Frasi su quaglia

alcuni fanno i loro spostamenti da luoghi vicini, altri – per così dire – dai margini del mondo, come ad esempio le gru. Esse migrano dalle pianure della Scizia verso i bassopiani dell'alto Egitto, da dove fluisce il Nilo. Qui si racconta che assalgano i Pigmei. E non è un racconto favoloso: è conforme a verità che si tratta di una stirpe di uomini di piccole dimensioni – così come si dice –, e di piccole dimensioni sono anche i loro cavalli. Quanto al genere di vita, poi, questo popolo passa la propria esistenza nelle caverne. [... ] In ogni caso, sono sempre gli animali più deboli che migrano per primi in coincidenza degli eccessi sia di caldo che di freddo. Pertanto gli sgombri migrano prima dei tonni e le quaglie migrano prima delle gru. (VIII, 12; 2015, pp. 30-31)

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Aristotele 211
filosofo e scienziato greco antico -383 – -321 a.C.

Il diluvio di carni macellate che cade ogni giorno sulle città dell'Occidente annuncia stragi, malattia, pazzia collettiva, perdita d'anima, oscuramento e imbrattamento mentale. Più energie malsane per teste da sbatacchiare nel buio. C'è dentro la maledizione delle quaglie alle tombe dell'Ingordigia.

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Guido Ceronetti 202
poeta, filosofo e scrittore italiano 1927

Dada è morto. E voi? – Di infiammarvi non avreste ancora voglia rinnovando la magia da salotto di un grido di battaglia? Create il Q u i s m o, allora! Unite Q alle Q, fatene una muraglia «Quietanzate, quotate quaglio; quattro querele quietate quanto quaglia!» (da I dadaisti, in Kleine Dosis))

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Ferdinand Hardekopf 5
1876 – 1954

…In questa notte di pioggia fatta di schegge di luce, non senti il cuore che morde come una bestia feroce, e la memoria ubriaca riveste a festa la stanza coi vecchi fiori di campo e di affamata speranza. Ma noi che navighiamo sopra un vecchio relitto, chi pensava mai che fosse naufragato in un letto; questa roccia d'amore dopo tante ferite meritava il suo premio e non due vite finite. Appunti sull'anima, far l'amore al buio, non vedersi più... Star vicini impauriti come quaglie in un canneto, come rondini malate, non saper volare un metro…. (da Appunti sull'anima)

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Franco Califano 49
cantautore, poeta e scrittore italiano 1938 – 2013

«Ho voluto,» mi disse, «che tu mi vedessi con la barba che portavo quando tradii Gesù: ricòrdatelo: avevo l'ambizione del trono d'Israele. Adesso sono per le meccaniche e per la scienza: sono moderno come il tuo padrone.»È una stregoneria questa scienza, pensai tra me e me, che quasi ha del miracoloso. Dunque è in gara con Dio?«Iddio è la scienza: noi siamo Dio!»Giuda aveva letto nel mio pensiero. Anche questo è un miracolo, dissi. «Ora dormi,» soggiunse Giuda. «Domani mangeremo l'arrosto di quaglie.»Il padrone era tornato dalla Russia con buone notizie. (p. 86)

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Enrico Pea 16
poeta e scrittore italiano 1881 – 1958

Quando devono riposarsi, sia le quaglie che le pernici raccolgono intorno a sé i loro piccoli, proprio come fanno i polli. E il luogo dove depongono le uova e quello dove le covano non sono gli stessi. Questo perché nessuno riesca a scovare il posto per il fatto che ci passano troppo tempo. (IX, 8; 2015, p. 62)

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Aristotele 211
filosofo e scienziato greco antico -383 – -321 a.C.

Morire come le allodole assetate | sul miraggio || O come la quaglia | passato il mare | nei primi cespugli | perché di volare | non ha più voglia || Ma non vivere di lamento | come un cardellino accecato (Agonia; p. 10)

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Giuseppe Ungaretti 37
poeta italiano 1888 – 1970

Celentano mi piaceva da morire agli inizi. Adesso è costruito, falso, le sue pause mi annoiano, l'asfalto, il verde, il re degli ignoranti, non ne posso più. Quando lo sento parlare di caccia mi viene voglia di mangiare una quaglia viva.

