Frasi su riformista


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Letizia Moratti 10
politica e manager italiana 1949
„Craxi e poi io lascio agli storici il giudizio storico, è stato indubbiamente un grande innovatore, ha rilanciato la politica riformista nel nostro Paese, una politica riformista socialista che in qualche modo in Italia non esisteva più per via del compromesso storico che c'era tra DC e PCI.“

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Letizia Moratti 10
politica e manager italiana 1949
„Craxi ha, in qualche modo, ridato dignità, orgoglio al partito socialista riformista, tra l'altro ancorandolo all'internazionale socialista, quindi anche in una prospettiva internazionale.“


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Silvio Berlusconi 727
politico e imprenditore italiano 1936
„Allo­ra, vi piace il presidente ferroviere? Io inve­ce preferisco il presidente puttaniere! (24 marzo 2009; citato da Tommaso Labate su Il Riformista e ripreso da Gian Antonio Stella in Quel rischioso gusto della battuta, Corriere della sera, 24 giugno 2009)“

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Antonio Ricci 22
autore televisivo e produttore televisivo italiano 1950
„[Sabina Guzzanti] Lei è di destra come il padre e con le labbrucce siliconate spara a zero contro Berlusconi, poi però fa chiamare il padre per farsi produrre il film. (da il Riformista, 24 settembre 2005)“

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Bao Tong 3
politico cinese 1932
„[Parlando di Wen Jiabao] Ha coltivato la propria immagine riformista accennando di tanto in tanto, in pubblico, della necessità di riforme politiche. Ma le sue visioni liberali hanno in realtà una base ben piantata nella linea del Partito: Wen sa essere politicamente corretto in ogni istante. In realtà, non ha fatto altro che ripetere quello che ha detto prima di lui il defunto Deng Xiaoping. Ha tradito tutti.“

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Pier Luigi Bersani 14
politico italiano 1951
„E poi ci sono elementi di radicalità che devono essere presenti nel riformismo. L'ambiente, l'uguaglianza, la pace: perché un riformista deve avere sempre il fucile in mano? Perché dovremmo accettare la più grande diseguaglianza dei redditi d'Europa? (dall'intervista di Marco Damilano, Ricomincio dal bis, L'espresso, 4 gennaio 2007)“

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Federico Caffè 14
economista italiano 1914 – 1987
„Il riformista è ben consapevole di essere costantemente deriso da chi prospetta future palingenesi, soprattutto per il fatto che queste sono vaghe, dai contorni indefiniti e si riassumono, generalmente, in una formula che non si sa bene cosa voglia dire, ma che ha il pregio di un magico effetto di richiamo. (29 gennaio 1982: p. 81)“

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Indro Montanelli 413
giornalista italiano 1909 – 2001
„Fra i tanti slogans che il partito socialista francese ha lanciato in occasione delle elezioni presidenziali per rassicurare i bravi borghesi sottolineando il proprio carattere moderato e riformista, abbiamo letto anche questo: «Il socialismo può fare di chiunque un milionario». Ci crediamo senz'altro. A patto che quel chiunque fosse prima un miliardario. (8 maggio 1981)“


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Gavino Angius 4
politico italiano 1946
„Come ho rimarcato più volte non sono disponibile, e con me tanti altri compagni, ad uscire dal socialismo europeo e a rinunciare ai principi che abbiamo affermato in questa difficile battaglia congressuale. È chiaro ed evidente come riportato dai più importanti organi di informazione che da sabato i Ds sono sciolti e la fase costituente è largamente predeterminata. Questo mio dissenso non è compatibile con la mia partecipazione alla "fase costituente". Di consenguenza non parteciperò al Comitato promotore per il Pd votato dal nostro Congresso che avvia la nascita del nuovo partito. È una decisione per me sofferta e difficile. Ma coerente con ciò che penso e sento. Non penso che tutti i riformisti italiani stiano nel Pd. Credo nella necessità storica della presenza, oggi e domani, in Italia di una autonoma forza democratica e socialista, laica, riformista e parte integrante del Partito del Socialismo Europeo. (dalla lettera aperta ai compagni e alle compagne, Roma, 24 aprile 2007)“

