Frasi su reclusione


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Jonathan Safran Foer 162
scrittore statunitense 1977
„L'allevamento intensivo, che consente agli allevatori di rendere animali malaticci altamente redditizi grazie all'uso di antibiotici, altri farmaci e una reclusione molto controllata, ha prodotto creature nuove, talvolta mostruose. (p. 172)“

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Salvatore Cuffaro 19
politico e medico italiano 1958
„[Dopo la condanna in primo grado a 5 anni di reclusione e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici] Sono confortato, non sono colluso con la mafia e per questo resto presidente della Regione. Da domani torno al lavoro. (citato in Mafia, Cuffaro condannato a 5 anni, la Repubblica, 18 gennaio 2008)“


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Eve Ensler 60
drammaturga statunitense 1953
„E siamo quelle che hanno temuto e amato i propri figli | anche se hanno il volto di chi le ha violentate. | Siamo le ragazze che hanno smesso di tagliarsi per sfogare il proprio dolore | E siamo le ragazze che non hanno voluto farsi togliere il clitoride e rinunciare al piacere. | Siamo: | Rachel Corrie, che non ha voluto/potuto sfuggire al bulldozer israeliano. | Aung San Suu Kyi, che sorride ancora dopo anni di reclusione nella propria stanza. | Anna Frank, che sopravvive perché ha scritto la propria storia. | E siamo Neda Soltani, uccisa da un cecchino per le strade di Teheran mentre invocava una nuova libertà e un nuovo corso. (p. 122)“

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Igor Sibaldi 45
traduttore, saggista e scrittore italiano 1957
„I fratelli Karamàzov rientra appieno nella legge di questa nostalgia tragica dell'iniziazione [... ]. E gi altri suoi motivi fondamentali – la Necessità, lo stringersi via via di ciascun destino, la paura, gli incubi, l'omicidio, le prove-"tribolazioni", la reclusione, la prossimità con gli Altri Mondi, le illuminazioni e, continuamente intercalate tra questi, le istillazioni meticolose di sapienza e di dottrina – si compongono intorno al lettore che vi si addentra in una struttura indubbiamente rituale. (p. VII)“

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Franco Basaglia 20
psichiatra e neurologo italiano 1924 – 1980
„Dato il livello ridottissimo delle nostre conoscenze nel campo della malattia mentale (in particolare la schizofrenia, di cui conosciamo le diverse modalità di espressione, ma quasi nulla di ciò che riguarda l'eziologia), non possiamo continuare ad "accantonare" i malati in attesa di raggiungere una più approfondita comprensione di ciò di cui soffrono, aumentandone la sofferenza attraverso la reclusione e la segregazione; tentiamo invece di "accantonare" la malattia come vuota definizione e semplice etichettamento, cercando di creare una possibilità di vita e di comunicazione, tale da consentire insieme l'affiorare e il liberarsi di elementi in grado di darci qualche indicazione per l'indagine futura. Se la malattia resta coperta dalla malattia istituzionale, non si riuscirà ad uscire da questa totale identificazione che ci impedisce ogni possibilità di comprensione. (da Introduzione generale ed esposizione riassuntiva dei vari gruppi di lavori, corso di aggiornamento per operatori psichiatrici, Trieste 1974)“

„Gli anni che seguono l'epidemia del 1764 costituiscono un momento di svolta nella vita dell'Albergo. La massiccia reclusione dei poveri operata nell'anno della "fame" è soltanto il prologo di una più intensa e continua politica di internamenti di massa, motivata, di volta in volta, da preoccupazioni per l'ordine sociale o sanitario, da interessi della pubblica amministrazione, soprattutto del ramo militare, ma anche da scelte autonome dell'Ospizio che, come nel caso della tentata esperienza della committenza dei vestiti per le truppe da parte dell'Albergo, alla fine del XVIII secolo, ricorre al rastrellamento dei poveri nella città per sostenere le attività del Lanificio. Quali che siano le motivazioni, da quel momento l'Albergo deve fronteggiare periodiche ondate di ammissioni che portano la popolazione dell'istituto a proporzioni intollerabili rispetto alle reali capacità di ricezione (cap. 2, p. 48).“

