Frasi, citazioni e aforismi su prode

Domenico Petrini 2
critico letterario italiano 1902 – 1931
„Tutta questa produzione lirica, uscita dal ritorno umanistico ai classici e dal rinsaldamento della personalità del Rinascimento, andrà guardata non con a fronte l'ideale d'una poesia in cui un sentimento si crei intorno la commossa e pur conclusa risonanza della parola che si fa canto ma come un'espressione a volta a volta agitata ed eloquente di un'umanità che esprime per essa il suo ideale di vita: come oratoria e non come poesia. Un'oratoria il cui continuo pericolo, ma anche spesso evitato, è di finire letteratura: ma che talora, spesso, ha una voce sua.Guardiamo Chiabrera: in lui tutto il gusto dell'età sua: nelle canzoni, mitologia avant toute chose: ma anche Bibbia, come voleva Tasso e come aveva fatto Herrera per Lepanto e come farà Filicaia per Vienna; la vita contemporanea, levata al livello dell'antico ha un'esaltazione eroica in cui l'umano perde ogni original forma di vita e si difà nel mito. (in Binni e Scrivano, p. 601)“

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Wilhelm August von Schlegel 17
scrittore, traduttore e critico letterario tedesco 1767 – 1845
„Il re Enrico V è manifestatamente l'eroe prediletto di Shakespeare: ei lo adorna di tutte le virtù dei re e dei cavalieri; lo mostra prode, sincero, cortese, e, in mezzo alle sue luminose geste, sempre inchinato a quella innocente malizia che rammenta la sua gioventù. Non era facile il mettere sulla scena l'istoria della vita di questo principe dopo ch'egli ascese al trono.“


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Armando Diaz 4
generale italiano 1861 – 1928
„Io ho voluto che la I Armata si chiamasse la Gagliarda; la III Armata, l'Invitta; la IV Armata (l'"Armata del Grappa"), la Tenace; la VI Armata (l'"Armata degli Altipiani"), la Prode; la VII Armata, la Costante; l'VIII Armata, la Valorosissima; la IX Armata, la Fida; la X Armata, l'Audace; la XII Armata, la Ferrea; il Corpo di Cavalleria, Vigile e Fiero; i Carabinieri, Fedeli e Saldi. (dal Giornale d'Italia del 4 novembre 1920, citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 615-616)“

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Cesare Cantù 57
storico, letterato e politico italiano 1804 – 1895
„Rapace, bugiardo e fraudolento nel commercio, ma prode e generoso, mite e riconoscente, e innanzi tutto ospitale e fedele alla parola anche se data ad un nemico, sobrio e continente, compagnone, spiritoso, faceto, eloquente, poetico, caldo del suo onore, e particolarmente di quello dell'harem, ha anche oggidì il Beduino i pregi e i difetti de' suoi maggiori al tempo di Maometto; lava l'oltraggio nel sangue, e ne ha sete per vendicare quel d'un parente versato dal nemico; Il fuoco, il fuoco, ma non l'obbrobrio; la vendetta, la vendetta, ma non l'ignominia é anche oggidì il grido di guerra del Beduino, combattente per l'onor suo e delle sue donne; ciò non pertanto egli é ancor più ospitale che sanguinario, più generoso che implacabile. (p. 523)“

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William Shakespeare 200
poeta inglese del XVI secolo 1564 – 1616
„Lo spietato Macdonwald | (che sembra fatto per esser ribelle | perché son tante le scelleratezze | che natura gli fa sciamare addosso) | aveva ricevuto dei rinforzi | di kerni e galloglassi provenienti | dall'isole a occidente, | e talmente arrideva la Fortuna | alla dannata sua contestazione, | che sembrava la ganza d'un ribelle. | Ma non gli è valso nulla; ché Macbeth, | il prode - e di tal titolo è ben degno - | a spregio della sorte, spada in pugno, | di cruenti massacri ancor fumante, | quasi fosse il pupillo della Gloria, | s'apre un varco nel mezzo della mischia | fino a trovarsi quel ribaldo a fronte; | né gli porse saluto né congedo | finché non l'ebbe tutto dilaccato | dall'ombelico in giù fino alle chiappe, | infiggendone poi la testa mozza | sui nostri spalti, alla vista di tutti. (Ufficiale: atto I, scena II; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber)“

