Frasi su rimanente

Silvano Agosti 11
regista italiano 1938
„Qui in Kirghisia, in ogni settore pubblico e privato, non si lavora più di tre ore al giorno, a pieno stipendio, con la riserva di un'eventuale ora di straordinario. Le rimanenti 20 e 21 ore della giornata vengono dedicate al sonno, al cibo, alla creatività, all'amore, alla vita, a se stessi, ai propri figli e ai propri simili. (p. 8)“

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Dave Grohl 6
polistrumentista e cantautore statunitense 1969
„E' con profonda tristezza e sincera preoccupazione per chi si trova a Parigi che siamo costretti a cancellare le rimanenti date del nostro tour. Non possiamo continuare dopo questi atti di violenza insensata, dopo che le frontiere nazionali sono state chiuse e dopo che il mondo intero si è raccolto in lutto. Non sappiamo come dirlo altrimenti: tutto ciò è pazzesco e fa schifo. I nostri pensieri e le nostre preghiere vanno a tutti quelli che sono rimasti coinvolti o che hanno perso qualcuno di caro.<br“


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Giovanni Boccaccio 55
scrittore e poeta italiano 1313 – 1375
„Se così è, che essere manifestamente si vede, che faccian noi qui, che attendiamo, che sognamo? perché più pigre e lente alla nostra salute che tutto il rimanente de' cittadini siamo? reputianci noi men care che tutte l'altre? o crediamo la nostra vita con più forti catene esser legata al nostro corpo che quella degli altri sia? (libro Decamerone)“

Samuel R. Kaplan 2
matematico
„Nel sistema di numerazione romana C corrispondeva a 100, D a 500, M a 1000. Col crescere dei debiti e dei crediti fu introdotta una cornice aperta verso il basso che tracciata intorno a un numero ne moltiplicava il valore per 100.000. Livia lasciò |D|, quindi 50.000.000, di sesterzi a Galba ma suo figlio, l'imperatore Tiberio, erede dei rimanenti beni della madre, sostenne che |D| andava letto D, cioè 500, "Quia notata non perscripta erat summa", perché la somma non era scritta in lettere. Galba ricevette quindi 500 sesterzi. Capito perché negli assegni e nei vaglia dovete scrivere il numero in cifre e in lettere?












Samuel R. (libro Zero)“

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John Beverley Nichols 2
oratore, autore, giornalista, drammaturgo, compositore 1898 – 1983
„Il matrimonio è un libro in cui il primo capitolo è scritto in poesia e i capitoli rimanenti in prosa.“

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Germaine de Staël 29
scrittrice francese 1766 – 1817
„Considera una creatura umana come un fatto o come una cosa, non certo come un suo simile. Come non ama, così non odia: per lui non c'è che lui. Tutte le rimanenti creature non sono che cifre. La forza della sua volontà consiste nell'imperturbabile calcolo del suo egoismo; è un abile giocatore di scacchi, la cui parte avversa è il genere umano, cui si propone di dare scacco matto.“

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Hans Magnus Enzensberger 28
scrittore, poeta e traduttore tedesco 1929
„Il progresso non ha eliminato la precarietà della condizione umana, ma l'ha profondamente modificata. Negli ultimi duecento anni le società piú evolute si sono conquistate nuovi diritti, nuove aspettative, nuove esigenze, spazzando via l'idea di un destino ineluttabile; hanno posto all'ordine del giorno concetti quali la dignità e i diritti dell'uomo; hanno democratizzato la lotta per il riconoscimento e suscitato attese di uguaglianza che non si possono soddisfare; e al contempo hanno fatto sí che ogni giorno per ventiquattro ore la disuguaglianza venga dimostrata su tutti i canali televisivi a tutti gli abitanti del pianeta. Ragione per cui la delusione umana è aumentata con ogni progresso. «Là dove i progressi civili sono effettivamente vincenti ed eliminano effettivamente i mali, raramente suscitano entusiasmo», nota il filosofo. «Diventano, piuttosto, ovvi, e l'attenzione allora si concentra sui mali che restano. Vige insomma la legge della crescente incidenza del rimanente. Quanto piú negativo scompare dalla realtà, tanto piú irritante diventa il negativo residuale, proprio perché diminuisce». (III; 2007, pp. 12-13)“

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Giovanni Papini 99
scrittore, poeta e aforista italiano 1881 – 1956
„La gioventù è nostalgica e profetica: rimpianto di ciò che non fu mai posseduto, desiderio di quel che non sarà mai nostro [... ]. Ma pure è il solo tempo della vita in cui veramente si vive: se vita è fuoco, amore di grandezza, sete di perfezione, amore dell'amore. È il solo tempo in cui l'uomo sia come ferro bianco e duttile, pronto a colare nelle forme vili ma anche in quelle divine; non ancora rappreso per sempre nel duro congelamento dell'abitudine [... ]. Tutto il rimanente della vita ci scalderemo alla braciglia lasciata dall'incendio della giovinezza. (da Sulla gioventù, Il Frontespizio, XI, ottobre 1932)“


