Frasi su prateria

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Truman Capote 14
scrittore, giornalista e drammaturgo statunitense 1924 – 1984
„... la signorina aveva un gatto, e suonava la chitarra. Nei giorni in cui il sole picchiava forte si lavava i capelli, poi, assieme al gatto, un maschio rosso tigrato, si metteva a sedere sulla scala di soccorso a pizzicare la chitarra mentre i capelli asciugavano. Ogni volta che sentivo la musica, andavo a mettermi in silenzio accanto alla finestra. Suonava molto bene, e qualche volta cantava. Cantava con il timbro rauco, incerto di un adolescente. Conosceva tutti i grandi successi, Cole Porter e Kurt Weill; le piacevano soprattutto le arie di Oklahoma! che erano nuove quell'estate e che si sentivano dappertutto. Ma c'erano momenti in cui cantava cose che vi facevano domandare dove poteva averle imparate, o da dove mai potevano venire. Strane arie dolci-amare con parole che sapevano di pini e di prateria. Una diceva: Don't wanna sleep, Don't wanna die, Just wanna go atravelin' trough the pastures of the sky; e questa sembrava piacerle più delle altre, perché continuava a ripeterla anche quando i capelli erano già asciutti, anche quando il sole era tramontato e le finestre si illuminavano nel crespuscolo.“

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Gigi Garanzini 34
giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1948
„Erano indiani, per davvero. O figli della rivoluzione del '68, o profeti di una dottrina che avrebbe cambiato per sempre il modo di fare calcio. E il loro capo-tribù si chiamava Rinus Michels. Il suo calcio totale che trasformava gli spazi in praterie era fatto di un possesso-palla esasperato, di accelerazioni improvvise, di pressione multipla sul'avversario col pallone, di fuorigioco alto quando non altissimo. Ma soprattutto era interpretato non più da specialisti dei vari ruoli, bensì da giocatori eclettici capaci di attaccare e difendere, di giocare senza palla prima ancora che con la palla, di muoversi con disinvoltura in ogni zona del campo stando sempre corti, compatti, ossessivi. Una nuvola biancorossa, quella dell'Ajax, una nuvola arancione, quella dell'Olanda. Con portieri che, una volta aboliti i ruoli specifici, si erano riciclati da liberi, interpretando la parte in maniera più spregiudicata. L'emicrania non venne soltanto a Maldini. Venne agli inglesi la prima volta che affrontarono l'Olanda di Michels, le punte scattavano sul risaputo lancio dalle retrovie e la nuvola arancione li aveva messi in offside non di tre, ma di dieci-quindici metri. Venne al sommo Brera, cui quei satanassi mandarono all'aria tutti i parametri atletici e tattici sino a li' elaborati: e Brera se ne vendicò ribattezzandoli «cicale» dopo la finale mondiale persa nel '74 dai tedeschi padroni di casa. È vero, nell'albo d'oro ci sono le formiche, che ad ogni buon conto si chiamavano Beckenbauer, Muller, Overath, Breitner, Mayer. Ma nell'archivio delle emozioni indimenticabili restano loro, restano quei 16 tocchi consecutivi olandesi dal fischio d'avvio al fallo di Vogts su Cruyff in area germanica. Il primo tedesco a toccare il pallone in quella finale fu Muller, riavviando il gioco dal disco di centrocampo dopo il rigore di Neeskens. Il generale Michels si prese la rivincita quattordici anni più tardi quando, sullo stesso campo, l'Olympiastadion di Monaco, decorò la bacheca olandese dell'unico trofeo conquistato sin qui, l'Europeo '88, firmato da una storica prodezza di Van Basten. Ma fu un indennizzo tardivo e mai fino in fondo assaporato. Perché pur nel rispetto di una matrice di massima, quella non era più la sua Olanda-totale. Tant'è vero che il suo fuoriclasse, Van Basten, era pienamente classificabile, in quanto prototipo del centravanti moderno: a differenza del fenomeno d'un tempo, Cruyff, che segnava sì a mitraglia ma che nessuno ha mai saputo battezzare se non come uomo-ovunque. (4 marzo 2005)“


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Walt Whitman 254
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„O ragazzotto delle praterie, con il volto abbronzato, | prima che tu giungessi al campo, giungevano spesso doni graditi, | lodi e regali giungevano e nutriente cibo, finché, tra le reclute, | tu silenzioso arrivasti, con nulla da offrire – ma scambiando uno sguardo, | ed ecco, tu mi hai offerto più di tutti i doni del mondo. (O ragazzotto delle praterie, p. 403)“

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Enrico Mentana 12
giornalista e conduttore televisivo italiano 1955
„Una sola cosa è più inspiegabile delle scelte dei kamikaze islamisti: la mancata sollevazione di massa contro le loro nefandezze da parte delle comunità musulmane nel mondo. In ogni civiltà si creano gli anticorpi contro le degenerazioni ideologiche o culturali o sociali. Invece il terrorismo jihadista strage dopo strage sta schiacciando l'Islam moderato, che esiste ma è senza voce, per timore di ritrovarsi la bestia in casa. Il risultato è quello peggiore, e rischia di tagliare il mondo in due aprendo sterminate praterie ai tagliagole di Al Baghdadi.“

