Frasi su processo

Ho vinto dodici processi contro la Telecom. E li ho vinti tutti dandogli dei rapinatori, dei ladri, dei figli di puttana.

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Beppe Grillo 154
comico, attore, attivista, politico e blogger italiano 1948

Siamo proprio di fronte allo stadio, a 38-40 metri. (da Processo ai mondiali 1994)

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Aldo Biscardi 20
conduttore televisivo italiano 1930

La giusta comprensione di una cosa e la incomprensione della stessa cosa non si escludono. (libro Il processo)

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Franz Kafka 130
scrittore e aforista boemo di lingua tedesca 1883 – 1924

Mi piace l'idea di chiedermi cosa sto facendo in questo periodo della mia vita, ma anche l'idea di invitare le persone a fare lo stesso, a farsi delle domande, anche senza darsi risposta subito. È un titolo che rappresenta il viaggio che volevo compiere all'interno dell'essere umano, delle sue sicurezze e soprattutto delle sue insicurezze, il cui valore spesso sottovalutiamo. E poi scrivere per me è un processo senza filtro, mi sento a disposizione della canzone ("Alla mia età mi metto ancora con piacere in discussione" da Rockol del 3 novembre 2008)

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Tiziano Ferro 96
cantautore italiano 1980

Da quando gioco tutti gli scudetti che ho visto vincere sono stati meritati. Sia i nostri che quelli delle altre squadre. (dal processo Calciopoli; citato in Calciopoli, Del Piero: «Juve, vittorie senza trucchi», tuttosport. com, 19 ottobre 2010)

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Alessandro Del Piero 62
calciatore italiano 1974

No, il mio processo artistico è lo stesso. Non penso mai a chi andrà la canzone, la compongo per me. Faccio il musicista, l'operaio della musica, non mi considero un artista. A volte, quando si scrive per qualcun altro, l'unica attenzione che bisogna fare è nell'uso di determinate figure e parole, che non si possono utilizzare perché non si adattano a chi canterà la canzone. Per me invece scrivo le cose che canto e canto le cose che scrivo. Faccio della libertà il mio campo di gioco. Noi uomini, noi umani, siamo contenitori di infinito.

Ermal Meta 3
cantautore e compositore albanese 1981

L'inconscio collettivo è il precipitato di tutte le esperienze mondiali di ogni epoca, è quindi un'immagine del mondo che si è venuta formando nel corso di eoni. In questa immagine si sono delineati nel corso del tempo determinati tratti, i cosiddetti dominanti. Questi dominanti rappresentano i dominatori, gli dèi, sono cioè immagini dileggi e principi dominanti, i quali si ripresentano con regolarità media nei fluire delle immagini che il cervello ha assorbito dal fluire dei processi secolari. (p. 80; 1997)

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Carl Gustav Jung 136
psichiatra, psicoanalista e antropologo svizzero 1875 – 1961

[A Sicinio Emiliano, suo accusatore nel processo sulla magia] Concedi al filosofo Platone il perdono per i suoi versi sull'amore, così che non mi sia necessario star a filosofare troppo, contro il consiglio di Neottolemo in Ennio; se poi tu non glielo concedi, ebbene mi lascerò volentieri incriminare in compagnia di Platone per simili versi. (p. 197)

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Apuleio 43
scrittore e filosofo romano 125 – 170

Nello studiare un filosofo l'atteggiamento giusto non è né di reverenza né di disprezzo, bensì prima una specie di ipotetica adesione perché sia possibile capire ciò che egli sente, e credere nelle sue teorie, e dopo un risveglio dell'atteggiamento critico il più possibile simile allo stato d'animo d'una persona che sta abbandonando le opinioni che fino allora ha sostenuto. Il disprezzo ostacola la prima parte di questo processo e la reverenza la seconda. Due cose bisogna ricordare: che un uomo, le cui opinioni e teorie son degne di essere studiate, si può presumere abbia posseduto una certa intelligenza; e che d'altra parte è probabile che nessuno sia mai arrivato alla verità completa e definitiva su un soggetto qualsiasi. Quando un uomo intelligente esprime un punto di vista che ci sembra evidentemente assurdo, non dobbiamo tentare di dimostrare che in qualche modo la cosa è vera, ma dovremo provare a capire come mai sia successo che a lui sia sembrata vera. Questo esercizio della fantasia storica e psicologica allarga subito il campo del nostro pensiero, e ci aiuta a comprendere quanto sciocchi sembreranno molti dei nostri pregiudizi che ci sono cari ad un'età di diversa forma mentis.

