Frasi su raptus


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Pier Paolo Pasolini 144
poeta, giornalista, regista, sceneggiatore, attore, paro... 1922 – 1975
„L'Italia – e non solo l'Italia del Palazzo e del potere – è un Paese ridicolo e sinistro: i suoi potenti sono delle maschere comiche, vagamente imbrattate di sangue: «contaminazioni» tra Molière e il Grand Guignol. Ma i cittadini italiani non sono da meno. Li ho visti, li ho visti in folla a Ferragosto. Erano l'immagine della frenesia più insolente. Ponevano un tale impegno nel divertirsi a tutti i costi, che parevano in uno stato di «raptus»: era difficile non considerarli spregevoli o comunque colpevolmente incoscienti.“

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Milo De Angelis 3
poeta, scrittore e critico letterario italiano 1951
„Annuario
Dal corpo spinato, fili
si arrampicano in aria
con la prova dell'urlo. Come una
primitiva formula di povertà,
tutto il cibo si scioglie
nelle gocce per il cuore, tutto il sonno
s'incrosta alla materia, quell'incontro
tra raptus e firmamento
dove ritorniamo cancellati. (p. 163)“


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Nando Martellini 14
giornalista italiano 1921 – 2004
„La favolosa notte di Madrid "Campioni del mondo": mah, venne per caso. Perché... io usavo preparare, per ogni partita, una cartella in caso di vittoria e una cartella in caso di sconfitta: una linea per un commento, e avevo fatto così anche quel giorno. Soltanto che, alla fine di quella partita, le emozioni immaginate alla macchina da scrivere erano così diverse da quelle poi provate sul campo che buttai via tutto e cominciai a parlare, con un entusiasmo che a un certo punto fui interrotto dal regista spagnolo che mi disse in cuffia "uno minuto mas" cioè "parla ancora per un minuto, poi basta". E riuscii a capire quello che avevo detto quando ascoltai la registrazione, perché nell'emozione di quel giorno, tutto quello che avevo detto era indubbiamente dettato, così, dall'entusiasmo, da un fervore, da una specie di raptus. E venne fuori così quel triplice "Campioni del mondo", che è rimasto forse la cosa più bella di tutta la mia carriera. (da Mundial Film – Spagna 1982, Italia 1, 1994)“

Maurizio Sciarra 5
regista cinematografico italiano 1955
„La cronaca è piena di storie di ordinaria violenza dentro le mura domestiche. Storie che non sempre sono frutto di un raptus di follia. Dimostrano invece sempre più spesso la difficoltà a rapportarsi con gli altri, a vivere la continua evoluzione che i rapporti umani comportano, ad adeguarsi ai mutamenti della propria e dell’altrui vita.“

Pietro Mignosi 4
insegnante, docente e giornalista italiano 1895 – 1937
„Che l'arte sia un dono è provato dal fatto che essa è puramente gratuita: non si sa come ci venga, non si sa perché ci venga. Se è un dono, il suo prodursi non è coessenziale al nostro spirito. Noi possiamo coglierla e ridurla nel sistema delle nostre analogie, ma nessuna analogia potrebbe esaurirla esattamente. Non è un momento meramente soggettivo dello spirito tant'è vero che essa non nasce dalla mediazione, che è anzi come un richiamo a vedere la sua stessa realtà che ci sta di contro. Che cosa è il raptus, l'ispirazione, la musa se non i termini mitologici di questo annunzio? E perché anche quelli che hanno avuto il dono dell'arte possono d'un tratto perderlo senza che la loro volontà l'abbia voluto? Se l'arte fosse un mondo della nostra interiorità come si spiegherebbe il suo isterilirsi e seccarsi? (pp. 189-190)“

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Cesare Garboli 12
scrittore, saggista e critico letterario italiano 1928 – 2004
„Leggere è sentirsi posseduti; essere assaliti da un raptus e invasi da un démone, al punto che a volte penso che ficcare il naso in un libro sia un'operazione contro natura, nei limiti in cui al Leopardi estremo sembrava contro natura non dico l'intelligenza, ma il pensiero.“

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Marco Borriello 9
calciatore italiano 1982
„[Mio padre] aveva prestato dei soldi a Pasquale Centore, ex sindaco di un paese del Casertano. Quest’uomo, legato al clan dei Casalesi, non glieli voleva restituire e in un raptus lo ha ammazzato.“

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Gianni Brera 78
giornalista e scrittore italiano 1919 – 1992
„Livio Berruti fu il mio primo, vero abatino. Il suo stile era la risultante di continui raptus armoniosi. E qui non sono certo originale, ma neppure ho voglia di scadere a guardone estetizzante. L'apparizione di Berruti fu angelica e folgorante insieme. Un ragazzino costretto da qualche iddio a compiere gesti di superiore coordinazione, dunque di naturale eleganza. Lo ispira un orgoglio fisico mediocre, per non dire qualsiasi.“