Frasi su provenzale


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Ernst Jünger 284
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„Il desiderio di una nuova vita può diventare molto forte. Penso all'influenza del fin amor provenzale sul Rinascimento. Vita nova – un Dante di nove anni viene trasformato da Beatrice come Petrarca da Laura – ciò che sul piano cosmico è la marea, per l'uomo è la poesia: una risposta a grandi lontananze. (p. 69)“

Giacinto Gimma 1
abate e critico letterario italiano 1668 – 1735
„Che si veggano più antichi i poemi de' Provenzali che i nostri, non è ragione che ci sforzi a conceder loro che i primi sieno stati, ma piuttosto accusare la negligenza de' nostri nel conservare la memoria de' primi Italiani, che verseggiarono, o la barbarie de' tempi, né quali era tutta l'Italia sconvolta. (da Idea della storia letteraria, Napoli 1723; citato in Ireneo Affò, Dizionario precettivo, critico, ed istorico della poesia volgare, Giovanni Silvestri, Milano 1824)“


Arsène Alexandre 1
1859 – 1937
„[Su Paul Cézanne]... si scopre improvvisamente che l'amico di Zola, il misterioso provenzale, pittore al tempo stesso incompleto e ricco di soluzioni, sottile e rude, è un grand'uomo. Grand'uomo? Per nulla affatto, a volersi guardare dalle infatuazioni stagionali. Senz'altro un temperamento dei più interessanti, da cui ha preso molto, più o meno consapevolmente, la nuova scuola. (da Le Figaro, 9 dicembre 1895)“

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Plutarco 169
biografo, scrittore e filosofo greco antico 46 – 127
„[Demetrio I Poliorcete] Grande amatore, grande bevitore, grande capitano, munifico, sprecone, insolente. Era alto di statura: i suoi lineamenti erano di una bellezza tanto singolare, che non ci fu scultore né pittore capace di ritrarla. Essi possedevano dolcezza e severità, terribilità e grazia: vi rifulgevano l'audacia di un giovane, l'aspetto di un eroe e la maestà di un re. Alla stessa maniera era conformato il suo carattere, tale cioè da sbigottire e attrarre chi aveva a che fare con lui. (citato in Nella Provenzal, Demetrio Poliorcete, Historia, n. 245, luglio 1978, Cino del Duca)“

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Cristina Campo 54
scrittrice, poetessa e traduttrice italiana 1923 – 1977
„C'è un genere di purezza che si sopporta solo quando si è forti. Simone Weil diceva dei Provenzali «il lacerante dolore della creatura finita, questo dolore inconsolabile». Ho sentito questo in modo tremendo nella Mazurka N. 4 op. 33, in certe parti dello Scherzo in si minore... È qualcosa che si può trasmettere all'uditore soltanto a patto di scomparire, come fa Michelangeli. Nella stanza c'era Chopin, con la sua tremenda determinazione, dicendo queste parole severe. (Il tutto in un ritmo di danza, un turbine di gioia rustica e guerresca. Ma anche di queste cose non è possibile parlare) (dalla lettera ad Alessandro Spina del, p. 44)“

