Frasi, citazioni e aforismi su romeno

Domenico Petrini 2
critico letterario italiano 1902 – 1931
„Tutta questa produzione lirica, uscita dal ritorno umanistico ai classici e dal rinsaldamento della personalità del Rinascimento, andrà guardata non con a fronte l'ideale d'una poesia in cui un sentimento si crei intorno la commossa e pur conclusa risonanza della parola che si fa canto ma come un'espressione a volta a volta agitata ed eloquente di un'umanità che esprime per essa il suo ideale di vita: come oratoria e non come poesia. Un'oratoria il cui continuo pericolo, ma anche spesso evitato, è di finire letteratura: ma che talora, spesso, ha una voce sua.Guardiamo Chiabrera: in lui tutto il gusto dell'età sua: nelle canzoni, mitologia avant toute chose: ma anche Bibbia, come voleva Tasso e come aveva fatto Herrera per Lepanto e come farà Filicaia per Vienna; la vita contemporanea, levata al livello dell'antico ha un'esaltazione eroica in cui l'umano perde ogni original forma di vita e si difà nel mito. (in Binni e Scrivano, p. 601)“

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Ilie Năstase 12
tennista rumeno 1946
„Hanno scritto di tutto su di me, anche che sono omosessuale, che non sono neppure romeno perché sono stato molto all'estero. Ora, passi per omosessuale, ma l'accusa di non essere romeno mi offende davvero. [fonte 4]“


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Simion Mehedinţi 10
geografo rumeno 1868 – 1962
„Chi cancellasse dalla carta geografica i fiumi della Transilvania farebbe dell'idrografia romena un'assurdità: lascerebbe quasi tutti i fiumi senza sorgenti. (p. 21)“

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Simion Mehedinţi 10
geografo rumeno 1868 – 1962
„Se cancellassimo la Transilvania, la gente romena sarebbe simile a una ruota cui mancassero i raggi e l'asse di mezzo, restando solamente il cerchio. Che senso avrebbe una simile figura? (p. 24)“

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Simion Mehedinţi 10
geografo rumeno 1868 – 1962
„Senza i Carpazi non avrebbero potuto esistere un popolo e uno stato Romeni, e il mondo slavo si sarebbe esteso fino alle Alpi in completa continuità etnica e politica, secondo il desiderio dei panslavisti. (p. 118)“

„È da rilevare che il ricordo di Balcescu è tenuto vivo a Palermo anche dalla sezione romena della Biblioteca dell'Università locale a cui il prof. Bruno Lavagnini ha dato il nome dello scrittore. E se Vasile Alecsandri e Duiliu Zamfirescu (1858-1922) gli hanno dedicato le note poesie (Balcescu morente; Fiori di Pasqua), il palermitano Salvatore Lo Voi gli rivolge moderne strofe italiane, in cui evoca le grandi ombre di Michele il Bravo, realizzatore per un brevissimo tempo dell'unità politica romena (1600), e quella di Avram Iancu, il re delle montagne (regele muntilor) (1848), pacate nel presente dall'eco del mesto antichissimo canto romeno, la doina. (p. 14)“

„In Romania i fattori promotori erano costituiti dalla corrente italianista capeggiata dagli scrittori Ion Heliade-Rǎdulescu e Gheorghe Asachi i quali consideravano il popolo romeno quasi italiano, deviato nel normale sviluppo dalle secolari influenze straniere, e postulavano un risorgimento culturale attraverso l'italianizzazione della lingua e l'imitazione delle istituzioni italiane. (p. 3)“

„[... ] il principe Cuza, nel messaggio a Vittorio Emanuele II, in occasione dell'unificazione italiana, sintetizzava la viva coscienza del suo popolo: «Essendo i Romeni di stirpe italiana, più d'ogni altra nazione si rallegrano di questo fatto. Da un'Italia forte e potente, gl'Italiani dei Carpazi e del Danubio possono sperare appoggio...». La sincerità dei rapporti politici italo-romeni è documentata dall'effettivo contributo dato dal re d'Italia e da Cavour, insieme a Napoleone III, per la realizzazione dell'unione politica romena sin dal 1858 e dal fatto che il governo dei Principati danubiani inviava ufficialmente giovani alle scuole italiane. Così nel 1860 furono mandati un gruppo di studenti all'Università di Torino e una missione militare di ufficiali partecipò, sotto Garibaldi, all'assedio di Gaeta e i cui membri vennero citati all'ordine del giorno dal generale Cialdini. Nel 1861, altri numerosi Rumeni della Transivania, c'informa Isopescu, combatterono sotto la bandiera garibaldina. (p. 5)“


Ferruccio Masini 50
germanista, critico letterario e traduttore italiano 1928 – 1988
„Una poesia, questa di Nelly Sachs, che non ci riporta soltanto il dono della parola dopo l'orrore di Auschwitz, ma che cerca nella parola il segreto di una giustificazione religiosa del male, di una teodicea che ci in qualche modo con il mysterium iniquitatis. Un messaggio trepidamente raccolto e consegnato a noi – oltre la spaventosa eclisse di un mondo – quasi per comunicarci la quintessenza di una gnosi salvifica, di una illuminazione segreta quale è quella di chi custodisce nella poesia l'arte dolorosa di decifrare una «trascendenza bella» nella polvere, un «segno regale» nel mistero dell'aria.“

