Frasi su putrefazione

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Adolf Hitler 106
dittatore della Germania nazista dal 1933 al 1945 1889 – 1945
„Karl Marx in realtà fu solo uno tra milioni che, nel pantano di un mondo in putrefazione, riconobbe i veleni essenziali e li concentrò, come un negromante, in una soluzione destinata ad annientare l'esistenza di libere nazioni sulla terra.“

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Charles Bukowski 264
poeta e scrittore statunitense 1920 – 1994
„Duemila anni di cristianità e che abbiamo ottenuto? Poliziotti che cercano di tener insieme una merda che va in putrefazione, e che altro? Guerre a non finire, bombardamenti, grassatori per le strade, rapine, gente accoltellata, tanti pazzi che ne hai perduto il conto, non ci fai più caso, lasci che vadano in scorribanda per le strade, in divisa da poliziotti, oppure no.“


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Thomas Tryon 4
mercante, scrittore e saggista inglese 1634 – 1703
„La carne è un alimento di qualità inferiore, poiché la sua decomposizione, più rapida di quella della frutta e dei vegetali, porta ad uno stato di putrefazione all'interno dell'intestino.“

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Pär Fabian Lagerkvist 18
scrittore svedese 1891 – 1974
„L'amore è una cosa che muore. E quando muore va in putrefazione e puó divenire terreno adatto per un nuovo amore. Il morto amore allora vive la sua vita segreta in quello nuovo e così in realtà l'amore non muore. (da Il nano)“

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Tat'jana Nikitična Tolstaja 3
scrittrice e personaggio televisivo russa 1951
„Vita, che scherzi stupidi fai! Polvere, ceneri, putrefazione. Tornando a galla dal fondo magico dell'infanzia, dalle calde, brillanti profondità, stringendo al vento gelido il pugno infreddolito – che cosa abbiamo portato con noi, oltre ad una manciata di sabbia umida? (p. 18)“

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Antonio Rezza 56
attore, regista e scrittore italiano 1965
„(Un lui e una lei entrambi interpretati da Antonio Rezza.)
Lui: «Che vita da bestie stamo a fa oh, me viè da piange solo a pensarci me viè»
Lei: «La notte porta consigli».
Lui: «Bona notte».
Lei: «Eh! me so scordata de di' la preghiera: l'eterno riposo dona loro signore, splenda su essi la larva perpetua. Lasciali ripusà che già hanno fatto tanto».
Lui: «Tra noi e i morti l'unica differenza è in un processo di putrefazione.“

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Max Stirner 21
filosofo tedesco 1806 – 1856
„Rivoluzione e Rivolta non devono essere presi per sinonimi. La prima consiste in un rovesciamento dello stato di cose esistente, dello statuto dello Stato o della Società: essa è dunque un atto politico o sociale. La seconda, pur comportando inevitabilmente una trasformazione dell'ordine costituito, non ha in questa trasformazione il suo punto di partenza. Essa deriva dal fatto che gli uomini sono scontenti di se stessi e di ciò che li circonda. Essa non è una levata di scudi, ma un sollevamento di individui, una ribellione che non si preoccupa assolutamente delle istituzioni che potrà produrre. La rivoluzione ha come obiettivo delle nuove istituzioni. La rivolta ci porta a non lasciarci più amministrare ma ad amministrare da soli. La rivolta non attende le meraviglie delle istituzioni future. Essa è una lotta contro ciò che esiste. Una volta riuscita, ciò che esiste crolla da solo. Essa non fa che liberare il mio Me dallo stato di cose esistente, il quale, dal momento in cui me ne congedo, viene meno e cade in putrefazione!“

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Hugo Von Hofmannsthal 55
scrittore, drammaturgo e librettista austriaco 1874 – 1929
„«L'âme seule agit sur l'âme»! Questa è una menzogna, peggio, è una banalità. Se possiamo morire del corpo, siamo anche debitori al corpo, ai sensi, del fondamento di tutta la poesia, dal presentimento, dai segni della primavera nella nostra lirica fino al tremante presagio della putrefazione nella tomba. Molto libero cristianesimo con nostalgie conventuali vibra attraverso gli ultimi libri di Paul Bourget. Preferisco la cristianità umile e proletaria di Tolstoj. È più convincente. (da Sulla fisiologia dell'amore moderno, «Physiologie de l'amour moderne. Fragment posthumes d'un ouvrage de Claude Larcher, recueillis et publiés par Paul Bourget, son éxécuteur testamentaire», p. 14)“


