Frasi su primato

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Usain Bolt 8
atleta giamaicano 1986
„I primati mondiali sono fatti per essere battuti, un oro olimpico resta per sempre.“

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Desmond Morris 27
zoologo e etologo inglese 1928
„Solo le circostanze ambientali ci spinsero a diventare mangiatori di carne ed ora che questo ambiente è sotto il nostro controllo e che abbiamo a nostra disposizione raccolti elaboratamente coltivati, dovremmo prevedibilmente ritornare alle nostre abitudini alimentari da primati. In sintesi, questo è il credo vegetariano (o fruttariano come si fa chiamare uno di questi culti), che però ha avuto scarso successo. [... ] Raramente i vegetariani spiegano la scelta di questo tipo di dieta dichiarando semplicemente di preferirla a qualunque altra, ma al contrario costruiscono una complicata giustificazione che implica ogni sorta di inesattezze mediche e di assurdità fisiologiche. (p. 212)“


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Filippo Inzaghi 7
allenatore di calcio e ex calciatore italiano 1973
„[Dopo l'infortunio dell'11 Novembre 2010 contro il Palermo] La vita e il calcio sono così. Un minuto prima giochi e lotti, un minuto dopo ti tieni il ginocchio fra le mani. Ed è un minuto dopo che ti guardi attorno. E io attorno a me ho tutti voi. Grazie. Mi avete emozionato tutti, la Società, il Mister, i miei compagni di squadra, i miei tifosi. Io guardo voi e voi abbracciate me. In fondo al vostro cuore lo sapete, come lo so io, che è dura, ma io non mollo. (citato in Milan, primato e mazzata: stagione finita per Inzaghi, Gazzetta. it, 11 novembre 2010)“

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Georges Bataille 32
scrittore, antropologo e filosofo francese 1897 – 1962
„Parto da un principio semplice e indipendente da ogni analisi economica. A mio parere, la legge generale della vita richiede che in condizioni nuove un organismo produca una somma di energia maggiore di quella di cui ha bisogno per sussistere. Ne deriva che il sovrappiù di energia disponibile può essere impiegato o per la crescita o per la produzione, altrimenti viene sprecato. Nell'ambito dell'attività umana il dilemma assume questa forma: o la maggior parte delle risorse disponibili (vale a dire lavoro) vengono impiegate per fabbricare nuovi mezzi di produzione – e abbiamo l'economia capitalistica (l'accumulazione, la crescita delle ricchezze) – oppure l'eccedente viene sprecato senza cercare di aumentare il potenziale di produzione – e abbiamo l'economia di festa. Nel primo caso, il valore umano è funzione della produttività; nel secondo, si lega agli esiti più belli dell'arte, alla poesia, al pieno rigoglio della vita umana. Nel primo caso, ci si cura solo del tempo a venire, subordinando ad esso il tempo presente; nel secondo, è solo l'istante presente che conta, e la vita, almeno di quando in quando e quanto più è possibile, viene liberata da considerazioni servili che dominano un mondo consacrato alla crescita della produzione. I due sistemi di produzione non possono esistere allo stato puro; c'è sempre un minimo di compromesso. Tuttavia, l'umanità in cui viviamo si è formata sotto il primato dell'accumulazione, della consacrazione delle ricchezze all'aumento del potenziale di produzione. Le nostre concezioni morali e politiche sono ancora dominate da un principio: l'eccellenza dello sviluppo delle forze produttive. Ma se è vero che un tale principio ha incontrato negli uomini poche obiezioni, non è così nel gioco stesso dell'economia: messo alla prova, il principio dello sviluppo infinito ha mostrato che poteva portare a conseguenze imprevista […] E se l'umanità, nel suo complesso, continua a volerlo e a regolare i suoi giudizi di valore su questo desiderio, in molti si è installato il dubbio circa la validità infinita dell'operazione. Possiamo andare oltre, e porre in modo più preciso la domanda: le concezioni morali e politiche che continuano a dominare la nostra attività – vale a dire l'economia – non sono in ritardo sui fatti? Nei nostri giudizi complessivi non rifacciamo l' errore di quegli stati maggiori che si mostrano ogni volta in ritardo su una guerra? Insomma, il pensiero umano non dovrebbe seguire il rapido movimento dell'economia? Certo, non si tratterebbe di rinunciare bruscamente ai beni crescenti del globo, ma potrebbe essere arrivato il momento di riformare le nostre concezioni sull'uso delle ricchezze […] per contribuirvi, mi propongo di mostrare una serie di lavori e di saggi […] da un parte le profonde deformazioni dell'equilibrio generale che lo sviluppo attuale dell'industria ha comportato, dall'altra le prospettive di un'economa non centrate sulla crescita. Per la prima parte non ci sarà da far altro che proseguire l'analisi già avviata dalla scienza economica moderna, mentre per l'altra si tratterà di introdurre considerazioni teoriche nuove e fondare la rappresentazione generale del gioco economico sulla descrizione dei sistemi antecedenti all'accumulazione capitalistica. Questi studi dovranno allora includere un campo considerato generalmente estrinseco all'economia: quello delle religioni, primitive o non, cui è concesso il campo della storia delle arti. In effetti, a mio parere, l'uso delle ricchezze, o più precisamente il loro fine, è essenzialmente lo spreco: il loro ritiro dal circuito della produzione. Ora, questa verità non solo ha fondato fin dall'inizio i profondi valori umani (quelli del disinteresse) e tutti i tesori umani che i secoli ci hanno trasmesso; ma in più, è la sola verità su cui potremmo fondarci ora per risolvere i problemi posti dallo sviluppo industriale. Soltanto il dono senza speranza di profitto, così come lo richiede un principio di eccedenza finale delle risorse, può far uscire il mondo attuale dall'impasse. L'economia attuale ha fin da ora determinato in profondità un rovesciamento radicale delle idee; questo rovesciamento deve però ancora essere realizzato per rispondere alle esigenze dell'economia. (da Choix de lettres 1917-1962, pp. 377-79)“

