Frasi su rimosso

„Certamente nel 1992, quando il Catechismo venne pubblicato, la pedofilia, e in particolare quella nella Chiesa, era un tristissimo argomento per lo più rimosso: un tabù, qualcosa di cui non si poteva parlare. Ma da allora, prima con Benedetto e poi con Francesco, non è più così. Chiamare le cose col loro nome è un dovere. Doloroso a volte. Ma necessario. Prima che una parola divenga legge che protegge, norma che difende, deve esistere, essere usata nella vita.“

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Sandro Pertini 49
7º Presidente della Repubblica Italiana 1896 – 1990
„Nel 1970 in Parlamento furono votate leggi riguardanti le calamità naturali. Vengo a sapere adesso che non sono stati attuati i regolamenti di esecuzione di queste leggi. E mi chiedo: se questi centri di soccorso immediati sono stati istituiti, perché non hanno funzionato? Perché a distanza di 48 ore non si è fatta sentire la loro presenza in queste zone devastate? Non bastano adesso. Vi è anche questo episodio che devo ricordare, che mette in evidenza la mancanza di aiuti immediati. Cittadini superstiti di un paese dell'Irpinia mi hanno avvicinato e mi hanno detto: "Vede, i soldati ed i carabinieri che si stanno prodigando in un modo ammirevole e commovente per aiutarci, oggi ci hanno dato la loro razione di viveri perché noi non abbiamo di che mangiare". Non erano arrivate a quelle popolazioni razioni di viveri. Quindi questi centri di soccorso immediato, se sono stati fatti, ripeto, non hanno funzionato. Vi sono state delle mancanze gravi, non vi è dubbio, e quindi chi ha mancato deve essere colpito, come è stato colpito il prefetto di Avellino, che è stato rimosso giustamente dalla sua carica. Adesso non si può pensare soltanto ad inviare tende in quelle zone. Sta piovendo, si avvicina l'inverno, e con l'inverno il freddo. E quindi è assurdo pensare di ricoverarli, pensare di far passare l'inverno ai superstiti sotto queste tende. Bisogna pensare a ricoverarli in alloggi questi superstiti. E poi bisogna pensare a una casa per loro. Su questo punto io voglio soffermarmi, sia pure brevemente. Non deve ripetersi quello che è avvenuto nel Belice. (Dal [https://www. youtube. com/watch? v=o1WChq0gQcA discorso agli italiani], TG2 Studio Aperto, 26 novembre 1980)“


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Sigmund Freud 167
neurologo e psicoanalista austriaco, fondatore della psi... 1856 – 1939
„L'inconscio – che è come dire il rimosso – non offre resistenze di nessun genere agli sforzi del trattamento.
Anzi, per quel che gli riguarda, esso non cerca altro che di abbattere la forza che lo schiaccia, e farsi strada sino ad arrivare alla coscienza, se non pure scaricarsi con qualche azione reale. (pag. 37)“

Carlo Tito Dalbono 3
storico, romanziere e critico d'arte italiano
„Di una cosa or ci rimane a dar più minuto conto, per chiudere la Guida. È tal cosa che esercita intero impulso sulla materia generale che abbiamo svolta, il Vesuvio?
Del Vesuvio parlammo ovunque ci occorre incontrarlo o vederlo, e questo vulcano, come ognun sa è visibile da tanti punti del nostro Napoli, che la sua presenza si rende spettacolo permanente. Ma chi l'osserva non lo guardi come motore, o come divoratore e consumatore, ma lo guardi come creatore attivo di quanto abbiamo con noi, poiché l'ingegno, l'operosità, la gesticolazione, il discorrer molto, l'urtarsi, il minacciar con le mani innanzi, non son che impulso Vesuviano. Quella facoltà eruttiva che han molte terre napoletane, l'argillo della napolitana creatura possiede, e la fibra mossa e rimossa degli operosi fluidi elettrici e magnetici fa del napolitano spesso un pazzo piacente o un sincero curioso.“

