Frasi su proposta

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Thomas Mann 78
scrittore e saggista tedesco 1875 – 1955
„[... ] una proposta ci agita e ci manda in collera solo quando non ci sentiamo ben sicuri di saperla respingere, e siamo segretamente tentati di accettarla. (Tony Buddenbrook: VIII, II; 2002, p. 419)“

„"Sono cose difficili da spiegare", dice Abelis a bassa voce, meditabondo "forse potrei riuscirci solo con un amico". "Se vuoi tu e io potremmo diventare amici". "Tu e io?" Abelis sembra sbalordito da quella proposta. "Ma tu hai qualche segreto da raccontarmi?" domanda. "Segreto? Che segreti?". "Per essere amici bisogna raccontarsi i segreti. Io ti racconto i miei segreti e tu mi racconti i tuoi.“


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Michele Serra 64
giornalista, scrittore e autore televisivo italiano 1954
„Molti ebrei sono cittadini israeliani, e lo sono per legittima scelta e con pieno diritto. Ma molti altri ebrei non lo sono, vuoi per scelta vuoi per sorte individuale. E dunque la proposta di boicottare "i negozi degli ebrei" per protestare contro i vergognosi bombardamenti di Gaza è al tempo stesso razzista e ignorante, e per giunta, ambientata nel ghetto di Roma, fa riaffiorare le più fosche memorie della persecuzione nazifascista. (10 gennaio 2009)“

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Andrzej Sapkowski 84
scrittore polacco 1948
„L'uomo dai capelli bianchi diede le spalle al cavallo e guardò lo sconosciuto negli occhi. «Borch, vorrei mettere subito le cose in chiaro tra noi. Sono uno strigo.»
«L'avevo supposto. Ma hai usato un tono come se dicessi: 'Sono un lebbroso'.»
«C'è chi preferisce la compagnia dei lebbrosi a quella di uno strigo.»
«C'è anche chi preferisce le pecore alle ragazze», ribatté Tre Taccole con una risata. «Ebbene, c'è solo da compatirli, gli uni e gli altri. Rinnovo la proposta.»“

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Platone 124
filosofo greco antico -427 – -347 a.C.
„Accade invece che, quando ci si trovi in disaccordo su qualche punto, e quando l'uno non riconosca che l'altro parli bene e con chiarezza, ci si infuria, e ciascuno pensa che l'altro parli per invidia nei propri confronti, facendo a gara per avere la meglio e rinunciando alla ricerca sull'argomento proposto nella discussione. (Socrate)“

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Giovanni Sartori 70
politologo italiano 1924
„Nel nuovo Senato non ci vorrei proprio andare. Guardi questo volume. Sessanta costituzionalisti, di destra, di sinistra, di centro, dicono tutti che questa proposta di riforma costituzionale è una schifezza.“

Carlo Augusto Viano 1
filosofo italiano 1929
„Di fronte alla pretesa di imporre a tutti, con mezzi spesso discutibili, comportamenti giustificati da considerazioni di ordine religioso e per giunta spesso spacciati per argomentazioni razionali, la cultura indipendente dovrebbe avere il coraggio di dire che queste convinzioni private proposte come base per decisioni pubbliche sono imposture.“

Mario Lodi 1
pedagogista e scrittore italiano 1922 – 2014
„Pochi giorni fa, in una scuola elementare, domandai ai bambini quali erano i loro sogni per il futuro. Ha risposto subito Massimo: "diventare miliardario!". Sogno, condiviso dagli altri bambini, che ci fa riflettere. Oggi è difficile educare perché il nostro impegno di formare, a scuola, il cittadino che collabora, che antepone il bene comune a quello egoista, che rispetta e aiuta gli altri, è quotidianamente vanificato dai modelli proposti da chi possiede i mezzi per illudere che la felicità è nel denaro, nel potere, nell'emergere con tutti i mezzi, compresa la violenza. A questa forza perversa noi dobbiamo contrapporre l'educazione dei sentimenti: parlare di amore a chi crede nella violenza, parlare di pace preventiva a chi vuole la guerra. Dobbiamo imparare a fare le cose difficili, come disse Gianni Rodari in una delle sue ultime poesie: parlare al sordo, mostrare la rosa al cieco, liberare gli schiavi che si credono liberi. (dal Saluto al Convegno "Educare è difficile", Legambiente – MCE Perugia marzo 2003)“


