Frasi su prefetto

Comunichi al Senatore Agnelli che nei nuovi stabilimenti Fiat devono esserci comodi e decorosi refettori degli operai. Gli dica che il lavoratore che mangia in fretta e furia vicino alla macchina non è di questo tempo Fascista. Aggiunga che l'uomo non è una macchina adibita ad un'altra macchina. (telegramma datato 16 luglio 1937, indirizzato al Prefetto di Torino, [http://gazzettadimantova. gelocal. it/agenda/2011/02/10/news/la-fiat-e-mussolini-1.150553 La Fiat e Mussolini], Gazzetta di Mantova])

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Benito Mussolini 180
politico, giornalista e dittatore italiano 1883 – 1945

Nel 1970 in Parlamento furono votate leggi riguardanti le calamità naturali. Vengo a sapere adesso che non sono stati attuati i regolamenti di esecuzione di queste leggi. E mi chiedo: se questi centri di soccorso immediati sono stati istituiti, perché non hanno funzionato? Perché a distanza di 48 ore non si è fatta sentire la loro presenza in queste zone devastate? Non bastano adesso. Vi è anche questo episodio che devo ricordare, che mette in evidenza la mancanza di aiuti immediati. Cittadini superstiti di un paese dell'Irpinia mi hanno avvicinato e mi hanno detto: "Vede, i soldati ed i carabinieri che si stanno prodigando in un modo ammirevole e commovente per aiutarci, oggi ci hanno dato la loro razione di viveri perché noi non abbiamo di che mangiare". Non erano arrivate a quelle popolazioni razioni di viveri. Quindi questi centri di soccorso immediato, se sono stati fatti, ripeto, non hanno funzionato. Vi sono state delle mancanze gravi, non vi è dubbio, e quindi chi ha mancato deve essere colpito, come è stato colpito il prefetto di Avellino, che è stato rimosso giustamente dalla sua carica. Adesso non si può pensare soltanto ad inviare tende in quelle zone. Sta piovendo, si avvicina l'inverno, e con l'inverno il freddo. E quindi è assurdo pensare di ricoverarli, pensare di far passare l'inverno ai superstiti sotto queste tende. Bisogna pensare a ricoverarli in alloggi questi superstiti. E poi bisogna pensare a una casa per loro. Su questo punto io voglio soffermarmi, sia pure brevemente. Non deve ripetersi quello che è avvenuto nel Belice. (Dal [https://www. youtube. com/watch? v=o1WChq0gQcA discorso agli italiani], TG2 Studio Aperto, 26 novembre 1980)

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Sandro Pertini 75
7º Presidente della Repubblica Italiana 1896 – 1990

Mi mandano in una realtà come Palermo, con gli stessi poteri del prefetto di Forlì!   Fonte?

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Carlo Alberto dalla Chiesa 11
generale e prefetto italiano 1920 – 1982

Risale inoltre al 2001 anche una direttiva emanata dal prefetto Joseph Ratzinger di non divulgare abusi sessuali e violenze compiute sui ragazzi del coro I Passeri del Duomo di Ratisbona, diretto dal fratello Georg Ratzinger. Oltretutto questi abusi si erano verificati anche nel collegio Canisius, gestito da Gesuiti, con più di cento vittime, e in una scuola di Benedettini in Baviera. La vicenda di questi abusi è stata resa pubblica dai vescovi tedeschi tra gennaio e marzo 2010, rompendo un muro di silenzio, e rappresenta un reciso atto di accusa contro l'operato del papa Benedetto XVI come prefetto della congregazione in quel 2001. (p. 141)

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Claudio Rendina 35
scrittore, poeta e giornalista italiano 1938

