Frasi, citazioni e aforismi su riluttanza

Domenico Petrini 2
critico letterario italiano 1902 – 1931
„Tutta questa produzione lirica, uscita dal ritorno umanistico ai classici e dal rinsaldamento della personalità del Rinascimento, andrà guardata non con a fronte l'ideale d'una poesia in cui un sentimento si crei intorno la commossa e pur conclusa risonanza della parola che si fa canto ma come un'espressione a volta a volta agitata ed eloquente di un'umanità che esprime per essa il suo ideale di vita: come oratoria e non come poesia. Un'oratoria il cui continuo pericolo, ma anche spesso evitato, è di finire letteratura: ma che talora, spesso, ha una voce sua.Guardiamo Chiabrera: in lui tutto il gusto dell'età sua: nelle canzoni, mitologia avant toute chose: ma anche Bibbia, come voleva Tasso e come aveva fatto Herrera per Lepanto e come farà Filicaia per Vienna; la vita contemporanea, levata al livello dell'antico ha un'esaltazione eroica in cui l'umano perde ogni original forma di vita e si difà nel mito. (in Binni e Scrivano, p. 601)“

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Yukio Mishima 73
scrittore, drammaturgo e saggista giapponese 1925 – 1970
„Non sappiamo sino a qual punto sia sincera la nostra riluttanza a compiere certe azioni.“


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Charles M. Schulz 113
fumettista statunitense 1922 – 2000
„Sebbene suo marito andasse spesso in viaggio per affari, ella odiava stare sola. – Ho risolto il nostro problema, – disse egli. – Ti ho comprato un san Bernardo. Si chiama Estrema Riluttanza. Adesso, quando vado via, sai che ti lascio con Estrema Riluttanza! – Ella lo colpì con un mestolo. (6 agosto 1973)“

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Francesco Guccini 220
cantautore italiano 1940
„Salta in piedi, Sancho, è tardi, non vorrai dormire ancora, solo i cinici e i codardi non si svegliano all'aurora: per i primi è indifferenza e disprezzo dei valori e per gli altri è riluttanza nei confronti dei doveri! (da Don Chisciotte)“

Enzo Erra 26
politico, giornalista e scrittore italiano 1926 – 2011
„Sembra infatti di comprendere che, mentre altri si affollavano, una parte dei combattenti non si sia preoccupata, o abbia addirittura evitato, di farsi includere negli elenchi e di ottenere la relativa qualifica. Che una certa riluttanza a mettersi in mostra, e persino a farsi avanti, sia emersa tra i veri partecipanti agli scontri, risulta anche da altre fonti. «Nelle quattro giornate di Napoli», scriveva Giovanni Artieri nel 1963, «rarissimo caso, nessuno dei capi o dei combattenti avanzò pretese a ricompense, sbandierò ferite e mutilazioni. Tarsia morì oscuro e povero qualche anno fa; Stimolo continuò a fare il partigiano in imprese arrischiatissime, e cadde durante una missione in Romagna per conto del CLN di Genova. Parente è tornato ai suoi libri e ai suoi studi, e via dicendo». (p. 169)“

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Terry Pratchett 177
scrittore e glottoteta britannico 1948 – 2015
„Mi-Voglio-Rovinare-Dibbler era una di quelle rare persone capaci di pensare in linea retta.
La maggior parte della gente pensa in curve e zigzag. Per esempio, iniziano con un pensiero come: chissà come posso fare a diventare molto ricco, e poi procedono lungo una via incerta, che comprende pensieri come: chissà che c'è per cena, e: chissà chi mi può prestare 5 dollari?
Rovina, invece, era uno di quelli che riescono a identificare il pensiero all'altro capo del processo, in questo caso Ora sono molto ricco, tracciare una linea tra i due e percorrerla con calma e pazienza fino all'altra estremità.
Non che funzionasse. Gli pareva che nel corso del processo ci fosse qualche problemino, piccolo ma cruciale. Generalmente si trattava di una strana riluttanza da parte degli altri a comprare quello che lui vendeva. (pag. 56)“

