Frasi, citazioni e aforismi su raso

Domenico Petrini 2
critico letterario italiano 1902 – 1931
„Tutta questa produzione lirica, uscita dal ritorno umanistico ai classici e dal rinsaldamento della personalità del Rinascimento, andrà guardata non con a fronte l'ideale d'una poesia in cui un sentimento si crei intorno la commossa e pur conclusa risonanza della parola che si fa canto ma come un'espressione a volta a volta agitata ed eloquente di un'umanità che esprime per essa il suo ideale di vita: come oratoria e non come poesia. Un'oratoria il cui continuo pericolo, ma anche spesso evitato, è di finire letteratura: ma che talora, spesso, ha una voce sua.Guardiamo Chiabrera: in lui tutto il gusto dell'età sua: nelle canzoni, mitologia avant toute chose: ma anche Bibbia, come voleva Tasso e come aveva fatto Herrera per Lepanto e come farà Filicaia per Vienna; la vita contemporanea, levata al livello dell'antico ha un'esaltazione eroica in cui l'umano perde ogni original forma di vita e si difà nel mito. (in Binni e Scrivano, p. 601)“

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Stefano Benni 123
scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano 1947
„Il pianeta più strano di cui ho sentito raccontare è il pianeta della Sacra Merda. In esso la merda è la più grande ricchezza, la moneta con cui si compra tutto. Gli abitanti non hanno portafogli: ma grossi vasi che portano in giro, e più sono grossi e puzzano e più si vantano. Le banche sono dei giganteschi pozzi neri, guardati a vista da poliziotti e vigilantes. Qua si effettuano i versamenti. Dai più piccoli, alla vecchina che viene a consegnare due palline da coniglio, tutti i suoi risparmi, al commerciante che viene a portare l'incasso della giornata, una carriolona ben odorosa. Naturalmente, nelle case non si dice "vado nel bagno", ma si dice "metto nel salvadanaio". Ogni bambino ha il suo vasino fatto a maialino. Ahimè! Anche in questo paese c'è chi vende anima e corpo, per diventare merdoso a dismisura! C'è chi rapina, e sotto la minaccia di una pistola ti obbliga a depositare lì, per strada, tutto il malloppo che hai in pancia! Se qualcuno, incautamente, si ferma in un prato per fabbricare un po' di contante, stia attento che nel breve tempo che si tira su i pantaloni, qualcuno gli avrà già sottratto il suo bene. Per non parlare degli esibizionisti: quelli che quando entrano al ristorante, eccoli mettere merda qua e là in mano ai camerieri: e lasciano come mancia uno stronzo come un cotechino: e dicono, non per vantarmi, ma ho tanta merda che non so più dove metterla! L'economia in questo pianeta è naturalmente soggetta agli sbalzi di questo genere primario: qui la mancanza di investimenti si chiama stipsi, e l'inflazione si chiama diarrea. Speriamo di mantenere il tetto della diarrea sotto il dieci per cento, dicono i governanti. E poi scoppiano gli scandali, e si scopre che segretamente i governanti prendevano quintali di merda dagli industriali e chiudevano un occhio sul contrabbando di merda all'estero. Esistono anche le cambiali, uno può acquistare una macchina, ad esempio, prendendo dieci purganti al momento dell'acquisto: ma poi se la cambiale andrà in protesto, sarà dichiarata panciarotta. E ci saranno perquisizioni e a volte anche sequestri da parte di chirurghi-finanzieri. Ma questo capita ai pochi sfortunati: questo pianeta è ricco. Tutti i mesi, ogni giorno sei, San Libero, si fa la festa della Santa Merda. I più grandi merdoni del paese convengono con grandi macchine color crema e marron, e riempiono saloni pieni di lampadari e bei quadri e porcellane da bagno. Le signore sono vestite tutte di bianco e i signori in rosa. Si sente dire: lo vedi quello? Ha fatto la merda con le bische: è un parvenù. Quello invece: uh, è di sangue blu, la sua famiglia è sempre stata un letamaio. E tutti ballano, e soprattutto scorreggiano, per mostrare la loro ricchezza. Le grosse signore scorreggiano in tonalità di bordone gonfiando come vele i vestitoni stretti di raso, le giovani signori scorreggiano deliziosamente con virtuosismi di flauto e clarinetto, i ricchi commercianti petano come cannoni scambiandosi pacche sulle spalle, gli intellettuali sfiatano con grande sofferenza, spiegando che la merda non è poi tutto al mondo, i giovani brillanti tirano bronze pungenti che alzano le falde dei loro frac in eleganti impennate, i vecchi nobili brontolano e spetazzano e non raramente nel far ciò cade nelle loro mutande qualche spicciolo, i bambini trillano ventini, i neonati pigolano e il padrone di casa, apparendo sulla soglia rosso e trionfale, spara un peditone storico con fremente interminabile premito che scrolla le cristallerie e a voce alta dice: "Il pranzo è servito!" E tutti vanno a lavarsi le mani.“