Massimo Fini 76
giornalista, scrittore e drammaturgo italiano 1943
„Da noi esiste un signore, Adriano Sofri, che è stato condannato a 22 anni di reclusione per l'assassinio sotto casa di un commissario di polizia, dopo nove processi, di cui uno, caso rarissimo in Italia, di revisione, avendo quindi goduto del massimo di garanzie che uno Stato può offrire a un suo cittadino. Eppure Sofri ha scontato solo sette anni di carcere e, senza aver potuto usufruire dei normali benefici di legge, che non scattano dopo solo sette anni su ventidue, è libero da tempo, e scrive sul più importante quotidiano della sinistra, La Repubblica, e sul più venduto settimanale della destra, Panorama, e da quelle colonne lui ci fa quotidianamente la morale ed è onorato e omaggiato dall'intera intellighentia che, ad onta di tutte le sentenze, lo ritiene, a priori e per diritto divino, innocente.“

Mario Gozzini 3
scrittore, politico e giornalista italiano 1920 – 1999
„Della cultura diffusa di cui si è accennato fa parte integrante la convinzione che i delinquenti nascano tali, con uno stigma nel Dna, e deliquenti moriranno. [... ] Conseguenza ineccepibile: una volta cacciati in galera, gettate la chiave, altro che tentare di «rieducarli». [... ] danno fastidio le garanzie legali per l'imputato prima, lungo il processo, per il condannato alla reclusione poi, in esecuzione della pena inflitta dai giudici. Conclusione coerente, le invocazioni ricorrenti alla pena di morte. (cap. 2, 5: p. 33)“


Luigi Manconi 5
politico, sociologo e critico musicale italiano 1948
„Anche se nella mentalità collettiva non è immaginabile una pena che prescinda dalla reclusione, non è sempre stato così. Sono state le leggi ordinarie, modificabili da qualsiasi maggioranza parlamentare, a introdurre l'idea che la risposta sanzionatoria dello stato alla violazione delle leggi penali debba consistere nella privazione della libertà, all'interno di un perimetro chiuso e di una cella serrata, per un determinato periodo di tempo. E un simile concetto non lo si trova da nessun'altra parte e tanto meno nella costituzione italiana. È diventato senso comune e norma di legge, per una inveterata abitudine, che risale a qualche secolo fa e che è stata legittimata dall'autorità di Cesare Beccaria, preoccupato delle pene efferate che incrudelivano sui corpi nell'ancien régime. In quel contesto, dunque, il carcere era il male minore: una pena la cui "dolcezza" avrebbe fatto decadere le punizioni più atroci.“

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Ramón Gómez De La Serna 49
scrittore e aforista spagnolo 1888 – 1963
„L'uomo che, parlando di un furto, afferma che è stato 'mal eseguito' è un poco ladro egli stesso. Meriterebbe due giorni di reclusione.“

Luigi Manconi 5
politico, sociologo e critico musicale italiano 1948
„Terminare la propria esistenza in carcere non costituisce un fatto episodico, bensì rappresenta un vero e proprio parametro e un asse portante dell'attuale sistema della reclusione. Se non esiste la pena di morte, esiste la morte per pena.“

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Max Horkheimer 28
filosofo tedesco 1895 – 1973
„La carriera rivoluzionaria non porta a feste e titoli onorari, né a ricerche interessanti né a stipendi da professionisti. La sua strada porta miseria, disgrazia, ingratitudine, reclusione e un viaggio nell'ignoto illuminato soltanto da un credo quasi sovrumano.“


