Frasi su ripiego

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Emil Cioran 518
filosofo, scrittore e saggista rumeno 1911 – 1995
„La religione è un sorriso che plana sopra un non-senso generale, un profumo residuo sopra un'onda di nulla. È per questo che, quando è a corto di argomenti, la religione ripiega sulle lacrime. Esse sole possono, a questo punto, assicurare, sia pure di poco, l'equilibrio dell'universo e l'esistenza di Dio. Una volta esaurite le lacrime, anche il desiderio di Dio scomparirà.“

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Diodoro Siculo 16
storico siceliota -90 – -30 a.C.
„Ma desiderando Dionigi di vendere la turba degli oppidani onde trar pecunia, prese a contenere il soldato dalla strage de' cattivi; e veduto, che niuno ubbidiva a suoi comandi, e che i Siculi lasciavansi trasportare dalla sfrenata sete del sangue, non altro ripiego egli ebbe più che di far gridare per la voce di banditore, che i Moziani avessero a rifuggirsi ne' templi dei Greci. (XIV, 53,2; vol. IV, pp. 253-254)“


David Leavitt 16
scrittore statunitense 1961
„Non fatevi ingannare dalla rete ordinata di linee colorate che è la mappa della metropolitana: la vera Londra è un groviglio che gira in tondo, torna sui suoi passi e si ripiega su se stesso. (V; p. 90)“

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Marceline Desbordes-Valmore 2
poetessa francese 1786 – 1859
„Ostinarsi sui beni perduti | è come andar con l'onda che ripiega. (da La memoria)“

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Arthur Schopenhauer 231
filosofo e aforista tedesco 1788 – 1860
„È fuori di dubbio che le dottrine della fede – basate sull'autorità, sul miracolo e sulla rivelazione – sono un ripiego unicamente adatto all'infanzia dell'umanità.“

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Fabrice Hadjadj 191
scrittore e filosofo francese 1971
„Chi, per fare lo spirituale, si ripiega nella propria evanescente sfera privata, crede di fare l'angelo, ed invece si comporta da bestia.“

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Angelo Bagnasco 33
cardinale e arcivescovo cattolico italiano 1943
„Quanto più l'uomo si ripiega su se stesso, egocentrico o pauroso, tanto più il tessuto sociale si sfarina, e ognuno tende a estraniarsi dalla cosa pubblica, sente lo Stato lontano.“

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Ennio Rega 29
cantautore e compositore italiano 1953
„Si vive di vasti occhi neri | pietre che tagliano l'aria | schiacciando lacrime con la calma d'inverno nel sorriso | Si vive della parola che ripiega | di un punto oscuro da cui tutto si dispiega.(da Lavoro studio sviluppo)“


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Tomas Tranströmer 10
scrittore, poeta e traduttore svedese 1931 – 2015
„Devo varcare | la soglia oscura. | Una sala. | Il documento bianco brilla. | Con tante ombre che si muovono. | Tutte vogliono firmarlo. || Finché la luce mi raggiunge | e ripiega il tempo. (da Firme; 2011)“

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Fabrice Hadjadj 191
scrittore e filosofo francese 1971
„L'amore del nulla è il più gratuito: non c'è veramente niente da aspettarsi in cambio, perciò può anche ammantarsi di un'aura più tragica. Ma questa aura è un miraggio, perché si pensa di darsi totalmente ma non si dà niente. In realtà ci si ripiega su se stessi per guardarsi prendere l'atteggiamento del dono.“

Leone Traverso 39
traduttore italiano 1910 – 1968
„[Sulla Pentesilea] Kleist sapeva che questo carmen non prius auditum apriva una nuova strada — per nessun altro forse che sé. Ritorna la forma di carmen perpetuum senza divisione in atti, per questa eruzione ditirambica del suo carattere più intimo, che, solo per la necessità di concretarsi plasticamente, assume le spoglie drammatiche. Ma il furore d'azione kleistiano qui s'individua, esplode e ripiega, nel furore d'amore: l'èrōs aníkatos máchan qui investe tutta l'esistenza, fino a troncarla nell'impeto del delirio. Eros è qui la vera anima mundi: da lui sorge ogni movimento e da lui nasce alla fine — per una tipica ritorsione kleistiana del soggetto su se stesso — invece della vita, la morte. (da Saggio su kleist, p. 131)“

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Jonathan Swift 38
scrittore e poeta irlandese 1667 – 1745
„Avrei potuto soffocare l'incendio con la mia giacca; ma, disgraziatamente, nella fretta di uscire l'avevo lasciata a casa; sicché quel magnifico palazzo sarebbe stato senza fallo ridotto in cenere, se con una straordinaria presenza di spirito non avessi inventato un altro ripiego. La sera precedente avevo bevuto abbondantemente un vino bianco chiamato in paese Glimigrim, proveniente da una provincia di Blefuscu (dove vien chiamato Flunec) e che è molto diuretico; e per una straordinaria fortuna non mi ero ancora potuto scaricare la vescica. Sicché cominciai a orinare con sì grande abbondanza, dirigendo il getto così abilmente nei punti opportuni, che in tre minuti l'incendio fu spento, e il resto di quel mirabile edifizio, che era costato immensi tesori, fu salvato da una fatale rovina. (1921, p. 55)“


