Frasi su rinuncia

Se è vero che ad ogni rinuncia corrisponde una contropartita considerevole, privarsi dell'anima comporterebbe una lauta ricompensa?

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Carmen Consoli 73
cantautrice italiana 1974

Non possiamo mai giudicare le vite degli altri, perché ogni persona conosce solo il suo dolore e le sue rinunce. Una cosa è sentire di essere sul giusto cammino, ma un'altra è pensare che il tuo sia l'unico cammino.

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Paulo Coelho 202
scrittore brasiliano 1947

Rinunciare alle cose, se non si rinuncia anche al desiderio di esse, è cosa vana, per quanto si tenti di riuscirvi.

Nishkulanand Swami 1
1766 – 1848

Non cercare di sapere: il tuo destino è l'incertezza. Non cercare di potere: il tuo destino è la debolezza. Non cercare di godere: il tuo destino è la rinuncia.

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Franz Liszt 16
compositore, pianista e direttore d'orchestra ungherese 1811 – 1886

[... ] si impara ben presto che essere amati costituisce un fattore positivo tale da giustificare la rinuncia ad altri vantaggi.

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Sigmund Freud 193
neurologo e psicoanalista austriaco, fondatore della psi... 1856 – 1939

In una società in cui il messaggio predominante è che ogni donna può (e deve) modellare il suo destino, autodeterminarsi e dare forma alla sua identità, molte ragazze si sono sentite prigioniere di un'ingiunzione terribile: se vuoi riuscire nella vita devi controllarti, diventare quello che gli altri si aspettano da te, essere impeccabile, anche a costo di sacrifici e rinunce dolorose.

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Michela Marzano 71
filosofa e docente italiana 1970

La distinzione non è tanto tra violenza e non violenza ma tra l'avere o meno appetiti per il potere. Ci sono persone che sono convinte della malvagità degli eserciti e delle forze di polizia ma che sono, ciò nondimeno, molto più intolleranti e inquisitori nel modo di vedere della persona normale la quale crede che, talvolta, sia necessario usare la violenza. Non diranno a qualcuno «Fai questo, quello o quell'altro altrimenti andrai in prigione» ma, se potranno, si insinueranno nel suo cervello e manovreranno i suoi pensieri fin nei più piccoli particolari. Principi come il pacifismo e l'anarchia, che sembrano superficialmente implicare una completa rinuncia al potere, incoraggiano piuttosto questo atteggiamento mentale. (da Lear, Tolstoi ed il Matto)

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George Orwell 147
scrittore britannico 1903 – 1950

Con un cattolicesimo alla chitarra non si catturano i giovani. Di dee jay ne abbiamo troppi, di Papa uno solo. [... ] Ma i giovani hanno bisogno del silenzio dei monasteri, di valori come il sacrificio, la rinuncia, l'impegno. (citato in [https://web. archive. org/web/20160101000000/http://archiviostorico. corriere. it/1997/settembre/03/Messori_Chiesa_non_una_discoteca_co_0_97090311606. shtml Messori: "Ma la Chiesa non è una discoteca"], Corriere della sera, 3 settembre 1997)

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Vittorio Messori 35
giornalista e scrittore italiano 1941

Quando in un paese esistono i partiti, ne risulta prima o poi uno stato delle cose tale che diventa impossibile intervenire efficacemente negli affari pubblici senza entrare a far parte di un partito e stare al gioco. Chiunque si interessi alla cosa pubblica desidera interessarsene efficacemente. Così, chiunque abbia un'inclinazione a interessarsi al bene pubblico o rinuncia a pensarci e si rivolge ad altro, o passa dal laminatoio dei partiti. Anche in questo caso sarà preso da preoccupazioni che escludono quella per il bene pubblico.

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Simone Weil 228
scrittore, filosofo 1909 – 1943

L'ariano rinunciò alla purezza del sangue: e così perse il proprio posto nel paradiso che si era creato.

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Adolf Hitler 120
dittatore della Germania nazista dal 1933 al 1945 1889 – 1945

Chiunque ama veramente rinuncia alla sincerità.

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André Gide 61
scrittore francese 1869 – 1951

Forse gli uomini di oggi non vibrano più per un Tito che rinuncia all'impero per la donna amata, ma soltanto per il gaudente che rinuncia all'impero per una consorte di terza mano.
Io sto con Racine; la nostra epoca si conservi le sue rivistine a fumetti, che vendono tanti milioni di esemplari da regalare villini a tutti i redattori. Tra i romanzieri unanimisti e Grand Hotel, preferisco semmai Grand hotel. Ma resto con Racine. Se siamo di fronte, veramente, a un nuovo Medioevo, non c'è da sgomentarsi troppo. Ogni Medioevo termina. E Racine resterà. (da Racine, p. 201)

Henry Furst 14
giornalista, scrittore e regista teatrale statunitense 1893 – 1967

Per il bene la stupidità è un nemico più pericoloso della malvagità. Contro il male è possibile protestare, ci si può compromettere, in caso di necessità è possibile opporsi con la forza; il male porta sempre con sé il germe dell'autodissoluzione, perché dietro di sé nell'uomo lascia almeno un senso di malessere. Ma contro la stupidità non abbiamo difese.
[... ] osservando meglio, si nota che qualsiasi ostentazione esteriore di potenza, politica o religiosa che sia, provoca l'istupidimento di una gran parte degli uomini. Sembra anzi che si tratti di una legge socio-psicologica.
La potenza dell'uno richiede la stupidità degli altri. Il processo secondo cui ciò avviene, non è tanto quello dell'atrofia o della perdita improvvisa di determinate facoltà umane – ad esempio quelle intellettuali – ma piuttosto quello per cui, sotto la schiacciante impressione prodotta dall'ostentazione di potenza, l'uomo viene derubato della sua indipendenza interiore e rinuncia così, più o meno consapevolmente, ad assumere un atteggiamento personale davanti alle situazioni che gli si presentano.
Il fatto che lo stupido sia spesso testardo non deve ingannare sulla sua mancanza di indipendenza. Parlandogli ci si accorge addirittura che non si ha a che fare direttamente con lui, con lui personalmente ma con slogan, motti ecc. da cui egli è dominato. È ammaliato, accecato, vittima di un abuso e di un trattamento pervertito che coinvolge la sua stessa persona. Trasformatosi in uno strumento senza volontà, lo stupido sarà capace di qualsiasi malvagità, essendo contemporaneamente incapace di riconoscerla come tale. Questo è il pericolo che una profanazione diabolica porta con sé. Ci sono uomini che potranno essere rovinati per sempre.

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Dietrich Bonhoeffer 34
teologo tedesco 1906 – 1945

Nella mia vita non c'è rinuncia, non c'è sacrificio. Rido di chi la pensa così. La mia felicità è pura. Chi altro al mondo ha una vita così bella?

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Annalena Tonelli 8
missionaria italiana 1943 – 2003

Siamo abituati a dare una valenza negativa al concetto di fuga; i sussidiarii delle medie ci insegnavano che è un gesto vile, una rinuncia ad affrontare avversità e responsabilità. La fuga è invece l'unica scelta dignitosa quando non puoi cambiare più nulla, e non vuoi neppure lasciarti coinvolgere, diventare complice.‎ (da Punti di fuga)

Pino Cacucci 6
scrittore, sceneggiatore e traduttore italiano 1955

A nulla l'uomo rinuncia con più fatica che a un vizio, e pochi vizi sono così ostinati come quello di cui è vittima il ladro. (p. 53)

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Hermann Hesse 239
scrittore, poeta e aforista tedesco 1877 – 1962

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