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Pier Luigi Bersani 14
politico italiano 1951
„Sui grandi scenari mi considero piuttosto verde anch'io. [... ] Per me l'ambiente è il paradigma della crescita, dell'innovazione, degli investimenti. È il motore dello sviluppo, polemizzo con chi lo fa diventare l'impedimento. [... ] E poi ci sono elementi di radicalità che devono essere presenti nel riformismo. L'ambiente, l'uguaglianza, la pace: perché un riformista deve avere sempre il fucile in mano? Perché dovremmo accettare la più grande diseguaglianza dei redditi d'Europa? (dall'intervista a L'espresso, n. 1, anno LIII, dell'11 gennaio 2007)“

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Gianni Alemanno 11
politico italiano, ex sindaco di Roma 1958
„Craxi è stato un grande leader che ha saputo con largo anticipo individuare l'esigenza di modernizzazione del Paese. È stata una figura capace di scavalcare le vecchie categorie destra-sinistra. Noi del Msi condividevamo la sua ricerca della dignità nazionale e le sue scelte riformiste. Le diffamazioni e i momenti amari non sono riusciti a scalfire l'immagine di uno dei più grandi statisti dell'Italia repubblicana. Inoltre fu lui l'unico prima di Berlusconi a fare una legge su Roma capitale.“

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Juan Donoso Cortés 2
scrittore e politico spagnolo 1809 – 1853
„Ditemi, se foste pittore e voleste dipingere il modello di un re, chi mai scegliereste se non Pio IX? Signori, Pio IX volle essere, come il suo divin maestro, magnifico e liberale; tese la mano agli esuli e li rese alla loro patria; ai riformisti dette riforme, ai liberali la libertà; ogni sua parola fu un beneficio. Ed ora ditemi, signori, i suoi benefici non sono stati uguagliati, se non superati dalle loro ignominie? Visto ciò, non è da considerare superato il sistema delle concessioni? (da Discurso sobre la dictadura (4 I 1849) in Obras completas, Madrid 1946, II, p. 203; citato in Giacomo Martina, Pio IX (1846-1850), vol. 1, Roma 1974, p. 1)“


Mario Mieli 21
scrittore e attivista italiano 1952 – 1983
„La prospettiva del matrimonio tra omosessuali interessa molto più il sistema che gli stessi gay riformisti. In Usa, la stampa, che pure ha passato quasi sotto silenzio il massacro di trentun omosessuali avvenuto a New Orleans nel 1973 (una delle tante stragi dell'Etero-Stato), ha dedicato ampi articoli nel corso dello stesso anno alla celebrazione di matrimoni tra donne o tra uomini. In Svezia (e anche in Norvegia) la stampa e la televisione discutono il diritto degli omosessuali al matrimonio, mentre le stesse organizzazioni gay moderate si limitano alla rivendicazione di una completa accettazione da parte della società. Lo status quo eterosessuale, tramite il "progressismo", medita un'integrazione totale dell'omosessualità, un suo rientro (dalla porta di servizio) nelle strutture della famiglia. (II, 5; p. 97)“

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Ali Eteraz 17
scrittore e giornalista pakistano
„Quando mi resi conto che il mondo aveva fame di qualcuno che si schierasse [... ] mi calai nel mio nuovo personaggio. Presi carta e penna e scrissi dei saggi infiammati che denunciavano i «signori dei serpenti» che manipolavano l'Islam per scopi politici e militari, i musulmani che sostenevano la pena di morte per gli apostati, i musulmani incapaci di accettare che l'Islam promettesse l'uguaglianza di tutti, i musulmani che soffocavano la libertà di parola in nome della religione – erano questi musulmani il bersaglio dei miei attacchi.
La questione dell'apostasia, l'abbandono della propria fede, erano importanti per me quanto per i riformisti. Troppi musulmani in disaccordo con il terrorismo e con la teocrazia erano accusati di apostasia e aggrediti, sfigurati e uccisi. Misi in fila una serie di citazioni dalle scritture islamiche per dimostrare che gli apostati non dovevano essere puniti. Studiai le opere dei saggi del passato e dei contemporanei. Iniziai una corrispondenza con studenti e pensatori in tutto il mondo, e insieme analizzavamo singoli versetti del Corano, perfino singole parole, e innumerevoli hadith per dimostrare ai nostri "co-religionari" estremisti che l'Islam non forniva una base per l'uccisione degli apostati.“

