Frasi su privatizzazione


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Camillo Ruini 11
arcivescovo cattolico e cardinale italiano 1931
„La privatizzazione dell'etica è insostenibile.“

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Lorenzo Bini Smaghi 9
economista italiano 1956
„I Paesi ad alto debito devono dimostrare concretamente la loro volontà di ridurre il debito, attivandosi anche con iniziative di privatizzazione.“


Flavio Baroncelli 15
filosofo italiano 1944 – 2007
„Già oggi, pochi anni dopo, si stenta a crederci, ma è un fatto: parte della sinistra italiana, per conservare intatta la visione dellesorti progressive quasi garantite, a tratti si spinse a teorizzare che le privatizzazioni e la precarietà, visto che sembravano rese necessarie dalla Storia, allora andavano classificate non soltanto come genericamente progressive, ma anche com di sinistra. (cap. I, 3, p. 33)“

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Dario Di Vico 1
giornalista italiano 1952
„Uno degli storici di Mattei, Nico Perrone, sostiene [in Enrico Mattei] che "l'Italia non sarebbe diventata la sesta potenza industriale del mondo e non sarebbe entrata nel G7 soltanto contando sull'economia di mercato". Perrone considera positivo il ripensamento in atto sulle privatizzazioni e biasima che l'ENI oggi sia per tre quarti in mano ai capitali privati, "molti dei quali sono americani, gli stessi che ai tempi di Mattei volevano distruggere la compagnia italiana". (da Corriere della sera, 26 ottobre 2002)“

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Nico Perrone 74
saggista, storico e giornalista italiano 1935
„Uno degli storici di Mattei, Nico Perrone, sostiene che "l'Italia non sarebbe diventata la sesta potenza industriale del mondo e non sarebbe entrata nel G7 soltanto contando sull'economia di mercato". Perrone considera positivo il ripensamento in atto sulle privatizzazioni e biasima che l'ENI oggi sia per tre quarti in mano ai capitali privati, "molti dei quali sono americani, gli stessi che ai tempi di Mattei volevano distruggere la compagnia italiana". (Dario Di Vico)“

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Geminello Alvi 25
economista e saggista italiano 1955
„E in questo zoo delle anime, che già negli anni Novanta dilagava senza freni, una parola eccitò i petti strabordanti e le orride smorfie: professionalità. Questa parola conquistò allora la medesima frequenza del tormento quotidiano della borsa, dei mercati e, appunto delle privatizzazioni. E un popolo non guerriero, fino a quegli anni però almeno operoso, pure se in pausa al bar dopo il lavoro, fu guastato dalla recita quotidiana e ininterrotta delle professionali virtù mercantili. (p. 64)“

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Margaret Thatcher 151
primo ministro del Regno Unito 1925 – 2013
„Dalla Francia alle Filippine, dalla Giamaica al Giappone, dalla Malesia al Messico, dallo Sri Lanka a Singapore, la privatizzazione è in movimento. [... ] Le politiche che abbiamo sperimentato stanno contagiando paese dopo paese. Noi conservatori crediamo nel capitalismo popolare, crediamo in una proprietà che possiede la democrazia. E funziona! [... ] La grande riforma politica del secolo scorso è stata quella di permettere a sempre più persone ad avere il diritto di voto. Ora la grande riforma del Tory di questo secolo è quella di consentire a sempre più persone la propria proprietà. Il capitalismo popolare è niente di meno che una crociata da affiancare alle tante della vita economica della nazione. Noi conservatori stiamo ridando potere al popolo. Questa è la strada per una sola nazione, un solo popolo. (dalla conferenza del Partito Conservatore, 10 ottobre 1986)“

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Stefano Rodotà 59
giurista e politico italiano 1933
„E quali i temi con i quali cimentarsi per l'auspicato ritorno ad una seria elaborazione culturale, per mettere a punto programmi non raffazzonati? Comincio con l'indicarne tre: i diritti fondamentali; i servizi pubblici; i limiti alla libertà d'iniziativa economica privata. Non li scelgo a caso. Dietro ciascuno di questi temi si trovano soggetti reali, iniziative concrete. Molti comuni e gruppi si adoperano ogni giorno perché trovino effettivo riconoscimento i diritti degli immigrati, delle coppie di fatto, di quanti vogliono liberamente decidere sulla fine della loro vita. La questione dei servizi è simboleggiata dal servizio idrico, dall'acqua come bene comune: l'Italia è l'epicentro di un largo movimento, che ha visto ventisette milioni di elettori votare contro la privatizzazione dell'acqua, che produce analisi sempre più accurate, che ha visto convenire a Napoli e Roma rappresentanti da molti Paesi, che è all'origine di una rete di comuni europei e di iniziative popolari rivolte alla Commissione di Bruxelles. Altrettanto intensa è la discussione intorno ai limiti del mercato, accesissima intorno ai temi del lavoro e che vede l'inquietante tentativo di cancellare l'articolo 41 della Costituzione che congiunge il decreto berlusconiano di luglio e il decreto "Cresci Italia", ponendo il problema se sia ancora possibile in economia una politica "costituzionale". Questa è l'altra politica. E ciascuno di questi temi pone la questione di quale idea di società debba oggi sostenere l'azione politica.“