[In merito alla proiezione del film Salomè] Alla prima al Palazzo del cinema, stipato di più di tremila bestiacce, accadde l'inverosimile. Urlavano di tutto [... ] Il prefetto aveva un gran da fare a sedare i tumulti [... ] I veneziani in frac mi sputavano addosso, li benedicevo e loro si incazzavano ancora di più. Evitai il linciaggio grazie alla barriera umana dei celerini, per una volta dalla mia parte. (pag. 306)

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Carmelo Bene 203
attore, drammaturgo e regista italiano 1937 – 2002

A Napoli puoi anche mandare un prefetto di frontiera come Mori o un baluardo della cultura come il sottoscritto. Ma non ci fai nulla. Un po' come a Palermo. Al Sud c'è una travolgente forza del male. (dall'intervista a il Velino, 4 giugno 2010; citato in Sgarbi: «A Napoli vince sempre il male ma grazie a Bondi andrò a Venezia», Corriere del Mezzogiorno, 4 giugno 2010)

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Vittorio Sgarbi 133
critico d'arte, politico e opinionista italiano 1952

Egli [Arsace] era uso ad una vita di saccheggi e furti, quando venne a sapere della sconfitta di Seleuco contro i Galli. Sollevato dalla sua paura del re, attaccò i Parti con una banda di ladri, sconfisse il loro prefetto Andragora, e, dopo averlo ucciso, gli prese il potere sulla nazione. (XLI.4.7)

Marco Giuniano Giustino 5
storico romano

A Milano le case si danno prima ai 42 mila lombardi che aspettano un alloggio e non al primo bingo bongo che arriva. (dall'intervista a Radio Padania del 4 dicembre 2003; citato in Milano, Bossi contro il prefetto "Niente case ai bingo bongo", la Repubblica, 4 dicembre 2003)

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Umberto Bossi 113
politico italiano 1941

In Italia non esiste giustizia distributiva. Ne tiene le veci l'ingiustizia distribuita. Per cinque anni il Sindaco (oppure il Deputato, il Prefetto, il Ministro) del partito rosso perseguita gli uomini del partito nero e distribuisce cariche o stipendi agli uomini del partito rosso, il Sindaco del partito nero fa tutto il rovescio dell' altro; distribuisce cariche e stipendi agli uomini del partito nero e perseguita gli uomini del partito rosso. Così l'ingiustizia rotativa tiene luogo della giustizia permanente. (citato in Corriere della sera, 17 settembre 2007)

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Giuseppe Prezzolini 95
giornalista, scrittore e editore italiano 1882 – 1982

Chi negherà che le popolazioni dell'Italia meridionale non fossero migliori, perché meglio governate, nel 1860 che non lo sieno al giorno d'oggi? Allora, appena si sospettava il brigantaggio, e non v'erano prefetti, non gendarmi, non birri. Oggi all'incontro con quell'immensità di satelliti che minano le finanze dell'Italia, esiste nella parte meridionale della penisola l'anarchia, il brigantaggio e la miseria. Povere popolazioni! (p. 144)

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Giuseppe Garibaldi 127
generale, patriota e condottiero italiano 1807 – 1882

Il governo delle province, prefetti, intendenti di finanza, generali, ecc., è ancora adesso in grandissima parte nelle mani di funzionari del Nord. Non vi è nessun senso d'invidia in quanto diciamo. Ma vogliamo solo dire che se i governi fossero stati più onesti e non avessero voluto lavorare il Mezzogiorno, cioè corromperne ancor più le classi medie a scopi elettorali, molto si sarebbe potuto fare, e che, in ogni caso, la responsabilità non è solo dei meridionali. (p. 11)

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Francesco Saverio Nitti 43
economista, politico e saggista italiano 1868 – 1953

Oh che pietà, che disgrazia! O voi legislatori scelti dai prefetti, prevenite tanta sciagura, fate leggi, impedite che il mondo non muoja! Togliete, perdio, le terre ai coltivatori e la fatica all'artigiano per mezzo di buoni privilegj, di buone corporazioni: presto, se no l'industria campestre e domestica usurperà ogni cosa, caccerà da per tutto l'antica e nobile barbarie. Sentite? D'ogni parte esclamano: perché tardate? chi vi trattiene? Il popolo? la patria? l'onore? Suvvia! non vedete lì impieghi, danari, commende e il barone di Frimont? (p. 61)