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Victor Hugo 179
scrittore francese 1802 – 1885
„Dire quella parola e poi morire: cosa v'è di più grande? Poiché voler morire è morire e non fu colpa di quell'uomo se, mitragliato, sopravvisse.
Colui che ha vinto la battaglia di Waterloo non è Napoleone messo in rotta, non è Wellington, che alle quattro ripiega e alle cinque è disperato, non è Blücher che non ha affatto combattuto; colui che ha vinto la battaglia di Waterloo è Cambronne. Poiché fulminare con una parola simile il nemico che v'uccide, significa vincere.
Dar questa risposta alla catastrofe, dire siffatta cosa al destino, dare codesta base al futuro leone, gettar codesta ultima battuta in faccia alla pioggia della notte, al muro traditore d'Hougomont, alla strada incassata d'Ohain, al ritardo di Grouchy e all'arrivo di Blücher; esser l'ironia nel sepolcro, fare in modo di restar ritto dopo che si sarà caduti, annegare in due sillabe la coalizione europea, offrire ai re le già note latrine dei cesari, fare dell'ultima delle parole la prima, mescolandovi lo splendore della Francia, chiudere insolentemente Waterloo col martedì grasso, completare Leonida con Rabelais, riassumer questa vittoria in una parola impossibile a pronunciare, perder terreno e conquistare la storia, aver dalla sua, dopo quel macello, la maggioranza, è una cosa che raggiunge la grandezza eschilea.
La parola di Cambronne fa l'effetto d'una frattura: la frattura d'un petto per lo sdegno, il soverchio dell'agonia che esplode. (II, I, XV; 1981)“

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Claudio Ranieri 34
allenatore di calcio e ex calciatore italiano 1951
„Il possesso palla mi piace se hai una squadra con molta qualità, con quelle caratteristiche, perché se tu hai molto possesso di palla significa che al 70% la squadra che hai davanti ripiega e ti aspetta, e poi dopo devi avere dei giocatori che hanno la chiave per aprire la cassaforte avversaria, per cui non è facile. Io faccio possesso di palla, benissimo, per fare cosa? Per andare a far gol. Ma se poi dopo non ho i giocatori giusti per aprire le difese avversarie è tutto sbagliato.“

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Filippo Facci 58
giornalista italiano 1967
„Mi piacerebbe, dunque, negare che parte delle candidature del Pdl facciano espressamente schifo, e che siano solamente plastilina nelle mani del capi-listone. Ma non ci riesco. Nessuno, per definizione, è indegno di entrare in Parlamento: ma quando vedi certi esclusi ti prudono le mani. Militari contro militari, imprenditori contro imprenditori, sindacalisti contro sindacalisti, handicappati contro handicappati, e portavoce, parenti, segretarie, scienziati contro scienziati: va bene tutto. Ma ditemi perché dev'esserci la moglie di Emilio Fede e non Daniele Capezzone, cui Berlusconi di ripiego ha offerto di fare il suo portavoce. Ditemi perché dev'esserci la chirurga di Berlusconi e la fisioterapista di Berlusconi quando di converso hanno spazzato e non sostituito praticamente tutti i liberali (da Alfredo Biondi a Egidio Sterpa a Lino Jannuzzi) per infilare oltretutto anche il tassista Loreno Bittarelli, capopolo della cricca corporativa più illiberale d'Occidente. Non hanno candidato Paolo Cirino Pomicino, ma abbiamo la giornalista del Tg4 Gabriella Giammanco, e Gabriella Carlucci, Elisabetta Gardini, l'avvocatessa Nunzia Di Girolamo già indicata come «la nuova Mara Carfagna» come se ci fossimo già abituati alla vecchia. Chissà che hanno pensato Elio Vito e Antonio Martusciello nel vedersi esclusi a vantaggio della nota conduttrice Elisa Alloro: questo mentre Maurizio Gasparri aveva il fegato di spiegare che le sciampiste stanno tutte a sinistra, dove pure abbondano segretarie e portavoce che di politica capiscono poco ma di accondiscendenza già di più. In compenso nel Pd non c'è l'islamista moderato Khaled Foud Allam, e non c'è neppure Nando Dalla Chiesa: ma c'è Massimo Calearo, che sino a due settimane fa aveva la suoneria del cellulare (sul serio) con l'inno di Forza Italia. (da Che schifo E adesso come li voto?, Il Riformista, 12 marzo 2008)“

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