Frasi su respiro


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Caparezza 313
cantautore e rapper italiano 1973
„Io sono vivo, ma non vivo perché respiro, | mi sento vivo solo se sfilo la stilo e scrivo. (da Jodellavitanonhocapitouncazzo, n.º 14)“

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Cesare Cremonini 34
cantautore, attore e musicista italiano 1980
„Ho visto un posto che mi piace si chiama Mondo, | ci cammino, lo respiro, la mia vita è sempre intorno. (da Mondo, CD 1, n.° 1)“


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Giacomo Leopardi 205
poeta, filosofo e scrittore italiano 1798 – 1837
„La poesia malinconica e sentimentale è un respiro dell'anima. (libro Zibaldone di pensieri)“

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Luciano Ligabue 353
cantautore italiano 1960
„Ridiamo come le montagne non appena gli voltiamo le spalle, ogni volta che sono sicure che nessuno le veda. Come il mare che si ostinano a chiamare furioso mentre le tempeste non sono che i suoi sghignazzi. Come le nuvole che se piangono pioggia è solo per il gran ridere. Come il vento che non fa che sganasciarsi e soffia soltanto perché deve riposare il respiro. Ridiamo come il cielo che deve avere tutti i motivi per ridere di noi ma anche con noi. Ridiamo come non potranno mai fare gli animali che non sanno cosa si perdono. Ridiamo come solo i più fortunati riescono a fare. Ridiamo di cuore.“

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Salvatore Quasimodo 61
poeta italiano 1901 – 1968
„Camminano angeli, muti | con me; non hanno respiro le cose; | in pietra mutata ogni voce, | silenzio di cieli sepolti. (Alla notte)“

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Nek 158
cantautore e musicista italiano 1972
„Vorrei non vederti mai soffrire | e voglio poter dire che la vita è bella | ma non è abbastanza lunga per chi | ama come me | Amo e non ne posso fare a meno | quindi tu sei tutto quello che io chiedo | e del mondo fuori non mi importa | e non esiste più | Spero solo di non farmi male | a forza di sognare, a forza di sognare | ma spero tanto in ogni tuo sorriso | in ogni tuo respiro insomma | tutto di te. (da Tutto di te, n.° 7)“

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Luis Sepúlveda 99
scrittore, giornalista e sceneggiatore cileno 1949
„«Ora volerai, Fortunata. Respira. Senti la pioggia. È acqua. Nella tua vita avrai molti motivi per essere felice, uno di questi si chiama acqua, un altro si chiama vento, un altro ancora si chiama sole e arriva sempre come una ricompensa dopo la pioggia. Senti la pioggia. Apri le ali» miagolò Zorba. La gabbianella spiegò le ali. I riflettori la inondavano di luce e la pioggia le copriva di perle le piume. L'umano e il gatto la videro sollevare la testa con gli occhi chiusi. «La pioggia. L'acqua. Mi piace!» stridette. «Ora volerai» miagolò Zorba. «Ti voglio bene. Sei un gatto molto buono» stridette Fortunata avvicinandosi al bordo della balaustra- «Ora volerai. Il cielo sarà tutto tuo» miagolò Zorba.“

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Nesli 159
rapper, beatmaker e cantautore italiano 1980
„Saranno gli occhi del cielo a non lasciarmi mai, a darmi quello che tu non mi hai dato mai. (da Respiro, n.° 4)“


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Claudio Baglioni 184
cantautore italiano 1951
„A rubare il fuoco ci si bruciano le vite, ma un po' d'aria per campare si respira anche dalle ferite. (da Qui Dio non c'è)“

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Claudio Baglioni 184
cantautore italiano 1951
„Tu sei quel respiro che mi toglie ancora il fiato. (da Niente più)“

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Giorgia 26
cantautrice, musicista e produttrice discografica italiana 1971
„Mi pento e mi dolgo per questo peccato, ma quando respiro mi accorgo che esisto davvero!. (da Vivi Davvero, 2002)“

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Gianna Nannini 131
cantautrice e musicista italiana 1954
„Sei nell'anima | e lì ti lascio per sempre, | sei in ogni parte di me | ti sento scendere tra respiro e battito.. (da Sei nell'anima)“


