Frasi su privazione

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Fëdor Dostoevskij 230
scrittore e filosofo russo 1821 – 1881
„Nonostante tutte le perdite e le privazioni che ho subito, io amo ardentemente la vita, amo la vita per la vita e, davvero, è come se tuttora io mi accingessi in ogni istante a dar inizio alla mia vita [... ] e non riesco tuttora assolutamente a discernere se io mi stia avvicinando a terminare la mia vita o se sia appena sul punto di cominciarla: ecco il tratto fondamentale del mio carattere; ed anche, forse, della realtà.“

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Helen Keller 30
scrittrice, attivista e insegnante statunitense 1880 – 1968
„Molte persone misurano la propria felicità in termini di piacere fisico e di possedimenti materiali. Quanto sarebbero felici, se potessero raggiungere quello scopo che hanno fissato sulla linea dell'orizzonte! Se mancasse loro quel dono o quella condizione, si considererebbero miserabili. Se la felicità si misurasse così, io che non posso sentire o vedere avrei ogni buona ragione per sedere in un angolo con le mani giunte e piangere. Se fossi felice nonostante le mie privazioni, se la mia felicità fosse così profonda da sembrare quasi una fede o una filosofia di vita – se, in breve, fossi ottimista, la mia testimonianza del credo dell'ottimismo varrebbe la mia sordità.“


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Oliviero Diliberto 16
politico, giurista e docente italiano 1956
„Su Cuba la nostra posizione è diversa da quella degli alleati. Io difendo l'esperienza cubana che viene attaccata non perché c'è privazione della libertà, ma perché è un Paese che da oltre 40 anni resiste all'America. Se dovessimo discutere di tutti i dittatori che sostiene Bush, da dove dovremmo cominciare? Dalla sua stretta di mano al pakistano Pervez Musharraf ? (dall'intervista di Francesco Battistini, «Via da Nassiriya in agosto. O siamo come Berlusconi», Corriere della sera, 26 maggio 2006, p. 13)“

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Baruch Spinoza 119
filosofo olandese 1632 – 1677
„La perfezione consiste nell'essere e l'imperfezione nella privazione dell'essere. (XXXVI, 1974)“

Giovanni Vannucci 8
presbitero e teologo italiano 1913 – 1984
„La volontà di potenza, l'egoismo innalzato a sistema, il narcisismo mentale sono le radici sottili e inconsce dello spirito di avarizia.
L'avaro vuole dominare il mondo delle forme, vuole divenire padrone dei suoi fratelli schiacciandoli con il peso delle sue ricchezze. Per questo egli accumula con passione le ricchezze – non vi è cosa che non farebbe per aumentarle – e pensa che il denaro sia tutto, che la potenza economica tenga il posto di ogni altra cosa. Quanto più sarà ricco, tanto più potrà dominare, ma come farà a sapere di essere ricco? L'avaro non lo saprà mai, vedrà se stesso sempre povero, non dirà mai basta all'ingorda fame, e così la volontà di potenza che l'ha sedotto, alla fine lo beffa, muore e il suo tesoro viene disperso.
L'avarizia così offusca il lume della ragione e la conoscenza della grazia: più sarai ricco e più avrai potenza. L'accumulare diventa una mania: l'avaro non vede che il possesso, non vive che per possedere, il possesso è per lui il fine supremo. Il possesso, da schiavo, è divenuto padrone e selvaggiamente trionfa.
L'avaro non riconosce di esserlo, afferma di essere sobrio, parsimonioso, economo, di dover fare delle privazioni per non mancare ai suoi doveri, di non poter essere generoso perché altrimenti lui stesso dovrebbe mendicare, trova continuamente nuove economie e se ne vanta come di un pregio. Non vi è nulla di più spaventoso della buona fede dell'avaro, ed è questa buona fede che gli uccide l'anima.
Gli schiavi di altre passioni finiscono presto o tardi a sentirsi a disagio, le conseguenze delle loro passioni prima o poi li fanno meditare o vergognarsi; la possibilità di riconoscere il proprio peccato è una piccola via di salvezza loro offerta. Ma l'avaro di che cosa può pentirsi o vergognarsi? Frugale per non spendere, casto per economizzare, sobrio per non sprecare, convinto di sacrificarsi per il bene dei lontani eredi, si crea, a maggiore tranquillità, la visione di opere buone cui lascerà, morendo, tutto il suo. Allora si sente un eroe, un santo, un martire.“

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Jean Jacques Rousseau 66
filosofo, scrittore e musicista svizzero di lingua francese 1712 – 1778
„[... ] la miseria non consiste nella privazione delle cose, ma nel bisogno di esse che si fa sentire. Il mondo reale ha i suoi limiti, il mondo immaginario è infinito; non potendo allargare l'uno, restringiamo l'altro, poiché tutte le pene che ci rendono veramente infelici nascono dalla sola loro differenza. Tolta la forza, la salute, la buona coscienza, tutti i beni della vita sono nell'opionione; tolti i dolori del corpo ed i rimorsi della coscienza, tutti i nostri mali sono immaginari.“

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Arsen Avakov 6
politico ucraino 1964
„La minoranza tartara autoctona è perseguitata, si chiudono i loro giornali e la loro tv, c'è una grande crisi economica e privazione delle libertà politiche.“

