Frasi su prepotenza

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Aldo Capitini 67
filosofo, politico e antifascista italiano 1899 – 1968
„Quando incontro una persona, e anche un semplice animale, non posso ammettere che poi quell'essere vivente se ne vada nel nulla, muoia e si spenga, prima o poi, come una fiamma. Mi vengono a dire che la realtà è fatta così, ma io non l'accetto. E se guardo meglio, trovo anche altre ragioni per non accettare la realtà così com'è ora, perché non posso approvare che la bestia più grande divori la bestia più piccola, che dappertutto la forza, la potenza, la prepotenza prevalgano: una realtà così fatta non merita di durare. È una realtà provvisoria, insufficiente, ed io mi apro ad una sua trasformazione profonda, ad una sua liberazione dal male nelle forme del peccato, del dolore, della morte. Questa è l'apertura religiosa fondamentale, e così alle persone, agli esseri che incontro, resto unito intimamente per sempre qualunque cosa loro accada, in una compresenza intima, di cui fanno parte anche i morti; i quali non sono né finiti né stanno a fare cose diverse da noi, ma sono uniti a noi, cooperanti, a fare il bene, i valori che facciamo, e che nessuno può vantarsi di fare da sé. Cosi anche chi è, per ora, sfinito, pallido, infermo, e pare che non faccia nulla di importante; anche chi è sfortunato, pazzo (per ora), è una presenza e un aiuto unito a tutti.“

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Pietro Gori 4
anarchico italiano 1865 – 1911
„Ma, di grazia, ordine è forse questo che non reggerebbe neppure un giorno se non fosse sostenuto dalla violenza, questo che i governi difendono con tanta brutalità di mezzi polizieschi e militareschi? È ordine forse la società in cui viviamo, nella quale il benessere, anzi l'orgia dell'esistenza è permessa soltanto a pochi privilegiati che non lavorano e che quindi nulla producono, mentre la moltitudine dei lavoratori, condannati alla fatica ed agli stenti, poco o nulla possono godere di tante ricchezze soltanto da essi create? Se ordine fosse, perché la forza delle armi, delle manette, della prepotenza governativa in una parola per mantenerlo?“


Celso Macor 2
scrittore, poeta e saggista italiano 1925 – 1998
„Si è perduto tanto sangue per un confine che è sempre una spartizione contro natura e contro storia; spartizione, però, che nella sua assurdità costringe popoli ed etnie a vivere insieme ed a tenere saggio conto gli uni degli altri. I confini potevano avere un senso quando veramente segnavano una barriera di difesa contro la prepotenza, contro chi minacciava l'indipendenza e la libertà. Oggi che tutto questo si sa che dovrà regolarsi su altri equilibri, i confini sono solo una violenza al diritto dell'uomo alla sua umanità. A cinquant'anni dalla guerra, mezzo secolo che ha percorso il tempo di un'era, in una prospettiva che non è solo europea ma da governo del mondo, i confini sono sorpassati. Questo, in generale. Personalmente, poi, io vivo e sento “al di là” dei confini; nell'utopia, se si vuole. Ubbidisco alle leggi, ma non le sento quando violentano la mia anima che considera la terra senza recinti. L'uomo è fratello anche nella diversità; anzi la sua diversità è comune ricchezza spirituale.“

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Michele Serra 64
giornalista, scrittore e autore televisivo italiano 1954
„Ovunque un "tu" piacione e colloso, un clima da eterna rimpatriata (e si immaginano i ristoranti, i bavaglioli, le risate grasse) e una furbizia greve, da commedia dell'arte: quella stessa che poi vediamo, ripulita dei suoi quadri più inconfessabili, nei peggiori talk-show calcistici, dove "l'amico Moggi" da anni ammannisce a una platea spesso estasiata oscure facezie e sorridenti minacce, una specie di andreottisimo però imbertoldito, un'imitazione popolaresca del Potere che è parodia però senza saperlo. In fondo soprattutto penosa, e penosa non tanto perché rimanda a probabili prepotenze calcistiche, quando perché incarna (altro che calcio...) la vecchia furbizia contadina italiana appena appena camuffata, incravattata di fresco, e riscodellata in video per la gran gioia di chi non vuole fare la fatica di pensarci diversi, noi italiani, da questo stucchevole arrangiarci da subalterni: da servi, altro che da potenti. (Che la furbizia sia caratteristica servile, e mai signorile, è la sola fondamentale scoperta politica che milioni di italiani devono ancora fare). (da Il Paese anormale dove Moggi comanda, 5 maggio 2006)“

Fausta Cialente 22
scrittrice, giornalista e traduttrice italiana 1898 – 1994
„Vedeva tutto, lui, sapeva tutto, ogni cosa gli entrava con forza, con prepotenza, nella testa o nel cuore. Alla gente non importa nulla di fare tutti i giorni le stesse cose. E lui, invece, patteggiava, patteggiava, si diceva ogni giorno: «Domani», e intanto aveva imbrogliato i fili. Si mise in ginocchio, prese la ringhiera a due mani e pensò: «È colpa mia».
Le settimane finiscono sempre in una domenica. La domenica bisogna sedere sul canapè, con la fidanzata vicina. La fidanzata che vuole abitare a Mazarita in un appartamento con il gas, la luce e le finestre sul cimitero. (parte IV; 2004, p. 222)“

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Jörg Haider 18
politico austriaco 1950 – 2008
„Se una madre lavora, i figli saranno segnati da rinuncia all'ordine, eccesso di pretese, incapacità, degenerazione morale, passività, nichilismo, prepotenza, egoismo, sindromi neurotiche.“