Enrico Lucherini 6
addetto stampa italiano 1932

Proprio come il divorzio secondo la parola del Salvatore non fu permesso fin dal principio, ma a causa della durezza del nostro cuore fu una concessione di Mosè alla razza umana, così anche il mangiar carne fu sconosciuto fino al diluvio. Ma dopo il diluvio, alla maniera delle quaglie date nel deserto al popolo che mormorava, il veleno della carne animale fu offerto ai nostri denti. [... ] Agli albori della razza umana non mangiavamo carne, né facevamo pratiche di divorzio, né pativamo il rito della circoncisione. Così abbiamo raggiunto il diluvio. Ma dopo il diluvio, insieme con il dono della legge che nessuno poteva soddisfare, ci è stata data la carne come cibo, e il divorzio è stato permesso agli uomini duri di cuore, ed è stato applicato il taglio della circoncisione, come se la mano di Dio avesse plasmato in noi qualcosa di superfluo. Ma una volta che Cristo è venuto alla fine dei tempi, e l'Omega è passata in Alfa e la fine è stata mutata in principio, non ci è più permesso il divorzio, né siamo circoncisi, né mangiamo carne. (I, 18

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San Girolamo 43
scrittore, teologo e santo romano 342 – 420

Scagnozzo: Ehilà, guarda chi si rivede, il trasvolatore.
- Plata: Vedo che hai cambiato strumento, che fai, ci vai a quaglie? (Film... Più forte ragazzi!)

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Terence Hill 28
attore italiano 1939

Non mangi cinque quaglie, ne mangi una. Non danneggi le piante solo per fare la buca di un barbecue. Non ti esponi al potere del vento, a meno che non sia necessario. Non usi e non spremi la gente finché non si è essiccata, soprattutto le persone che ami. (libro Viaggio a Ixtlan)

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Carlos Castaneda 34
scrittore statunitense 1925 – 1998

Anche se predichiamo sulla "santità della vita", non la mettiamo in pratica. Guardate cosa uccidiamo. Zanzare e mosche: "perché sono delle pesti!"; leoni e tigri: "perché è divertente!"; polli e maiali: "perché abbiamo fame"; fagiani e quaglie: "perché è divertente! E abbiamo fame"; e le persone, uccidiamo le persone: "perché sono delle pesti! Ed è divertente!".

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George Carlin 46
comico, attore e sceneggiatore statunitense 1937 – 2008

Bisogna risalire fino al buon Porfirio, ai compassionevoli pitagorici, per trovare qualcuno che abbia cercato di farci vergognare della nostra cruenta ghiottoneria; oppure bisogna recarsi tra i brahamani. Infatti i nostri monaci, costretti dal capriccio dei fondatori dei loro ordini, a rinunziare alla carne, sono assassini di sogliole e di rombi, quando non lo sono di pernici e di quaglie. E né tra i monaci né nel concilio di Trento né nelle nostre assemblee del clero né nelle nostre accademie si è mai pensato di chiamare un male quella carneficina universale. Nei concili non vi si è pensato più che nelle taverne. (1994, p. 661)

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Voltaire 150
filosofo, drammaturgo, storico, scrittore, poeta, aforis... 1694 – 1778

Tutto era calmo nella notte calda e profonda e la terra era tiepida e madre anche se nelle buche stagnava l'odore delle granate e gli occhi bruciavano. Le quaglie cantavano da distanze senza misura: da su verso Leningrado fin giù al mar d'Azov. Come le stelle. E la campagna era tutta piana: erba verde, campi di frumento e girasoli che da mesi aspettavano di essere raccolti. Gli uomini, al posto di falci e trattori, usavano mitragliatrici e carri armati e chi raccoglieva era la Morte. (p. 50)

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Mario Rigoni Stern 45
militare e scrittore italiano 1921 – 2008

Quel che non dimenticherò è l'allegria generale, creata dai giornali e rimbalzata su tutte le facce, dopo la bomba di Hiroshima: «Questo fa finire la guerra: tutte le guerre, per sempre» – «Siamo entrati in un'epoca di prodigi mai visti». Era sbarcato Cortés e gli Indiani poveretti accoglievano come un Dio il loro massacratore. Erano calate dal cielo le quaglie dei Numeri e tutti correvano a farle girare sugli spiedi. (pp. 241-242)

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Guido Ceronetti 202
poeta, filosofo e scrittore italiano 1927

In generale gli uccelli che dispongono di una sola strofa sempre invariata vanno energicamente sconsigliati alle persone nervose. Ed è quasi inconcepibile che certuni non solo sopportino la quaglia, ma se la tengano in casa proprio per il suo «pic-per-vic». Si immaginino tre pagine di questo libro tutte piene delle sillabe «pic-per-vic», e ci si farà una buona idea del canto della quaglia che, per quanto gradevole all'aperto, al chiuso, almeno secondo me, fa l'effetto di un disco rotto in cui la puntina rimane sempre allo stesso punto. (p. 144)

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Konrad Lorenz 113
zoologo e etologo austriaco 1903 – 1989

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