Frasi su risorto

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50 Cent 3
rapper statunitense 1975
„Sono riemerso dal basso del fondo. È difficile per un sacco di gente comprendere la mia storia – un sacco di gente semplicemente non la comprende perché non l'hanno mai sperimentata di persona. Sono venuto dal basso e sono risorto e sono cambiato, ma non ho mai dimenticato.“

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Paolo Curtaz 28
scrittore e teologo italiano 1965
„Imparò. Dio non è immutabile, immobile nella sua fissità e perfezione. Non è il “motore immobile” decantato da Dante nella Divina Commedia. È dinamismo, movimento, relazione. Mi chiedo: Dio è cambiato prima e dopo l'incarnazione? Da quando il Verbo si è incarnato in Gesù, è mutato qualcosa in lui? E dopo la resurrezione, quando, come professa la fede cristiana, Gesù è tornato dal Padre col suo corpo risorto, qualcosa è cambiato in Dio? Quando prego Dio, ora, mi rivolgo anche a Gesù, figlio di Maria e Giuseppe, che col suo corpo trasfigurato abita presso il Padre. Trasfigurato, d'accordo, ma sempre un corpo. Dio ha “imparato” qualcosa dalla sua incarnazione?“


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Tertulliano 11
155 – 230
„Il sepolto è risorto: è certo perché è impossibile.“

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Papa Francesco 179
266° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1936
„E questo è un po' la missione delle donne: delle mamme, delle donne! Dare testimonianza ai figli, ai nipotini, che Gesù è vivo, è il vivente, è risorto. Mamme e donne, avanti con questa testimonianza! Per Dio conta il cuore, quanto siamo aperti a Lui, se siamo come i bambini che si fidano. Ma questo ci fa riflettere anche su come le donne, nella Chiesa e nel cammino di fede, abbiano avuto e abbiano anche oggi un ruolo particolare nell'aprire le porte al Signore, nel seguirlo e nel comunicare il suo Volto, perché lo sguardo di fede ha sempre bisogno dello sguardo semplice e profondo dell'amore.“

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Papa Giovanni Paolo II 156
264° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1920 – 2005
„Non è cambiato infatti il disegno di Dio, che ha iscritto nell'uomo e nella donna la vocazione all'amore e alla famiglia. Non è meno forte oggi l'azione dello Spirito Santo, dono di Cristo morto e risorto. E nessun errore e nessun peccato, nessuna ideologia e nessun inganno umano possono sopprimere la struttura profonda del nostro essere, che ha bisogno di essere amato ed è a sua volta capace di amore autentico. (dall'incontro con i Parroci e il Clero della Diocesi di Roma, 26 febbraio 2004)“

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Piero Coda 5
presbitero, teologo e docente italiano 1955
„L'esperienza cristiana di Dio passa per Cristo, il che significa per i fratelli, in quanto accolti nell'umanità crocifissa e risorta del Figlio di Dio.“

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Giosy Cento 3
sacerdote e cantautore italiano 1946
„Due uomini delusi dal loro Signor | accettano un amico | nel viaggio e la sera |lo invitano a fermarsi. | E spezza il pane: | Lui è risorto! (da Gloria, è risorto)“

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Primo Levi 115
scrittore, partigiano e chimico italiano 1919 – 1987
„Le bellissime cetonie (care a Gozzano: «Disperate cetonie capovolte», uno dei più bei versi che siano mai stati composti nella nostra lingua) si nutrono solo di rose, e i non meno belli scarabei sacri, solo di escrementi bovini: il maschio ne confeziona una pallina, l'afferra fra i tarsi posteriori come tra due perni, e parte a marcia indietro spingendola e facendola rotolare, finché trova un terreno adatto a seppellirla: allora entra in scena la femmina, e vi depone un solo uovo. La larva si nutrirà del materiale (ormai non più ignobile) a cui la coppia previdente ha dedicato tanta fatica, e dopo la muta emergerà dalla tomba un nuovo scarabeo: anzi, secondo alcuni antichi osservatori, lo stesso di prima, risorto dalla morte come la Fenice. (Gli scarabei, p. 148)“


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Matteo Bordone 2
giornalista e conduttore radiofonico italiano 1974
„diventano corpo sacro di questa voglia di sacrificio, di espiazione della colpa, di lavaggio della coscienza rispetto a tutti i soprusi e le sopraffazioni della storia. Un tempo bastava il dolore morale, bastavano le "parti drammatiche" per vincere degli Oscar. Da qualche anno a questa parte bisogna soffrire nella carne, bisogna avere handicap fisici gravi, essere feriti, a terra, morti e risorti.“

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Papa Francesco 179
266° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1936
„Chi segue Cristo, riceve la vera pace, quella che solo Lui, e non il mondo, ci può dare. San Francesco viene associato da molti alla pace, ed è giusto, ma pochi vanno in profondità. Qual è la pace che Francesco ha accolto e vissuto e ci trasmette? Quella di Cristo, passata attraverso l'amore più grande, quello della Croce. È la pace che Gesù Risorto donò ai discepoli quando apparve in mezzo a loro. La pace francescana non è un sentimento sdolcinato. Per favore: questo san Francesco non esiste! E neppure è una specie di armonia panteistica con le energie del cosmo... Anche questo non è francescano! Anche questo non è francescano, ma è un'idea che alcuni hanno costruito! La pace di san Francesco è quella di Cristo, e la trova chi "prende su di sé" il suo "giogo", cioè il suo comandamento: Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato. E questo giogo non si può portare con arroganza, con presunzione, con superbia, ma solo si può portare con mitezza e umiltà di cuore.“

