Frasi su rapimento

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Kaká 9
calciatore brasiliano 1982
„[commentando l'annullamento di Atalanta-Milan dopo la morte di Gabriele Sandri] È triste e io sono una vittima diretta perché non ho potuto giocare. È stata un'esperienza triste. Qualcosa va fatto, è un problema sociale che va al di là del calcio. Ora il campionato è sospeso e non sappiamo quando giocheremo, ma dobbiamo allenarci e tenerci pronti. Non è una questione di cambiare squadra perché io sono felice al Milan, ma se questi fatti continuano ad accadere mi devo chiedere se vale la pena rimanere e se mi diverto ancora in quello che faccio. Anche in Brasile c'è tanta violenza, il rapimento dei bambini mi terrorizza ancora di più, ma negli stadi ci vanno le famiglie e i bambini. (ibidem)“

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Muriel Barbery 107
scrittrice francese 1969
„Il profumo intenso del tiglio sul far della sera è un rapimento estatico che si imprime in noi in modo indelebile e, nel cuore della gioia di vivere, traccia un solco di felicità che nemmeno tutta la dolcezza di una sera di luglio potrebbe spiegare. (p. 46)“


Julien Gracq 14
scrittore francese 1910 – 2007
„Le figure che affollano la Divina Commedia sono quelle della cronaca tragica, scandalosa e politica, di un piccolo territorio o città, in cui tutti vivono a contatto di gomito. Come è piccola questa Italia! [... ] Sono i personaggi di un'epopea familiare e scabrosa dove ogni asperità tocca ancora nel vivo – depredazioni, calunnie, omicidi, rapimenti, liti per eredità, discordie intestine – e sulla quale il distacco della leggenda non ha avuto modo di cominciare il suo lavoro di erosione, di desensibilizzazione e di ristrutturazione. Il passaggio al mito opera qui − e per quanto ne so, soltanto qui − la trasfigurazione su cadaveri ancora caldi, e qualche volta addirittura in vivo: nessuna arte si presenta in modo così immediato e manifesto come potere. (vol II, p. 203)“

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Andrea Riccardi 112
storico, accademico e pacifista italiano 1950
„"Alla fine del mese di ottobre 1915, lo sterminio dei cristiani di Mardin sembrava essere concluso. Tuttavia un centinaio di persone vivevano ancora: erano vecchi, donne anziane, infermi. Il turco Bedreddin fu preso da zelo: 'Spazzateli via, e che non ne rimanga nemmeno uno'. Con questi cento sopravvissuti fece un convoglio che, deportato nel deserto, sparì per sempre". Mardin è una delle tante città dell'impero ottomano dove, durante la prima guerra mondiale, si è consumata la strage degli armeni e dei cristiani. Una violenza che ha segnato in profondità quelle regioni e che non è cessata: sono passati cento anni e la persecuzione in Medio Oriente continua. Anche oggi, a pochi chilometri da Mardin, oltre la frontiera turca, in Siria e in Iraq, si combatte con una crudeltà senza misura. Di nuovo, come allora, si assiste a deportazioni, massacri, sgozzamenti, rapimenti, vendita di donne e di bambini. Molti si chiedono: da dove viene tanta ferocia? Dal profondo di una religione, l'islam, o da una storia di convivenza difficile? Oggi, come ieri, si consuma una pagina della 'morte' dei cristiani d'Oriente. La strage dei cristiani. (da Mardin, gli armeni e la fine di un mondo, Laterza, 2015“

Isabella Santacroce 164
scrittrice italiana 1970
„Il rapimento di secondo grado coincide con l’arrivo del cherubino. L’estasi di primo grado con l’afflizione inferta dai loro becchi circoncisi. Le orazioni sbocciano nella mente, le loro radici trovano terra nell’anima. La testa è una foresta scon- cia, la mia bava la rende lussureggiante.“