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Walt Whitman 254
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„Addio a un soldato
Addio, oh Soldato, | compagno di dure campagne, | di rapide marce, di vita al campo, | conflitti sui fronti roventi, lunghe manovre, | rosse battaglie con i loro carnai, gli stimoli, il forte terrifico gioco, | incanto d'ogni prode e viril core, nell'andare del tempo che al pari di te è colmo | di guerra e di belissima espressione.
Addio, caro compagno, | hai compiuto la tua missione, mentre io, più guerresco di te, | con quest'anima mia contenziosa, io, | tuttora nelle nostre campagne impegnato, | per inesplorare strade, fra imboscate e avversari, | attraverso molteplici amare sconfitte e molte crisi, spesso sgomento, | qui a marciare, a marciare di continuo, sempre avanti, guerreggiando – sì, qui, | a piè fiere battaglie e più pensanti do espressione. (da Rulli di tamburo; citato in Gustav Hasford, Nato per uccidere (The Short-Timers), traduzione di Pier Francesco Paolini, Bompiani, 1989.)“

„[Macalda Scaletta e Alaimo da Lentini durante l'accoglienza riservata da Messina a Pietro III d'Aragona] Così lo accompagnarono al palazzo imperiale con grandissimo gaudio, sicché parea che Dio fosse sceso in terra su loro. Nella città era un prode uomo, capitano molto sperimentato e valente e che appellavasi messer Alaimo; aveva questi una mogliera molto bella e gentile, e valente del cuore e del corpo; larga nel donare, e, quando n'era luogo e tempo, valea nell'arme al par d'un cavaliero, e tutti i giorni scorreva con trenta cavalieri armati la città e la guardava, e capitanava le genti che doveano combattere alle mura e negli altri siti dove maggiore facevasi il bisogno. Quando la donna vide il re, né mai avealo innanzi veduto, ne rimase innamorata come di colui che era valente e aggraziato signore, non già per cattiva intenzione. Poiché il re ebbe preso alloggio nel suo palazzo, e i cavalieri e l'altra gente furono entrati in città, si apparecchiarono le mense, e il re, lavatosi le mani, si assise al convito con tutti i cavalieri, e tutti allegramente mangiarono. E messer Alaimo da Messina stette a mensa col re e con madonna sua mogliera; e poi servirono il re quanto meglio potettero, cosicché la donna non si staccò dal re, né quando andava cavalcando, né quando tornava a casa; e corteggiavanlo e facevangli tante gentilezze quanto più sapeano ella, il marito e tutti gli abitanti della città. Indi a poco videro giugnere a Messina ventidue galee e quattro taride del re molto riccamente armate di remi; e quei che v'erano sbarcarono e si rinfrescarono di tutto ciò che aveano bisogno. E il re facea dar loro prodigamente pane, vino e carne. (cap. XCVI, pp. 840-41)“

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Federico De Roberto 44
scrittore italiano 1861 – 1927
„Come mai suo padre, servitore della prode monarchia, parlava ancora rispettosamente dei vili tiranni? Dell'ordinamento costituzionale, il giovanetto aveva udito spiegare la perfezione: Re e Popolo partecipi del governo, quello coi ministri, questo coi deputati; il Senato di nomina regia moderatore della Camera elettiva; il potere giudiziario libero e indipendente fra il legislativo e l'esecutivo: che cosa poteva opporre suo padre a questa perfezione? Un più grave e doloroso stupore egli doveva provare, udendo in famiglia affermare che, senza il tradimento, né mille né diecimila garibaldini avrebbero potuto abbattere un regno come quello di Francesco II!“


Ferruccio Masini 50
germanista, critico letterario e traduttore italiano 1928 – 1988
„Una poesia, questa di Nelly Sachs, che non ci riporta soltanto il dono della parola dopo l'orrore di Auschwitz, ma che cerca nella parola il segreto di una giustificazione religiosa del male, di una teodicea che ci in qualche modo con il mysterium iniquitatis. Un messaggio trepidamente raccolto e consegnato a noi – oltre la spaventosa eclisse di un mondo – quasi per comunicarci la quintessenza di una gnosi salvifica, di una illuminazione segreta quale è quella di chi custodisce nella poesia l'arte dolorosa di decifrare una «trascendenza bella» nella polvere, un «segno regale» nel mistero dell'aria.“