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Ruggero Pesce 2
giudice italiano 1938
„Ben venga la tecnologia, dunque, perché rappresenta certamente il futuro, ma ricordiamo che l'elemento uomo, che parrebbe da essa quasi relegato in secondo piano, rimane il centro, il motore, l'anima di quest'universo che ci sforziamo di governare. L'uomo e l'inquietudine, figlia dei tempi, che l'accompagna.
Perché inquietudine? Guardiamo in particolare al mondo della Magistratura e pensiamo all'aria avvelenata in cui essa si trova troppo spesso ad operare, e ci chiediamo se ciò avvenga per colpe proprie ovvero per gratuiti e interessati attacchi esterni. Ma è vano cercare di sciogliere il dilemma; occorre invece che ci si adoperi con ogni energia per togliere voce a quanti imputano ad alcuni esponenti della magistratura scarsa diligenza o vanità personale o spinte ideologiche che li orienterebbero altrove rispetto a un'interpretazione corretta e serena della norma. Se queste incrostazioni esistono devono essere rimosse perché lo esige la collettività e lo merita la stragrande maggioranza dei magistrati, per i quali la disposizione prevalente è quella della dedizione incondizionata, della volontà tenace di esercitare il proprio ministero in vista del solo bene comune, con spirito di sacrificio e senza clamori: nel silenzio che spesso non paga ma è dignità di servizio e gratificazione di coscienza. Parimenti, non sono più sopportabili quegli attacchi gratuiti, di provenienza varia, ingeneroso esercizio ormai troppo diffuso di quanti applicano la regola secondo cui la miglior difesa consiste nel distruggere l'immagine del "nemico". Il convincimento da taluni nutrito, da altri propagandato, del giudice come di un soggetto onnipotente e sordo ai problemi di coscienza, e teso a chissà quali fini impropri, è fasullo e banale: quanti ci sono vicini per ragioni di lavoro o affettive conoscono l'ansia del dubitare, la paura di non sapere offrire le corrette risposte, di non poter cogliere il frutto che a volta pare proibito e si chiama giustizia.
Non c'è e non ci può essere indifferenza nell'atto del giudicare. Non si avvia un uomo al calvario di un processo penale né lo si condanna con il sorriso sulle labbra, non si respinge un immigrato onesto con una scrollata di spalle, non si toglie un bambino a una madre o a un padre senza subirne un contraccolpo doloroso come un pugno nello stomaco. Stati d'animo con i quali il buon magistrato fa i conti in compagnia delle sole voci di dentro che impietosamente gli ricordano giorno dopo giorno come una decisione sbagliata possa stravolgere una vita e uccidere una speranza.
Rubo ancora un minuto alla vostra pazienza per un'ultima annotazione: entro pochi giorni o settimane un gruppo di magistrati milanesi chiuderà la propria attività, e a loro voglio dire: per quaranta e più anni s'è combattuta, credo, la buona battaglia – mi perdoni San Paolo per la citazione che non vuole essere irriverente – e ho speranza che ora, giunti al termine della corsa, integra si sia conservata in ognuno la fiducia negli ideali per i quali tutti fummo avviati a questo lavoro. A quanti operano e opereranno nel mondo del diritto, magistrati, avvocati, personale amministrativo, ai giovani soprattutto, auguro di raccogliere in abbondanza, forti del loro impegno e con l'aiuto di Dio, i frutti di quanto di buono si va seminando perché questo Paese, che è stato la culla del diritto e che a volte ci dilettiamo noi stessi a bistrattare al di là dei suoi demeriti, mentre dispensiamo ammirazione incondizionata a quasi tutti gli altri popoli del mondo che hanno invece, quasi tutti, tanto da imparare; questo Paese al quale, fuor d'ogni retorica, credete, mi onoro e sono fiero di appartenere, rivendichi e riprenda il suo ruolo di portabandiera nella faticosa ma entusiasmante corsa di civiltà che porta al traguardo della Giustizia. (da Discorso di inaugurazione dell'anno giudiziario 2010 per il distretto della Corte d'Appello di Milano del Presidente Ruggero Pesce)“

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Patch Adams 28
medico statunitense 1945
„Ogni volta che l'ho fatto, dall'esperienza della morte è stato rimossa buona parte della paura. Spesso, rendere familiare un'esperienza di vita, riduce l'ansia che essa genera. (p. 87)“