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Ali Eteraz 17
scrittore e giornalista pakistano
„Da quanto tempo vivi in un Paese musulmano?», chiesi a un tratto.
«Da due terzi della mia vita».
«Eppure non sei mai diventato un riformista?».
«No».
«E non sei mai diventato un fondamentalista?»
«No».
«E non hai mai voluto diventare un capo dell'Islam?»«No».
Alzai le sopracciglia. «Lo trovo stupefacente».
Ziad rallentò e mi lanciò un'occhiata. Si passò la mano sopra il sopracciglio sinistro, facendosi piovere granelli di polvere sulle gambe.
«Voglio farti io una domanda», disse.
«Cosa?»
«Da quanto tempo sei al mondo?»
«Scusa?»
«Da quanto tempo sei vivo?»
«Da tutta la vita, direi».
«Quando è stata l'ultima volta che hai fatto volare un aquilone in montagna?»
«Mai».
«Quando è stata l'ultima volta che ti sei sdraiato a terra e hai scattato foto agli insetti?»
«Mai».
«Quando è stata l'ultima volta che hai salvato dei ragazzi beduini nel deserto?»
«Mai».
«Be', amico, questo io lo trovo stupefacente».
Non dissi nulla. Mi sentivo come se fossi sepolto fino al collo nella sabbia e qualcuno stesse scagliando pietre alla mia essenza. Eppure le pietre non mi mandarono in frantumi, si rivelarono essere globi di luce. Mi scesero nella gola e si raccolsero nel mio stomaco. Divennero una pozza di luce brillante che si fuse e cominciò a ribollire. Poi un immenso getto di risate sgorgò dal mio ombelico e il raggio di luce si poté vedere fino a Damasco.
Ridemmo a crepapelle.“

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Nico Perrone 74
saggista, storico e giornalista italiano 1935
„Meglio, in politica, avere rappresentato venti bandiere che nessuna? – scrisse pensando a lui Benedetto Croce. Indro Montanelli nella sua biografia di Garibaldi, Luigi Magni nel suo film Il generale ce lo hanno rappresentato come un simpatico birbante. E anche Nico Perrone [... ] ci presenta una non schematica riabilitazione: anche a sorpresa, rispetto a un titolo che sembrerebbe ben altrimenti critico. È vero, riconosce, Liborio Romano era un voltagabbana. Ma non per volgare tornaconto personale, bensì sempre al servizio di progetti autenticamente riformisti. In campo penale, ad esempio, si dovette al suo pur breve passaggio per il governo delle Due Sicilie l'abolizione della pena barbarica delle legnate. E in campo sociale fu promotore alla Camera di una proposta di riforma agraria che forse contribuì al suo isolamento politico più ancora delle troppe giravolte. Naturalmente, molto dipende poi dal modo in cui si vuole valutare il passaggio dal Regno delle Due Sicilie al Regno d'Italia. Perrone non nasconde affatto i nodi dell'Unità, dall'accentramento brutale alla feroce repressione del brigantaggio. Ma non indulge neanche sull'opposta retorica della monarchia borbonica come mitica età dell'oro: prima ancora dei bersaglieri contro i briganti erano stati i soldati di Ferdinando I a tagliare teste in quantità per reprimere la rivolta del Cilento del 1828, e gli investimenti infrastrutturali e industriale che pur la dinastia borbonica aveva fatto si concentravano a Napoli dimenticando il resto del Regno. Romano, a suo modo, era stato appunto fautore di un fallito progetto di riscatto del Sud accettando la nuova logica unitaria, ma salvaguardandone gli interessi specifici. (da il Foglio, 27 luglio 2010)“

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