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Michele Serra 64
giornalista, scrittore e autore televisivo italiano 1954
„[... ] L'Oklahoma, già dal nome, profuma di praterie e di spazio. Io ho sempre giudicato gli stati americani dal nome, l'Oklahoma non può essere un posto di merda. E nel caso lo fosse, per cortesia non fatemelo mai sapere. (p. 94)“

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Geronimo 3
condottiero nativo americano 1829 – 1909
„Io sono nato nelle praterie dove il vento soffia libero e non c'è nulla che ferma la luce del sole. Io sono nato dove non c'erano costrizioni. [http://www. tatankaweb. it/home%20italiano_file/il%20cerchio%20di%20tatanka/capi%20indiani/geronimo/geronimo. htm]“

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Edward Abbey 8
1927 – 1989
„Il rancher (con un paio di onorevoli eccezioni) è un uomo che circonda i pascoli di filo spinato; scava pozzi e demolisce i laghetti destinati al bestiame; costringe alla fuga alci, antilopi e bighorn; avvelena i coyote e i cani della prateria; spara a vista ad aquile, orsi e puma; trasforma le praterie vergini in distese di coyote e i cani della prateria; spara a vista ad aquile, orsi e puma; trasforma le praterie vergini in distese di amaranto, serpentaria, monolopia, merda di mucca, formicai, fango, polvere e mosche. E poi, ciondolando davanti alle telecamere, racconta sorridendo del suo grande amore per il West.“

Giovanni Battista Rampoldi 3
islamista italiano 1761 – 1836
„Sta su una collina, da cui fruisce di un bell'orizzonte. Vi sono quasi tremila abitanti; ha tre belle chiese ed un ospedale, e vi si tiene fiera nel giorno 9 agosto. [... ] Il monte della Balzata gli sorge un miglio ad ostro. Nei suoi dintorni vi prosperano le viti, gli ulivi e molte altre piante fruttifere; vi sono pure naturali praterie che alimentano numerose gregge. Vi si raccoglie del zafferano, e nel borgo vi sono alcune manifatture di bambagia e di lana. (da Corografia dell'Italia, vol. 1, Fontana, Milano, 1832, [https://books. google. it/books? hl=it&id=V3dUAAAAcAAJ&pg=PA344 p. 344])“


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Walt Whitman 254
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„Ciò che meglio in te scorgo, | non è il fatto che, quando procedi per le strade maestre della storia, | non offuscato dal tempo rifulge il guerriero spirito della vittoria, | o che occupasti l'ufficio che già fu di Washington, reggendo il paese in tempo di pace, | o che tu sei la persona che l'Europa federale festeggiò, attorno a cui si affollò venerabile l'Asia, | che il periplo compisti del mondo d'un passo uguale marciando alla pari coi re; | ma che passi in paesi stranieri, camminando accanto ai re, | quei re delle praterie d'Occidente, del Kansas, Missouri, Illinois, | i milioni dell'Ohio, dell'Indiana, compagni, cittadini, soldati, tutti in prima fila, | non visti compirono con te il periplo del mondo, d'un passo uguale marciando alla pari con te, | e vennero così giustificati. (Ciò che meglio in te scorgo, p. 602)“

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Yuval Noah Harari 6
storico, saggista e docente israeliano 1976
„[... ] è ragionevole supporre che i buoi preferirebbero passare le loro giornate a vagare per vaste praterie in compagnia di altri buoi e mucche, invece di tirare carri e vomeri sotto il giogo imposto da una scimmia che brandisce la frusta. Allo scopo di trasformare buoi, cavalli, asini e cammelli in obbedienti animali da soma, si dovevano spezzare i loro istinti naturali e i loro modelli di comportamento sociale all'interno della loro specie, si doveva smorzarne l'aggressività e la sessualità, e si doveva limitarne la libertà di movimento. Gli agricoltori svilupparono tecniche volte a questi scopi, chiusero gli animali dentro recinti e gabbie, li imbrigliarono con bardature e cinghie, li addestrarono con la frusta e gli speroni e li mutilarono. Il processo di addomesticamento quasi sempre comprendeva la castrazione dei maschi.“

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Rosie O'Donnell 2
attrice, conduttrice televisiva e autrice televisiva sta... 1962
„è come uno di quei venditori ambulanti truffaldini di d'olio di serpente de La casa nella prateria.“

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Walt Whitman 254
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„Pianterò folta la fratellanza, come alberi lungo tutti i fiumi dell'America, lungo le rive dei grandi laghi, per tutte le praterie, | renderò le città inseparabili, con le braccia l'una al collo dell'altra, | con l'amore dei camerati, | con il virile amore dei camerati. (Per te, o democrazia, pp. 145-146)“