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Giordano Bruno 246
filosofo e scrittore italiano 1548 – 1600
„Questo è il programma della magia di Giordano Bruno per il quale "non essendoci nell'universo parte più importante dell'altra" non è concesso all'uomo quel primato, prima biblico e poi cartesiano, che lo prevede "possessore e dominatore del mondo", ma semplice "cooperatore dell'operante natura (operanti naturae homines cooperatores esse possint)". Questa differenza è decisiva perché smaschera quella sotterranea parentela che, al di là delle dispute, lega la tradizione cristiana all'agnosticismo scientifico. L'una e l'altro infatti condividono la persuasione che l'uomo, disponendo dell'anima come vuole la religione o della facoltà razionale come vuole la scienza, è, tra gli enti di natura, l'ente privilegiato che può sottomettere a sé tutte le cose. A questa enfatizzazione cartesiana del soggetto (Ego cogito) preparata dalla tradizione giudaico-cristiana (per la quale l'uomo è immagine di Dio e quindi nel diritto di dominare su tutte le cose), Giordano Bruno contrappone un percorso radicalmente diverso da quello che caratterizzerà per secoli il pensiero europeo. Non il primato dell'uomo, ma il primato degli equilibri sempre instabili e sempre da ricostruire tra soggetto e oggetto, tra uomo e natura. La magia, che non è potere sulla natura, ma scoperta dai vincoli con cui tutte le cose si incatenano, secondo il modello eracliteo dell'"invisibile armonia", è la proposta filosofica di Bruno, antitetica sia alla scienza matematica che si alimenta della progettualità umana, sia alla religione che, se da un lato subordina l'uomo a Dio, non esita a considerarlo, fin dal giorno della sua cacciata dal paradiso terrestre, dominatore di tutte le cose. (Umberto Galimberti)“

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Orson Welles 29
attore, regista e sceneggiatore statunitense 1915 – 1985
„Ecco: io sono un pendolare. Vado dove c'è del lavoro, come un raccoglitore di frutta. Tutto ciò di cui ho bisogno sono un sorriso d'incoraggiamento ed una proposta, ed arrivo subito, col primo aereo. (da Saturday Evening Post, 8 dicembre 1962)“

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Walter Benjamin 29
filosofo e scrittore tedesco 1892 – 1940
„L'orientamento pratico è un tratto caratteristico di molti narratori nati. In modo più marcato che in Leskov, esso si ritrova per esempio in Gotthelf, che dava ai suoi contadini consigli pratici di agricoltura; o in Nodier, che si occupava dei pericoli dell'illuminazione a gas; e un Hebel, che metteva nel suo Tesoretto brevi istruzioni scientifiche per i suoi lettori, rientra di diritto in questa serie. Tutto ciò rinvia alla natura della vera narrazione. Apernente o meno, essa implica un utile, un vantaggio. Tale utile può consistere una volta in una morale, un'altra in un'istruzione di carattere pratico, una terza in un proverbio o in una norma di vita: in ogni caso il narratore è persona di «consiglio» per chi lo ascolta. Se oggi questa espressione ci sembra antiquata, ciò dipende dal fatto che diminuisce la comunicabilità dell'esperienza. Per cui non abbiamo consiglio né per noi né per gli altri. Il «consiglio», infatti, non è tanto la risposta a una domanda quanto la proposta relativa alla continuazione di una storia (in svolgimento). Per riceverlo, bisognerebbe essere in grado di raccontarla. (Il narratore, p. 15)“

„Bisogna riuscire a disarmarsi.
Io questa guerra l'ho fatta. Per anni e anni. È stata terribile. Ma ora, son disarmato.
Non ho più paura di niente, perché "l'amore scaccia la paura".
Sono disarmato dalla volontà di spuntarla, di giustificarmi alle spese degli altri.
Non sono più all'erta, gelosamente aggrappato alle mie ricchezze. Accolgo e condivido.
Non tengo particolarmente alle mie idee, ai miei progetti.
Se me ne vengono proposti altri migliori, li accetto volentieri. O piuttosto, non migliori, ma buoni.
Lo sapete che ho rinunciato al comparativo...
Ciò che è buono, vero, reale, dovunque sia, è sempre il migliore per me.
Perciò non ho più paura.
Quando non si ha più niente, non si ha più paura. "Chi ci separerà dall'amore di Cristo?".
[... ] Ma se ci disarmiamo, se ci spogliamo, se ci apriamo al Dio uomo che fa nuove tutte le cose, allora è lui a cancellare il passato cattivo e a restituirci un tempo nuovo dove tutto è possibile. (da Chiesa ortodossa e futuro ecumenico, pp. 209-211)“