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Giordano Bruno 246
filosofo e scrittore italiano 1548 – 1600
„Questo è il programma della magia di Giordano Bruno per il quale "non essendoci nell'universo parte più importante dell'altra" non è concesso all'uomo quel primato, prima biblico e poi cartesiano, che lo prevede "possessore e dominatore del mondo", ma semplice "cooperatore dell'operante natura (operanti naturae homines cooperatores esse possint)". Questa differenza è decisiva perché smaschera quella sotterranea parentela che, al di là delle dispute, lega la tradizione cristiana all'agnosticismo scientifico. L'una e l'altro infatti condividono la persuasione che l'uomo, disponendo dell'anima come vuole la religione o della facoltà razionale come vuole la scienza, è, tra gli enti di natura, l'ente privilegiato che può sottomettere a sé tutte le cose. A questa enfatizzazione cartesiana del soggetto (Ego cogito) preparata dalla tradizione giudaico-cristiana (per la quale l'uomo è immagine di Dio e quindi nel diritto di dominare su tutte le cose), Giordano Bruno contrappone un percorso radicalmente diverso da quello che caratterizzerà per secoli il pensiero europeo. Non il primato dell'uomo, ma il primato degli equilibri sempre instabili e sempre da ricostruire tra soggetto e oggetto, tra uomo e natura. La magia, che non è potere sulla natura, ma scoperta dai vincoli con cui tutte le cose si incatenano, secondo il modello eracliteo dell'"invisibile armonia", è la proposta filosofica di Bruno, antitetica sia alla scienza matematica che si alimenta della progettualità umana, sia alla religione che, se da un lato subordina l'uomo a Dio, non esita a considerarlo, fin dal giorno della sua cacciata dal paradiso terrestre, dominatore di tutte le cose. (Umberto Galimberti)“

