Frasi su principato

Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore. (8, 38 – 39)

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Paolo di Tarso 55
apostolo, martire e santo cristiano 5 – 67

[Ferdinando Petruccelli della Gattina] Rimane ancora oggi, insieme con Edoardo Scarfoglio, il nostro più grande giornalista, e l'unico giornalista italiano dell'Ottocento di tipo europeo. Fu un instancabile poligrafo: polemista animoso, corrispondente politico, romanziere bizzarro e fantastico. (da I Narratori, G. Principato, 1958)

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Luigi Russo 12
critico letterario italiano 1892 – 1961

Qui il paese è veramente bello, tale che fa intendere la Scuola umbra: che linee d'orizzonte, che digradante vaporoso di monti in lontananza! Fui ad Assisi: è una gran bella cosa, paese, città e santuario, per chi intende la natura e l'arte nei loro accordi con la storia, con la fantasia con gli affetti degli uomini. Sono tentato di far due o tre poesie su Assisi e San Francesco. (Da una lettera a Giuseppe Chiarini, Perugia 26 luglio 1877, citato in La dolce stagione, pag. 454, Luigi Russo, Editrice Giuseppe Principato, Milano 1940)

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Giosue Carducci 88
poeta e scrittore italiano 1835 – 1907

Una sua simile l'aveva preceduta? Ah sì, certo che sì! E in verità non ci sarebbe stata forse nessuna Lolita se un'estate, in un principato sul mare, io non avessi amato una certa iniziale fanciulla. Oh, quando? Tanti anni prima della nascita di Lolita quanti erano quelli che avevo io quell'estate. Potete sempre contare su un assassino per una prosa ornata. Signori della giuria, il reperto numero uno è ciò che invidiarono i serafini, i male informati, ingenui serafini dalle nobili ali. Guardate questo intrico di spine. (1993)

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Vladimir Vladimirovič Nabokov 95
scrittore, saggista e critico letterario russo 1899 – 1977

Marco Antonio Canini, autore della popolarizzata canzonetta, Addio, mia bella, addio, è il più rappresentativo diffusore di idee mazziniane-garibaldine in Romania nel cui interesse ha lottato coi suoi molteplici scritti, con la sua infaticabile diplomazia e propaganda. Costituitosi ad apostolo nei Balcani, egli propugna una rivoluzione «sinfona» e «sincrona». In Romania progetta un collegio italiano con professori scelti tra gli emigrati italiani. Il suo nome altisonante Marco Antonio basta da solo a suscitare un'ondata di simpatia tra i romanomani e italomani dei Principati. (p. 4-5)


Per sua volontà «si badò a costruire strade, che dalle 1505, quante se ne sommavano nel 1828, erano divenute nel 1855 la bellezza di 4587 miglia. E non straduzze da poco, ma quelle sole che rimanevano ancora laggiù sino a una dozzina d'anni fa». E furono l'Amalfitana, la Sorrentina, la Frentana (incominciata e non compiuta per l'improvviso sopraggiungere dell'Unità). L'ultima, nel disegno originale approvata da Ferdinando II, contava ben tre gallerie di molte miglia attraverso l'intero massiccio della Maiella e il Principato esterno. L'han fatta adesso, col ritardo di qualche decina d'anni (più di cento), ma nel Sud la gente è abituata ad attendere. «E aggiungiamo alle suddette la strada della costiera adriatica, la strada di Sora che portava a Roma, l'Appulo Sannitica che metteva in comunicazione diretta gli Abruzzi con la Capitanata, l'Aquilonia che apriva al commercio il Molise e congiungeva più brevemente il Tirreno con l'Adriatico, la Sannita che arrivava attraverso Campobasso sino a Termoli. E via via…". (p. 124)

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Carlo Alianello 34
docente, scrittore e sceneggiatore italiano 1901 – 1981

[... ] il principe Cuza, nel messaggio a Vittorio Emanuele II, in occasione dell'unificazione italiana, sintetizzava la viva coscienza del suo popolo: «Essendo i Romeni di stirpe italiana, più d'ogni altra nazione si rallegrano di questo fatto. Da un'Italia forte e potente, gl'Italiani dei Carpazi e del Danubio possono sperare appoggio...». La sincerità dei rapporti politici italo-romeni è documentata dall'effettivo contributo dato dal re d'Italia e da Cavour, insieme a Napoleone III, per la realizzazione dell'unione politica romena sin dal 1858 e dal fatto che il governo dei Principati danubiani inviava ufficialmente giovani alle scuole italiane. Così nel 1860 furono mandati un gruppo di studenti all'Università di Torino e una missione militare di ufficiali partecipò, sotto Garibaldi, all'assedio di Gaeta e i cui membri vennero citati all'ordine del giorno dal generale Cialdini. Nel 1861, altri numerosi Rumeni della Transivania, c'informa Isopescu, combatterono sotto la bandiera garibaldina. (p. 5)


Nell'origin sua la poesia è la scienza delle umane e divine cose, convertita in immagine fantastica ed armoniosa.
La quale immagine noi, sopra ogn'altro poema italiano ravvisiamo vivamente nella Divina Commedia di Dante, il quale s'innalzò al sommo nell'esprimere, ed alla maggior vivezza pervenne, perché più largamente e più profondamente d'ogni altro nella nostra lingua concepiva: essendo la locuzione immagine dell'intelligenza, da cui il favellare trae la forza e il calore. E giunse egli a sì alto segno d'intendere e profferire, perché dedusse la sua scienza dalla cognizione delle cose divine, in cui le naturali, e le umane e civili, come in terso cristallo, riflettono... (da Della ragion poetica, in Prose, a cura di P. Emiliani-Giudici, Firenze, Barbera, 1857, pp. 88; 110-111; in Walter Binni e Riccardo Scrivano, Antologia della critica letteraria, Principato Editore, Milano, 19813, p. 95.)

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Giovanni Vincenzo Gravina 7
letterato e giurista italiano 1664 – 1718

Il principato del Piemonte [... ] si può chiamare, per le guerre continue, e sanguinose, che vi sono state, la Fiandra dell'Italia.

Giovanni Andrea Pauletti 3
storico italiano 1641 – 1705

Lo Monaco? Io conosco il monaco del Tibet, il Principato di Monaco, il Bayern Monaco, il Gran Prix di Monaco. Non ne conosco altri. Se questo Lo Monaco vuole essere conosciuto per parlare di me, mi deve pagare tanto. Io ho già degli sponsor che mi pagano per fare pubblicità. Non vengo pagato per fare pubblicità a Monaco. [... ] Qualche tempo fa ho detto che qualcuno che vuole la prima pagina sa come trovarla.

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José Mourinho 207
allenatore di calcio e calciatore portoghese 1963