Frasi su pronipote

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Franco Battiato 119
musicista, cantautore e regista italiano 1945
„Siamo figli delle stelle e pronipoti di sua maestà il denaro. (da Bandiera Bianca)“

Massimiliano Alto 10
attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano 1973
„Sicuramente il personaggio, per motivo anche mio, storico, di momento preciso della mia vita è stato sicuramente Aladdin. Importante intanto perché dare la voce a un film della Disney comporta un'immortalità. Uno può pensare "Sì, ma anche facendo le altre cose..." e invece non è la stessa cosa, perché un film della Disney è una firma che lasci per sempre, è importante lo vedranno i tuoi figli, nipoti, pronipoti... tu muori, e quello continua ad andare!“


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Federico García Lorca 11
poeta e drammaturgo spagnolo 1898 – 1936
„Annunziata dei Re, | ben lunata e mal vestita, | apre la porta alla stella | che per la strada le veniva incontro. | L'Arcangelo Gabriele, | tra giglio e sorriso, | pronipote della Giralda, | veniva in visita. | Sul corsetto ricamato | grilli occulti palpitavano. | Le stelle della notte | divennero campanelle.“

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Jeremy Rifkin 22
economista, attivista e saggista statunitense 1945
„I nostri pronipoti troveranno barbara l'usanza di nutrirsi di animali. Nei prossimi anni milioni di persone sceglieranno di mangiare a un gradino più basso della catena alimentare, così da permettere che milioni di altri possano ottenere quanto occorre per sopravvivere. Se ciò succederà, aumenterà il livello di salute globale – nostra, del Sud del mondo, del pianeta.“

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Maria Chiara Pievatolo 12
accademica italiana 1963
„Nel mio caso, l'argomento per il quale soltanto la speranza di guadagnare una modestissima percentuale del prezzo del libro e di offrire una rendita, fino a settant'anni dopo la mia morte, a sconosciuti pronipoti mi avrebbe indotto a impegnarmi in questo lavoro è così ridicolmente falso che non merita di essere confutato. Altrettanto astratta e remota è la prospettiva che questo lavoro possa avere un qualche significato per la mia carriera accademica. (p. 12 sg.)“

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Heinrich Himmler 1
militare tedesco 1900 – 1945
„[Sulle SS] Così ci siamo schierati e secondo leggi immutabili marciamo come ordine militare nazional socialista, uomini d'impronta nordica, comunità giurata della nostra stirpe, verso un lontano avvenire, e desideriamo e crediamo di essere non soltanto i pronipoti che meglio la difendono, ma anche e in più i padri di generazioni future, necessarie alla vita eterna del popolo tedesco-germanico. (citato in Meier-Benneckenstein Das 3. Reich im Aufban (Il terzo Reich in costruzione), 1939; citato in Reimund Schnabel, Il disonore dell'uomo, 1966)“

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Fabio Caressa 54
giornalista e conduttore televisivo italiano 1967
„E che hai vinto sei a zero in Brasile contro il Brasile lo racconti ai nipoti, ai pronipoti, per generazioni e generazioni.“

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Elias Canetti 177
scrittore, saggista e aforista bulgaro 1905 – 1994
„Non c'è bisogno che vi ricordi [discorso di Kien ai libri della sua biblioteca] in modo particolareggiato la storia antichissima e superba delle vostre sofferenze. Scelgo soltanto un esempio per mostrarvi in maniera persuasiva quanto vicini siano odio e amore. La storia d'un paese che tutti noi in egual misura veneriamo, di un paese in cui voi avete goduto delle più grandi attenzioni e dell'affetto più grande, di un paese in cui vi si è tributato persino quel culto divino che ben meritate, narra un orribile evento, un crimine di proporzioni mitiche, perpretato contro di voi da un sovrano diabolico per suggerimento di un consigliere ancor più diabolico. Nell'anno 213 avanti Cristo, per ordine dell'imperatore cinese Shi Hoang-ti − un brutale usurpatore che ebbe l'ardire di attribuire a se stesso il titolo di "Primo, Augusto, Divino" − vennero bruciati tutti i libri esistenti in Cina. Quel delinquente brutale e superstizioso era per parte sua troppo ignorante per valutare esattamente il significato dei libri sulla base dei quali veniva combattuto il suo tirannico dominio. Ma il suo primo ministro Li-Si, un uomo che doveva tutto ai propri libri, e dunque uno spregevole rinnegato, seppe indurlo, con un abile memoriale, a prendere questo inaudito provvedimento. Era considerato delitto capitale persino parlare dei classici della poesia e della storia cinese. La tradizione orale doveva venire estirpata a un tempo con quella scritta. Venne esclusa dalla confisca solo una piccola minoranza di libri; quali, potete facilmente immaginare: le opere di medicina, farmacopea, arte divinatoria, agricoltura e arboticoltura − cioè tutta una marmaglia di libri di puro interesse pratico. «Confesso che il puzzo di bruciato dei roghi di quei giorni giunge ancor oggi alle mie narici. A che giovò il fatto che tre anni più tardi a quel barbaro imperatore toccasse il destino che s'era meritato? Morì, è vero, ma ai libri morti prima di lui ciò non arrecò alcun giovamento. Erano bruciati e tali rimasero. Ma non voglio tacere quale fu, poco dopo la morte dell'imperatore, la fine del rinnegato Li-Si. Il successore al trono, che aveva ben capito la sua natura diabolica, lo destituì dalla carica di primo ministro dell'impero che egli aveva rivestito per più di trent'anni. Fu incatenato, gettato in prigione e condannato a ricevere mille bastonate. Non un colpo gli venne risparmiato. Fu costretto a confessare mediante la tortura i suoi delitti. Oltre all'assassinio di centinaia di migliaia di libri aveva infatti sulla coscienza anche altre atrocità. Il suo tentativo di ritrattare più tardi la propria confessione fallì. Venne segato in due sulla piazza del mercato della città di Hien-Yang, lentamente e nel senso della lunghezza, perché in questo modo il supplizio dura più a lungo; l'ultimo pensiero di questa belva assetata di sangue fu per la caccia. Oltre a ciò non si vergognò di scoppiare in lacrime. Tutta la sua stirpe, dai figli a un pronipote di appena sette giorni, sia donne che uomini, venne sterminata: tuttavia, invece di essere condannati al rogo, come sarebbe stato giusto, ottennero la grazia di venir passati a fil di spada. In Cina, il paese in cui la famiglia, il culto degli antenati, il ricordo delle singole persone sono tenuti così in gran conto, nessuna famiglia a mantenuto viva la memoria del massacratore Li-Si; solo la storia l'ha fatto, proprio quella storia che l'indegna canaglia, più tardi finita come ho detto, aveva voluto distruggere. (1981, pp. 98-99)“

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