Frasi su riconoscimento

Ci sono molte squadre, in ogni sport, che hanno grandi giocatori ma non vincono mai titoli. La maggior parte delle volte quei giocatori non sono disposti a sacrificarsi per il bene della squadra. La cosa divertente è che, alla fine, la scarsa disponibilità al sacrificio rende più difficile raggiungere gli obiettivi personali. È mia convinzione profonda che se si pensa e si ha successo come una squadra, i riconoscimenti individuali verranno da sé. Il talento fa vincere le partite, l'intelligenza e il lavoro di squadra fanno vincere un campionato. [fonte 15]

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Michael Jordan 33
cestista statunitense 1963

Per quanto ha fatto per il nostro sport, penso che Jordan meriti un riconoscimento. Se non ci fosse stato lui, non ci saremmo neppure noi.

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LeBron James 15
cestista statunitense 1984

Ma il divieto antiomosessuale deve la sua forza, e il suo carattere di costrizione, proprio al rapporto con la sua controparte inconscia, il desiderio latente e non eliminato di omosessualità, ossia quella necessità profonda che manca di riconoscimento cosciente: "fondamento del tabù è un'azione proibita verso la quale esiste nell'inconscio una forte inclinazione

Mario Mieli 21
scrittore e attivista italiano 1952 – 1983

Credo proprio che il problema sia un altro: nel bene e nel male sono stato un atleta scomodo, una specie di odiatissima realtà per tutta la cattiva coscienza dell' atletica. E così ogni volta che mi muovo sono costretto a prendere insulti e schiaffi. Non mi dispiaccio più di tanto. Quello che farò fra qualche ora fa parte soltanto del piacere continuo e mai domo di misurarmi con me stesso. E se poi addirittura il tempo che farò vale un riconoscimento a livello di nazionale bene, io sarò contento e credo forse dovrebbero essere contenti anche quelli dell' atletica. Se questa è un' attività fatta da uomini, e non da robot, o da gretti personaggi in cerca di miserande rivincite. E pensa che bello per me: questa volta non ho l' obbligo di arrivare primo, ma solo il piacere di una sfida in teoria impossibile. Che gusto!

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Pietro Mennea 44
atleta e politico italiano 1952 – 2013

Non il voto dei cittadini, ma il riconoscimento degli dèi afferma la volontà generale.

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Luigi Einaudi 29
2º Presidente della Repubblica Italiana 1874 – 1961

[... ] c'è un'associazione in Francia [... ] che auspica, per gli omosessuali, l'abolizione del ridicolo, e il riconoscimento della "parità dei diritti": una specie di nuovo femminismo, che si potrebbe chiamare terzosessismo. Forse hanno ragione, chi lo sa. E forse, un giorno, la spunteranno. Ma che tristezza, quando la spunteranno. Sarà tale la tristezza che, vedrete, non ci sarà più nessun gusto a peccare di questo peccato. E non dovendo più nascondersi, non dovendo più sfidare il ridicolo, tutti, anche i meno tranquilli, capiranno che tanto vale amare le donne.

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Mario Soldati 64
scrittore e regista italiano 1906 – 1999

Il riconoscimento dei propri peccati è autentico soltanto quando l'uomo ne soffre.

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Anselm Grün 19
scrittore tedesco 1945

Deve [... ] ascriversi ad ennesimo riconoscimento della abilità investigativa di Giuliano se quanto è emerso faticosamente solo adesso, a seguito di indagini istruttorie complesse e defatiganti, era stato da lui esattamente intuito e inquadrato diversi anni prima. Senza che ciò voglia suonare critica ad alcuno, devesi riconoscere che se altri organismi statali avessero adeguatamente compreso e assecondato l'intelligente impegno investigativo del Giuliano, probabilmente le strutture organizzative della mafia non si sarebbero così enormemente potenziate e molti efferati assassini, compreso quello dello stesso Giuliano, non sarebbero stati consumati.

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Paolo Borsellino 21
magistrato italiano 1940 – 1992

Un gruppo di ricercatori moscoviti sono riusciti a garantire l'indipendenza dall'insulina a due pazienti iniettando loro nell'addome cellule del pancreas di maialini appena nati, rivestite di un gel che ne impedisce il riconoscimento e quindi il rigetto, da parte del sistema immunitario dell'ospite.