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Alice Sebold 3
scrittrice statunitense 1963
„Mio padre non voleva rispondere oppure , ci voleva qualcosa di semplice, qualcosa che potesse spiegare la morte a un bambino di quattro anni. disse, incapace di farlo rientrare nelle regole di un gioco. . Buckley allungò la mano e coprì la candelina con la mano. Poi guardò mio padre per vedere se era la risposta giusta. Mio padre annuì. Papà si mise a piangere. Buckley lo guardò negli occhi, ma non capì del tutto. Tenne la candelina sul suo cassettone finché un giorno sparì e nessuno la trovo più nonostante le innumerevoli ricerche. (p. 80)“

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Vincenzo Monti 183
poeta italiano 1754 – 1828
„Molta virtù sepolta giace accanto | Alla viltà, perché non ebbe un prode | Vate amico al suo fianco: e le bell'opre, | Che non hanno cantor, l'oblio ricopre. (p. 240)“

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Sébastien Castellion 4
teologo francese 1515 – 1563
„San Paolo ci dice quali sono i frutti dello spirito: sono la carità, la gioia, la pace, la longanimità, la benignità, la bontà, la fedeltà, la mitezza, la temperanza. Da questi frutti si può facilmente giudicare quale setta sia la migliore, e cioè quella di coloro che credono e obbediscono a Cristo e imitano la sua vita, siano essi luterani, zwingliani, anabattisti o di qualunque altro nome. E infatti la verità sta nelle cose e non nelle parole.Così oggi, tralasciando il comportamento e la santità di vita, gli uomini sono soliti giudicare in base alla dottrina e uccidere quelli che dissentono da loro in qualche cosa, anche se per altro verso siano di buoni costumi, il che non deve invece avvenire. (in Millennium, p. 493)“


Diego Vitrioli 12
poeta italiano 1818 – 1898
„Al venir de la Dea, Zeffiro i vanni | agitando, precorre, e il suo susurro | molce il mar che si spiana: ecco già 'l fiotto | mille vapori estolle: ecco già ferve | il laverìo: un vitreo vel si stende | tra le italiche prode e le sicane. | Ve', ve' sul crespo mar quante parvenze! | Templi, castella, archi, palagi, e alfine | tutta in alto ondeggiar vedesi Zancle. | Guarda ognun le confuse aëree tinte | e i prati e il lido, che la spuma innalba, | ed invece d'un legno e d'un sol pesce | ben cento pesci, e cento legni ammira. (Megali del Giudice, p. 16)“

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Ernst Jünger 267
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„Vi sono degli incontri totali che mettono in questione il corpo e la vita; essi inaugurano un vasto campo che si estende tra l'intelligenza politica e la disciplina etica.
Nessuno può sottrarsi all'ultimo incontro, quello con la morte. Qui ognuno si espone in modo assoluto. La potenza della morte si sottrae al tempo e al numero, diventa immaginaria. Se inseriamo per il singolo, come per colui che è sconosciuto a sé, in numero base X, egli sarà esposto infinitamente: 'X'∞Solo così l'individuo diventa «indivisibile», come esprime il suo nome. Il fatto che la sua potenza superi qualsiasi misura e valutazione, include una speranza che oltrepassa quella del Paradiso. L'arte e i culti circondano e ornano il muro del tempo; ognuno celebra da solo il sacramento della morte. Nella morte di Ivan Ilijc, Tolstoj descrive il passaggio durante il quale l'esistenza non viene tolta, ma l'individuo rinuncia ad essa.
A questo proposito Heidegger scrive: «La rinuncia non toglie. La rinuncia dona. Dona la forza inesauribile dell'infinito». (da Esposizione, pp. XLV -XLVI della trad. it. parziale.)“

Eupoli 5
commediografo ateniese della Commedia antica -446 – -411 a.C.
„E se uno è primo nel gioco del cottabo, | vince una bacinella per le mani; | se invece è un uomo retto, un cittadino utile allo stato, | capace di superare in onestà, | non vince nemmeno una bacinella. (fr. 129 Kassel-Austin; citato in I comici greci, p. 271)“

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Kary Mullis 36
biochimico statunitense 1944
„Fra dieci anni>, ipotizzai audacemente, (p. 14)“

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