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Albert Schweitzer 56
medico, teologo, musicista e missionario luterano tedesc... 1875 – 1965
„Fin dalla mia più tenera infanzia ho sentito il bisogno di avere compassione per gli animali. Ancor prima di andare a scuola non riuscivo a capire perché, nella preghiera della sera, dovevo pregare soltanto per delle persone. Per questo, dopo che mia madre mi aveva fatto ripetere la preghiera e mi aveva dato il bacio della buona notte, in segreto aggiungevo una preghiera per tutti gli esseri viventi, composta da me. Diceva così: «Buon Dio, proteggi e benedici tutto ciò che ha respiro, difendili da ogni male e fa' che dormano tranquilli». (p. 9)“

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Vittorino Andreoli 77
psichiatra e scrittore italiano 1940
„La disperazione è follia. La follia, la percezione della impossibilità di vivere: esserci, ma come non esserci. La disperazione come esperienza di follia è incompatibile con la vita. Vede morte, progetta morte e ammazza sé e l'altro. La disperazione è una follia possibile all'uomo, a tutti gli uomini; è anzi una prospettiva dell'uomo, si lega al suo bisogno di stare con l'altro, al fatto che da solo non può vivere, perché la vita umana non è solitudine ma condivisione, appartenenza, attaccamento. L'uccidere è un attimo di disperazione infinito e insanabile, e allora il mondo appare inutile e dannoso e un individuo si percepisce come irriducibile al mondo, come un alieno, come un alienato. Un sentimento umano, possibile, compatibile alla normalità. L'ammazzare si lega alla follia della normalità, a quella capacità dell'uomo che, se entrato in crisi, invece che aiutarlo a vivere lo trasformano in morte e lo spingono ad uccidere e rovinarsi, uccidersi. Diversa è la follia dal punto di vista clinico, ma anche da quello giuridico (l'incapacità di intendere e di volere: un'infermità che è sopravvenuta impedendo alla macchina umana di funzionare). Io vedo la follia come un meccanismo che ricalca quello della disperazione, della sensazione di fine: l'incomprensibilità del mondo, il tirarsene fuori. Stare ancora sul pianeta senza saperlo. Vicino agli altri senza aver bisogno dell'altro. Perdendo persino il ricordo delle parole e del loro significato, rinunciando a comunicare. La schizofrenia ne è un esempio straordinario: essere nel mondo come il mondo finisse e come se l'essere non avesse alcun senso, poiché ogni significato si pone in una relazione. Lo schizofrenico è un'isola, una monade chiusa in una cella dell'esistere, in una prigione del mondo. In isolamento perché così può ancora respirare. La vita che più si avvicina alla morte. Insomma, la follia ha già a che fare con la morte, anche se non nella sua rappresentazione corporea, bensì in quella psicologica, la personalità, e in quella sociale, le relazioni. Vi sono tre morti: quella del corpo, la più emblematica e assoluta, quella psicologica, che permette al corpo di essere ancora attivo e di rivestirsi persino di eleganza, e poi la morte sociale: privati di ogni dimensione, come se fossimo diventati trasparenti e, pur dentro una moltitudine, nessuno ci vedesse. Il folle è un morto che cammina e che respira. Se uccide lo fa senza disperazione, forse per stizza, è un cadavere che uccide. La follia ha già superato la disperazione e per questo vive senza vivere, vive da morta e, se uccide, uccide già morta. (da Il lato oscuro, Rizzoli, 2002)“

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Vittorino Andreoli 77
psichiatra e scrittore italiano 1940
„La fine non è un appuntamento più o meno lontano, ma un presente che si perpetua, e così si muore continuamente e si è morti anche quando si respira.“

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Jovanotti 186
cantautore, rapper e disc jockey italiano 1966
„Guarda sempre in faccia il mondo e non avere paura di niente | non abbassare lo sguardo di fronte alla gente | potranno dirti bugie potrenno prenderti in giro | è una partita che si gioca all'ultimo respiro. (da Kebrillah, n. 3 CD2)“

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