Antonio Manzini 23
attore, sceneggiatore e regista italiano 1964
„Capodanno nella lista di Rocco Schiavone veniva al terzo posto delle peggiori date del calendario. Al primo posto c'era il suo compleanno, che lui odiava in maniera totale, violenta, omicida. Gli auguri li considerava degli insulti. E non era un atteggiamento preso dopo i quaranta, non era una cosa da scambiare con la senilità incipiente e col tempo che passa sempre più veloce. Lui già a sei anni, quando giocava per le strade di Trastevere, poteva spaccare teste e setti nasali se un amichetto o un parente gli avesse fatto i fatidici auguri il 7 di marzo.
Al secondo posto c'era la Pasqua. Rocco la odiava per tre motivi. Il primo era che non arrivava mai lo stesso giorno. Cambiava ogni anno, e questo la rendeva imprevedibile e micidiale come un killer professionista. Il secondo che, proprio per la sua imprevedibilità, faceva arrivare le colombe e le uova mentre ancora stavi digerendo il panettone di Natale. Il terzo era di natura squisitamente teologica. Sapete quando è nato il figlio di Dio. Possibile che non siete mai riusciti a capire quand'è che è risorto? Al terzo posto c'era il Capodanno. Dovere per forza andare da qualche parte a fare il conto alla rovescia, stappare la bottiglia, urlare auguri a squarciagola e fingere di divertirsi e essere sereno. E poi c'erano i botti. Nel suo personalissimo codice la pena per i costruttori e i fruitori dei fuochi di Capodanno andava da un anno di reclusione ai lavori forzati in una miniera in Cile, in base ai botti che utilizzavano, al rumore che provocavano e ai soldi che riuscivano a sprecare in sei minuti. Gente che lesina sulla frutta e la verdura tutto l'anno per poi scoppiare centinaia di euro in pochi minuti ferendosi, facendosi danni, spaccando oggetti e coglioni, lui la detestava. Il primo gennaio invece era uno dei giorni più belli dell'anno. Nessuno per le strade, nessuno nei negozi, tutti a dormire gonfi di cibo e vino da supermercato, con le bocche secche e le orecchie che ancora fischiano per la musica a palla e i tricchetracche sul balcone. E lui solo, a Ostia a passeggiare sulla spiaggia.“

Carlo Biotti 32
1901 – 1977
„la lunga reclusione prima di un processo giusto è ingiustizia“

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Peter Singer 44
filosofo australiano 1946
„I vitellini sentono terribilmente la mancanza della madre. Sentono anche la mancanza di qualcosa da succhiare. Il bisogno di poppare è forte in un vitello piccolo così come in un bambino. Questi vitelli non hanno capezzoli da succhiare, né altro che li sostituisca. Dal loro primo giorno di reclusione – che può facilmente essere soltanto il terzo o quarto giorno di vita – essi bevono da un secchio di plastica. Sono stati fatti tentativi di nutrire i vitelli con tettarelle artificiali, ma il problema di mantenerle pulite e sterili a quanto sembra non vale il disturbo del produttore. È comune vedere i vitelli che cercano freneticamente di succhiare qualche parte del loro box, benché non vi si trovi di solito nulla di adatto; e se si dà a un vitello da latte un dito, si vedrà che comincia immediatamente a succhiarlo, come un piccolo umano si succhia il pollice. Più tardi il vitello sviluppa il bisogno di ruminare – cioè di ingerire della fibra naturale e rimasticare il bolo. Ma la fibra è rigorosamente proibita perché contiene ferro e fa diventare scura la carne, per cui, ancora una volta, il vitello può ricorrere a vani tentativi di masticare parti del suo box. Disturbi digestivi, comprese ulcere gastriche, sono frequenti nei vitelli a carne bianca. Lo stesso vale per la diarrea cronica. (p. 145)“

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Piero Calamandrei 107
politico italiano 1889 – 1956
„E tuttavia, anche se la condizione delle carceri è ricaduta a quella che era mezzo secolo fa, vi è oggi nella vita pubblica italiana un elemento nuovo, che potrebbe essere decisivo per una fondamentale riforma di esse. Se nel 1904 gli uomini politici che avessero esperienza della prigionia si potevano contare nella Camera italiana sulle dita di una mano, oggi nel Parlamento della Repubblica essi sono certamente centinaia; solo nel Senato siedono diverse diecine di senatori di diritto che hanno scontato più di cinque anni di reclusione per condanna del Tribunale speciale. Mai come ora è stata presente nella nostra vita parlamentare la cupa esperienza dolorante della prigionia vissuta; se neanche questa volta si facesse qualcosa per cominciare a portare un po’ di luce di umanità nel buio delle carceri, non si potrebbe addurre questa volta la comoda scusa burocratica della mancanza di precise informazioni!“

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