Frasi su riscrittura

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Carmelo Bene 203
attore, drammaturgo e regista italiano 1937 – 2002
„[In merito al rapporto con l'arte e con i testi] Io parelerei sempre di riscritture,... tanto per chiarire. Perché poi anche questo Amleto finisce per essere un classico, ma non perché ispirato a un classico, oppure perché parodia di un classico. Io direi sempre che si tratta di riscritture su più piani e più livelli.“

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Carmelo Bene 203
attore, drammaturgo e regista italiano 1937 – 2002
„[In merito alla riscrittura dei testi e alla "attività critica" della loro riscrittura. ] Come Laforgue, ch'è parte in causa – diciamo che è un co-sceneggiatore – a livello di copione, insieme a Bibi Shakespeare e a me (alludo quindi al suo saggio meraviglioso "Hamlet, ou les suites de la pitié filiale" dell'ottocento). Anch'io credo di aver fatto un saggio sull'Amleto. Nell'Amleto credo di aver guadagnato... forse un risultato, nuovo anche un po' per me: [quello] non solo di aver fatto una riscrittura di scena, ma attraverso la scena [di averlo fatto ritornare] appunto alla pagina.“


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Aldo Busi 347
scrittore italiano 1948
„Il libro voleva essere scritto, io non volevo scriverlo. Di riscrittura in riscrittura mi rendo conto che El especialista de Barcelona giaceva in me già dal 1985, quando inizia l'azione evocata nelle prime pagine. Un caos che deve essere ordinato, e cominciano a delinearsi 24 personaggi. Si svolge in un arco di tempo dalla fondazione della Legione spagnola di Millán-Astray, poi ministro franchista, alla visita del Papa a Madrid nell'agosto 2011.“

Tommaso Landolfi 41
scrittore, poeta e traduttore italiano 1908 – 1979
„Eppure dovrò smettere presto: un libro è come una malattia, e solo chi ha forza da vendere si può permettere di scriverlo, a momenti dicevo di passarlo. Ammirevoli personaggi, quei tali che tiran su un romanzo in quattro volumi, giungendo fino a riscriverlo sette volte; non pure per la loro forza taurina e resistenza al caldo della febbre, ma perché, arrivati a metà, credono ancora a quello che stanno facendo, e ancora ci credono arrivati al terzo volume, e ancora a una pagina dalla fine del quarto, e ancora alla prima, seconda, settima riscrittura; credono addirittura alla utilità, di quello che stanno facendo. Questo si chiama comunemente "fiato", e par nome acconcio. (p. 123)“

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Carmelo Bene 203
attore, drammaturgo e regista italiano 1937 – 2002
„Diciamo che [la riscrittura scenica] è la cancellazione un po' di tutto, se vogliamo. D'altra parte poi c'è anche rappresentato (per chi esiga un messaggio tout court) il rapporto re-Amleto-Orazio, questa coscienza, questo dilemma, la crisi stessa è lacerata in bigliettini... Orazio disapprova e cestina, ma che Amleto ha già cestinato affidandoli a Orazio [... ] Orazio è proprio questo cestino della coscienza. L'"essere o non essere" è cestinato di brutto [... ] Da questo stesso cestino vengono invece ripescate delle altre cose... che vengono invece elette a trovarobato, a scena. È un teatro, appunto, che diventa oggettivo, dov'è il famoso "cogito ergo est.“

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Walter Barberis 8
storico italiano 1950
„La memoria infatti, secondo un grande testimone del Novecento, Primo Levi, è «meravigliosa ma fallace»: ovvero è semplicemente individuale, inesorabilmente particolare, soggettiva, intima, e non può essere scambiata con quella di altri. Essa è un angolo visuale ed emotivo irriducibilmente personale, soggetta proprio per ciò a fenomeni di logoramento fisiologico, di rimozione, di alterazione: fino alla creazione di quelle verità di comodo che altro non sono che la soglia di tollerabilità di un ricordo doloroso, di una memoria di avvenimenti traumatici bisognosi di una edulcorazione, di una riscrittura intima. Ma non solo: la memoria è la risorsa primaria di una testimonianza, ma è anche la fonte eccellente del falso in buona fede, ancorché del falso in mala fede, della manipolazione intenzionale del ricordo. La memoria è di parte, come parziale è lo sguardo su cui si fonda. E la parzialità, lo scontro fra sguardi diversi, la contesa fra memorie differenti, di memorie che tendono a farsi storia, è esattamente ciò che una società deve evitare. (II, I; pp. 53-54)“

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