Frasi su pupazzo

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Fabri Fibra 279
rapper, produttore discografico e scrittore italiano 1976
„Guarda, il mondo è pieno di ragazzi | e le donne col tempo li trasformano in pupazzi. (da Le ragazze, n.° 11)“

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Caparezza 313
cantautore e rapper italiano 1973
„Facile starsene cieco come un vicolo, | muto fottuto pupazzo per il mio ventriloquo. (da Mea culpa, n.° 2)“


„L'ultimo Natale ero così al verde che per non deludere mio figlio ho dovuto dirgli che gli avevo comprato il pupazzo dell'uomo invisibile.“

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Charles M. Schulz 113
fumettista statunitense 1922 – 2000
„[Dopo aver ripetutamente eretto e poi distrutto un pupazzo di neve] Mi dibatto tra il desiderio di creare e quello di distruggere. (27 gennaio 1957)“

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Benito Jacovitti 28
fumettista italiano 1923 – 1997
„Mi costruivo da solo i giocattoli. Con le forbici, l'ago e il filo costruivo dei pupazzi di stoffa. Facevo i trenini, le casette, le automobiline.“

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Corrado Guzzanti 217
comico, attore e sceneggiatore italiano 1965
„L'unica cosa da fare è aprirlo [apre il pupazzo difettoso], ecco, è stato aperto ed ha perso la garanzia. (da L'ottavo nano, episodio 7)“

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Osvaldo Cavandoli 6
animatore e fumettista italiano 1920 – 2007
„I pupazzi erano anche notevolmente alti – circa un sesto dal vero ed articolati a filo di piombo, coperti con della gomma piuma, mentre le teste, scolpite in legno, erano agganciate con dei magneti permanenti, incastrati nella scultura; gli occhi di metallo si muovevano e le bocche si applicavano... Era un lavoro duro.“

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Antonio Infantino 23
musicista, poeta e artista italiano 1944
„E vai fino a consumare le tue carni, a piegarti sempre più sulle tue ossa stanche, poi, con negli occhi tanti ricordi ti buttano lì in un angolo: non servi più.. vecchio. Inefficiente, inutile al sistema, già morto: un pupazzo!! piccolo, piccolo, piccolo..., via, via!!!“


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Mario Borghezio 38
politico italiano 1947
„La scena più sfruttata e diffusa è stata quella del discorso della palandrana. Dissi: queste brutte barbe, questi pupazzi con la palandrana, un giorno o l'altro li prendiamo per la barba e li cacciamo via a calci in culo. (ibidem)“

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Simone Cristicchi 15
cantautore italiano 1977
„I matti sono punti di domanda senza frase | Migliaia di astronavi che non tornano alla base | Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole | I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole. (da Ti regalerò una rosa, n.º 2)“

Armando Testa 4
pubblicitario, disegnatore e animatore italiano 1917 – 1992
„Qui vorrei trovarmi un qualche modo di esprimermi [... ] mi faccio un personaggio così che mi nasca dal disegno. Ma io cartoni animati non ne disegnavo no? Dico faccio un passo uno... e come faccio 'sto passo uno? Prima mi disegno un pupazzo, dico a grosse linee il pupazzo era un personaggio così una delle forme più elementari, vale a dire un cono. Di gesso, poi ho pensato di farlo di gesso, che sopra gli mettevo un cappellino delle parrucchette, eccetera.“

Walter Fontana 100
umorista, sceneggiatore e scrittore italiano 1957
„Carcarlo Pravettoni candidato sindaco di Milano: quando l'imprenditoria incontra il sociale e lo stende! La sua lista: Asfalto che ride. Il suo programma: gestirò la città come una azienda, e già si parla di licenziamento per 30000 bambini in esubero. Ogni bambino avrà uno spazio verde e precisamente sulla faccia! Geniale e anticonformista anche in politica, Pravettoni presenta in lista Orso Bazzi Mondello, il primo vicesindaco di peluche. È un pupazzo di polso, confida Pravettoni, e tra l'altro mi batte sempre a Scarabeo! E la lira s'impenna!“


