Frasi su prudenza


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Pierre de Ronsard 5
poeta francese 1524 – 1585
„Chi in amore conserva la prudenza e il cervello, | inseguendo beltà, davvero non sa amare. | Il vero amante in sé non può più stare, è folle, | se è vero che ha l'amore solo un nome: furore. (da Mi dicono: "Ronsard, la tua donna non è", Amori diversi, p. 149)“

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David Foster Wallace 140
scrittore e saggista statunitense 1962 – 2008
„Mi sento di affermare che il tennis è lo sport più bello che esista e anche il più impegnativo. Richiede controllo sul proprio corpo, coordinazione naturale, prontezza, assoluta velocità, resistenza e quello strano miscuglio di prudenza e abbandono che chiamano coraggio. Richiede anche intelligenza. Anche un singolo colpo in un dato scambio di un punto di un incontro professionistico è un incubo di variabili meccaniche. (p. 293)“


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Stefano Rodotà 59
giurista e politico italiano 1933
„[Sul Matrimonio fra persone dello stesso sesso] Il Parlamento rimane colpevolmente silenzioso rispetto all'altra questione sollevata dalla Corte, che ha esplicitamente parlato di un diritto fondamentale delle coppie omosessuali. Questo diritto continua ad essere negato da una inammissibile prepotenza parlamentare, che ignora un suo preciso obbligo e subordina un diritto fondamentale alla congiunzione tra fondamentalismo di destra e "prudenza" di sinistra.“

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Lucio Battisti 180
compositore, cantautore e produttore discografico italiano 1943 – 1998
„Troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante, e quasi sempre dietro la collina è il sole. (da La collina dei ciliegi)“

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Nico Cereghini 1
giornalista e pilota motociclistico italiano 1948
„Casco in testa ben allacciato, luci accese anche di giorno, e prudenza. Sempre! (da Grand Prix, Italia Uno, ricorrente; citato in Casco ben allacciato)“

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Romain Gary 125
scrittore francese 1914 – 1980
„Amare è un'avventura senza mappa né bussola dove solo la prudenza porta fuori strada. (p. 103)“

