Vedi come s'affannano, lavorano, s'imbottigliano nel traffico, si mettono in cosa alla cassa?»
In altre parole, quando t'innamori diventi un qualunquista di merda.“

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Natuzza Evolo 3
mistica italiana 1924 – 2009
„Io sugnu un verme della terra, io non è che faccio miracoli. Io so 'na poveraccia. Questo non lo faccio io ma lo fa il Signore.“


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Antonio Pennacchi 50
scrittore italiano 1950
„Lei dice che la libertà in Italia l’avrebbe levata il fascismo? Ma in Italia non c’è mai stata la libertà, che t’ha potuto levare il fascismo? Ai signori magari gliel’avrà levata, ma i poveracci non ce l’avevano mai avuta. (libro Canale Mussolini)“

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Rod Steiger 7
attore statunitense 1925 – 2002
„Rivoluzione? Rivoluzione? Per favore, non parlarmi tu di rivoluzione. Io so benissimo cosa sono e come cominciano: c'è qualcuno che sa leggere i libri che va da quelli che non sanno leggere i libri, che poi sono i poveracci, e gli dice: "Oh, oh, è venuto il momento di cambiare tutto" [... ] Io so quello che dico, ci son cresciuto in mezzo, alle rivoluzioni. Quelli che leggono i libri vanno da quelli che non leggono i libri, i poveracci, e gli dicono: "Qui ci vuole un cambiamento!" e la povera gente fa il cambiamento. E poi i più furbi di quelli che leggono i libri si siedono intorno a un tavolo, e parlano, parlano, e mangiano. Parlano e mangiano! E intanto che fine ha fatto la povera gente? Tutti morti! Ecco la tua rivoluzione! Per favore, non parlarmi più di rivoluzione... E porca troia, lo sai che succede dopo? Niente... (Film Giù la testa)“

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Nicolai Lilin 30
scrittore russo 1980
„Dal comando arrivavano di volta in volta numeri diversi: prima si parlava di mille terroristi, poi di millecinquecento, infine di quasi tremila. Ogni ora il numero saliva come fossimo stati a un’asta. Una cosa però era certa: molti di loro erano arabi e afghani, gente povera assoldata per combattere, quasi tutti tossicodipendenti. Prima di affrontare la battaglia si facevano così tanto di eroina che, quando avevano finito le munizioni, andavano incontro ai nostri soldati come degli zombi, con le braccia penzoloni e gli occhi spalancati. Quei poveracci avevano fatto tanta strada per combattere un paio di volte contro di noi e poi morire così miseramente. (libro Caduta libera)“

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Nadine Gordimer 15
scrittrice sudafricana 1923 – 2014
„Una volta c’erano neri che, poveracci, volevano rivendicare il loro essere bianchi. Adesso c’è un bianco che, poveraccio, vuole rivendicare il suo essere nero. Il segreto è lo stesso. (libro Beethoven era per un sedicesimo nero)“

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Federico Fellini 46
regista e sceneggiatore italiano 1920 – 1993
„Fellini: Me metti pure la musica?
- Marchetti: Perché io metto questa musichetta, dottor Fellini, quando racconto alla gente tutti i sogni suoi, che lei fa vedere nei film, quelle scene fantastiche con quelle trippone, quelle chiappane, quelle zinnone, quelle bucine…con tutti quei preti sdentati, tutti vestiti de rosso che corrono in mezzo alla strada, e poi le monache cappellone, e le cavallerizze con le chiappe più grosse del cavallo, e poi i cardinali, i baroni, i conti, i zozzoni, i poveracci, i clown, i pagliacci, coi fischietti, le trombette…piripì piripì piripì piripì piripì. Er vecchio che se perde nella nebbia…poi sarebbero tutti isuoi sogni che…
- Fellini: Solo questo lei vede nei miei film?! (Film Il tassinaro)“

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Mia Martini 6
cantante italiana 1947 – 1995
„Quello che non sopporto nelle radio cosiddette libere è la loro mancanza di professionalità; sono tutti dilettanti. [... ] L'esistenza delle radio libere nuoce moltissimo a tutto il mondo della musica leggera, all'industria discografica, ai cantanti ed agli autori, ai compositori, a tutti, insomma, quelli che lavorano nel mondo della musica leggera, e sono tanti a comporlo è un’industria enorme quanto lo può essere la FIAT. E come è grave il problema dell'operaio disoccupato, altrettanto grave è quello di chi lavora nell’industria discografica ed è disoccupato. [... ] C'è stato un calo pauroso di dischi e le emittenti private sono tutte abusive, non pagano la SIAE e chi salvaguardia i diritti d'autore? chi salvaguardia quei poveracci che vivono solo sulle canzoni? Non parlo di me che canto, ma di quelli che ogni sei mesi aspettano l'assegno dalla SIAE, e sono tanti gli autori in questa situazione. Con l'invasione delle radio libere la RAI ha quasi smesso di trasmettere musica leggera e fa solo GR, inchieste speciali e dibattiti. Le radio libere tolgono il pane di bocca alla gente che lavora. (da Nuovo Sound, 1977)“