Mario Tinti 1
critico d'arte e giornalista italiano 1885 – 1938
„Il merito grande del Provenzale, quello per cui tutta l'arte di un'epoca dovrà considerarsi derivata dalla sua iniziativa e dal suo travaglio, è di essere ritornato nel solco profondo ed eterno della pittura, scartando tutti gli apriorismi di ricerche tecniche (luminismo, divisionismo, complementarismo) cui aveva indotto l'epoca positivistica: di aver ripreso a dipingere la natura riflessa nel magico specchio dell'anima, vedendola non più sotto specie sensoria o sensibile (aggettivi che dominano tutta l'estetica impressionistica), ma attraverso un'intimità profonda, religiosa, eroica, che la storia ci permette di considerare essenzialmente italiana. [... ] Cézanne dipinge senza preoccupazioni di programmi più o meno rivoluzionari, ma sotto l'impulso di un'ansia mistica, che lo investe, lo tiranneggia, lo macera; e fa cantare, piangere, urlare la sua drammatica tavolozza. Nulla di edonistico, di descrittivo, di fenomenico nella sua arte. La pittura come la intendono Manet e Monet è di gran lunga superata nelle sue tele. Non si tratta più del "vero attraverso un temperamento" di zoliana memoria. C'è un elemento etico, religioso, trascendente nell'arte di Cézanne che la definizione zoliana non sospetta neppur lontanamente e che è proprio quello per cui l'opera cézanniana si riconnette all'arte dei sommi italiani: Giotto, Masaccio, Michelangelo, Tintoretto, Caravaggio. [... ] Cotesto il lato spirituale dell'italianismo di Cézanne, il suo sentimento, non italianeggiante, si badi, al modo del Poussin, ma italiano di polpa, intrinsecamente. E v'è poi il modo di esprimersi plasticamente di cotesto sentimento, modo strettamente inerente e coerente e quindi anch'esso italianissimo. Il modo stilistico di Cézanne è tornato ad essere il volume, inteso come rapporto di chiari e di scuri. Le molteplici possibilità di variazione (nell'intensità, nella posizione, nel dinamismo, o nella statica) di tale rapporto costituiscono la sintassi cézanniana. Cotesta sintassi è simultaneamente plastica e coloristica in quanto, appunto, è chiaroscurale. Per tali aspetti Cézanne si manifesta come un erede de' veneziani, non solo, ma di tutta la tradizione volumetrica italiana, fino alla sua sorgente eccelsa, a Giotto, cioè, titanico estrattore di moli poliedriche, a Masaccio che scolpisce le sue figure a colpi possenti d'ascia per entro massicci blocchi chiaroscurali.“

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Mario Vargas Llosa 28
scrittore, giornalista e politico peruviano 1936
„Io le spiegai che l'amore non esisteva, che era un'invenzione di un italiano chiamato Petrarca e dei trovatori provenzali. Che quanto la gente credeva un cristallino fiotto dell'emozione, una pura effusione del sentimento era il desiderio istintivo dei gatti in calore celato dietro le belle parole e i miti della letteratura. Non credevo in nulla di tutto questo, ma volevo fare l'interessante. La mia teoria erotico-biologica, tuttavia, lasciò la zia Julia piuttosto incredula: credevo davvero a quelle idiozie? (libro La zia Julia e lo scribacchino)“

Riccardo Cucchi 4
giornalista italiano 1952
„È stato il maestro - insieme ad Ameri e Provenzali - di un'intera generazione di radiocronisti [... ]. Le 40 Chesterfield senza filtro, e i colletti delle camicie di Sandro Ciotti fanno parte della nostra storia.“


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Guido Ceronetti 202
poeta, filosofo e scrittore italiano 1927
„Mi è anche difficile comprendere chiunque detesti l'aglio, divino nettare, e la cipolla, avvocata nostra: che cosa diventa una cucina orfana di aglio? La mia origine francamente trovadorica, occitanica, provenzale mi ha reso squisitamente agliofilo, quantunque, dello spaventoso intingolo piemontese detto Bagna Cauda, nemicissimo. (p. 24)“

Jean-Claude Izzo 81
scrittore, giornalista e poeta francese 1945 – 2000
„Chourmo, in provenzale, significa la ciurma, i rematori della galera. A Marsiglia, le galere, le conoscevamo bene. Per finirci dentro non c'era bisogno, come due secoli fa, di aver ucciso il padre o la madre. No, oggi bastava essere giovane, immigrato o non. Il fan-club dei Massilia Sound System, il gruppo di raggamuffin più scatenato che ci sia, aveva ripreso quell'espressione. Da allora, il chourmo era diventato un gruppo di incontro e supporto di fan. [... ] Ma non era questo lo scopo del chourmo. Lo scopo era che la gente si incontrasse. Si "immischiasse" come si dice a Marsiglia. Degli affari degli altri e viceversa. Esisteva uno spirito chourmo. Non eri di un quartiere o di una cité. Eri chourmo. Nella stessa galera, a remare! Per uscirne fuori. Insieme. Restafada!“

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Terenzio Mamiani 84
filosofo, politico e scrittore italiano 1799 – 1885
„Dagli Arabi si travasò il mal gusto ne' Catalani e ne' Provenzali, e una vena non troppo scarsa ne fu derivata ne' primi nostri verseggiatori. Dante egli pure non se ne astenne affatto; e noi peniamo a credere che a quel genio sovrano venisse scritta la canzone lambiccatissima della Pietra. (II)“

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Gianna Manzini 4
scrittrice italiana 1896 – 1974
„Avere un gatto accanto è l'unico modo tollerabile di esser soli, in due. (citato in Dino Provenzal, Dizionario umoristico, Hoepli, 1937)“