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Paul-louis Courier 33
scrittore e grecista francese 1773 – 1825

I prefetti più anziani avevano sofferto loro stessi così a lungo da non veder l'ora di mettere in pratica la più alta espressione della loro autorità. La forza che stava dietro alle loro frustate era così piena di sadismo che ho sofferto dolori che non credevo possibili. Non sono mai stato uno portato a stringere i denti e in queste situazioni ero incapace di comportarmi da uomo: le mie reazioni erano quindi inusuali, rumorose, stridule. Gli altri ragazzi, quando sapevano che toccava a me, si radunavano davanti alla sesta classe per non perdersi il divertimento provocato dalle mie lamentose prestazioni. Ci misi quasi due anni per imparare a sopportare il dolore come ci si aspettava. (p. 25)

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Laurence Olivier 28
attore e regista britannico 1907 – 1989

Il Congresso della DC, sentita la relazione della prof. Conci sullo spettacolo poco edificante del moltiplicarsi di locali di pubblico divertimento, particolarmente i balli pubblici, in stridente contrasto con la miseria delle classi operaie ed impiegatizie e con le gravi conseguenze economiche del paese, in omaggio ai sentimenti della grande maggioranza della popolazione, invita il prefetto a vietare tale nauseabondo spettacolo che è un oltraggio ai reduci dei campi di concentramento ed alle famiglie materialmente e moralmente colpite dal flagello della guerra. [Ordine del giorno approvato dopo il discorso della Conci, settembre 1945]

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Elisabetta Conci 6
politica italiana 1895 – 1965

Tutto si definisce nel Concilio di Trento e nella Controriforma, ma la condanna da parte del Vaticano si è sempre più qualificata nei secoli seguenti, avendo una conferma sacrosanta perfino nel vivo dell'Anno Santo del 2000, quando il 5 settembre il cardinale Joseph Ratzinger, come prefetto della congregazione per la Dottrina della Fede, con la dichiarazione Dominus Jesus approvata da Giovanni Paolo II, ha affermato che la sola Chiesa di Roma è titolare della «pienezza della grazia della verità», e che «gli altri cristiani si trovano in posizione deficitaria per raggiungere la grazia eterna». È una dichiarazione che lascia poco spazio a una riunione delle Chiese cristiane, non essendo aperta a un dialogo di chiarimento tra le stesse, al di fuori dell'indice di supremazia che in ogni caso viene assegnato al cattolicesimo. (p. 235)

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Claudio Rendina 35
scrittore, poeta e giornalista italiano 1938

Fuori la porta della Chiesa di Piedigrotta si troveranno il Cerimoniere di Corte, il Capitano degli Alabardieri ed il Prefetto di Polizia. Alla porta di essa si troverà Monsignor Cappella nò Maggiore che porgerà l'acqua benedetta alle LL. MM. ed Augusta Famiglia. La Chiesa sarà magnificamente tappezzata. Siccome le carrozze del corteggio giungono vicino al largo della Chiesa, si fermeranno per far smontare le persone di Corte. La carrozza delle LL. MM. e quelle delle Altezze i Principi e le Principesse accosteranno alla porta della Chiesa. Quelle delle Dame di Corte accosteranno alla porta laterale della medesima. Entrate le LL. MM. in Chiesa, andranno ad inginocchiarsi avanti all'Altar maggiore sui cuscini a bella posta preparati, e dopo cantate le Litanie si darà la benedizione col Santissimo. Terminata la sacra funzione, le LL. MM. si ritireranno in Palazzo con lo stesso corteggio. Indi le Reali Truppe defileranno per i loro Quartieri. (p. 117)


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