Frasi, citazioni e aforismi su redazione

Domenico Petrini 2
critico letterario italiano 1902 – 1931
„Tutta questa produzione lirica, uscita dal ritorno umanistico ai classici e dal rinsaldamento della personalità del Rinascimento, andrà guardata non con a fronte l'ideale d'una poesia in cui un sentimento si crei intorno la commossa e pur conclusa risonanza della parola che si fa canto ma come un'espressione a volta a volta agitata ed eloquente di un'umanità che esprime per essa il suo ideale di vita: come oratoria e non come poesia. Un'oratoria il cui continuo pericolo, ma anche spesso evitato, è di finire letteratura: ma che talora, spesso, ha una voce sua.Guardiamo Chiabrera: in lui tutto il gusto dell'età sua: nelle canzoni, mitologia avant toute chose: ma anche Bibbia, come voleva Tasso e come aveva fatto Herrera per Lepanto e come farà Filicaia per Vienna; la vita contemporanea, levata al livello dell'antico ha un'esaltazione eroica in cui l'umano perde ogni original forma di vita e si difà nel mito. (in Binni e Scrivano, p. 601)“

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Renzo Arbore 32
cantautore, showman e conduttore radiofonico italiano 1937
„È una tv, scusi il termine non sostituibile, "paracula". Fatta da gente che in redazione studia la trovata che il giorno dopo possa strappare qualche titolo. Una tecnica giornalistica. Ci giocai anch'io...“


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Enzo Biagi 200
giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano 1920 – 2007
„R: Nei confronti miei e del Giornale fu un editore eccellente, che non mise mai becco nella conduzione, che rimase fedele alla formula che io avevo escogitato: tu sei il proprietario, io sono il padrone, almeno finché resto il direttore. Poi quando entra in politica, va nella redazione a mia insaputa e dice: qui bisogna cambiare tutto, adesso il giornale deve essere al suo servizio. Non dica di no perché ho le testimonianze di tutti i redattori. Quindi diventa un uomo diverso, vuole fare lui il padrone ma io la vocazione del servitore non ce l'ho proprio. [... ]“

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Giampiero Galeazzi 7
giornalista e conduttore televisivo italiano 1946
„Io sono sempre stato aziendalista. Ma quando ho smesso di fare Domenica In mi sentivo un po' spaesato. In redazione non avevo 'na stanza, 'na sedia, 'na scrivania. Mi avevano messo da parte. Era la vendetta del sistema.“

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Filippo Facci 58
giornalista italiano 1967
„Nell'insieme: lavoravo da abusivo per il giornale dei ladri, ero disprezzato dai colleghi e da chiunque in quel periodo sapesse dove scrivevo, completamente gratis, in teoria non potevo neppure entrare in redazione e sotto i miei articoli c'era la firma di un altro. Però c'era la salute. (dal libro Di Pietro-la storia vera, Mondadori)“

„Fare il giornalista free lance, nella maggior parte dei casi, vuol dire scegliere di non avere padroni. È un tentativo continuo di stare lontano dalle lobby di redazione e dai protettori politici che condizionano le carriere. È il bisogno, in fondo, di esprimere una libertà fondamentale: ribellarsi ai sorprusi (magari sbattendo la porta in faccia quando la pressione si fa insostenibile) e dire no ai compromessi con il potente di turno. (p. 13)“

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Gianni Lannes 34
giornalista e fotografo italiano
„L'agenda dei mass media in Italia è dettata attualmente in massima parte in Italia dai potentati finanziari che influenzano anche la politica e siedono nei consigli d'amministrazione editoriale, non solo direttamente nelle redazioni che contano.“

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Nicolao Merker 10
scrittore e filosofo italiano 1931 – 2016
„C'è un testo di Fichte, del 1794, conosciuto nelle traduzioni italiane con il titolo La missione del dotto. Sono cinque lezioni di un corso che il filosofo tenne dal maggio di quell'anno all'università di Jena; e che nel Catalogus praelectionum – cioè in quello che era, in redazione latina, come si usava, il programma ufficiale delle attività didattiche dell'ateneo – egli aveva annunciato come lezioni pubbliche (o conferenze aperte a tutti) dedicate al tema «de officiis eruditorum», e che avrebbero dovuto occupare l'intero semestre estivo. Lezioni "sui doveri degli eruditi", dunque, o "dei dotti", come si potrebbe tradurre.“


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Nico Perrone 74
saggista, storico e giornalista italiano 1935
„Al termine della «Settimana di Camaldoli» vennero formulati diversi sintetici Enunciati. Essi furono successivamente sviluppati in un'articolata elaborazione teorica, consistente in 99 Principi, nota come «Codice di Camaldoli», la cui redazione si protrasse dal settembre 1943 al maggio 1944. Essa fu, «in varia guisa», curata da Ludovico Montini, Sergio Paronetto, Pasquale Saraceno, Ezio Vanoni. (p. 6)“

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Indro Montanelli 395
giornalista italiano 1909 – 2001
„Mai le nostre prese di posizione su problemi e personaggi sono state non dico condizionate, ma influenzate dalle personali amicizie o preferenze di Berlusconi. Per la verità, l'editore chiese una volta a titolo di favore, un «occhio di riguardo» per la sua creatura prediletta. Non la televisione, […] ma il Milan. Sottoposi questa sommessa istanza alla redazione sportiva. La risposta fu una lettera collettiva di dimissioni. Caso chiuso. Da allora rinuncio a leggere le cronache delle partite del Milan, per non dovermi dispiacere del dispiacere che ne prova probabilmente Berlusconi. (17 aprile 1988)“