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Virginia Woolf 74
scrittrice, saggista e attivista britannica 1882 – 1941
„Non c'era una spada, niente con cui abbattere queste pareti, questa protezione, questo generare figli e diventare ogni giorno piú implicati e impegnati, con libri e con quadri? Meglio bruciar la propria vita come Louis, anelando alla perfezione; e abbandonarci come Rhoda, fuggendo via da noi nel deserto; o sceglierne uno su un milione e uno solo, come Neville; meglio esser come Susan e amare e odiare il calore del sole o l'erba gelata; o essere onesti come Jinny, essere un animale. Tutti avevano il loro rapimento; il loro senso di comunità con la morte; qualcosa che riusciva loro utile. Cosí visitai ciascuno dei miei amici a turno, cercando con dita brancolanti di forzare i loro scrigni chiusi. Andai dall'uno all'altro porgendo il mio dolore – no, non il mio dolore, ma la natura incomprensibile di questa nostra vita – alla loro attenzione. C'è chi si rivolge ai preti, chi alla poesia; io ai miei amici, al mio cuore, a cercare tra le frasi e i frammenti qualcosa di intatto – io per cui non c'è bellezza sufficiente nella luna o in un albero; io per cui il contatto di una persona con l'altra è tutto, eppure non posso afferrare neppur questo, io che sono cosí imperfetto, debole, indicibilmente solo. Sedevo là. (Bernard: IX; p. 220)“

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Mauro Covacich 2
scrittore italiano 1965
„Avendo un lavoro impiegatizio che gli consente molto tempo libero, va al cinema ogni pomeriggio. In sala però le sensazioni non sono proprio buone. Anche nelle scene più innocue Kafka subisce il fenomeno precipuamente fisico della loro percezione, ne riceve un'impressione violenta, vive in piena coscienza il piacere panico di un rapimento. La cosa lo attira e nello stesso tempo lo disturba.“

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Raffaele La Capria 38
scrittore italiano 1922
„L'occasione fu il compleanno di mia figlia che ancora non sapeva leggere e che dunque si trovava nella condizione ideale per ascoltare le favole che le inventavo. Mi stava a sentire con una specie di sognante rapimento. [... ] Se mia figlia avesse avuto in avvenire qualche inclinazione letteraria e avesse saputo leggere criticamente un libro, si sarebbe accorta che questa piccola favoletta a lei dedicata segna nel complesso dell'opera del suo papà il passaggio dallo stile elaborato e dalla struttura sofisticata dei primi libri (quel musicale alternarsi di "polifonia" e "monologo interiore" di Ferito o morte) a una scrittura più diretta e lineare, più semplice ma non meno meditata, che inizia con Fiori giapponesi e prosegue con La neve del Vesuvio, Capri e non più Capri e i libri venuti dopo. Quella scrittura che proprio i suoi occhi attenti e il suo ascolto innocente mi avevano suggerito. (Premessa, pp. 401-402)“


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Lee Child 152
scrittore britannico 1954
„«Di solito queste faccende non finiscono bene. I rapimenti sono fatti brutali. Sono per lo più omicidi, solo lievemente ritardati.»“

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Plutarco 141
biografo, scrittore e filosofo greco antico 46 – 127
„Ma il libro dei libri per me, e che in quell'inverno mi fece veramente trascorrere, dell'ore di rapimento e beate, fu Plutarco, le vite dei veri grandi. Ed alcune di quelle, come Timoleone, Cesare, Bruto, Pelopida, Catone, ed altre, sino a quattro e cinque volte le rilessi con un tale trasporto di grida, di pianti, e di furori pur anche, che chi fosse stato a sentirmi nella camera vicina mi avrebbe certamente tenuto per impazzato. All'udire certi gran tratti di quei sommi uomini, spessissimo io balzava in piedi agitatissimo, e fuori di me, e lagrime di dolore e di rabbia mi scaturivano dal vedermi nato in Piemonte ed in tempi e governi ove niuna alta cosa non si poteva né fare né dire, ed inutilmente appena forse ella si poteva sentire e pensare. (Vittorio Alfieri)“

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Plutarco 141
biografo, scrittore e filosofo greco antico 46 – 127
„Raccontano, infatti, che secondo il mito la Sicilia è sacra a Core poiché qui avvenne il suo rapimento e perché l’isola fu offerta alla dea come dono di nozze. (8,8)“