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Francesco Cossiga 64
8º Presidente della Repubblica Italiana 1928 – 2010
„Il Poveraccio Emerito della Repubblica Francesco Prozac Cossiga rende noto, tramite un suo portavoce, di aver presentato un'interpellanza parlamentare al ministro dell'Interno: "Per sapere se alla luce dell'articolo di Pier Luigi Battista sul quotidiano Corriere della Sera, se corrisponda a verità l'ipotesi da detto autorevole giornalista formulata, e pur considerando, se vera, la cosa assolutamente lecita se nell'interesse della tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica e della necessaria attività di informazione, disinformazione e controinformazione, i giornalisti Marco Travaglio e Giuseppe D'Avanzo siano nel 'libro paga' e per quale somma, del Capo della Polizia dott. Gianni De Gennaro, cui sono notoriamente legati da vincoli di amicizia e collaborazione, come dimostrato dalla loro campagna contro il SISMI; e per sapere inoltre, qualora l'ipotesi sia vera, se non ritenga di rendere permanente e più ampia la loro collaborazione, facendoli assumere come informatori occulti dal SISDE". Alcuni amici mi hanno telefonato per invitarmi a rispondere al Poveraccio Emerito: dicendo, per esempio, che (purtroppo) non ho mai conosciuto il dott. Gianni De Gennaro. Ma ho deciso di non rispondere. Attendo con sempre maggiore impazienza una soluzione più risolutiva: l'arrivo dell'ambulanza. Purtroppo è in ritardo. Di una quindicina d'anni.“

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Oriana Fallaci 129
scrittrice italiana 1929 – 2006
„Io trovo vergognoso che tanti italiani e tanti europei abbiano scelto come vessillo il signor (si fa così per dire) Arafat. Questa nullità che grazie ai soldi della Famiglia Reale Saudita fa il Mussolini ad perpetuum e che nella sua megalomania credi di passare alla Storia come il George Washington della Palestina. Questo sgrammaticato che quando lo intervisti non riesce nemmeno a compilare una frase completa, un discorso articolato. Sicché per ricomporre il tutto, scriverlo, pubblicarlo, duri una fatica tremenda e concludi che paragonato a lui perfino Gheddafi diventa Leonardo da Vinci. Questo falso guerriero che va sempre in uniforme come Pinochet, mai che indossi un abito civile, e che tuttavia non ha mai partecipato ad una battaglia. La guerra la fa fare, l'ha sempre fatta fare, agli altri. Cioè ai poveracci che credono in lui. Questo pomposo incapace che recitando la parte del Capo di Stato ha fatto fallire i negoziati di Camp David, la mediazione di Clinton. No-no-Gerusalemme-la-voglio-tutta-per-me, Questo eterno bugiardo che ha uno sprazzo di sincerità soltanto quando (en privè) nega a Israele il diritto di esistere, e che come dico nel mio libro si smentisce ogni cinque secondi. Fa sempre il doppio gioco, mente perfino se gli chiedi che ora è, sicché di lui non puoi fidarti mai. Mai! Da lui finisci sistematicamente tradito. Questo eterno terrorista che sa fare solo il terrorista (stando al sicuro) e che negli Anni Settanta cioè quando lo intervistai addestrava pure i terroristi della Baader-Meinhof. Con loro, i bambini di dieci anni. Poveri bambini. (Ora li addestra per farne kamikaze. Cento baby-kamikaze sono in cantiere: cento!). Questa banderuola che la moglie la tiene a Parigi, servita e riverita come una regina, e che il suo popolo lo tiene nella merda. Dalla merda lo toglie soltanto per mandarlo a morire, a uccidere e a morire, come le diciottenni che per meritarsi l'uguaglianza con gli uomini devono imbottirsi d'esplosivo e disintegrarsi con le loro vittime. Eppure tanti italiani lo amano, sì. Proprio come amavano Mussolini. Tanti altri europei, lo stesso.“

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Paolo Rumiz 54
giornalista e scrittore italiano 1947
„Per gli italiani, la ferrovia resta cosa da immigrati e da poveracci. Guardate Bergamo, città ricchissima. Ha una stazione da Terzo Mondo. (da L'Italia in seconda classe)“

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Vittorio Feltri 73
giornalista italiano 1943
„Poveraccio mi rendo conto che sia in difficoltà. Nessuno sa che cosa abbia in testa. Io continuo a sostenere che non lo sappia neanche Fini... Non è del resto facile decrittare il suo pensiero perché non è facile decrittare il vuoto. (ibidem)“


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Martín Lutero 104
teologo tedesco 1483 – 1546
„Principi e signori sono dei poveracci. Dunque Nostro Signore non ha ordinato per caso di onorare l'autorità e di pregare per essa. (p. 53)“

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Amélie Nothomb 162
scrittrice belga 1966
„Tanto il Natale mi deprime quanto la Pasqua mi riempie di gioia. Un Dio che si fa bambino è avvilente. Un poveraccio che si fa Dio è tutt'altra cosa.“

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Simonetta Agnello Hornby 27
scrittrice italiana 1945
„La nobiltà e i poveracci hanno molto in comune, ma non lo sanno. (libro La Mennulara)“

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Decimo Giunio Giovenale 61
poeta e oratore romano
„È pura follia fare una vita da poveraccio per essere ricco quando morirai.“

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