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Luigi Pirandello 120
drammaturgo, scrittore e poeta italiano premio Nobel per... 1867 – 1936
„Dal giorno che egli, sotto l'urgenza della necessità, vincendo ogni riluttanza, dapprima con circospezione, poi risolutamente, con crudezza, le aveva detto che bisognava si recasse dal fratello Ippolito per salvare il figlio, era caduta, di schianto, in un attonimento quasi di apatia, come se la vista di tutte le cose intorno le si fosse a un tratto vuotata d'ogni senso. Non un gesto, non una parola. Più niente. E quella immobilità e quel silenzio avevano avuto fin da principio un che di così assoluto e invincibile, che né un gesto, né una parola eran più stati possibili per scuoterla o esortarla. Giulio sapeva che avrebbe ucciso la madre, parlando. E difatti, ecco, subito, parlando, l'aveva uccisa. Ella non poteva andare dal fratello per salvare il figlio: sarebbe stata la sua morte. Ed ecco, era morta.“

Peter Bodo 3
1949
„Da una parte, Del Potro è un ragazzo riservato, introverso, quasi reticente. Dall'altro, ha un gioco talmente pane-e-salame (meat-and-potatoes) che ti viene voglia di chiedere una bottiglia di salsa dopo averlo visto sparare due o tre dei suoi dritti, senza seguirne nemmeno uno a rete, dove potrebbe fare buon uso della sua apertura alare degna di un condor della California. Non so, forse il ragazzo ama caricare e sparare quel dritto [... ]. Nella sua mente, il tennis può essere tutta una questione di cazzotti. Quella riluttanza a venire a rete anche solo un po' più spesso di quanto strettamente necessario probabilmente spiega perché Del Potro resta ingolfato nei bassifondi della top-10 (ora è numero 7) pur continuando a spaventare a morte gli habitué delle vette del ranking. Se Del Potro fosse un po' più propenso a venire avanti e schiacciare la palla prima che tocchi terra, forse avrebbe ripreso la sua carriera come detentore del titolo in uno slam invece di restare un ex vincitore di uno slam.“


Ferruccio Masini 50
germanista, critico letterario e traduttore italiano 1928 – 1988
„Una poesia, questa di Nelly Sachs, che non ci riporta soltanto il dono della parola dopo l'orrore di Auschwitz, ma che cerca nella parola il segreto di una giustificazione religiosa del male, di una teodicea che ci in qualche modo con il mysterium iniquitatis. Un messaggio trepidamente raccolto e consegnato a noi – oltre la spaventosa eclisse di un mondo – quasi per comunicarci la quintessenza di una gnosi salvifica, di una illuminazione segreta quale è quella di chi custodisce nella poesia l'arte dolorosa di decifrare una «trascendenza bella» nella polvere, un «segno regale» nel mistero dell'aria.“

Sam Savage 10
scrittore statunitense 1940
„Quando cominciai a scrivere Firmino non sapevo nemmeno che Firmino fosse un topo, né che fosse a Boston, né che fosse un romanzo. Se non sto mettendo giù una storia, mi siedo davanti alla macchina da scrivere (oppure ora, al computer) e armeggio senza una vera e propria idea, l'equivalente scrittorio di passeggiare a zonzo. Spesso non ne viene fuori nulla, ma non sempre. Riscrivo un paragrafo molte volte prima di passare al prossimo. Cerco di non pensare dove stia andando il tutto, per paura di sforzare la storia in una direzione prestabilita piuttosto che lasciarla emergere dalla scrittura stessa... Per ciò che riguarda i miei impieghi, probabilmente ne ho avuti in una quantità maggiore di tanti altri, ma devo dire di aver passato più tempo seduto in poltrona a fare quello che spesso si descrive denigratoriamente come "fissare il vuoto". Le ricchezze che tale attività (infatti è proprio una vera attività) produce non sono convertibili in moneta. Tra gli impieghi che invece mi hanno monetizzato, il mio preferito è stato lavorare come pescatore di granchi lungo la costa del Sud Carolina, dove ritornai dopo l'università. Per sei o sette ore al giorno, ero solo su una barca a navigare nei canali delle paludi, spesso senza veder anima dalla mattina alla sera. Quando spegnevo il fuoribordo per tirar su le reti, gli unici suoni che udivo erano gli uccelli, il vento, e l'acqua. Pensavo, e penso tuttora, di essere in quei momenti la persona più fortunata del mondo. Di questi tempi, i miei piaceri sono piccoli e localizzati. Passeggio tra i laghi. Guardo dei video. Esco una o due volte alla settimana, per pranzare in qualche ristorantino. Leggo. I miei dispiaceri invece sono grandi e universali. Ho una riluttanza per i gerghi, specie quelli accademici. Sogno che un bel mattino tutte le auto della città non riusciranno a mettersi in moto. Mi dispero per guerre e carestie. Leggo le notizie in maniera ossessiva. Mi scaldo. Credo di farneticare. (da un'intervista)“