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Bertrand Russell 179
filosofo, logico e matematico gallese 1872 – 1970

La rivoluzione non è un qualcosa legato all'ideologia, né una moda di una particolare decade. È un processo perpetuo insito nello spirito umano. (da Soon to be a Major Motion Picture)

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Abbie Hoffman 11
attivista e politico statunitense 1936 – 1989

Io sono incline a supporre che la sincronicità nel senso più stretto non è che un caso particolare del generale coordinamento acausale, e precisamente quello dell'omogeneità di processi psichici e fisici nel quale l'osservatore si trova nella situazione favorevole per conoscere il tertium comparationis. Ma, nell'atto di percepire il fondamento archetipico, egli cade anche nella tentazione di ricondurre l'assimilazione di processi psichici e fisici reciprocamente indipendenti a un effetto (causale) dell'archetipo e quindi di trascurarne la pura contingenza. Tale pericolo è evitabile se si considera la sincronicità come un caso particolare del coordinamento generale. Così facendo si evita pure un aumento inammissibile dei principi esplicativi: l'archetipo è la forma del coordinamento psichico a priori, forma riconoscibile per via d'introspezione. Se a questo si associa un processo sincronistico esterno, esso segue lo stesso disegno fondamentale, ossia è ordinato allo stesso modo. Se esistono (eventi privi di causal dobbiamo definirli « atti creativi» nel senso di una creatio continua, di un coordinamento che in parte si ripete da sempre, in parte sporadicamente, e che non può venire dedotto da nessun antecedente costatabile.

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Carl Gustav Jung 136
psichiatra, psicoanalista e antropologo svizzero 1875 – 1961

Se il linguaggio è un virus venuto dallo spazio, anche gli uomini potrebbero essere alieni mimetizzati sul pianeta, in quanto il linguaggio si lega in modo indissolubile con i processi mentali umani, alle modalità della nostra intelligenza, al punto che è il linguaggio simbolico che ci differenzia dagli altri esseri viventi. (p. 49)

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Caterina Davinio 15
poetessa, scrittrice e artista italiana 1957

L'Italia – al di fuori naturalmente dei tradizionali comunisti – è nel suo insieme ormai un paese spoliticizzato, un corpo morto i cui riflessi non sono che meccanici. L'Italia cioè non sta vivendo altro che un processo di adattamento alla propria degradazione. [... ] Tutti si sono adattati o attraverso il non voler accorgersi di niente o attraverso la più inerte sdrammatizzazione.

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Pier Paolo Pasolini 144
poeta, giornalista, regista, sceneggiatore, attore, paro... 1922 – 1975

La rivoluzione d'ottobre ottenne la vittoria con stupefacente facilità in un paese dove una burocrazia dispotica e accentrata governava una massa amorfa, che né i residui del feudalesimo rurale né il debole, nascente capitalismo urbano avevano saputo organizzare. Quando Lenin affermava che in nessun altro paese del mondo sarebbe stato così facile conquistare il potere e così difficile conservarlo, si rendeva conto non solo della debolezza della classe operaia russa, ma altresì delle anarchiche condizioni sociali che favorivano i cambiamenti improvvisi. Privo com'era degli istinti del capo della massa, Lenin puntò subito su tutte le possibili differenziazioni, sociali, nazionali, professionali, capaci di introdurre delle strutture nella popolazione, nella palese convinzione che tale processo stratificatore avrebbe costituito la salvezza del potere rivoluzionario.

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Hannah Arendt 60
filosofa, storica e scrittrice tedesca 1906 – 1975

I processi storici sono creati e interrotti di continuo dall'iniziativa dell'uomo, da quell' "initium" che l'uomo è in quanto agisce. Di conseguenza, non è per nulla superstizioso, anzi è realistico cercare quel che non si può né prevedere né predire, esser pronti ad accogliere, aspettarsi dei "miracoli" in campo politico.

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Hannah Arendt 60
filosofa, storica e scrittrice tedesca 1906 – 1975

Le dirò quanto basta perché lei possa ottenere alcuni risultati positivi, senza tuttavia che io debba subire un processo inutile. Ho fiducia in lei giudice Falcone, come ho fiducia nel vicequestore Gianni De Gennaro. Ma non mi fido di nessun altro. Non credo che lo Stato italiano abbia veramente l'intenzione di combattere la mafia.

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Tommaso Buscetta 13
criminale italiano 1928 – 2000

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