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Friedrich Nietzsche 463
filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco 1844 – 1900
„Avete sentito di quel folle uomo che accese una lanterna alla chiara luce del mattino, corse al mercato e si mise a gridare incessantemente: "Cerco Dio! Cerco Dio!". E poiché proprio là si trovavano raccolti molti di quelli che non credevano in Dio, suscitò grandi risa. "È forse perduto?" disse uno. "Si è perduto come un bambino?" fece un altro. "Oppure sta ben nascosto? Ha paura di noi? Si è imbarcato? È emigrato?" – gridavano e ridevano in una gran confusione. L'uomo folle balzò in mezzo a loro e li trapassò con i suoi sguardi: "Dove se n'è andato Dio? – gridò – ve lo voglio dire! L'abbiamo ucciso – voi e io! Siamo noi tutti i suoi assassini! Ma come abbiamo fatto? Come potemmo vuotare il mare bevendolo fino all'ultima goccia? Chi ci dette la spugna per strofinare via l'intero orizzonte? Che mai facemmo per sciogliere questa terra dalla catena del suo sole? Dov'è che si muove ora? Dov'è che ci moviamo noi? Via da tutti i soli? Non è il nostro un eterno precipitare? E all'indietro, di fianco, in avanti, da tutti i lati? Esiste ancora un alto e un basso? Non stiamo forse vagando come attraverso un infinito nulla? Non alita su di noi lo spazio vuoto? – Non si è fatto piú freddo? Non seguita a venire notte, sempre piú notte? Non dobbiamo accendere lanterne la mattina? Dello strepito che fanno i becchini mentre seppelliscono Dio, non udiamo ancora nulla? Non fiutiamo ancora il lezzo della divina putrefazione? Anche gli dèi si decompongono! Dio è morto! Dio resta morto! E noi lo abbiamo ucciso! Come ci consoleremo noi, gli assassini di tutti gli assassini? Quanto di piú sacro e di piú possente il mondo possedeva fino ad oggi si è dissanguato sotto i nostri coltelli – chi detergerà da noi questo sangue? Con quale acqua potremmo lavarci? Quali riti espiatòri, quali sacre rappresentazioni dovremo noi inventare? Non è troppo grande, per noi, la grandezza di questa azione? Non dobbiamo anche noi diventare dèi, per apparire almeno degni di essa? Non ci fu mai un'azione piú grande – e tutti coloro che verranno dopo di noi apparterranno, in virtú di questa azione, ad una storia piú alta di quanto mai siano state tutte le storie fino ad oggi!". A questo punto il folle uomo tacque, e rivolse di nuovo lo sguardo sui suoi ascoltatori: anch'essi tacevano e lo guardavano stupiti. Finalmente gettò a terra la sua lanterna che andò in frantumi e si spense. "Vengo troppo presto" proseguí "non è ancora il mio tempo. Questo enorme evento è ancora per strada e sta facendo il suo cammino – non è ancora arrivato fino alle orecchie degli uomini. Fulmine e tuono vogliono tempo, il lume delle stelle vuole tempo, le azioni vogliono tempo, anche dopo essere state compiute, perché siano viste e ascoltate. Quest'azione è ancor sempre piú lontana dagli uomini delle stelle piú lontane – eppure son loro che l'hanno compiuta!". – Si racconta ancora che l'uomo folle abbia fatto irruzione, quello stesso giorno, in diverse chiese e quivi abbia intonato il suo Requiem aeternam Deo. Cacciatone fuori e interrogato, si dice che si fosse limitato a rispondere invariabilmente in questo modo: "Che altro sono ancora queste chiese, se non le fosse e i sepolcri di Dio?". (125; 2007)“

Julien Gracq 14
scrittore francese 1910 – 2007
„La più perfetta putrefazione nobile della cosa politica, la carne dello Stato cotta a puntino, è secondo me la Venezia di Tiepolo e di Goldoni. I più bei fiori della dolce vita sono spuntati dal concime della Repubblica Serenissima: epoca meravigliosa, forse unica nella storia, in un'atmosfera di consunzione totale: palazzi, galeoni, doge, conventi, senatori e belle maschere, gondolieri e pescatori, e con una tale leggerezza, una tale allegria, una tale grazia, spremendo goccia a goccia il succo degli attimi dorati, senza vani terrori, senza false gravidanze storiche, senza dogmi mistici, senza sciocchezza, senza prosopopea alla Fabrizio (vol I, p. 122)“

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