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Nichi Vendola 54
politico italiano 1958
„È stato il trionfo dello specialismo che serviva ad attribuire alla tecnica un'aura metafisica, e un ruolo preponderante. E, dentro alla vicenda planetaria della crisi della democrazia, ogni volta che la politica sceglie la strada dell'esodo da se stessa e dai suoi doveri, che sono il pudore e la giustizia, chiede alla tecnica, cioè al ceto che possiede il microscopio, di occuparsi delle incombenze della res publica. La tecnica è un processo di privatizzazione della cosa pubblica, è un sequestro politico fatto da un ceto separato dalla discussione pubblica. (p. 19)“

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Ralph Nader 3
avvocato, saggista e attivista statunitense 1934
„Il socialismo corporativo - la privatizzazione del profitto e la socializzazione dei rischi e della cattiva amministrazione - sta modificando i canoni del capitalismo. Questa condizione impedisce ad un capitalismo versatile, servito da uguale giustizia sotto la legge, di elargire elevati standard di vita e aumentare la sua capacità di assorbimento per comunità più vaste e valori ambientali. I talenti civici e politici devono reclamare una decente separazione tra corporazione e stato.“

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Noam Chomsky 125
linguista, filosofo e teorico della comunicazione statun... 1928
„Le dieci regole della manipolazione mediatica

1. La strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élite politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell'area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali.
2. Creare problemi e poi offrire le soluzioni
Questo metodo è anche chiamato "problema- reazione- soluzione". Si crea un problema, una "situazione" prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
3. La strategia della gradualità
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. È in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.
4. La strategia del differire
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come "dolorosa e necessaria", ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. È più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che "tutto andrà meglio domani" e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all'idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.
5. Rivolgersi al pubblico come ai bambini
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno.
6. Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione
Sfruttate l'emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un'analisi razionale e, infine, il senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all'inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti...
7. Mantenere il pubblico nell'ignoranza e nella mediocrità
Far sì che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. "La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori".
8. Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti...
9. Rafforzare l’auto-colpevolezza
Far credere all'individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!
10. Conoscere agli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il "sistema" ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.“

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Silvio Berlusconi 727
politico e imprenditore italiano 1936
„Michele Prospero, Lo Stato in appalto: Berlusconi e la privatizzazione del politico, Manni Editori, 2003, [https://books. google. it/books? id=hxXng4EZ4woC&pg=PA212 p. 212]. ISBN 8881764016“


Giulio Sapelli 17
storico italiano 1947
„Non a caso euro, privatizzazioni senza liberalizzazioni, distruzione giustizialista dei partiti e creazione dei partiti personali neocaciquisti fanno un tutt’uno. (libro L'inverno di Monti)“

Paolo Maddalena 6
giurista e magistrato italiano 1936
„La dottrina neoliberista è una follia [... ] e i suoi esecutori "sul campo" sono molto pericolosi. Questa è la strada verso lo schianto, l'abbandono del cristianesimo, saremo tutti schiavi, tutti vittime delle privatizzazioni, con il bene comune svenduto a quattro soldi senza risolvere niente. Ci ritroveremo senza territorio pubblico, come sta avvenendo in Grecia.“

Mariotto Segni foto
Mariotto Segni 10
politico italiano 1939
„La Casa delle Libertà ha ripreso un'idea di cui io ero uno dei sostenitori, non l'unico naturalmente. E cioè che l'Italia è da troppo tempo oppressa da uno statalismo selvaggio, invadente, costoso, inefficiente, oppressivo. Che l'Italia ha bisogno di una grande opera di liberalizzazione. Ma la Casa delle Libertà fa poco di quello che dice, le privatizzazioni si sono fermate.“

Paolo Barnard 43
giornalista italiano 1958
„Risanamento dei conti = la corsa degli Stati a tagliare tutto ciò che è assistenza pubblica, settore pubblico e previdenza sociale, con conseguenze catastrofiche per tutti noi, ma…anche e soprattutto col vantaggio per i medesimi capitalisti di poter poi comprare a prezzi stracciati ogni sorta di impresa pubblica, servizio pubblico, bene pubblico. Avete compreso bene: la privatizzazione selvaggia!“