Vintilă Horia 39
scrittore rumeno 1915 – 1992
„Violenza e fragilità costituiscono per l'uomo tradizionale una specie di ritornello fatalmente legato alle apparizioni totalitarie della storia. Collocato in uno spazio originario che il filosofo romeno Lucian Blaga chiamava «matrice stilistica» dove ha creato il suo genere di vita, ma anche il suo stile religioso e artistico, il contadino è forzatamente nemico della storia, destinata ad avere una fine di cui il cristianesimo gli ha confermato la necessità e la venuta. (da Nota di diario di Lunedì 18 gennaio 1965, p. 65)“

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Indro Montanelli 395
giornalista italiano 1909 – 2001
„Tirava aria romena o cecoslovacca in quelle assemblee: ma della Romania e della Cecoslovacchia di Ceausescu e di Husak, con l'idolatria dello Stato, con gli applausi unanimi, con la riduzione al silenzio degli oppositori. S'è sentito, a proposito sempre di Cervi, il sinistro termine «provocazione» con cui tutti gli oppressori legittimano i loro soprusi. Qualcuno di quei ragazzi pretende che esistano parentele tra questo movimento e quelli dell'Est, dimenticando che là ci si batte, a rischio della pelle, per instaurare non il regime dello statalismo, ma al contrario per abbatterlo e introdurre o reintrodurre quello di iniziativa privata in tutti i campi, compreso quello della cultura e della scuola. Che siano diventati, gli studenti di Berlino, di Praga, di Bucarest, fascisti anche loro?“

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Simion Mehedinţi 10
geografo rumeno 1868 – 1962
„Giustamente la Romania è stata detta «la porta delle invasioni» e un cronista romeno ne ha caratterizzato così la posizione geografica: la terra romena è stata situata sulla «via delle sciagure». (p. 26)“


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Duiliu Zamfirescu 9
scrittore e diplomatico rumeno 1858 – 1922
„Un senso di pace infinita, di cieca sottomissione al tempo che passa e ingiallisce i luoghi deserti derivava da quello spettacolo. Pareva che così dovesse essere. Abituato ora all'indole dei contadini, Matteo capiva meglio la natura attraverso gli uomini che non gli uomini attraverso la natura. Il fischiettìo del viandante che a tarda notte ritorna a casa e in poche note tormentate dice la umana commozione, era l'arpa di quella solitudine; i volti calmi dei falciatori riflettevano la luce un po' tarda del sole al tramonto. E anche lui si sentì preso dallo scoraggiamento, guardandosi innanzi. «Sarà»: questa parola, così romena, gli venne in mente.('Matteo', capitolo XIV, p. 101)“

 Archita foto
Archita 2
filosofo, matematico e politico greco antico -428 – -347 a.C.
„La sapienza differisce fra tutte le cose umane tanto quanto differisce la vista fra i sensi corporei, e l'intelletto differisce dall'anima quanto il sole da astri. La vista infatti è fra tutti gli altri sensi quello che raggiunge gli obiettivi più lontani e che assume più forme, l'intelletto è assolutamente superiore alla ragione discorsiva nel portare a termine il suo compito ed è visione e potenza delle cose più preziose. Il sole, da parte sua, è occhio e anima delle cose naturali; tutte queste cose infatti si vedono e si generano e si concepiscono tramite lui, e una volta che siano radicate e generate si nutrono e crescono e si accendono alla vita dei sensi.“

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Sébastien Castellion 4
teologo francese 1515 – 1563
„San Paolo ci dice quali sono i frutti dello spirito: sono la carità, la gioia, la pace, la longanimità, la benignità, la bontà, la fedeltà, la mitezza, la temperanza. Da questi frutti si può facilmente giudicare quale setta sia la migliore, e cioè quella di coloro che credono e obbediscono a Cristo e imitano la sua vita, siano essi luterani, zwingliani, anabattisti o di qualunque altro nome. E infatti la verità sta nelle cose e non nelle parole.Così oggi, tralasciando il comportamento e la santità di vita, gli uomini sono soliti giudicare in base alla dottrina e uccidere quelli che dissentono da loro in qualche cosa, anche se per altro verso siano di buoni costumi, il che non deve invece avvenire. (in Millennium, p. 493)“

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Ernst Jünger 267
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„Vi sono degli incontri totali che mettono in questione il corpo e la vita; essi inaugurano un vasto campo che si estende tra l'intelligenza politica e la disciplina etica.
Nessuno può sottrarsi all'ultimo incontro, quello con la morte. Qui ognuno si espone in modo assoluto. La potenza della morte si sottrae al tempo e al numero, diventa immaginaria. Se inseriamo per il singolo, come per colui che è sconosciuto a sé, in numero base X, egli sarà esposto infinitamente: 'X'∞Solo così l'individuo diventa «indivisibile», come esprime il suo nome. Il fatto che la sua potenza superi qualsiasi misura e valutazione, include una speranza che oltrepassa quella del Paradiso. L'arte e i culti circondano e ornano il muro del tempo; ognuno celebra da solo il sacramento della morte. Nella morte di Ivan Ilijc, Tolstoj descrive il passaggio durante il quale l'esistenza non viene tolta, ma l'individuo rinuncia ad essa.
A questo proposito Heidegger scrive: «La rinuncia non toglie. La rinuncia dona. Dona la forza inesauribile dell'infinito». (da Esposizione, pp. XLV -XLVI della trad. it. parziale.)“

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