George Jackson 7
rivoluzionario statunitense 1941 – 1971
„Avere un cambiamento rivoluzionario significa prendersi tutto ciò che è in possesso dell'1 per cento e trasferirlo nelle mani del rimanente 99 per cento. Se questo 1 per cento è semplicemente sostituito da un altro 1 per cento, allora di cambiamenti rivoluzionari non ce ne sono stati. (p. 26)“

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Hermann Hesse 239
scrittore, poeta e aforista tedesco 1877 – 1962
„Tutta la vita è così, caro mio, e bisogna prenderla com'è; e chi non è asino ci ride. La gente come lei non ha il diritto di criticare la radio o la vita. Impari prima ad ascoltare! Impari a prendere sul serio quello che merita di essere preso sul serio, e a ridere del rimanente! O ha fatto lei qualche cosa di meglio, qualche cosa di più nobile, di più savio, di più fine? Nossignore, non l'ha fatto. Lei, signor Harry, ha fatto della sua vita la storia di un'orrida malattia, della sua intelligenza una disgrazia.“

Carlo Antonio de Rosa 4
1638 – 1712
„Le opere da S. Tommaso composte sono tutte ridondanti di solida dottrina, avendosi riguardo singolarmente al tempo barbaro ed oscuro iu cui furono scritte e sembra incredibile che nel breve corso di anni 49 ne abbia tante composte, e di sì svariati argomenti. Dotato di un ingegno meraviglioso e divino, egli ebbe sempre in sommo conto il tempo, e poco dandone al cibo ed al riposo, tutto il rimanente concedeva all' orazione ed allo studio. (p. 24)“

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Cesare Pascarella 19
poeta e pittore italiano 1858 – 1940
„Piffe e paffe, se sbatteno ar duello | E er fratello, se sa, ce va de sotto. | Der rimanente a me me fece spece, | Perché, qualora lui l'aveva offeso, | Nun doveva fa' mai quello che fece. | Io, ner caso de quelli che cantaveno, | Invece der duello, avressi inteso! | Li cazzotti, percristo, furminaveno. (Er Fausto, da La scoperta dell'America e altri sonetti, a cura dell'Accademia dei Lincei, Mondadori, 1951)“


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Alexis De Tocqueville 71
filosofo, politico e storico francese 1805 – 1859
„I governi democratici possono diventare violenti e anche crudeli in certi momenti di grande effervescenza e di pericolo, ma queste crisi saranno rare e passeggere. Quando penso alle piccole passioni degli uomini del nostro tempo […] non temo che essi troveranno fra i loro capi dei tiranni, ma piuttosto dei tutori. Credo, dunque, che la forma d'oppressione da cui sono minacciati i popoli democratici non rassomiglierà a quelle che l'hanno preceduta nel mondo, […] poiché le antiche parole dispotismo e tirannide non le convengono affatto. La cosa è nuova, bisogna tentare di definirla, poiché non è possibile indicarla con un nome. Se cerco di immaginarmi il nuovo aspetto che il dispotismo potrà avere nel mondo, vedo una folla innumerevole di uomini eguali, intenti solo a procurarsi piaceri piccoli e volgari, con i quali soddisfare i loro desideri. Ognuno di essi, tenendosi da parte, è quasi estraneo al destino di tutti gli altri: i suoi figli e i suoi amici formano per lui tutta la specie umana; quanto al rimanente dei suoi concittadini, egli è vicino ad essi, ma non li vede; li tocca ma non li sente affatto; vive in se stesso e per se stesso e, se gli resta ancora una famiglia, si può dire che non ha più patria. Al di sopra di essi si eleva un potere immenso e tutelare, che solo si incarica di assicurare i loro beni e di vegliare sulla loro sorte. È assoluto, particolareggiato, regolare, previdente e mite. Rassomiglierebbe all'autorità paterna se, come essa, avesse lo scopo di preparare gli uomini alla virilità, mentre cerca invece di fissarli irrevocabilmente all'infanzia; ama che i cittadini si divertano, purché non pensino che a divertirsi. Lavora volentieri al loro benessere, ma vuole esserne l'unico agente e regolatore; provvede alla loro sicurezza e ad assicurare i loro bisogni, facilita i loro piaceri, tratta i loro principali affari, dirige le loro industrie, regola le loro successioni, divide le loro eredità; non potrebbe esso togliere interamente loro la fatica di pensare e la pena di vivere? Così ogni giorno esso rende meno necessario e più raro l'uso del libero arbitrio, restringe l'azione della volontà in più piccolo spazio e toglie a poco a poco a ogni cittadino perfino l'uso di se stesso. L'eguaglianza ha preparato gli uomini a tutte queste cose, li ha disposti a sopportarle e spesso anche considerarle come un beneficio. Così, […] il sovrano estende il suo braccio sull'intera società; ne copre la superficie con una rete di piccole regole complicate, minuziose ed uniformi, attraverso le quali anche gli spiriti più originali e vigorosi non saprebbero come mettersi in luce e sollevarsi sopra la massa; esso non spezza le volontà, ma le infiacchisce, le piega e le dirige; raramente costringe ad agire, ma si sforza continuamente di impedire che si agisca; non distrugge, ma impedisce di creare; non tiranneggia direttamente, ma ostacola, comprime, snerva, estingue, riducendo infine la nazione a non essere altro che una mandria di animali timidi ed industriosi, della quale il governo è il pastore. Ho sempre creduto che questa specie di servitù regolata e tranquilla, che ho descritto, possa combinarsi meglio di quanto si immagini con qualcuna delle forme esteriori della libertà e che non sia impossibile che essa si stabilisca anche all'ombra della sovranità del popolo. […] In questo sistema il cittadino esce un momento dalla dipendenza per eleggere il padrone e subito dopo vi rientra.“