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George F. Kennan 2
diplomatico, storico e ambasciatore statunitense 1904 – 2005
„Un detoriamento ulteriore potrebbe essere disastroso per l'Europa. Esso potrebbe provocare tali privazioni, tale smarrimento, una lotta così disperata per il controllo di risorse insufficienti da condurre a una diffusa rinuncia ai principi sui quali la civiltà moderna dell'Europa è stata costruita e per i quali, nella coscienza di molti, due guerre mondiali sono state combattute. I principi del diritto, della giustizia, dei limiti all'esercizio del potere politico, già largamente disattesi eattaccati, potrebbero da ultimo essere travolti; E con essi il principio vitale che l'integrità della società con un tutto deve posare sul rispetto per la dignità del singolo cittadino. Le implicazioni di questa crisi andrebbero assai aldilà delle comuni apprensioni relative l pericolo di un controllo comunista. Nella continuazione dell'attuale situazione in Europa e implicita niente meno che la possibilità che gli europei rinuncino ai valori della responsabilità individuale e dei controlli politici, che appartengono alla tradizione del loro continente. Ciò distruggerebbe secoli di progresso e causerebbe un danno che tale solo un lavoro di altri secoli potrebbe riparare.“


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Cristina Campo 54
scrittrice, poetessa e traduttrice italiana 1923 – 1977
„In un rapporto non immaginario – un rapporto dal quale il gioco delle forze sia escluso – nessun sentimento o pensiero regge a lungo isolato ma ciascuno si capovolge rapidamente nel suo opposto. Così la privazione è subito nutrimento, la volontà consenso, il dolore sentimento compiuto della presenza e l'umiltà una corona di grazia continuamente ricevuta e restituita. [... ] L'urto continuo e armonioso dei contrari conduce l'animo a una sorta di ardente immobilità, lo colma fino all'orlo di una vita che non trabocca perché il suo stesso muoversi la frena. «Dal centro al cerchio e sì dal cerchio al centro | mòvesi l'acqua in un ritondo vaso | seconda ch'è percossa fori o dentro». Mais une amitié pure est rare. Come una pura poesia. Che vive delle identiche leggi. (da Fiaba e mistero, Parco dei cervi, pp. 152-153)“

Michel Montignac 12
1944 – 2010
„bisogna verificare la sensibilità individuale del soggetto per non sottoporlo a privazioni eccessive che potrebbero portarlo a trasgressioni incontrollate. (p. 197)“

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Dimitri Mitropoulos 7
direttore d'orchestra, pianista e compositore greco 1896 – 1960
„La privazione è la madre di quanto è vitale. (da Il demone di mezzogiorno, p. 4)“

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Hans Ruesch 24
pilota automobilistico, scrittore e sceneggiatore svizzero 1913 – 2007
„Il termine "vivisezione" si applica a tutta la sperimentazione animale atta a causare sofferenze, dunque oltre a quella che comporta mutilazioni e interventi cruenti, anche a quella compiuta con sostanze deleterie, veleni, bruciature, scosse elettriche, privazioni varie, torture psicologiche squilibranti e così via. In tal senso il termine veniva già usato dai fisiologi del secolo scorso che iniziarono la pratica su larga scala [... ].“


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Plutarco 141
biografo, scrittore e filosofo greco antico 46 – 127
„E dunque, la temperanza è una forma di privazione e, al contempo, di ordinamento dei desideri, che elimina quelli estranei ed eccessivi e regola, secondo le circostanze opportune e in modo conforme alla giusta misura, quelli necessari. (cap. 6; 2015)“

Luigi Manconi 5
politico, sociologo e critico musicale italiano 1948
„Anche se nella mentalità collettiva non è immaginabile una pena che prescinda dalla reclusione, non è sempre stato così. Sono state le leggi ordinarie, modificabili da qualsiasi maggioranza parlamentare, a introdurre l'idea che la risposta sanzionatoria dello stato alla violazione delle leggi penali debba consistere nella privazione della libertà, all'interno di un perimetro chiuso e di una cella serrata, per un determinato periodo di tempo. E un simile concetto non lo si trova da nessun'altra parte e tanto meno nella costituzione italiana. È diventato senso comune e norma di legge, per una inveterata abitudine, che risale a qualche secolo fa e che è stata legittimata dall'autorità di Cesare Beccaria, preoccupato delle pene efferate che incrudelivano sui corpi nell'ancien régime. In quel contesto, dunque, il carcere era il male minore: una pena la cui "dolcezza" avrebbe fatto decadere le punizioni più atroci.“

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Andrea Riccardi 112
storico, accademico e pacifista italiano 1950
„Sì, ricordiamo anche chi, ancora, patisce nelle prigioni, nei campi di concentramento, nell'ingiustizia, nella privazione della libertà, nella schiavitù, condannato a non avere un futuro degno. Nel silenzio di questa piazza giungono le grida e le espressioni di dolore di chi sta duramente soffrendo, come una domanda a tutti perché si costruisca un mondo più giusto.“

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Vivant Denon 14
scrittore, incisore e storico dell'arte francese 1747 – 1825
„I Siciliani, lontani dal loro re, che non conoscono se non attraverso un suo rappresentante, si abituano a considerarlo come un pensionato di cui frodano i diritti, si inorgogliscono di offrirgli dei doni gratuiti ed al quale, ogni tanto, tentano di disubbidire, nel solo intento di compiere un gesto di libertà. I Siciliani hanno avuto tanti sovrani, e si sono abituati a non amarne nessuno ed a preferire solo quello dalla cui debolezza possono trarre il maggior profitto: sono sempre pronti ad accogliere un nuovo sovrano che s'imponga con la forza, oppure quello che offra loro delle condizioni migliori; ma liberi di ricorrere, in caso di violenza e di tirannia, ai noti sistemi di rivolta, dei vespri siciliani o di altri consimili. Poichè il paese offre abbondanza di ogni specie di prodotti, essi sono più difficili da asservire di qualsiasi altro popolo, perchè non è possibile costringerli tramite delle privazioni. Si può spogliarli, ma mai rovinarli e infatti un cattivo governo può impoverirli, ma non farli morire di fame.“

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