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Ghemon 29
rapper italiano 1982
„La luce tra le imposte è come raggi infrarossi e le scarpe sono dossi da scavalcare | ostacoli che vanno rimossi come Testimoni di Geova, disposti a bussare. (da Ufficio immaginazione, n.º 5)“

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Virginia Woolf 74
scrittrice, saggista e attivista britannica 1882 – 1941
„«Ora» disse Neville «il mio albero fiorisce. Il mio cuore si solleva. Ogni oppressione è scomparsa. Ogni ostacolo è rimosso. Il regno del caos è finito. Egli ha imposto l'ordine. I coltelli tagliano nuovamente.»«[... ] noi ora ci riavviciniamo; e stringendoci piú vicini sul nostro bastone da pappagalli in questo ristorante dove gli interessi delle persone sono sempre in contrasto, e il traffico incessante ci irrita e ci distrae e la porta aprendo eternamente la sua gabbia di vetro ci sollecita con mille e mille tentazioni e porge insulti e ferite alla nostra fiduciosità – seduti qui tutti assieme ci amiamo l'un l'altro e crediamo nella nostra tolleranza.» (IV; pp. 102 sg.)“


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Aldo Busi 340
scrittore italiano 1948
„Quindi, se da solo non puoi figliare e ti serve un terzo incomodo per fare i comodi tuoi, è meglio tu non debba. [... ] gli appagati e trionfanti papà, diciamo pure contronatura e contro ogni buonsenso, di questi bambini con una madre senza come possono essere poi tanto appagati? Come possono guardare queste meravigliose creature che gli gattonano attorno e danno ai loro contorti geni, nonché a patrimoni finanziari da non disperdere certo in beneficenza qui e subito, una cinica convinzione di totale appartenenza al mondo sulla pelle di quella anonima madre, snaturata ma senza ignominia, travolta nel suo dolore di eterna bambina violentata da ultimo anche con le migliori intenzioni e senza più un grido per farsi sentire da quel buio rimosso non solo da lei ma anche da chi l’ha sfruttato? Come possono questi padri surrogati di madri surrogate guardare questi figli amatissimi e doppiamente idolatrati quali premi di una hybris vittoriosa senza provare ribrezzo per se stessi al pensiero di quella mammifera incosciente, dolente, abbandonata a se stessa che glieli ha forniti e si è tolta di mezzo, anzi, che è stata di fatto tolta di mezzo magari con un bonifico conclusivo a sigillo di una lettera di credito iniziale? Di un credito di sangue mai più esigibile, estinto - come l’utero che l’ha pompato per nove mesi come se pompasse la ruota sgonfia di una bicicletta non sua?“

Giovanni Orsina 1
politologo e storico italiano 1967
„Che cos'è l'indignazione cosmica? È quell'indignazione che, malgrado all'inizio sia stata generata da fatti specifici, poi li ha trascesi, e s'è trasformata in una sorta di condizione dello spirito: uno stato d'animo autosufficiente, pervasivo e permanente; che non ha più bisogno della realtà per sostenersi ma, al contrario, determina il modo in cui la realtà viene letta; e che in breve tempo si dilata a dismisura e inghiotte qualsiasi avvenimento, cosa o persona. Che inghiotte, alla fine, l'intero Paese. [... ] L'indignazione cosmica serve a soddisfare l'indignato, non a migliorare il mondo. Teme il cambiamento, anzi - di che cosa potrebbe più indignarsi se le cause dell'indignazione fossero rimosse – e quando mai quello dovesse avvenire lo riterrebbe senz'altro insufficiente, cosmetico, ipocrita. L'indignazione cosmica colloca le sue pretese ad altezze siderali: maggiore sarà la distanza fra le cose come sono e come dovrebbero essere, maggiore potrà essere l'indignazione. Così facendo l'indignazione cosmica diseduca alla realtà – a portare pazienza di fronte alle sue inevitabili (e benedette) imperfezioni.“