Leo Spaventa Filippi 3
pittore italiano 1912 – 1999
„Quello mi era sembrato uno dei suoi più bei quadri, anche lui ne era convinto. «Sì», aggiunse, «poichè sono riuscito a fare un bel viso di donna». A quella frase si aprì in me uno sporaglio, quel bello detto da Carrà che aveva fatto l'Antigrazioso, il pupazzo che simboleggiava la distruzione dell'epoca del falso bello, del bello della donnina da salotto, aveva fatto riscattare (in me) la molla della giusta comprensione; avevo capito che Carrà, dopotutto, non era il rivoluzionario che dice sempre «non è vero», o meglio il suo «non è vero» aveva un limite, al di là del quale c'era qualcosa di più; quello che molti falsi rivoluzionai non hanno mai capito. C'era la comprensione che non si è capito il bello se non si è toccato il brutto, l'informale di ieri e di oggi non ha senso, se non si sa costruire la vera, sana forma di un esaltante viso di bella donna. (p. 24)“

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Corrado Guzzanti 217
comico, attore e sceneggiatore italiano 1965
„Corrado Guzzanti [nei panni dell'intervistatore]: Cioè la lettera di minacce al Papa non è una cosa seria?
Don Pizzarro: 'A lettera sur Papa l'ho scritta io!
CG: L'ha scritta lei?
DP: Beh perché non posso scrive 'na lettera?
CG: Ma come?
DP: Scusa, non facciamo confusione che poi 'a gente a casa non capisce. Un conto so' le cose serie, va bene – l'affari, 'i immobili, l'otto per mille, 'i sordi, tanti i sordi, che poi so' i vostri, no? – è un conto è 'a parte d'o spettacolo – 'a trama, l'attori, er colpo de scena...
CG: Che spettacolo scusi?
DP: Ma 'ndo vivi? 'O spettacolo nostro: i preti, i cardinali, 'e guardie svizzere – che poi so' tutte comparse – tutto st'ambaradam che peraltro mo co' sta crisi ce costa er doppio.
CG: Lei ne parla come se fosse una specie di fiction...
DP: Beh sì, chiamala come te pare, 'na serie, 'na fiction... qualcuno da noi dice che è un reality ma io nun so' d'accordo perché de "reality" nun c'è proprio niente, è tutto scritto: i dialoghi, i personaggi, er conflitto fra i cardinali, tutto scritto bene.
CG: Come una serie TV!
DP: Sì, tipo. Con tutti st'intrighi, no? Bertone contro Bagnasco, la CEI contro la Segreteria de Stato... a voi ve piacciono st'intrighi, no? E noi c'amo messi! Comunque Bertone esce forte a'a terza stagione, te l'anticipo.
CG: Alla terza stagione? Ma quindi è sempre stato così?
DP: Beh, no prima era 'n'artro tipo de format. Prima c'era 'a domenica, 'a finestra che s'e apre, du' colombe che passano... 'na vorta ce bastava questo! A gente veniva sotto, glie parlavi quattro, cinque lingue 'e rincoglionivi, battevano 'e mani, all'una avevamo finito e annavamo a vedé 'a Roma. Poi chiaramente i tempi cambiano, er pubblico ha cominciato a stufasse. Cioè disemoce 'a verità: 'sta cosa de questo che s'affaccia a'a finestra l'hanno vista armeno un mijone de vorte (questo poi nun è bono). Er gusto der pubblico cambia, nun ce veniva più nessuno... vonno azione, vonno er sangue, vonno er turbido, tipo "I Borgia", capito?
CG: E quindi la lettera sul Papa l'ha scritta lei?
DP: Sì, che poi io sarei story editor, eh, però ogni tanto me tocca pure mette mano alle sceneggiature, ai dialoghi. A proposito, quanno avemo detto che doveva morì er pupazzo? (da Aniene 2 – Molto rigore per nulla, 14 giugno 2012).“

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Anthony de Mello 99
gesuita e scrittore indiano 1931 – 1987
„Persone arrivate! Arrivate dove?! Arrivate a rendersi ridicole. Perché hanno impiegato tutte le loro energie per ottenere qualcosa che non ha alcun valore. Sono spaventate e confuse, sono pupazzi come tutti gli altri. Guardateli, mentre passeggiano sul palcoscenico. Guardate come si turbano nel notare una macchiolina sulla camicia. E questo lo chiamate successo? Sono controllati, manipolati. Sono persone infelici, miserabili. Non si godono la vita. Sono costantemente tesi e ansiosi. E lo chiamate umano?“

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