Giovanni Moioli 4
presbitero e teologo italiano 1931 – 1984
„Nessuno è propriamente un credente cristiano, finché non trova in Gesù di Nazareth, crocifisso e risorto, la ragione e il contenuto del suo credere; finché non accetta di misurare la propria mentalità su quella di Gesù, detto il Cristo; non ha imparato da Lui a conoscere chi è Dio e chi è l'uomo; non ha trovato «logico» costruire la propria vita come «memoria» della sua. Quando Gesù Cristo è talmente il punto di riferimento della vita di un uomo, allora quel credente si qualifica come cristiano. «Un cristiano non è un libero pensatore». Per lui, al principio, non sta l'uomo, il suo pensiero, la sua forza, le sue possibilità. Al principio non sta neppure un'idea. Sta la carità di Dio: cioè quel dimostrarsi di Dio nell'uomo Gesù, che dice a noi concretamente tutta la verità. Di fronte a ogni proposta, o ricerca, o cammino, la preoccupazione dominante di un credente cristiano sarà sempre quella di non perdere il riferimento a Cristo; di non giudicarlo o «svuotarlo» secondo le sollecitazioni del momento, per lasciarci invece sempre giudicare da Lui, assumendo la comunione con Lui come criterio irrinunciabile di verità e di azione. (da Temi cristiani maggiori, p. 53-54)“

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Vinicio Capossela 44
cantautore e polistrumentista italiano 1965
„Questo nome mi incuriosisce, fa pensare a qualcosa che si mescola, è come una specie di shaker, mi dà l'idea di una clessidra, che capovolge il senso delle cose. Questo è un posto all'incontrario, perchè tutti i paesi sono costruiti sulle alture, mentre questo è costruito sul vallone, smebra fatto apposta per essere distrutto da una piena del torrente che l'attraversa, e poi mi piace che sia custodito dalle grotte di Chiafura, da quelle che erano case e sono state anche tombe. Questo è un paese che ha diverse cose che si presentano all'incontrario: il Cristo di Burgos, con la gonna, la Madonna guerriera con la spada, il Risorto da corsa. Quella del "Gioia" è l'unica processione da corsa che abbia visto in vita mia, ecco, tutti questi ingredienti mi hanno incuriosito.“


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Vittorio Imbriani 44
scrittore italiano 1840 – 1886
„Dopo mezzo secolo dalla sua visita quanti mutamenti non ritroverebbe il Leopardi! Sant'Onofrio è sgomberato da' monaci; le signore possono entrar liberamente nel convento; non c'è più clausura; anzi dicono di volerci mettere non so che caserma di guardie municipali o simili. Povero convento! Povera cameretta in cui spirò l'autore della Gerusalemme! Povera quercia alla cui ombra egli, e poi, San Filippo Neri si compiacquero di sedere, ammirando la sottoposta Roma, e che, fulminata una quarantina d'anni fa, è risorta vivace e rigogliosa, come la fama di que' due magnanimi che nessun morso d'invidia può oscurare. (da Diaro romano, Sant'Onofrio, Domenica, 3 dicembre 1876, pp. 78-79)“

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Ardengo Soffici 38
scrittore italiano 1879 – 1964
„Il Corriere è quella cosa | Che ci scrive alfin Borgese; | Tu lo mandi a quel paese | Ma risorte l'indoman. (10 novembre, p. 236)“

Antonio Manzini 9
attore, sceneggiatore e regista italiano 1964
„Capodanno nella lista di Rocco Schiavone veniva al terzo posto delle peggiori date del calendario. Al primo posto c'era il suo compleanno, che lui odiava in maniera totale, violenta, omicida. Gli auguri li considerava degli insulti. E non era un atteggiamento preso dopo i quaranta, non era una cosa da scambiare con la senilità incipiente e col tempo che passa sempre più veloce. Lui già a sei anni, quando giocava per le strade di Trastevere, poteva spaccare teste e setti nasali se un amichetto o un parente gli avesse fatto i fatidici auguri il 7 di marzo.
Al secondo posto c'era la Pasqua. Rocco la odiava per tre motivi. Il primo era che non arrivava mai lo stesso giorno. Cambiava ogni anno, e questo la rendeva imprevedibile e micidiale come un killer professionista. Il secondo che, proprio per la sua imprevedibilità, faceva arrivare le colombe e le uova mentre ancora stavi digerendo il panettone di Natale. Il terzo era di natura squisitamente teologica. Sapete quando è nato il figlio di Dio. Possibile che non siete mai riusciti a capire quand'è che è risorto? Al terzo posto c'era il Capodanno. Dovere per forza andare da qualche parte a fare il conto alla rovescia, stappare la bottiglia, urlare auguri a squarciagola e fingere di divertirsi e essere sereno. E poi c'erano i botti. Nel suo personalissimo codice la pena per i costruttori e i fruitori dei fuochi di Capodanno andava da un anno di reclusione ai lavori forzati in una miniera in Cile, in base ai botti che utilizzavano, al rumore che provocavano e ai soldi che riuscivano a sprecare in sei minuti. Gente che lesina sulla frutta e la verdura tutto l'anno per poi scoppiare centinaia di euro in pochi minuti ferendosi, facendosi danni, spaccando oggetti e coglioni, lui la detestava. Il primo gennaio invece era uno dei giorni più belli dell'anno. Nessuno per le strade, nessuno nei negozi, tutti a dormire gonfi di cibo e vino da supermercato, con le bocche secche e le orecchie che ancora fischiano per la musica a palla e i tricchetracche sul balcone. E lui solo, a Ostia a passeggiare sulla spiaggia.“

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Luigi Mercantini 5
poeta italiano 1821 – 1872
„Si scopron le tombe, si levano i morti | I martiri nostri son tutti risorti. (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 236)“

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