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Stefano Benni 123
scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano 1947
„Fino a pochi anni fa, il bar era luogo di sedentari, la cui unica attività fisica era il sollevamento di bicchieri, boccette o mazzi di carte. Ma soprattutto negli ultimi anni, è diventato il centro di smistamento di tutta una serie di attività sportive contrassegnate dall'abbigliamento specializzato e da un'assoluta dedizione. Ecco alcuni dei più comuni atleti da bar.

I maratoneti

Gruppo di signori con pantaloncini di raso e canottiere traforate da cui erompono savane di peli. Sotto pance da gestanti nascondono marsupi pieni di misteriose pasticche rinvigorenti e bibite energomiche. Si involano in branchi verso i tornanti collinari e tornano sudatissimi, dicendo di aver percorso decine di chilometri. Alcuni si controllano il battito cardiaco, altri segnano i tempi sulla tabella di allenamento. Proprio quando credono di aver convinto tutti delle loro imprese sportive entra un amico con un borsello e dice: "Ehi ragazzi, chi di voi ha dimenticato questo al ristorante, un'ora fa?".

Il maratoneta solitario

Uomo magrissimo, di età indefinibile, sempre bagnato anche in estate, che corre con un'espressione di grande sofferenza sul volto, si tocca la gamba, si massaggia il fegato, tossisce e sputa ma continua a correre, nello smog cittadino e tra i clacson delle auto, alle due del pomeriggio in agosto e sotto la neve in gennaio, sempre con quel look da Calvario e un paio di occhiali gialli che forse nascondono lacrime. La domanda è: quale peccato deve scontare il maratoneta solitario?“

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Claudio Baglioni 181
cantautore italiano 1951
„Un dolore freddo come un rasoio, per un altro giorno che nasce muoio muoio muoio. (Via)“

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Henry David Thoreau 61
filosofo, scrittore e poeta statunitense 1817 – 1862
„Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e raso terra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici […]. (cap. II, 1988, pp. 152 sg.)“

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Roy Dupuis 127
attore cinematografico e attore televisivo canadese 1963
„La sensibilità dieci minuti prima del salto è inspiegabile. È come essere a teatro. Ma è una doppia sensazione sul filo del rasoio perché quando ritorni a terra è duro. Quando ritorni a casa con tutta l'adrenalina dell'eccitamento estremo, ti senti come se non sei mai stato così solo nel tuo appartamento. Bisogna imparare a vivere con quello, accettare le cose effimere. (dall'intervista a La Presse dell'8 gennaio 1994)“

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Edoardo Mori 6
magistrato italiano
„[«Come mai la giustizia s'è ridotta così?»] Perché, anziché cercare la prova logica, si preferiscono le tesi fantasiose, precostituite. Le statistiche dimostrano invece che nella quasi totalità dei casi un delitto è banale e che è assurdo andare in cerca di soluzioni da romanzo giallo. Lei ricorderà senz'altro il rasoio di Occam [... ].“

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Friedrich Nietzsche 463
filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco 1844 – 1900
„Terza proposizione. – Il luogo maledetto dove il cristianesimo ha covato le sue uova di basilisco sia raso al suolo e atterrisca tutta la posterità, in quanto luogo nefando della terra. Vi si allevino serpenti velenosi. (Legge contro il Cristianesimo; 2008)“


