Frasi su proscenio


Gesualdo Bufalino foto
Gesualdo Bufalino 245
scrittore 1920 – 1996
„Un teatro era il paese, un proscenio di pietre rosa, una festa di mirabilia. E come odorava di gelsomino sul far della sera. Non finirei mai di parlarne, di ritornare a specchiarmi in un così tenero miraggio di lontananze...“

Roberto Mattioli foto
Roberto Mattioli 97
conduttore televisivo e conduttore radiofonico italiano 1963
„Guadagni il proscenio! Abbiamo suddiviso questo studio come un angolo cottura, qui ospitiamo, cantiamo e di tanto in tanto mangiamo. (Da Prima che sia troppo tardi del 7 febbraio 1996 – SMtv San Marino;)“


Umberto Cerroni foto
Umberto Cerroni 3
giurista italiano 1926 – 2007
„La politica italiana uscì dal proscenio europeo involgarendosi nelle competizioni particolaristiche e la cultura si salvò solo allontanandosi dalla politica e vivendo comunque in un vuoto politico nazionale. (da Cerroni: caduto Federico non fummo più nazione, Corriere della sera, 8 dicembre 1996)“

Carmelo Bene foto
Carmelo Bene 203
attore, drammaturgo e regista italiano 1937 – 2002
„Mi sono ripetuto dimostrandolo mille e più volte che il termine attore ha il suo etimo nell'"àgere retorico" e nemmeno per sogno nel verbo agire. E nonostante la solarità della mia lezione questi frenetici spazzini del proscenio seguitano a naufragare. Dove?... nell'identità, scorreggiona del teatrino occidentale. Patronale. Del testo a monte, prosternati davanti alla morale del senso, alla strisciante, servilissima, venerazione dei ruoli; all'insensatezza psicologica, alla verità verbale coniugata alla più insulsa, stucchevole frenesia del "moto a luogo". Alla rappresentazione insomma dei codici di stato. Come se a tanta indecenza non provvedesse la virtualità della vita tout court.“

Margarete Wallmann foto
Margarete Wallmann 17
danzatrice e coreografa austriaca 1904 – 1992
„Quanto a Furtwängler, ricordo un buffo incidente occorso durante una prova del baccanale (versione di Parigi) del Tannhäuser [Richard Wagner], da lui diretto. Avevo già cominciato a provare le evoluzioni coreografiche – alquanto osées, per l'anno 1935 – quando all'improvviso Furtwängler salì sul palcoscenico e sedette su uno sgabello, la partitura posata sulle ginocchia, nel bel mezzo della scena.
«Dottor Furtwängler, lei non può starsene qua! Si porti al proscenio, per favore! Ho bisogno di tutto lo spazio possibile per il baccanale!»
«Ma è proprio per questo che sono venuto a sedermi qui!»
Credevo che scherzasse, invece non si mosse. E la risposta mi lasciò perplessa. (p. 25)“

Søren Kierkegaard foto
Søren Kierkegaard 145
filosofo, teologo e scrittore danese 1813 – 1855
„No, il Cristianesimo non dice che esistere è soffrire, al contrario – e per questo esso si colloca sopra l'ottimismo giudaico – ha per proscenio la brama di vivere la più potenziata, con cui mai ci si sia aggrappati alla vita – per poi presentare il Cristianesimo come rinuncia, e per mostrare che essere cristiano è soffrire, incluso anche il fatto di dover soffrire per la dottrina. (§ 2907; 1997, p. 232)“

Indro Montanelli foto
Indro Montanelli 413
giornalista italiano 1909 – 2001
„Anche noi siamo convinti che il Paese ha il diritto di conoscere la verità (che non riguarda soltanto quella di Piazza Fontana). Ma non ci riusciamo. Anche perché se la pista rimane, come sembra accertato, quella del terrorismo nero, non sappiamo quali nomi l'accusa potrà tirar fuori dal suo cappello. I tre maggiori indiziati sono già stati assolti con sentenza passata in giudicato che non consente di richiamarli sul banco degli imputati. Gli altri di cui si fa il nome non sarebbero che comparse, la più importante delle quali, Delfo Zorzi, risiede a Tokio con passaporto giapponese che lo mette al riparo da ogni pericolo di estradizione. Vale la pena ricominciare? L'ouverture dei dibattimenti non è stata incoraggiante. Il proscenio era occupato da Capanna, Valpreda, Dario Fo e altri reduci sessantottini, cui si era aggiunto anche Sergio Cusani, l'intangentato convertitosi (lo diciamo senza nessuna ironia) al missionarismo. [... ] Invano i portaparola della parte lesa, cioè dei familiari delle vittime, si sono dichiarati estranei e contrari a ogni tentativo di politicizzare il processo. Una parola. Non ci riescono nemmeno Jovanotti e Teocoli con le loro filastrocche dal palcoscenico di Sanremo. Figuriamoci se potranno riuscirci i registi di questo processo rouge et noir, se mai ve ne furono. [... ] Ecco a cosa servono i processi come questo: non a cercare la verità, ma a fornire argomenti al rouge o al noir. (da [https://web. archive. org/web/20160101000000/http://archiviostorico. corriere. it/2000/febbraio/26/QUELLA_VERITA_CHE_CERCHIAMO_co_0_0002264627. shtml Quella verità che cerchiamo], 26 febbraio 2000, p. 1)“

„Volle che fossero rialzate le mura di Gela, e noi amiamo rievocare il giorno in cui Timoleonte, che anche era un gagliardo oratore, e già aveva suscitato l'entusiasmo dei siracusani parlando dal proscenio del loro teatro, annunciò i Geloi che più non erano dei servi esposti all'arbitrio di qualunque nemico cui piacesse di varcare il loro confine, ma erano cittadini con armi e difese.“


Anacleto Verrecchia foto
Anacleto Verrecchia 98
filosofo italiano 1926 – 2012
„Quando sento parlare di cultura m'irrigidisco. Ho sempre il sospetto che quelli che si riempiono la bocca di cultura siano dei ciarlatani. Le Muse sono discrete e non amano il proscenio.“

August Strindberg foto
August Strindberg 58
scrittore e drammaturgo svedese 1849 – 1912
„Se potessimo inoltre rinunciare all'orchestra visibile con le sue luci che disturbano e le facce verso il pubblico; se la platea fosse sopraelevata in modo tale che l'occhio dello spettatore mettesse a fuoco più in su delle ginocchia delle interpreti; se potessimo eliminare i palchi di lato (di proscenio) coi loro pancioni che ridacchiano stupidi e le signore beone, se avessimo inoltre buio completo in sala per tutta la durata della rappresentazione e, primo ed ultimo, avessimo una piccola scena e una piccola sala, forse sorgerebbe una drammaturgia nuova e il teatro potrebbe, se non altro, ritornare ad essere un'istituzione in cui si divertono le persone istruite. In attesa di questo teatro, possiamo sempre scrivere opere da conservare nei cassetti, per il repertorio di domani. (1988, p. xxviii)“