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Adolf Stahr 3
1805 – 1876
„Ma come spiegare che il mondo abbia creduto a questo ritratto tacitesco per ben diciotto secoli? Mi basterà addurre alcune principali tra le moltissime ragioni:
I. La immensa maggioranza degli uomini crede sempre più volentieri il male, la crudeltà, le cattiverie, che si appongono ad altri anziché il contrario. I pettegolezzi, la menzogna e le calunnie sono forze prepotenti nell'Umanità; né mai lussureggiano più che nel putrido pantano di Roma imperiale, e il dir male di uno è sempre più interessante del dirne bene.
II. L'epoca e la letteratura romana cui Tacito appartiene, erano assolutamente retoriche e Tacito maestro della rappresentazione rettorica. Chi venne dopo inciampava in lui. Il peso del suo gran nome era quasi una bandiera che copriva l'intero carico della sua nave, piena di falsità storiche.
III. I novantanove centesimi degli uomini sono ciechi adoratori di grandi autorità, e la vera critica storica dei grandi scrittori ed in particolar modo degli storiografi Romani è ancora giovanissima. Ed io mi proposto di consacrarle il rimanente della mia vita, e di riporre nei confini del vero la cieca ammirazione, la prona venerazione per Tacito storiografo (non parlo di Tacito artista). (pp. 174-175)“

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Strabone 11
geografo greco antico -64 – 23 d.C.
„Poiché abbiamo discorsa l'antica Italia fino a Metaponto, ci convien ora parlar del rimanente; e prima di tutto seguita la Japigia. Gli Elleni la chiamano anche Messapia; e gli abitanti in parte si chiamano Salentini (e son quelli intorno al promontorio Japigio), in parte Calabri. Al di sopra di costoro verso il settentrione stanno i Peucezii, poi quelli che nel greco linguaggio sono denominati Daunii: ma i nativi di quella regione chiamano Apulia tutto il paese al di là dei Calabri. Alcuni poi de' popoli onde son abitati que' luoghi si dicono anche Pedicli, principalmente i Peudicizii. (VI, 5; 1833, p. 142)“

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Albert Einstein 603
scienziato tedesco 1879 – 1955
„[... ] non ero in grado nel campo delle matematiche, di distinguere con chiarezza e con una intuizione sicura ciò che ha importanza fondamentale, che è veramente essenziale, da tutte le rimanenti nozioni più o meno utili. D'altra parte, il mio interesse a conoscere la natura era indiscutibilmente più forte, e da studente non capivo molto bene che la possibilità di conoscere più profondamente i princìpi fondamentali della fisica è legata ai metodi matematici più complicati. Me ne resi conto solo a poco a poco, dopo anni di lavoro scientifico indipendente. Certo, anche la fisica era divisa in diversi rami, ciascuno dei quali avrebbe potuto divorare una breve vita di lavoro senza soddisfare la fame di più profonda conoscenza. Anche qui la massa di dati sperimentali collegati fra loro era enorme. Ma in questo campo imparai subito a discernere ciò che poteva condurre ai princìpi fondamentali da quella moltitudine di cose che confondono la mente e la distolgono dall'essenziale. (pp. 67-68)“

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