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Roberto Vecchioni 105
cantautore, paroliere e scrittore italiano 1943
„[... ] è più difficile spostare l'esistenza un po' più giù del cielo e diventare un uomo, per te. (da Ritratto di signora in raso rosa, n. 9)“

Michele Valori 26
urbanista e architetto italiano
„Il Belgio è come la nostra camera d'albergo. Comoda, calda ma di un colore tra il bordello e il vagone ferroviario. Coperte di raso e velluto, bidet in bella vista. La padrona sembra una maitresse. Internazionale dei gabinetti, lungo le strade degli automobilisti. Sono sempre in fondo a un cortile e sono sudici in tutto il mondo.“

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Pippo Pollina 38
cantautore italiano 1963
„Ma tu corri Boka | corri sul filo di una fionda | e di una pietra-rasoio | ci sarà tempo per andare in giro | ci sarà modo per ingannare l'odio. | Ma tu corri Boka | corri più forte | i ragazzi stanno lì ad aspettare | il coraggio sarà più della morte | si parte per vedersi ritornare. | Ma tu corri Boka | corri più forte | della nostra madre memoria | è presto ancora per andare in giro | a rincorrere la notte vanagloria. | Libera. | Sabadsàg. (da I ragazzi della via Paal)“

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Stefano Benni 123
scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano 1947
„[Riferito a Billie Holiday] E quando tornerete a casa dite
Ho sentito cantare un angelo
Con le ali di marmo e raso
Puzzava di whisky era negra puttana e malata
Dite il mio nome a tutti, non mi dimenticate
Sono la regina di un reame di stracci
Sono la voce del sole sui campi di cotone
Sono la voce nera piena di luce
Sono la lady che canta il blues
Ah, dimenticavo... e mi chiamo Billie
Billie Holiday (da Lady sings the blues)“


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Emily Brontë 30
scrittrice e poetessa inglese 1818 – 1848
„Il tiranno stritola i suoi schiavi e questi non gli si rivoltano contro, ma stritolano quanti sono sotto di loro. Tu puoi torturarmi a morte soltanto per divertirti; ma devi lasciare che io mi diverta a mia volta allo stesso modo. E per quanto puoi, evita di insultarmi. Dopo aver raso al suolo il mio palazzo, non costruirmi un tuguri compiacendoti di aver avuto la carità di darmelo come casa. (XI)“

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Cecco Angiolieri 12
1260 – 1312
„Accorri, accorri, accorri, uom, a la strada! | – Che ha', fi' de la putta? – I' son rubato. | Chi t'ha rubato? – Una che par che rada | come rasoio, sì m'ha netto lasciato. (1975; I, vv. 1-4)“

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Jacopo Ferretti 7
librettista e poeta italiano 1784 – 1852
„Povero diavolo, | che gran sconquasso | che d'alto in basso | piombar lo fa. | Vostr'Eccellenza, | abbia prudenza, | se vuol rasoio, | sapone e pettine, | saprò arricciarLa, | sbarbificarLa, | ah, ah, guardatelo: | l'allocco è là! (II, 3)“

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Lev Nikolajevič Tolstoj 240
scrittore, drammaturgo, filosofo, pedagogista, esegeta e... 1828 – 1910
„Ho pensato:
Un giovane confuso [... ] si taglia le vene col rasoio. Arrivano, ormai è fuori di sensi. Gli fasciano le ferite, comincia a riaversi. Resta vivo, ma cieco e privo di movimento alle braccia e alle gambe. Ora trepida per la sua vita, e tutte le sue forze sono dedicate alla conservazione della salute. Se un uomo si uccidesse non di colpo ma per gradi, dieci gradi, in modo che fosse cosciente di ogni grado, cioè si togliesse la vita a poco a poco sapendo quanta parte di essa se ne va, e potesse chiedersi: seguiti a voler morire? allora, penso, quanto più uno si toglierebbe di vita, tanto più si attaccherebbe a ciò che gliene resta, e in così alto grado che nessun uomo più si ucciderebbe. (22 maggio 1891, p. 349)“

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