Il miglior riconoscimento per la fatica fatta non è ciò che se ne ricava, ma ciò che si diventa grazie a essa.

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John Ruskin 40
scrittore, pittore e poeta britannico 1819 – 1900

Siamo soliti a guardare avanti, spesso trascurando le benemerenze di ieri; non siamo facili alla gratitudine, alla memoria, alla coerenza con il nostro passato, all'ossequio, alla fedeltà dovuta alla storia, alle azioni che si succedono da una generazione all'altra degli uomini. Spesso si rivela assai diffuso un senso di distacco dal tempo trascorso: e ciò è causa di inquietudine, trepidazione, instabilità.
Un popolo sano, un popolo cristiano è molto più aderente a quanti ci hanno preceduto; e mira alla logica delle vicende in cui deve formarsi la propria esperienza, mentre non esita di fronte al necessario tributo di riconoscimento e di giusta valutazione.

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Papa Paolo VI 121
262° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1897 – 1978

Alta cultura e cultura di massa si ricongiungono, l'una per il suo aristocraticismo volgare, l'altra per la sua volgarità assetata di riconoscimento sociale.

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Edgar Morin 23
filosofo e sociologo francese 1921

Ogni volta che abbiamo il coraggio di guardare tutto e di guardarlo come Dio lo vede, la nostra colpa diventa una felice colpa e la nostra vergogna una felice vergogna, perché ci hanno portato a un riconoscimento più profondo della misericordia di Dio, a una convinzione più forte della guida di Dio, a un impegno più radicale per una vita al servizio di Dio.

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Henri Nouwen 32
presbitero e scrittore olandese 1932 – 1996

La gerarchia di dignità non deve essere confusa con la gerarchia di giurisdizione. Tale confusione, lungi dall'essere omaggio all'ordine stabilito da Dio tra le cose, ne è la violazione: ed è essa che permette alla cupiditas, che nel dominio filosofico ha il significato dell'opposto della giustizia, e in quello teologico della volontà pervertita dal peccato, di prevalere. Per cui il riconoscimento dell'autonomia degli ordini è la forma autentica del rispetto all'ordine stabilito da Dio, o alla sovranità di Dio stesso. (da Augusto Del Noce, Dante e il nostro problema metapolitico in L'Europa, V, 30 aprile 1971)

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Augusto Del Noce 12
politologo, filosofo e politico italiano 1910 – 1989

In questo modo il valore personale finisce con l'essere il fattore più insignificante nel reperimento di un posto di lavoro, con conseguente frustrazione personale e cattivo funzionamento della società, dove solo per caso o pura combinazione è dato incontrare la persona giusta al posto giusto. Capiamo così perché in Italia la lotta alla mafia non sarà mai vinta, perché la mafia non è altro che la versione truculenta del costume diffuso, dove la parentela, la conoscenza, lo scambio di favori, in una parola, la rete "familistica" ha il sopravvento sul riconoscimento dei valori personali e sui diritti di cittadinanza. Che fare? Ben poco si può fare finché non si eleva il livello di civiltà che ha come suo primo pilastro il riconoscimento del valore degli individui. A questo proposito gli americani potrebbero insegnarci qualcosa e, visto che oggi la cultura diffusa si proclama filo-americana, potremmo importare da loro quest'unica virtù in cui eccellono. Ma forse il nostro filo-americanismo significa solo fare i nostri traffici sotto la loro protezione.

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Umberto Galimberti 104
filosofo e psicoanalista italiano 1942

Col vegetarianesimo (cioè non nutrendosi della carne di animali macellati, ma di prodotti della terra, e di derivati dagli animali, ma senza ucciderli) si realizza principalmente il riconoscimento del valore dell'esistenza di quegli esseri animali contro i quali si decide di non usare l'uccisione, e, di riflesso, si realizza una maggiore persuasione che non si debba usare violenza contro gli esseri umani. Dopo la decisione vegetariana noi guardiamo subito con nuovi occhi gli animali; non ne esageriamo il valore, ma sentiamo in noi qualche cosa di franco, di calmo, di affettuoso fino all'intimo.

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Aldo Capitini 70
filosofo, politico e antifascista italiano 1899 – 1968

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