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Alessandro Del Piero 57
calciatore italiano 1974
„552 partite, con la stessa maglia. I numeri per me significano tanto, tutti i grandi primati che sto raccogliendo in questa fase della mia carriera. Ma non sono tutto. Perché ho sempre pensato che non basta soltanto raggiungerli, i grandi traguardi. Il valore dipende anche da come li raggiungi.
[... ] Come Gaetano Scirea. A volte mi chiedo come mi vedono i ragazzi, i bambini. E penso che vorrei mi vedessero come io vedevo lui. Parlo dell'uomo, non solo dello straordinario giocatore. Perché questo, per me, vuol dire entrare nel cuore della gente, lasciare qualcosa che vada oltre i numeri.
[... ] Il mio nome è vicino a quello di Scirea, bellissimo. Mi piace ricordarlo, prima di tornare a guardare avanti. (da 552 partite, www. alessandrodelpiero. com, 12 aprile 2008)“

„[... ] Le parabole del Signore è una delle opere scritturistiche più importanti della von Speyr. [... ] il ritardo nella pubblicazione nulla toglie al valore di un'opera originale e sorprendente. Nelle Parabole Adrienne ci viene incontro con quella che von Balthasar chiama la seconda grazia della mistica: la familiarità con i santi e le realtà celesti. Il risultato è sorprendente. Nel suo commento Adrienne sposta l'accento sulla «pienezza del divino» [... ]. Si può vedere qui l'influsso di Karl Barth con l'insistenza sul primato di Dio e la sua grandezza inavvicinabile e imparagonabile rispetto a ogni realtà terrena. È riconoscibile, però, anche l'influsso di Erich Przywara, che rifletteva sull'analogia entis indispensabile per qualsiasi comprensione del divino perché, come spiegherà von Balthasar, non possiamo capire l'amore di Dio senza avere comprensione alcuna dell'amore. Inoltre si può riconoscere sullo sfondo il desiderio del soprannaturale, la nostalgia dell'eterno di cui scriveva Henri de Lubac proprio in quegli anni.“

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Benito Mussolini 159
politico, giornalista e dittatore italiano 1883 – 1945
„La Lucania ha un primato che la mette alla testa di tutte le regioni italiane: il primato della fecondità, la quale è la giustificazione demografica e quindi storica dell'impero. (da Opera omnia, vol. 28)“


„I primati percepiscono l'immobilità assoluta come noia, mentre per i cani è pura pace.“

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Aldo Grasso 62
giornalista, critico televisivo e docente italiano 1948
„«Boris» (è il nome di un pesciolino rosso portafortuna) si offre come un inesorabile ma buffonesco atto d'accusa contro la cialtroneria di molta serialità italiana. Per questo piace molto a chi odia «I soliti idioti», al sereno dandinismo, molto diffuso sui giornali (la versione trendy del luogocomunismo): è rassicurante, ribadisce il primato e il disprezzo degli intelligenti sui buzzurri, è un atto di diffida nei confronti dei furbastri. Tutto bene, tutto giusto. Salvo che una lettura così — così ideologica — è riduttiva nei confronti della stessa serie. Ai dandinisti basterebbe dire: ma l'avete visto «30 Rock» di Tina Fey, che affronta lo stesso argomento ma con ben altra complessità metaforica e linguistica? Paradossalmente, per apprezzare «Boris», bisogna partire dal fatto che anche «Boris» è figlio di quella tv italiana che vive di budget risicati, di approssimazioni, di balle, di facilonerie, di romanità folkloriche, di indotto Rai. «Boris» è irresistibile proprio quando si aggrappa alla sua cattiva stella.“

Antonio Socci 37
giornalista e scrittore italiano 1959
„Il nostro è un Paese che scopre la pena di morte solo se si parla degli Stati Uniti. [... ] Difficilmente si parla della Cina che ogni anno si aggiudica il primato assoluto [... ]. Eppure qualche volta della Cina si parla. Il vero "buco nero" dell'informazione sono i regimi islamici e specialmente la condizione dei cristiani.“