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Daisetsu Teitarō Suzuki 29
storico delle religioni giapponese 1870 – 1966
„Gli animali e le piante non s'impongono coscientemente di vivere, lo fanno e basta e lottano inconsapevoli affinché questa condizione non cessi. Noi esseri umani siamo coscienti di questa lotta e per questo nutriamo fantasie di ogni genere sulla vita e sulla morte. E non sono forse proprio queste fantasie o, più precisamente, queste illusioni, e non la realtà delle cose nella loro essenza, a creare in noi infinite occasioni di preoccupazione, di angoscia, di trepidante attesa? Quando le illusioni vengono rimosse, non sarà la vita stessa a badare al proprio interesse, come meglio crede? E non è proprio questo il modo in cui l'uomo di spada permette al suo istinto, che mira a preservare la vita, di operare in pieno accordo con la natura? Libera da ogni interferenza umana, che consiste in primo luogo in processi intellettivi a livello della coscienza e in riflessioni ingannevoli, la natura ora sa come meglio procedere. (p. 169)“

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August Strindberg 38
scrittore e drammaturgo svedese 1849 – 1912
„La signorina Julie è un carattere moderno e non perché in ogni epoca non ci siano state è un tipo che si spiana la strada, che oggi si vende per il potere, le onorificenze, distinzioni e diplomi, come in passato per i soldi, ed è un sintomo di degenerazione. Non è un buon elemento perché non ha resistenza, anche se purtroppo si perpetua con la sua pochezza; pare, infatti, che i degenerati sovente la preferiscano a livello inconscio, permettendole di riprodursi, generando esseri incerti che penano a sopravvivere e fortunatamente infine periscono, ora incapaci di adeguarsi alla realtà ora a causa dell'ineluttabile affioramento degli istinti repressi ora per la disperazione di non poter raggiungere il maschio. Il tipo è tragico, offre il quadro di un atroce conflitto contro la natura, è tragico come retaggio romantico, ormai indebitamente carpito dal naturalismo che persegue soltanto la felicità, quella felicità che solo le razze sane e vigorose possono attingere. Ma la signorina Julie è anche un resto di antica aristocrazia guerriera che oggi viene soppiantata dalla nuova aristocrazia dei nervi e del cervello; una vittima delle disarmonie familiari create dalla «colpa» di una madre, una vittima dei traviamenti di un'epoca, delle contingenze, nonché della sua costituzione debole, ciò che nel suo complesso corrisponde all'arcaico concetto di Destino ovvero di Legge Universale. Certo il naturalista ha eliminato, insieme a Dio, la colpa, tuttavia le conseguenze di un atto, pena, prigione o paura della galera, non possono essere rimosse [... ] (1988, pp. xx-xxi)“


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Tommaso Labranca 2
scrittore, autore televisivo e conduttore radiofonico it... 1962 – 2016
„Uno dei suoi ultimi libri, Dissezionando Elvira, è un bellissimo saggio sul Vedovo di Dino Risi con Alberto Sordi e Franca Valeri. Tommaso Labranca è un rimosso della cultura. (Pietro Galeotti)“

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Vittorio Foa 8
politico, giornalista e scrittore italiano 1910 – 2008
„Sarebbe ora di finirla con questa damnatio memoriae per cui la storia del Novecento ruota intorno ai comunisti, agli ex comunisti ed ai comunisti o filocomunisti pentiti. C'è una grande storia che è stata rimossa: quella degli antitotalitari democratici e liberali – anticomunisti e antifascisti – che non hanno avuto bisogno di rivelazioni tardive, di omissioni generalizzate e di compiacenti assoluzioni.“

„I dolori degli occhi sono rimossi dal bere vino puro, dai bagni, dai fomenti, dal salasso, dai purganti. (VI, 31; p. 67)“

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Attilio Momigliano 18
critico letterario italiano 1883 – 1952
„I dialettali appartengono con maggior titolo dei letterari alla schiera degli scrittori che hanno diseroicizzato la nostra letteratura e sostituito ad una se pur olimpica Arcadia di amatori, di pastori e di eroi, la folla del quarto stato che urgeva oramai alle porte della storia. Un giorno, rimosse le ultime incrostature aristocratiche depositate da una tradizione multisecolare, la critica si avvicinerà con occhi più sgombri alla poesia di questi grandi. (p. 779)“

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