Frasi, citazioni e aforismi su poveretto

Domenico Petrini 2
critico letterario italiano 1902 – 1931
„Tutta questa produzione lirica, uscita dal ritorno umanistico ai classici e dal rinsaldamento della personalità del Rinascimento, andrà guardata non con a fronte l'ideale d'una poesia in cui un sentimento si crei intorno la commossa e pur conclusa risonanza della parola che si fa canto ma come un'espressione a volta a volta agitata ed eloquente di un'umanità che esprime per essa il suo ideale di vita: come oratoria e non come poesia. Un'oratoria il cui continuo pericolo, ma anche spesso evitato, è di finire letteratura: ma che talora, spesso, ha una voce sua.Guardiamo Chiabrera: in lui tutto il gusto dell'età sua: nelle canzoni, mitologia avant toute chose: ma anche Bibbia, come voleva Tasso e come aveva fatto Herrera per Lepanto e come farà Filicaia per Vienna; la vita contemporanea, levata al livello dell'antico ha un'esaltazione eroica in cui l'umano perde ogni original forma di vita e si difà nel mito. (in Binni e Scrivano, p. 601)“

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Charles Bukowski 264
poeta e scrittore statunitense 1920 – 1994
„Nella prossima vita voglio essere un gatto. Dormire venti ore al giorno e aspettare che ti diano da mangiare. Starsene seduti a leccarsi il culo. Gli umani sono dei poveretti, rabbiosi e fissati.“


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Luciano Moggi 45
dirigente sportivo italiano 1937
„[Sui risultati sportivi della Juventus nella stagione 2009-2010] Succede quello che avevo previsto da tempo. La società non esiste, guidata da gente che non sa di pallone. E la squadra fa acqua. Dopo un anno che era arrivato a Torino, Blanc ebbe il coraggio di dire che il calcio è più semplice di quanto pensasse. Poveretto. Cosa ne sa lui di questo mondo?“

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Lev Nikolajevič Tolstoj 240
scrittore, drammaturgo, filosofo, pedagogista, esegeta e... 1828 – 1910
„[... ] ho letto Maupassant. Ti prende con la maestria dei colori, ma non ha nulla da dire, poveretto. (28 agosto 1884, p. 291)“

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Andrzej Sapkowski 84
scrittore polacco 1948
„Codringher:Ti ha disturbato sentirti definire mio collega? Ma è la verità. Sono anch’io uno strigo. Libero anch’io la gente dai mostri e dai problemi mostruosi. E lo faccio anch’io per soldi.
Geralt: C’è qualche differenza
Codringher: È vero. Tu sei uno strigo anacronistico e io uno strigo moderno, che segue lo spirito dei tempi. Perciò tu finirai presto senza lavoro, mentre io prospererò. Tra poco al mondo non ci saranno più strigi, viverne, endriaghe e licantropi. Mentre di figli di puttana ce ne saranno sempre.
Geralt: Ma, il più delle volte, tu liberi dai problemi proprio i figli di puttana, i furbi, Codringher. I poveretti assillati da problemi non possono permettersi i tuoi servigi.
Codringher: I poveretti non possono permettersi neppure i tuoi, di servigi. I poveretti non possono mai permettersi nulla, è appunto per questo che sono poveretti.
Geralt: Un ragionamento di una logica ferrea. E talmente nuovo da togliere il fiato.“

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Annemarie Selinko 3
1914 – 1986
„Alcuni giorni dopo mi rallegravo con Giambattista, per il nostro concerto, che il musicista di Vienna avrebbe diretto. Monsieur Beethoven è un ometto bassotto con la più disordinata capigliatura che mai sia comparsa alla nostra mensa. La sua faccia è tonda e abbronzata dal sole: è butterato dal vaiuolo; ha il naso schiacciato e gli occhi sonnacchiosi. Solo quando gli si rivolge la parola, quei suoi occhi assumono un'espressione intenta e non si staccano più dalle labbra di colui che parla. Poiché sapevo che il poveretto era duro d'orecchi, quasi gli urlai che ero molto lieta della sua visita. Giambattista gli batté sulla spalla e gli domandò che novità ci fossero a Vienna. Naturalmente domandò questo soltanto per cortesia. Ma il musicista rispose molto serio:
«Ci si prepara alla guerra. Si aspetta che le armate dell'Imperatore si volgono contro l'Austria». (p. 347)“

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Carlo Dossi 81
scrittore, politico e diplomatico italiano 1849 – 1910
„Il gatto potrebbe chiamarsi lo scaldamani delle poverette. (n. 2565)“

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Jimmy Connors 26
tennista e allenatore di tennis statunitense 1952
„Le macchine fotografiche ti stanno tutte puntate addosso mentre esci dal campo, che tu abbia vinto o che tu abbia perso. e anche i microfoni sono puntati su di te. Va benissimo fare così col vincitore, ma dovrebbero lasciare il tempo di ricomporsi al poveretto che ha appena passato un momento durissimo. [fonte 8]“