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Ibn Arabi 19
filosofo, mistico e poeta arabo 1165 – 1240
„Quando l'uomo ama la donna, egli desidera l'unione, cioè l'unione più completa che nell'amore sia possibile; e nella forma [corporea] composta di elementi non esiste unione più intensa di quella dell'atto coniugale. Con essa, la voluttà pervade ogni parte del corpo ed è per questa ragione che la legge sacra prescrive l'abluzione totale [del corpo dopo l'atto sessuale], la purificazione dovendo essere non meno totale di quanto l'estinzione dell'uomo nella donna era stata totale nel rapimento provocato dalla voluttà [nell'unione sessuale]. Perciò Dio, geloso del suo servo, non tollera che questi creda di gioire di cosa, che non sia Lui. Dunque lo purifica [col rito prescritto] affinché si volga, nella sua visione, verso colui nel quale in realtà si è estinto, non essendovi altro che questo.“


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Federigo Verdinois 14
giornalista, scrittore e traduttore italiano 1844 – 1927
„[... ] Ho però ancora l'impressione delle parole che gli uscivano di bocca, fluide, vive, armonizzate come una musica. Che fuoco d'ingegno, che originalità di pensieri, che sapore d'italianità! Un vero e proprio Crisostomo: lo si ascoltava con rapimento e si aveva paura d'interromperlo. (da Ricordi giornalistici, D'Annunzio sotto un divano, p. 277)“

Francesco Flora 25
critico letterario e scrittore italiano 1891 – 1962
„L'opera del Vico è una narrazione mitologica e poetica, informata alla fantasia divinamente fanciullesca ch'egli ebbe, in un rapimento che assomiglia l'heroico furore bruniano. Mentre egli ricerca religiosamente il vero, e col rito più grave, la fantasia gli traduce in forme viventi d'uomini e di terre quelle nude concezioni. I tempi e gli spazi della storia si fan suono e lume: e quel che di corporeo porta in noi ogni più assottigliata idea, ai confini ultimi in cui la mente chiude tutti i sensi e fino i sogni della memoria per pensare il puro essere e il puro nulla, e sempre trova un'immagine e un segno, ombra di vuoto, numero matematico, il Vico sentì in grado sovrumano. La verità gli si traduce in una metafora, che, talvolta, amata per se medesima, gli farà quasi dimenticare l'idea donde nacque. (p. 652)“

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Eugenio Scalfari 46
giornalista, scrittore e politico italiano 1924
„Questo, dopo il rapimento e poi l'uccisione di Aldo Moro, è il giorno più grave della nostra storia repubblicana.“

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Marco Travaglio 114
giornalista, saggista e scrittore italiano 1964
„Cosa successe il 7 aprile? Ci fu una grande retata disposta dall'allora sostituto Procuratore di Padova Pietro Calogero, magistrato, che fece arrestare i più importanti leader dell'Autonomia Operaia in tutta Italia, sostenendo che avevano un progetto comune strategico con le Brigate Rosse per cercare di sollecitare un'insurrezione, una rivolta, un fenomeno eversivo nei confronti dello Stato italiano, [... ] questo è il 7 aprile, Potere Operaio, Autonomia Operaia, Brigate Rosse, connivenze nelle università nei movimenti sindacali, nelle fabbriche, Toni Negri il più famoso tra gli arrestati di quell'operazione. [... ] Il 7 aprile questi signori di Autonomia Operaia ho detto Toni Negri ma c'erano anche Ibesci, Scalzone, Ferrari Bravo, Piperno, le associazioni sovversive, insurrezione armata contro lo Stato, alcuni vennero accusati di avere a che fare anche con il rapimento di Moro di qualche mese prima, si parlò di teorema Calogero che naturalmente ipotizzava che l'Autonomia fosse una specie di cervello che un'organizzazione molto più ampia, Autonomia Operaia Organizzata che poi si esplicitava in varie forme, [... ] Toni Negri è stato poi condannato in primo grado a 30 anni e in appello a 17, grazie a Pannella è stato eletto parlamentare così si è sottratto alla giustizia per 14 anni latitante in Francia e poi è rientrato in Italia e ha scontato un pezzettino della pena, Scalzone ha avuto una pena definitiva di 8 anni, altri hanno avuto pene minori, per alcuni le accuse sono cadute, per altri sono rimaste, come sempre nei processi, quindi non era affatto un teorema, era una cosa che poi è stata dimostrata con tanto di sentenze definitive. (da Minority Gasparri, 20 dicembre 2010)“

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