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Carlo Levi 52
scrittore e pittore italiano 1902 – 1975
„Il rappresentante del Governo Regionale parlò dell'orgoglio del povero emigrante, diventato illustre «non per magnanimi lombi, ma per le due leggi di Sicilia: la legge dell'onore e quella dell'amore». E disse come «l'orgoglio personale di Impellitteri si placa e si ingrandisce in quello dei quattromila cittadini di Isnello, e, se permettete, dei quattro milioni di siciliani». -Tu hai dimostrato, - aggiunse, - quello che è il senso vero del nostro Impero e del dominio della nostra popolazione, il primato della sua civiltà. Tu, siciliano autentico sin dalla culla, siciliano col certificato di nascita, sei uno di quei meravigliosi coloni che solcando il mare che tu oggi hai rifatto con volo d'aquila, hanno fatto l'Impero: l'Impero del Lavoro. (pp. 21-22)“


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Richard Ryder 8
psicologo inglese 1940
„Il numero dei primati impiegati aumenta così rapidamente che almeno nove specie asiatiche e otto africane sono minacciate di estinzione [... ]. Si calcola che da quattro a nove scimpanzé vengano uccisi per ogni individuo catturato per la ricerca. Il «Board of Trade» registra che nel 1966 furono rilasciati 22.308 permessi per l'importazione di primati in Gran Bretagna a scopi sperimentali [... ] e risulta che gli Stati Uniti hanno importato 1.500.000 scimmie reso in un periodo di soli sei anni. Si calcola, poiché vengono usate non meno di 250.000 scimmie annualmente per la ricerca biomedica, che le specie più rare siano minacciate [... ]. (p. 42)“

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Diodoro Siculo 16
storico siceliota -90 – -30 a.C.
„Avendo io pertanto intitolato questo libro insulare, primieramente parlerò della Sicilia; perciocchè essa è la più eccellente tra le isole, e tiene facilmente il primato per l'antichità delle cose degne d'essere rammentate. Anticamente chiamossi Trinacria per la sua figura triangolare. Di poi fu detta Sicania dai Sicani, che la coltivarono: indi Sicilia dai Siculi, i quali in essa passarono dalla Italia in gran numero. (V, 2,1; vol. II, p. 300)“

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Indro Montanelli 395
giornalista italiano 1909 – 2001
„Ci dicano chiaro e tondo perché hanno smembrato il Ros, e hanno ridimensionato l'attività di Sco e Gico. Non ci raccontino che hanno voluto mettere al riparo il capitano Ultimo e i suoi uomini dalle possibili vendette della malavita. E soprattutto non vengano a ripeterci che il modus operandi dei servizi segreti, per impedirne le «deviazioni», dev'essere «trasparente». Questa, che un segreto possa essere trasparente, è un'idea da primato della cretineria. E, se non della cretineria, lo è della retorica virtuista o della menzogna truffaldina. (da [https://web. archive. org/web/20160101000000/http://archiviostorico. corriere. it/1999/novembre/02/PROCURATORE_BATTA_PUGNO_co_0_9911021451. shtml Procuratore batta il pugno], 2 novembre 1999, p. 1)“

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Guido Ceronetti 183
poeta, filosofo e scrittore italiano 1927
„L'animale torturato, straziato e svaginato del proprio essere naturale, in ogni momento di tutti i secoli del predominio umano. Il suo grande dal neolitico attraversa tutto l'arco sgocciolante sangue e lacrime della nostra maledizione in terra... Per chi abbia un cuore che abbia orecchi non è un silenzio, è veramente un urlo spaventoso, che si avvinghia ai lobi, che ci preme il petto con ginocchio di ferro... Ogni atto di tenerezza e di pietà, anche minimissimo, è infinitamente prezioso nella straziante giostra cosmica perché la storia non dà primati che alla martellante brutalità della Tenebra, non ha da esibire che strepiti e cori di vigliaccherie di forti calpestanti le debolezze... Chi tirerà fuori anche un solo topo da una gabbia sperimentale sarà scritto nei libri delle Sibille angeliche. (pp. 99-100)“

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