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Pier Paolo Pasolini 125
poeta, giornalista, regista, sceneggiatore, attore, paro... 1922 – 1975
„Io credo, lo credo profondamente, che il vero fascismo sia quello che i sociologhi hanno troppo bonariamente chiamato la "società dei consumi". Una definizione che sembra innocua, puramente indicativa. E invece no. Se uno osserva bene la realtà, e soprattutto se uno sa leggere intorno negli oggetti, nel paesaggio, nell'urbanistica e, soprattutto, negli uomini, vede che i risultati di questa spensierata società dei consumi sono i risultati di una dittatura, di un vero e proprio fascismo. Nel film di Naldini noi abbiamo visto i giovani inquadrati, in divisa... Con una differenza, però. Allora i giovani nel momento stesso in cui si toglievano la divisa e riprendevano la strada verso i loro paesi e i loro campi, ritornavano gli italiani di cento, di cinquant'anni addietro, come prima del fascismo. Il fascismo, in realtà, li aveva resi dei pagliacci, dei servi, e forse in parte anche convinti, ma non li aveva toccati sul serio. Nel fondo dell'anima, nel loro modo di essere. Questo nuovo fascismo, questa società dei consumi, invece, ha profondamente trasformato i giovani, li ha toccati nell'intimo, ha dato loro altri sentimenti, altri modi di pensare, di vivere, altri modelli culturali. Non si tratta più, come all'epoca mussoliniana, di un'irregolamentazione superficiale, scenografica, ma di una irregolamentazione reale che ha rubato e cambiato loro l'anima. Il che significa, in definitiva, che questa "civiltà dei consumi" è una civiltà dittatoriale. Insomma, se la parola fascismo significa la prepotenza del potere, la "società dei consumi" ha bene realizzato il fascismo. (da Fascista; pp. 289-290)“

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Pietro Ingrao 5
partigiano, giornalista e politico italiano 1915 – 2015
„[... ] la crisi attuale degli apparati pubblici, la loro cosiddetta inefficienza prendono solo l'aspetto di fatti di «corruzione» e di prepotenza, proprio perché visti a sé, epidermicamente e non nella loro connessione con il processo sociale.
Riflettere alle vicende degli anni cinquanta, alle lotte ed anche ai ritardi di allora, ci porta dunque a temi brucianti dell'oggi, e può giovare anche a quel ripensamento della questione meridionale in un discorso europeo che appare oggi urgente. (p. 99)“


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Giuseppe Garibaldi 107
generale, patriota e condottiero italiano 1807 – 1882
„A Napoli, in mezzo a voi, io ho passati giorni felici, giorni di giubilo e di speranza, giorni in cui mi sembrava vicinissimo il momento di vedere l'Italia libera ed unita. La debolezza di alcuni uomini, la loro prepotenza, l'ignoranza d'altri, hanno impresso una sosta al vostro movimento nazionale. (Alla Società Operaia — Napoli, Pisa, 16 dicembre 1862; p. 306)“

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Tommaso Labranca 2
scrittore, autore televisivo e conduttore radiofonico it... 1962 – 2016
„Avevo un vicino di casa che lavorava al Centro Smistamento delle Poste. Per otto ore, in un gabbiotto di vetro, premeva un pulsante e faceva passare i furgoni. Ma gli avevano dato una brutta giacca grigia con il logo di Poste Italiane e lui si sentiva un generale. Quando litigava con altri vicini indossava la giacca che gli dava autorità, come una toga d’avvocato. [... ] Ecco Wikipedia Italia: gentucola che riveste la propria ignoranza con la brutale prepotenza di chi indossa una brutta giacca grigia delle Poste.“

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Giorgio La Pira 73
politico italiano 1904 – 1977
„Ormai tutto il resto ci stanca: sovratutto ci stanca ogni parola ed ogni gesto di cattiveria e di prepotenza.“

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Aldo Palazzeschi 120
scrittore e poeta italiano 1885 – 1974
„Trieste | non sei più una città della terra | non son di pietra le tue case | i tuoi cittadini non son di carne | per ognuno di essi | due italiani hanno versato il sangue | sublime riscatto | per essi ancora | i cittadini d'Italia vogliono morire. Il tuo dolore | turba sul guanciale | la testa folta dell'adolescente | e fa pesare | la testa insonne del vecchio. | Come una città del sogno | sei permeata d'amore | e come una città del Paradiso | sei fabbricata di luce. | La prepotenza teutone | non ti piegò | né la torbida invadenza slava | giunse a lambirti la fronte | un tenero sorrise inglese | non vi affinerà le penne. (da Una città del sogno)“


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Johann Wolfgang von Goethe 254
drammaturgo, poeta, saggista, scrittore, pittore, teolog... 1749 – 1832
„La prepotenza, lo vedete bene, | non va bandita dal mondo; | mi piace conversare | con gli abili e i tiranni.“

Eraldo Miscia 6
scrittore, poeta e critico letterario italiano 1920 – 1983
„Gatto crede nell'avvento dei mansueti nela stessa misura in cui sospetta della malafede e della prepotenza.“

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Giacomo Leopardi 181
poeta, filosofo e scrittore italiano 1798 – 1837
„Non si vive al mondo che di prepotenza. (1721, 17 settembre 1821; 1898, Vol. III, p. 330)“

Luigi Pintor 62
giornalista, scrittore e politico italiano 1925 – 2003
„La mente è un archeologo che scava tenacemente nel passato e mi conduce di prepotenza dove non vorrei andare.“

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