Frasi su radicalismo

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Georg Brandes 12
critico letterario e filosofo danese 1842 – 1927
„Vi sono due classi di spiriti rivoluzionari: coloro che si sentono istintivamente attratti verso Bruto, e coloro che (altrettanto istintivamente) sono attratti da Cesare. Cesare è il grande modello; sia Federico il Grande, sia Napoleone possono vantare solo in piccola parte le sue qualità. La moderna poesia degli anni ’40 abbonda di canti in lode di Bruto, ma nessun poeta ha celebrato le lodi di Cesare. [... ] Anche Shakespeare non riuscì a vedere come Cesare, al tavolo della vita, giocasse una posta differente da quella del suo miserabile assassino. (da I, Un saggio sul radicalismo aristocratico, p. 51)“

Ferruccio Masini 50
germanista, critico letterario e traduttore italiano 1928 – 1988
„Dürrenmatt mira a innescare sul terreno di una cosciente mistificazione, che dalla manipolazione dei topoi drammatici trasferiti in moduli kitsch perviene alla contraffattura parodistica calcolata more geometrico, un potenziale dirompente analogo a quello della «crisi» dialettica. In essa il radicalismo teologico-nichilista oppone il «no» dell'uomo e di un mondo inesorabilmente condannato, al «no» di Dio, fino alla loro consumazione, laddove il «colmo del peccato» diventa «il trionfo della grazia». (da L'incognita teologica nella tragicommedia di Dürrenmatt, p. 359)“


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Magdi Allam 28
giornalista e politico egiziano naturalizzato italiano 1952
„[... ] prendo atto che Papa Francesco, insignito come «Uomo dell'anno» da Time Magazine, Vanity Fair e The Advocate, la più antica rivista della comunità gay americana, è più preoccupato della sorte dei clandestini di Lampedusa, più in generale dei poveri e degli emarginati nelle periferie del mondo globalizzato, che dedito sia a contrastare il genocidio dei cristiani d'Oriente sia a salvare il cristianesimo dal relativismo religioso e dall'invasione islamica all'interno stesso dell'Europa. Il fatto che anche il settimanale L'Espresso abbia scelto come «Uomo dell'anno» Costantino Baratta, cittadino di Lampedusa, per aver salvato la vita a 12 clandestini dopo il naufragio di un barcone lo scorso 3 ottobre culminato nella morte di 366 persone, sottolinea come in quest'Occidente, ma anche in questa Chiesa di Bergoglio, prevalgano l'ideologia del buonismo, immigrazionismo, multiculturalismo e globalismo, che ci impongono di assecondare il prossimo a prescindere dalle conseguenze per il nostro vissuto, permeati dall'ideologia del relativismo valoriale e del pauperismo che finiscono per inculcare in noi l'accettazione e la rassegnazione nei confronti di tutto e di tutti. Per contro la difesa dei cristiani d'Oriente e la guerra ad oltranza al radicalismo e al terrorismo islamico, si collocano nel contesto della salvaguardia delle nostre radici, della nostra fede, dell'identità nazionale, dei valori tradizionali a partire dalla centralità della famiglia naturale, come attesta l'opposizione ferma di Putin al matrimonio omosessuale proprio mentre quest'Unione Europea l'ha legittimato concependolo come l'apice della civiltà. Ecco perché, anche a costo di sfidare l'impopolarità, sostenete il Premio «Uomo dell'anno» a Putin, al-Sisi e Assad: significa dire no all'ideologia del globalismo e del relativismo, e dire sì al localismo nel contesto degli Stati nazionali e alla civiltà fondata sulla certezza di chi siamo.“

Antonio Bello 39
vescovo cattolico italiano 1935 – 1993
„La sequela di Cristo? Vivere il radicalismo delle beatitudini.“

„Lo spirito di Cristo è radicalismo per amore e ogni cristiano deve adoperarsi per questo spirito. (p. 71)“

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Michel Onfray 52
filosofo francese 1959
„Il radicalismo antiedonista del cristianesimo deriva da Paolo non da Gesù, personaggio concettuale silenzioso su questi problemi (p. 126)“

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Domenico Losurdo 26
filosofo italiano 1941
„E cioè, la «democrazia per il popolo dei signori» può anche andare oltre e configurarsi come socialismo per il «popolo dei signori», mentre a definire il radicalismo è per l'appunto la polemica contro la pretesa di un determinato gruppo etnico o sociale ad atteggiarsi a «popolo dei signori». (interpretando Arendt, 1986: cap. V, 16, p. 179)“

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Dionigi Tettamanzi 5
cardinale e arcivescovo cattolico italiano 1934
„Deve diventare più abituale il confronto con le condizioni di vita della gente, confronto che a volte è per noi sacerdoti motivo di un qualche imbarazzo. Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ci siamo sentiti affascinati dalla chiamata del Signore al radicalismo evangelico. Con una differenza: a noi preti i beni materiali (a volte anche quelli superflui) non mancano, mentre alla gente spesso manca il necessario. Noi abitiamo in case che dicono la premura del popolo di Dio per assicurare un'abitazione dignitosa ai suoi preti, mentre tanta gente non riesce a trovare casa. (dall'omelia La povertà evangelica del presbitero al servizio della Chiesa, Duomo di Milano, 4 novembre 2008)“