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Giovannino Guareschi 52
scrittore italiano 1908 – 1968
„Scrissi col lapis, sopra la punteggiatura, come vogliono appunto le convenzioni internazionali che tutelano il diritto delle genti: "Signora, robustizza pacco pentachìlo a 1/2 cedola all'uopàta evitando medicincarte et infiammabili. Pàccami lancorredo, sigartabacco e seccacastagne. Se però credi castagne ben cotte possano giovare al bambino, non inviarle. Non mi manca niente. Di una sola cosa ti prego: che la sera della vigilia di Natale tu imbandisca la tavola nel modo più lieto possibile. Fai schiodare la cassa delle stoviglie e quella della cristalleria; scegli la tovaglia migliore, quella nuovissima piena di ricami; accendi tutte le lampade. E prepara un grosso albero di Natale con tante candeline, e prepara con cura il presepe vicino alla finestra, come l'anno scorso. Signora, io ho bisogno che tu faccia questo. Il mio pensiero ogni notte varca il reticolato: lo so, ti riesce difficile figurarti il mio pensiero che varca il reticolato. Il pensiero è un soffio di niente e non ha volto: e allora figurati che io stesso, ogni notte, esca dal recinto. Figurati un Giovannino leggero come un sogno e trasparente come il vento delle serenissime e gelide notti invernali. Io, ogni notte, approfitto del sonno degli altri e mi affido all'aria e trasvolo rapido gli sconfinati silenzi di terre straniere e città sconosciute. Tutto è buio e triste sotto di me, e io affannosamente vado cercando luce e serenità. Rivedo la Madonnina del Duomo, ma le strade e le piazze non sono più quelle di un tempo, e stento a ritrovare il nostro quarto piano. Signora, non dire che sono il solito temerario se entro in casa dal tetto: anzi, loda la mia prudenza se non mi avventuro lungo le macerie della scala. E poi il tetto è scoperchiato e si fa più presto. Riconosco lo scheletro delle nostre stanze e ricerco i nostri ricordi nascosti sotto i rottami dei muri crollati. Tutto è buio, freddo e triste anche qui, e soltanto se la luna mi assiste riesco a scoprire sui brandelli delle tappezzerie che ancora pendono alle pareti, i riquadri chiari e la topografia dei nostri mobili. Per le strade deserte, cammina soltanto la paura vestita di luna. Su un brano di tappezzeria dell'ex-anticamera vedo un fiorellino. Uno strano fiore nero a cinque petali. Signora, rammenti quando Albertino decorò le nostre stanze con la piccola sciagurata mano intinta nell'inchiostro di China? Inutilmente vado a ricercare vestigia di giorni lieti fra le pareti dell'ufficio; le pareti non ci sono più, e il grande edificio è un cupo mucchio di cemento annerito dal fumo. Fuggo dalla città buia e silenziosa, e rivedo i luoghi dove, zitella, tu mi conoscesti zitello. Ma nche qui è squallida malinconia, eio mi rifugio alla fine nella casupola dove si accatastano i miei ultimi effetti e i miei primi affetti. Tu dormi, Albertino dorme, mia madre, mio padre dormono. Tutti dormono, e cercano forse di ritrovare in sogno il mio ignoto, lontano rifugio. I nostri mobili si affollano disordinatamente nelle esigue stanze immerse nell'ombra, e dentro le polverose casse del solaio le parole dei miei libri si sono gelate. Signora, io cerco un po' di luce, un po' di tiepida serenità, e invece non trovo che buio e freddo, e non posso ravvisare nel buio il volto di mio figlio, e sui laghi e sulle spiagge tutto è spento e abbandonato, tutto è silenzio, e io rinavigo verso il recinto e torno al mio pagliericcio portando il gelo nelle ossa del numero 6865. Signora, bisogna che, almeno la notte di Natale, il mio pensiero, fuggendo dal recinto, possa trovare un angolo tiepido e luminoso in cui sostare. Voglio tanta luce: voglio rivedere il vostro volto, voglio rivedere il volto dell'antica serenità. Altrimenti che gusto c'è a fare il prigioniero?" Qui ebbi la sensazione che le 24 righe stessero per finire, e mi interruppi. Le righe erano in effetti 138, e io avevo riempito le 24 mie, le 24 della risposta e altri cinque foglietti che stazionavano nei paraggi. Con estrema cura cancellai tutto e ricominciai da capo: "Signora, robustizza pacco pentachìlo a 1/2 cedola all'uopàta evitando medicincarte et infiammabili. Pàccami lancorredo, sigartabacco...“

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Bernard Moitessier 10
navigatore e scrittore francese 1925 – 1994
„Ho commesso un vero e proprio crimine nei confronti della mia barca, per avere mancato di rispetto alle regole sacre imposte dal Mare, la primissima delle quali si chiama "Prudenza", la seconda "Tenacia". (p. 10)“


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Ralph Waldo Emerson 110
filosofo, scrittore e saggista statunitense 1803 – 1882
„Pattinando sopra un ghiaccio sottile, la sola speranza di salvezza sta nella velocità. (Prudenza, p. 177)“

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Carlo Carretto 35
religioso italiano 1910 – 1988
„È proprio della missione di Maria unire ciò che è diviso. Unire l'irruenza alla prudenza, l'umiltà con la dignità, la forza con la debolezza, il lavoro con il riposo.“

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Trilussa 38
poeta italiano 1871 – 1950
„Spesso, più che la stima, è la prudenza che ce consija a fa' la riverenza.“

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Marie-Dominique Philippe 43
1912 – 2006
„La povertà radicale è personale, la povertà comunitaria implica la prudenza e, per un cristiano, il dono del consiglio.“


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Luciano Ligabue 353
cantautore italiano 1960
„Quante cose spegne la prudenza. (da La verità è una scelta, n. 5)“

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William Blake 77
poeta, incisore e pittore inglese 1757 – 1827
„La prudenza è una ricca e ripugnante vecchia zitella
corteggiata dall'Incapacità.“

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Herman Melville 80
scrittore statunitense 1819 – 1891
„La più sottile depravazione si unisce abitualmente a una prudenza non comune, perché deve tutto nascondere. (da Billy Budd)“

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Woodrow Wilson 38
28º presidente degli Stati Uniti d'America 1856 – 1924
„La prudenza è l'agente confidenziale dell'egoismo.“

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