Frasi su pulviscolo

Un classico è un'opera che provoca incessantemente un pulviscolo di discorsi critici su di sé, ma continuamente se li scrolla di dosso.

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Italo Calvino 226
scrittore italiano 1923 – 1985

Viaggiando ci s'accorge che le differenze si perdono: ogni città va somigliando a tutte le città, i luoghi si scambiano forma ordine distanze, un pulviscolo informe invade i continenti.

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Italo Calvino 226
scrittore italiano 1923 – 1985

Ma la vita è così: ammassata e secca, piena di avvenimenti sterili e ripetuti e sempre uguali e di cui si perde memoria. Spremi, e verrà fuori un pulviscolo di frustazioni standard e un odore di fenolo, un polverizzarsi di garze faraoniche. (1991; p. 319)

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Aldo Busi 347
scrittore italiano 1948

Un grande silenzio s'era fatto per la via. La dolcezza del tramonto penetrava l'anima. E la piccola rossa, socchiuse le labbra esangui, lo sguardo perduto, continuava a sognare, come una santarellina in un'aureola di pulviscolo d'oro. (da Regina di Mezzocannone, Tutte le novelle, Newton Compton editori, 1991)

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Salvatore Di Giacomo 27
poeta, drammaturgo e saggista italiano 1860 – 1934

Ridi, tu.
Se fosse per te, che tu legga o no e in questo momento o fra cento anni a partire da questo momento o che tu non legga mai e non ti renda conto del pulviscolo dell'essere e non essere che s'è cambiato e è entrato in circolo grazie a chi scrivendo modifica ciò che non c'era in ciò che c'è ma ancora non si vede e mai si vedrà, la Terra sarebbe già ritornata ferma e tacerebbe del tutto da un bel po'.
Non esiste una crosta terrestre, esiste una crosta inchiostrata. (p. 424)

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Aldo Busi 347
scrittore italiano 1948

Invece lo zio, con pazienza, le spiegò la legge di natura, che nel fiume il pesce mangia la mosca e la libellula e tutto quello che cade sul pelo dell'acqua. Il passero mangia il verme, la balena mangia il plancton che è un pulviscolo di animaletti, la mantide mangia il marito, il leone mangia lo gnu, noi uomini mangiamo metà delle razze del creato. E se proprio vogliamo trovare un senso cosmico, il verme alla fine si vendica perché si mangia il pescatore, bello frollato.

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Stefano Benni 143
scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano 1947

I leggiadri cortei di Alexia Mitchell sembrano cesellati sulla lucida trasparenza di un vento; l'oro dell'onda risplende delle sue nitide maschere; sul fine rinnovarsi delle sabbie le sue leggende s'iscrivono tenaci. Lungamente affilati dal lume del suo rimpianto fregi e stele sembrano a volte rovinare in pulviscoli, liquefarsi in corone luminose di gocce; ma solo per ricomporsi oltre, nella vibrazione tenuta, intangibile del miraggio: Oh! to be an image | An image lost in the wind | An image to be grasped and torn | By baby-hands... || The children shall dart again | Through the mysterious garden | Trying a last bold conquest | Before nightfall. | (da «Banchetto nel deserto», p. 37)

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Cristina Campo 54
scrittrice, poetessa e traduttrice italiana 1923 – 1977

Ci muoviamo in un pulviscolo
madreperlaceo che vibra,
in un barbaglio che invischia
gli occhi e un poco ci sfibra. (libro Ossi di seppia)

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Eugenio Montale 78
poeta, giornalista e critico musicale italiano 1896 – 1981

Sulla strada del ritorno è successo che a me si aggregasse un giovane agrigentino, che parlava qualcosa che egli forse riteneva francese; non so poi come sia successo, ma ad un tratto mi sono trovato a camminare attorniato da circa dodici ragazze molto belle, il tutto era circondato da un gregge di capre dal bianco pelame setoso e dalle corna a spirale. In questo modo, ho camminato nel pulviscolo dorato del tramonto, parlando alternativamente, in italiano e in francese, simile alla guida di un corteo bacchico; chi ci incontrava, a cavallo d'un asino o d'un bardotto, si levava il cappello e a lungo si girava a guardarci. Finché vivrò, non capirò questo antico avvenimento. (cap. Da Palermo a Taormina, p. 67)

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Karel Čapek 34
giornalista, scrittore e drammaturgo ceco 1890 – 1938

Il presente, per bastare a sé stesso, deve poggiare su dei valori, ma il pulviscolo di scopi e obblighi convenzionali, con i quali l’organizzazione sociale bersaglia l’individuo, offusca e vela questi valori, quando non li distrugge; impedisce al pensiero di soffermarsi sull’essenziale e lo incalza in una corsa affannosa, che lo distoglie da ciò ch’esso ama o vorrebbe amare. (libro Itaca e oltre)

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Claudio Magris 85
scrittore italiano 1939

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