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Lev Nikolajevič Tolstoj 240
scrittore, drammaturgo, filosofo, pedagogista, esegeta e... 1828 – 1910
„Vivo giornate incolori ma trasparenti, amo tutti naturalmente, senza sforzo. L'atmosfera di casa è cattiva, penosa. Tanja, poveretta, vuole maritarsi a ogni costo; la scelta è per fortuna migliore di quella che poteva essere. E io sono così cattivo, che nel profondo dell'animo non sono d'accordo. (12 dicembre 1888, p. 299)“

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Vitaliano Brancati 25
1907 – 1954
„Il cielo sa quello che vuole, e quando un matrimonio non è scritto nel suo libro, abbiamo voglia, noi poveretti, di scrivere i nostri nomi l'uno accanto all'altro nel libro della parrocchia... il matrimonio rimane sulla carta! (p. 135)“

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Mario Monicelli 32
regista italiano 1915 – 2010
„Siamo senza speranza. L'aveva già spiegato Pasolini: la speranza è una trappola, usata dal potente politico e religioso per ingabbiare i poveretti, con promesse di futuro benessere o di paradisiaci aldilà. Non c'è alcuna speranza di riscatto per il Paese. Il vero problema non è tanto la classe politica, che è una minoranza, ma questa generazione, che manda giù tutto senza protesta, cullandosi sulle promesse. È tutta una generazione che va cambiata, anzi rigenerata con urgenza. (citato in Duellanti, n. 67, gennaio-febbraio 2011, p. 85)“

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Ambroise Paré 4
medico e chirurgo francese 1510 – 1590
„La notte non riuscii a dormire tranquillo, col timore, per la mancata cauterizzazione, di trovare morti avvelenati coloro con i quali non avevo usato l'olio bollente; pertanto mi alzai molto presto per visitarli, e, con mia grande sorpresa, scoprii che quelli ai quali avevo applicato la lozione medicinale non soffrivano molto, e le loro ferite non presentavano infiammazione e gonfiore, e la notte avevano riposato ragionevolmente bene; gli altri, su cui avevo usato il detto olio bollente, li trovai febbricitanti, in preda a forte dolore e con gonfiore intorno alle ferite. Allora decisi tra me che mai più avrei crudelmente bruciato dei poveretti feriti con armi da fuoco. (da Journey in diverse Places, Journey to Turin, dopo aver utilizzato per la prima volta il suo unguento)“


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Emile Zola 23
giornalista e scrittore francese 1840 – 1902
„La felicità per noi poveretti sta solo nell'umiltà e nell'ubbidienza. (p. 51)“

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Margherita di Valois 6
1553 – 1615
„Un'ora dopo, mentre ero profondamente addormentata sento battere dei colpi alla porta e un uomo che grida "Navarra! Navarra!". La nutrice, pensando che fosse il re mio marito corre sollecita alla porta. Era un gentiluomo, il signore di Léran, ferito a un gomito da un colpo di spada e da un colpo di alabarda al braccio. Era inseguito da quattro arcieri che si precipitarono dietro di lui nella stanza. Volendo salvarsi, Léran si getta nel mio letto. Io sentendo quest'uomo che mi aveva afferrato, mi precipito nell'alcova, e lui dietro di me, sempre tenendomi stretta per la vita. Non conoscevo quell'uomo, e non sapevo se era venuto per recarmi oltraggio, oppure se gli arcieri volevano fare del male a lui o a me. Gridavamo tutti e due, ed eravamo ambedue ugualmente terrorizzati. Infine, volle Iddio che sopraggiungesse il signor di Nançay, capitano delle guardie, il quale, trovandomi in quello stato, pur provando compassione per me, non riuscì a trattenersi dal ridere e si indignò tremendamente con gli arcieri per tanta indiscrezione, li fece uscire e affidò alla nostra benevolenza quel poveretto che mi stava aggrappato addosso. Lo feci condurre nel mio gabinetto dove fu messo a letto e medicato. Io mi cambiai la camicia, perché mi aveva sporcata di sangue.“

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Stanisław Jerzy Lec 170
scrittore, poeta e aforista polacco 1909 – 1966
„Poveretto chi non vede le stelle senza una botta in testa.“

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Alessandro Baricco 335
scrittore e saggista italiano 1958
„A me m'ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c'è una ragione. Perché proprio in quell'istante? Non si sa. Fran. Cos'è che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C'ha un'anima, anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un'ora, un minuto, un istante, è quello, fran. O lo sapevano già dall'inizio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto fra sette anni, per me va bene, okay allora intesi per il 13 maggio, okay, verso le sei, facciamo sei meno un quarto, d'accordo, allora buona notte, 'notte. Sette anni dopo, 13 maggio, sei meno un quarto: fran. Non si capisce. È una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli, un mattino, e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio. Quando, in mezzo all'Oceano, Novecento alzò lo sguardo dal piatto e mi disse: "A New York, fra tre giorni, io scenderò da questa nave". Ci rimasi secco. Fran.“

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