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Bertrand Russell 155
filosofo, logico e matematico gallese 1872 – 1970
„Svelò il mistero della gravitazione che da Newton in poi, tutti avevano considerato, sebbene con una certa riluttanza, inintelligibile.“

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Alice Sebold 3
scrittrice statunitense 1963
„Mio padre non voleva rispondere oppure , ci voleva qualcosa di semplice, qualcosa che potesse spiegare la morte a un bambino di quattro anni. disse, incapace di farlo rientrare nelle regole di un gioco. . Buckley allungò la mano e coprì la candelina con la mano. Poi guardò mio padre per vedere se era la risposta giusta. Mio padre annuì. Papà si mise a piangere. Buckley lo guardò negli occhi, ma non capì del tutto. Tenne la candelina sul suo cassettone finché un giorno sparì e nessuno la trovo più nonostante le innumerevoli ricerche. (p. 80)“


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Archita 2
filosofo, matematico e politico greco antico -428 – -347 a.C.
„La sapienza differisce fra tutte le cose umane tanto quanto differisce la vista fra i sensi corporei, e l'intelletto differisce dall'anima quanto il sole da astri. La vista infatti è fra tutti gli altri sensi quello che raggiunge gli obiettivi più lontani e che assume più forme, l'intelletto è assolutamente superiore alla ragione discorsiva nel portare a termine il suo compito ed è visione e potenza delle cose più preziose. Il sole, da parte sua, è occhio e anima delle cose naturali; tutte queste cose infatti si vedono e si generano e si concepiscono tramite lui, e una volta che siano radicate e generate si nutrono e crescono e si accendono alla vita dei sensi.“

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Sébastien Castellion 4
teologo francese 1515 – 1563
„San Paolo ci dice quali sono i frutti dello spirito: sono la carità, la gioia, la pace, la longanimità, la benignità, la bontà, la fedeltà, la mitezza, la temperanza. Da questi frutti si può facilmente giudicare quale setta sia la migliore, e cioè quella di coloro che credono e obbediscono a Cristo e imitano la sua vita, siano essi luterani, zwingliani, anabattisti o di qualunque altro nome. E infatti la verità sta nelle cose e non nelle parole.Così oggi, tralasciando il comportamento e la santità di vita, gli uomini sono soliti giudicare in base alla dottrina e uccidere quelli che dissentono da loro in qualche cosa, anche se per altro verso siano di buoni costumi, il che non deve invece avvenire. (in Millennium, p. 493)“

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Wendy Doniger 8
scrittrice e indologa statunitense 1940
„parlano, e noi rifiutiamo di concedere loro la dignità di essere ascoltati. I delfini, poiché non sono pesci ma sembrano pesci, e poiché ci parlano come pochi altri animali sono in grado di fare, violano doppiamente il confine tra le nostre categorie di mammiferi e pesci, e così minacciano la nostra definizione di ciò in cui consiste l'essere umani. Questo spiega, in parte, la riluttanza di alcuni a chiamare «linguaggio» quello dei delfini. E in effetti il linguaggio che si usa per comunicare con i delfini non è né il linguaggio con cui i delfini comunicano tra loro né il linguaggio con cui noi comunichiamo tra noi: è un linguaggio da stele di Rosetta, una sorta di esperanto mammifero. Eppure è un linguaggio, e ci mette in comunicazione con i pesci. (pp. 124-125)“

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Ernst Jünger 267
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„Vi sono degli incontri totali che mettono in questione il corpo e la vita; essi inaugurano un vasto campo che si estende tra l'intelligenza politica e la disciplina etica.
Nessuno può sottrarsi all'ultimo incontro, quello con la morte. Qui ognuno si espone in modo assoluto. La potenza della morte si sottrae al tempo e al numero, diventa immaginaria. Se inseriamo per il singolo, come per colui che è sconosciuto a sé, in numero base X, egli sarà esposto infinitamente: 'X'∞Solo così l'individuo diventa «indivisibile», come esprime il suo nome. Il fatto che la sua potenza superi qualsiasi misura e valutazione, include una speranza che oltrepassa quella del Paradiso. L'arte e i culti circondano e ornano il muro del tempo; ognuno celebra da solo il sacramento della morte. Nella morte di Ivan Ilijc, Tolstoj descrive il passaggio durante il quale l'esistenza non viene tolta, ma l'individuo rinuncia ad essa.
A questo proposito Heidegger scrive: «La rinuncia non toglie. La rinuncia dona. Dona la forza inesauribile dell'infinito». (da Esposizione, pp. XLV -XLVI della trad. it. parziale.)“

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