Frasi su preesistente

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Nick Mason 16
batterista inglese 1944
„Un problema molto più serio per David fu inserirsi nel gruppo preesistente. Ufficialmente era il secondo chitarrista e un cantate aggiunto. Syd, però, vedeva David come un intruso, mentre il resto della band lo considerava come un potenziale sostituto di Syd. Tuttavia ci guardammo bene dal dirlo a David, per risparmiargli la cruda verità. Di fronte a questi segnali poco chiari, David dovette adattarsi alla meglio all'imbarazzante situazione. (p. 102)“

Ferruccio Masini 50
germanista, critico letterario e traduttore italiano 1928 – 1988
„La "follia" di Walser, preesistente alla diagnosi clinica, è dunque la cellula germinale degli spazi irreali, di quella immaginazione malinconica che sembra percorrere, con la divina levità degli eterni proscritti, le «camere intime» di un'interiorità poetica confinante con i profili sfuggenti e più veri delle cose. Già vivere alla periferia del mondo borghese, già chiedere non felicità, ma oblio, già voler essere e restare "piccoli", come aveva detto Jakob, già sapere di poter respirare solo «nelle regioni inferiori», nelle miniere di Falun dei "senza patria" e dei "non nati", già tutto questo è uno scandalo per la ragione, un misfatto imperdonabile per il senso comune. (da Follia, p. 78)“


„Prima di Hobbes, ossia prima dell'inizio dell'età moderna, le rivoluzioni si presentavano essenzialmente come restaurazioni di un ordine preesistente, che nel tempo si sarebbe andato corrompendo. (p. 29)“

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Simone de Beauvoir 36
insegnante, scrittrice, saggista, filosofa e femminista ... 1908 – 1986
„Comunicare la propria esperienza vissuta non consiste nel trascrivere sulla carta un linguaggio preesistente: il vissuto non è formulato; per lo scrittore si tratta di strappare degli enunciati definiti e intelligibili alla confusa opacità del non detto.“

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Adriano Tilgher 12
filosofo e saggista italiano 1887 – 1941
„L'opera d'arte è una sintesi o un sistema di sintesi che nacquero vergini nuove originali: creazioni di rapporti non preesistenti come tali all'atto della loro creazione. Ma l'opera d'arte nata una volta entra nella circolazione del pensiero: è letta, studiata, imitata, copiata, ripetuta, sfruttata, saccheggiata. Con l'andare del tempo, le sintesiche la costituiscono come opera d'arte perdono l'aria di novità di originalità d'imprevisto che avevano nell'ora del loro primo apparire (pp. 40-41)“

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Philip Glass 5
compositore statunitense 1937
„Io scrivo per un pubblico ideale, e per me il pubblico ideale è quello che vuole ascoltare sempre qualcosa di nuovo. A mio parere esistono essenzialmente due categorie di compositori: quelli che inventano nuovi linguaggi e quelli che si limitano a riciclare delle formule preesistenti. Queste due tipologie si ritrovano sia nel mondo della musica classica sia in quello della musica pop. Ma le eccezioni esistono in tutti e due i campi. Artisti come David Byrne, David Bowie, Laurie Anderson, non si limitano a usare delle formule, ma hanno sempre cercato di innovare il linguaggio musicale che utilizzano. Ci sono invece moltissimi compositori classici che scrivono per mezzo di formulette, siano esse dodecafoniche o tonali. Io però non capisco perché lo facciano. Se si decide di usare delle formule tanto vale mettersi a scrivere musica pop e fare un sacco di soldi! La motivazione a usare delle formule è comunque la stessa, e spesso anche i risultati sono gli stessi in termini di banalità e prevedibilita'. A me interessa inventare, non riprodurre tanto per avere successo“

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Cesare Pavese 206
scrittore, poeta, saggista e traduttore italiano 1908 – 1950
„Si direbbe che Walt Whitman pensi per versi, che cioè in lui ogni pensiero, ogni lampo, si crei una forma conchiusa in cui consista e non s'adagi in un ritmo preesistente o soggetto ad altre leggi. Gli alti e bassi della «musica» whitmaniana sono gli alti e bassi del suo pensiero fantastico. Non quindi frammenti: non è più frammentaria una poesia che si semplifica fino a mostrarsi fondata e creata dal verso, dal periodo chiusa in ciascuna unità metrica. (da Walt Whitman“

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Rudolf Bultmann 5
teologo tedesco 1884 – 1976
„L'uomo moderno non riesce a comprendere... come la Risurrezione di Gesù possa essere un avvenimento che ha liberato una forza vitale che l'uomo, ora, può fare sua mediante i sacramenti. ciò appare assurdo al biologo, poiché per lui la morte non è un problema. L'idealista, certamente, parla d'una vita che sfugge alla morte, ma non può immaginarsi che questa vita sia data per il fatto che un morto ritorni alla vita fisica. L'azione di Dio che, in queste condizioni, ridarebbe la vita all'uomo, gli sembra incomprensibilmente inserita nel corso della natura. Non può riconoscere un'azione di Dio che lo tocca personalmente in questo avvenimento naturale tanto miracoloso quanto la risurrezione d'un morto che, d'altra parte, è incredibile.
Per il pensiero gnostico, Cristo morto e risorto non era solamente un uomo, era l'uomo-Dio; la morte e la sua risurrezione non erano un fatto limitato a lui in quanto individuo, ma erano l'avvenimento cosmico al quale abbiamo preso parte. Ma l'uomo moderno non può che difficilmente aderire a questo modo di pensare e, in ogni caso, non può riviverlo, poiché l'uomo vi è rappresentato come natura, l'avvenimento della salvezza come processo di natura. E da ultimo, la rappresentazione d'un Cristo preesistente come essere celeste e le rappresentazioni correlative della sua entrata in un mondo celeste e luminoso dove sarà rivestito in modo celeste e dotato d'un corpo pneumatico, non gli sembrano solamente incomprensibili a livello razionale, ma non hanno alcun significato per lui. Non comprende come la sua salvezza, che deve essere il compimento della sua vita, della sua personalità, possa confondersi con uno stato simile.“

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