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Leo Ortolani 87
autore di fumetti italiano, creatore di Rat-Man 1967
„E allora via che si comincia a bussare. Toc! Toc! Una casa editrice dopo l'altra, sperando che qualcuno apra. Che qualcuno mi faccia entrare. "L'investigatore Merlo?" mi risponde al telefono la voce dell'editore della casa editrice Taldeitali. "Sì, in redazione lo hanno letto, lo hanno trovato molto divertente. Non ci interessa." Giuro, disse così. (da Toc! Toc! in Rat-Man Collection n. 50, Panini Comics, settembre 2005, p. 36)“

Giorgio Forattini 18
disegnatore italiano 1931
„I direttori dei giornali, negli anni, hanno maturato la convinzione che la satira è un rischio per le querele miliardarie dei politici. In tanti anni di pressioni, la sinistra ha ottenuto quello che voleva: si sono fatti la loro satira, la loro cultura. La televisione è dominata da loro. Io non vado mai in televisione. Ma quando ci vado sono dolori. Dopo la prima puntata della trasmissione arrivano le telefonate dei politici e io sparisco. Ricordo le telefonate di Enrico Berlinguer e io sparivo. Repubblica era quasi un giornale liberale nel 1976. Poi sono arrivati questi ragazzi del '68 e il clima è diventato più difficile per me che non amavo girare per le redazioni perché il clima non era dei migliori. Le mie vignette venivano messe sotto processo e Repubblica non mi ha mai difeso come avrebbe dovuto. Ed era dovere di Ezio Mauro farlo perché erano d'accordo con D'Alema per farmi fuori.“


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Gillo Dorfles 10
critico d'arte, pittore e filosofo italiano 1910
„Fino a non molto tempo fa Salerno era una città disordinata e architettonicamente povera, ma grazie a un serio impegno dell'amministrazione cittadina sono stati chiamati grandi protagonisti dell'architettura e dell'urbanistica mondiale come Oriol Bohigas, David Chiepperfield e Tobia Scarpa e negli ultimi dieci anni la città ha conosciuto una straordinaria stagione di risanamento urbanistico, cambiando completamente volto. E così, paradossalmente Salerno oggi è una città più bella della stessa Napoli, le cui ingenti bellezze artistiche, purtroppo, sono contaminate dal tremendo problema de rifiuti. Questo è per me un chiaro esempio di utopia ben riuscita. (da Dialoghi sull'Utopia tra il grande Maestro del gusto e la Redazione Studenti, 22 aprile 2011)“

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Indro Montanelli 395
giornalista italiano 1909 – 2001
„Io voglio ringraziare Travaglio, perché ha detto l'assoluta e pura verità. Assolutamente. La versione che ha dato degli avvenimenti è quella esatta. […] Io ho conosciuto due Berlusconi: il Berlusconi imprenditore privato che comprò Il Giornale -e noi fummo felici di venderglielo, perché non sapevamo come andare avanti- su questo patto: tu, Berlusconi, sei il proprietario de Il Giornale, io, direttore, sono il padrone del Giornale, nel senso che la linea politica dipende solo da me. Questo fu il patto fra noi due. Quando Berlusconi mi annunziò che si buttava in politica, io capii subito quello che stava per succedere. Cercai di dissuaderlo […] ma tutto fu inutile. Dal momento in cui lo decise mi disse: "Ora Il Giornale deve fare la politica della mia politica". Ed io gli dissi: "Non ci pensare nemmeno". Allora lui riunì la redazione come ha raccontato Travaglio -e questo lo fece a mia totale insaputa- e disse: "D'ora in poi Il Giornale farà la politica della mia politica". E a quel momento me ne andai, cos'altro potevo fare? […] Nella mia vita ci sono stati due Berlusconi, completamente opposti […] questo fa parte del ritratto di Berlusconi. […] Come capo politico è quello che io ho conosciuto in quei brutti giorni in cui scorrettamente, nella maniera più scorretta e più volgare, saltandomi, radunò la redazione de Il Giornale per dirgli "Qui si cambia tutto" all'insaputa del direttore. Se questo sembra a Feltri un modo di procedere democratico e civile, è affar suo. (risposta telefonica a Marco Travaglio e Vittorio Feltri durante la trasmissione Il Raggio Verde, 23 marzo 2001)“

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Enzo Biagi 200
giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano 1920 – 2007
„Mi dispiace lasciare questa redazione, ma non posso stare in un giornale che chiede al suo direttore la tessera della massoneria. *[Dopo lo scandalo P2; 1981]“

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Carmelo Bene 200
attore, drammaturgo e regista italiano 1937 – 2002
„Lorenzaccio è quel gesto che nel suo compiersi di disapprova. Disapprova l'agire. E la storia medicea, dispensata, non sa di fatto stipare questo suo (–) enigma eroico; ha subìto e glorificato di peggio, questa Storia. Ma le cose son due: o la Storia, e il suo culto imbecille, è una immaginaria redazione esemplare delle infinite possibilità estromesse dalla arbitraria arroganza dei 'fatti' accaduti (infinità degli eventi abortiti); o è, comunque, un inventario di fatti senza artefici, generati, cioè, dall'incoscienza dei rispettivi attori (perché si dia un'azione è necessario un vuoto della memoria) che nella esecuzione del progetto, sospesi al vuoto del loro sogno, così a lungo perseguito e sfinito, dementi, quel progetto stesso smarrirono, (de)realizzandolo in pieno. (pag. 9)“

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