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Vladímir Putin 17
politico russo 1952
„Intendo rispondere alla proposta fattami di partecipare alla guerra in Iraq: noi assisteremo solamente alla guerra, non vi parteciperemo, e trovo sciocco chi vi prenderà parte.   Se sai qual è la fonte di questa citazione, inseriscila.“

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Matteo Salvini 62
politico italiano 1973
„Oggi ho postato su Facebook, sulla mia pagina appunto: che ne pensate di Scilipoti? Siamo alleati, non stiam parlando di un marziano. I commenti più turpi li ho cancellati, però centinaia di opinioni non particolarmente entusiaste del personaggio e della sua proposta politica. Molti leghisti, gente pragmatica e concreta, dicono che il fine giustifica i mezzi, uno si tura il naso e fa un tratto di strada insieme a Scilipoti. [... ] Io sono entrato in Lega che Gianfranco Miglio mi spiegava, e son d'accordo, che pur di arrivare al federalismo ci si alleava anche col diavolo. Magari Scilipoti è leggermente meglio del diavolo e quindi mi accontento.“

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Eugenio Scalfari 46
giornalista, scrittore e politico italiano 1924
„Mi resta ancora da esaminare i tre quesiti proposti ai tavoli delle firme da Beppe Grillo. Molti che hanno firmato distinguono infatti la firma di quei quesiti dall'adesione al "grillismo". La distinzione è assolutamente legittima: si può firmare anche valutando il movimento dei "Vaffa" per ciò che è. Ma esaminiamoli nella sostanza quei tre quesiti. Il primo stabilisce che tutti i cittadini che concorrono a cariche elettive debbano essere scelti attraverso elezioni primarie preliminari. Questo principio mi sembra meritevole di essere accolto. Il Partito democratico, tanto per dire, ha deciso di farlo proprio. Tutto sta a come saranno organizzate queste primarie. Grillo per esempio ha definito una "mascalzonata" l'esclusione di Pannella e di Di Pietro dalle candidature per la leadership del Pd, ignorando che entrambi fanno parte di altri partiti e anzi li guidano e non hanno accettato di abbandonarli all'atto della candidatura. Come se un nostro condomino, invocando questa qualifica, pretendesse di decidere assieme a noi e ai nostri figli questioni strettamente familiari. Dov'è la logica? Il secondo quesito vieta ai membri del Parlamento di farne parte per più di due legislature. Questo divieto è una pura sciocchezza. Ci obbligherebbe a rinunciare ad esperienze talvolta preziose. Forse anche a molti vizi acquisiti durante l'esercizio del mandato. Ma quei vizi non possono essere presupposti e affidati all'automatismo di una norma. Spetta agli elettori discernere tra vizi e virtù e decidere del loro voto. Per di più una norma automatica del genere sarebbe incostituzionale perché priverebbe l'elettore di una sua essenziale facoltà che è quella di poter votare per chi gli pare. Che cosa sarebbe successo per esempio se nei primi anni Cinquanta fosse stato impedito agli elettori democristiani di votare una terza volta per De Gasperi, a quelli comunisti per Togliatti, ai socialisti per Nenni e ai repubblicani per Pacciardi o La Malfa? Il terzo quesito – impedire ai condannati fin dal primo grado di giurisdizione di far parte del Parlamento – sembra a prima vista ineccepibile. Per tutti i reati? E fin dal primo grado di giurisdizione? La presunzione d'innocenza è un principio sancito dalla nostra Costituzione; per modificarlo ci vuole una legge costituzionale, non basta una legge ordinaria. I reati d'opinione andrebbero sanzionati come gli altri? Quando Gramsci, Pertini, Saragat, Pajetta, furono arrestati io credo che gli elettori di quei partiti li avrebbero votati e mandati in Parlamento se un Parlamento elettivo fosse ancora esistito e se quei partiti non fossero stati sciolti d'imperio. Personalmente ho fatto un'esperienza in qualche modo consimile: entrai alla Camera dei deputati nel 1968 sull'onda dello scandalo Sifar-De Lorenzo nonostante o proprio perché ero stato condannato in primo grado dal tribunale di Roma. Lo ricordo perché è un piccolissimo esempio di una proposta aberrante.“

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Piero Fassino 17
politico italiano 1949
„La sinistra deve fondare la propria identità sul mutamento e sulla capacità di tenere insieme modernità e diritti. È quello il campo della sfida: vince chi ha la proposta più convincente.“

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