Giuseppe Ricuperati 2
storico italiano 1936 – 2014
„È ancor oggi quasi incomprensibile il modo con cui quest'uomo [Jean Meslier] dall'intelligenza straordinaria […] abbia potuto ripercorrere – ed in qualche modo ricavarsi da solo – tutti i fili del complesso discorso che dal libertinismo portano al materialismo e al radicalismo settecenteschi. Un solo esempio: ci sono molti tratti del suo pensiero che hanno fatto pensare a critici non sprovveduti (da Lanson a Verniére) ad un'influenza di Spinoza. È stato invece dimostrato incontrovertibilmente che il Meslier non aveva letto nulla di Spinoza e che aveva ricavato il suo «spinozismo» dalle letture di Descartes e Malebranche.“

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Jeremy Bentham 12
filosofo e giurista inglese 1748 – 1832
„Essere incessantemente sotto gli occhi dell'ispettore significa perdere di fatto la capacità di fare del male, se non addirittura il desiderio di farlo. (citato in E. Halèvy, The Growth of philosopbical radicalism, Faber and Faber, London, 1972, p. 83; ripreso in J. S. Mill, Saggio sulla libertà, traduzione di Stefano Magistretti, Il Saggiatore, Milano, 1981, p. 12)“

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Ramsey Campbell 2
scrittore britannico 1946
„Si ritiene spesso che il racconto dell'orrore sia di ispirazione reazionaria. Senza dubbio alcuni dei migliori rappresentanti del genere sono stati di questa tendenza, ma questo pregiudizio ha anche dato origine a non poche affermazioni gratuite e non c'è motivo di presumere che tutto questo settore sia popolato di nostalgici. Quando si parla di fantasia, le uniche regole da rispettare devono essere quelle dell'istinto e da questo punto di vista Clive Barker non ci delude mai. Sostenere (come fanno alcuni autori dell'orrore, secondo me per autodifesa) che il racconto dell'orrore ha lo scopo fondamentale di ricordarci che cosa è normale, proprio in quanto ci rivela l'anormalità del soprannaturale e del diverso, non è molto lontano dall'affermare (come mi sembra che pensino alcuni ambienti editoriali) che il racconto dell'orrore deve avere per argomento la quotidianità della gente comune messa a confronto con un elemento di straordinarietà. E meno male che nessuno convinse Poe a far sua questa premessa... e ringraziamo Clive Barker per il suo radicalismo letterario. (ibidem, p. 12)“

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Alexandre Koyré 35
storico della scienza e filosofo francese 1892 – 1964
„Si rimane confusi di fronte all'ardimento, e al radicalismo, del pensiero di Bruno, che opera una trasformazione – vera e propria rivoluzione – dell'immagine tradizionale del mondo e della realtà fisica. Infinità dell'Universo, unità della natura, geometrizzazione dello spazio, negazione del luogo, relatività del movimento: siamo quasi a Newton. Il Cosmo medievale è distrutto; si può dire che è svanito nel vuoto, trascinando con sé la fisica di Aristotele e lasciando libero lo spazio per una «nuova scienza» che Bruno, nondimeno, non potrà fondare. [... ] Perché alla fisica di Aristotele non, è sufficiente opporre una metafisica, occorre anche opporle un'altra fisica. Senza dubbio, solo da una nuova metafisica può uscire la nuova fisica; ma la metafisica di Bruno, animista e antimatematica, non può farla scaturire: egli è dunque costretto ad, attenersi all'antica fisica parigina (la dinamica dell'impetus); a quella di Copernico. (cap. III, Galileo e la sua legge d'inerzia, Il problema fisico del copernicanesimo, 2, p. 182)“

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Domenico Losurdo 26
filosofo italiano 1941
„Epperò, proprio da questa ricostruzione storica, lontana da ogni tono apologetico ed edificante, emergono i reali meriti e i reali punti di forza del liberalismo. Dando prova di una straordinaria duttilità, esso ha cercato costantemente di rispondere e adattarsi alle sfide del tempo. È vero, ben lungi dall'essere spontanea e indolore, tale trasformazione è stata in larga parte imposta dall'esterno, ad opera di movimenti politici e sociali coi quali il liberalismo si è ripetutamente e duramente scontrato. Ma per l'appunto in ciò risiede la duttilità. Il liberalismo ha saputo apprendere dal suo antagonista (la tradizione di pensiero che, prendendo le mosse dal «radicalismo» e passando attraverso Marx, sfocia nelle rivoluzioni che in modi diversi a lui si sono richiamate) ben più di quanto il suo antagonista abbia saputo apprendere dal liberalismo. Soprattutto, l'antagonista non ha saputo apprendere quello che costituisce il secondo grande punto di forza del liberalismo. Certo, il processo di apprendimento dal liberalismo è tutt'altro che agevole, almeno per coloro che vogliono superare le clausole d'esclusione che attraversano in profondità questa tradizione di pensiero. Nessun'altra più di essa si è impegnata a pensare il problema decisivo della limitazione del potere. Epperò, storicamente, questa limitazione del potere è andata di pari passo con la delimitazione di un ristretto spazio sacro: maturando un'autocoscienza orgogliosa ed esclusivistica, la comunità dei liberi che lo abita è spinta a considerare legittima la schiavizzazione ovvero l'assoggettamento più o meno esplicito, imposti alla grande massa dispersa per lo spazio profano. Talvolta si è giunti perfino alla decimazione e all'annientamento. È dileguata del tutto questa dialettica in base alla quale il liberalismo si trasforma in un'ideologia del dominio e finanche in un'ideologia della guerra? (cap. X, 6, p. 339)“

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