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Pablo Neruda 54
poeta e attivista cileno 1904 – 1973
„Io non ricordo a che età, né dove, | se nel grande, umido sud, o sulla temibile | costa, sotto il breve grido del gabbiano, | toccai una mano ed era la mano di Walt Whitman: | solcai la terra con i piedi nudi, andai sull'erba, | sulla ferma rugiada di Walt Whitman. | Durante tutta la mia gioventù questa mano mi tenne compagnia | questa rugiada, sua fermezza di pino patriarcale, | la sua vastità di prateria, la sua missione di pace circolatoria. | Senza sdegnare i doni della terra né la copiosa | curva del capitello né l'iniziale purpurea della saggezza, | tu mi hai insegnato ad essere americano, hai sollevato | i miei occhi ai libri, verso il tesoro dei grani: | ampio nella chiarità nella pianura mi hai fatto vedere | l'alto monte tutelare | - Attraverso echi sotterranei per me hai raccolto ogni cosa, | tutto quel che è spuntato è stato da te raccolto galoppando nell'alfalfa, | cogliendo papaveri per me, visitando fiumi, | accudendo la sera alle cucine. (da Ode a Walt Whitman)“

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Walt Whitman 254
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„Sprazzi dorati, bruni, viola, argenteo barbaglio, faville cupree, smeraldine, | la piena ricchezza della terra, il multiforme potere della Natura espressi, questa volta, in colori; | la luce, l'aria intera n'è posseduta – colori dianzi ignoti, | nessun limite né confine – non solo il cielo d'occidente – l'alto mezzogiorno – a nord, a sud, ovunque, | puri colori fiammanti sino all'estremo si oppongono alle ombre silenziose. (Tramonto sulle praterie, pp. 650-651)“

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Frédéric Mistral 3
scrittore e poeta francese 1830 – 1914
„O Magali, mia tanto amata, metti la testa | alla finestra, ascolta un po' quest'albada di tam- | burini e violini. || È pieno di stelle lassù, il vento è caduto: | ma le stelle impallidiranno, quando ti vedranno. || Non più che del mormorare delle frasche, | della tua albada io fo caso. Ma io me ne vo nel | mar biondo a farmi anguilla di rocca. || O Magali, se tu ti fai il pesce dell'onda, io | il pescatore mi farò, ti pescherò. || Oh, ma se tu ti fai pescatore, quando le tue | nasse getterai, io mi farò l'uccello volatore, vo- | lerò nelle lande. || O Magali, se tu ti fai l'uccel dell'aria, io il | cacciatore mi farò, ti caccerò. || Alle pernici, agli uccellini [di becco fine] se | vieni tu a tendere i lacci, io mi farò l'erba fio- | rita e mi nasconderò nelle praterie. || O Magali, se tu ti fai la margherita, io mi | farò l'acqua limpida, t'annaffierò. || Se tu ti fai l'acquetta limpida, io mi farò il | nuvolone, e me n'andrò ratto in America, lag- | giù [non mi raggiungerai] mai. || O Magali, se tu te ne vai lungi in America, | il vento del mare io mi farò, [là] ti porterò. || Se tu ti fai vento marino, io fuggirò d'un al- | tro lato, io mi farò un incandescente sbattimento | di sole, che fonde il ghiaccio. || O Magali, se tu ti fai raggio di sole, la verde | lucertola io mi farò, e ti beverò. || Se tu ti rendi la salamandra che si nasconde | nella macchia, io mi renderò la luna piena che | nella notte fa lume alle streghe. || O Magali, se tu ti fai luna serena, io bella | nebbia mi farò, t'avvolgerò. || Ma se la nebbia m'avvolgerà, non tu per ciò | mi terrai: io bella rosa verginella sboccerò nel | cespuglio. || O Magali, se tu ti fai la rosa bella, la far- | falla io mi farò, ti bacerò! || Va', seguitante, corri, corri. Giammai giam- | mai mi agguanterai. Io della corteccia d'una | gran quercia io mi vestirò nella foresta nera. || O Maddalena, se tu ti fai l'albero dei tristi, | io mi farò la rama dell'ellera, t'abbraccerò.“

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Alfred Edmund Brehm 40
biologo e scrittore tedesco 1829 – 1884
„Rapisce tutto quello a cui arriva, ed agguaglia perfettamente in scaltrezza i nostri lupi e le volpi. Di notte penetra sovente nei villaggi indiani, e nell'inverno non è raro vederlo trottare di giorno appunto come il nostro lupo per la neve ed il freddo. Al tempo della riproduzione dimora in tane che si scava da sè ed in caverne, ove nell'aprile la femmina partorisce da sei a dieci figli. Il tempo degli amori ricorre in gennaio e febbraio e sovraeccita in sommo grado il lupo delle praterie, come tutti i cani. In quel tempo si ode la sua voce nella prateria: è un latrato particolare, alquanto prolungato al fine, che ricorda il grido della nostra volpe. (p. 467)“

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